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Enciclopedia dei mostri giapponesi


Taro

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E' uscito a Settembre questo libro da parte della kakka edizioni.

Non trovandolo ovviamente in fumetteria, visto che sono propensi a riempirsi di narutti e compagnia mentre per titoli o uscite più di nicchia si deve ordinare, lasciare un acconto e aspettare i comodi del distributore, ho deciso di andare in una libreria Feltrinelli ( :kommu: ) al centro di Roma per scovare il volume.

 

In questa opera non c'è solo un bestiario giapponese, Mizuki ha fatto una notevole opera di ricerca, quindi per ogni mostro ci sono riferimenti a leggende, storie, aneddoti, alle consuetudini della vita dei giapponesi (specie delle zone rurali) nelle varie epoche, ai rapporti sociali,al loro modo di rapportarsi alla natura e all'ignoto, insomma a tutto ciò che realmente si nasconde dietro i miti in esame.

 

Il mattone di 500 pagine ha lo stesso formato dei volumi D-Visual (quindi si può affiancare senza problemi ai volumi di Kitaro dei cimiteri), rimane tuttavia morbido e facile da aprire, si legge bene e senza temere cedimenti.Ogni pagina è dedicata ad un mostro: alla descrizione (che come detto più che descrivere le caratteristiche fisiche è volta a spiegare il suo comportamento, il modo in cui è nato, le storie che lo vedono coinvolto o la spiegazione razionale di come può essersi diffuso il suo mito) si affianca sempre un disegno di Mizuki. Anche se sacrificato (raramente è possibile avere una pagina intera) ogni disegno fa sempre la sua porca figura. Talvolta lo stile è quello buffo visto in Kitaro, altre volte i mostri ricordano le vecchie stampe (tipo i mostri di Hokusai) o i bestiari più antichi, di certo la cura con cui sono realizzati è notevole. Si passa dal comico al grottesco, in qualche caso certe creature sembrano uscite direttamente da un incubo, di certo Mizuki sa come suscitare inquietudine nel lettore. Il meglio lo da quando inserisce il mostro in un contesto naturale:il modo in cui disegna piante, foglie, alberi, boschi è eccezionale, con una maniacalità per il dettaglio che si trova raramente.

Spesso poi si incontrano non solo i mostri usati da Mizuki in Kitaro, ma anche quelli apparsi in opere come Ushio e Tora o Mokke o i manga della Takahashi.

 

 

Il valore culturale di questo libro imo è veramente enorme, se avete letto e apprezzato Kitaro cercate di recuperarlo prima o poi. Ah a fine 2009, sempre di Mizuki, proporranno anche "l'enciclopedia degli spiriti giapponesi". :discobongo:

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