Shito Inviato 17 Agosto, 2010 Share Inviato 17 Agosto, 2010 Personalmente, ritengo Ponpoko uno dei film più belli in assoluto dello Studio Ghibli. C'è poco da fare, Takahata ha una delicatezza e un intelletto che Miyazaki non avrà mai. Miyazaki, ne sono sempre più convinto, è un vecchio otaku che disegna meccanismi, ragazzine e mondi fantastici - ovvero il regno della sua escapologia. E fa questi fumettoni tanto sensuali e 'magici' che 'ti rapiscono', ovvero sono buoni per otaku che vogliono fare escapologia. Eventualmente oggi come oggi otaku ipocriti che vogliono fare escapologia senza ammetterlo, anzi dandosi un tono. Quando eravamo nel 1979, e si parlava non di 'moe' ma schiettamente di 'lolicon' (i tempi di Azuma, per indenderci), Clarice balzò in testa alle classifiche di Animage. Fu scalzata solo cinque anni dopo, manco a dirlo, da Nausicaa. Mi fa ridere che Miyazaki ai tempi si lamentasse che tutti i suoi personaggi diventassero 'lolicon gokko' (soggetti da lolicon), perché -beh- sono esattamente i personaggi che disegna: queste ragazzine pure e virginali, quasi troppo ingenue per l'amore stesso, che con la loro purezza, debolezza fisica ma forza d'animo, possono redimere gli animi nei dei brutti vecchi maschi/cretini che giocano e non vivono. Ok, e non sono queste le ragazzine 'moe' degli otaku? I soggetti lolicon perfetti? Certo che lo sono. Lo sono tutte. Lo è Clarice, lo era Lana prima ancora, lo è Nausicaa, lo è Sheeta, lo è Satsuki, lo è Kiki, lo è Fio. Eccetera eccetera. Fio poi è il massimo del ridicolo/esagerato, perché è questa loli che è pure appassionata come un maschio di roba da otaku (gli aerei bellici che tanto piacciono all'otaku-miyazaki), ci passa le notti insonni (come un otaku), ma poi si 'mette in gioco' come una donna-oggetto, una bambolina da vincere in una sfida, nel vero senso della parola. Sono tutte 'kore' nel senso greco, le ragazze pure. Quelle da mettere su un piedistallo, adorare e non sporcare (significa: masturbarsi all'idea di loro piuttosto che farci le cosacce vere). Insomma, i tipici idoli da erotofobia adoscenziale idealistica da otaku, ovvero da ragazzino. Si può confrontare con tutta la vena di orfismo che corre nell'arte occidentale, se si vuole. O col fenomeno delle 'idol' giapponesi. O col lolicon. O col moe. E' sempre la stessa storia. E non sorprende che Miyazaki da giovane fosse rimasto affascinato dalla Nausicaa omerica, che è una kore perfetta: così moe! Mica Circe, eh! Mica Penelope! Nausicaa! E intanto M. si compiace di mettere le kore in queste situazioni di crisi, pianto, stupro-dietro-l'angolo. Lana minacciata di essere marchiata a fuoco, e poi messa sulla passerella della morte. Clarice presa per il mento dal bruto, tenuta prigioniera, vittima drogata di un matrimonio non voluto. Nausicaa lasciamo perdere, avvolta da tentacoli e insetti come nel peggiore degli ero-doujin. Sheeta sollevata per una treccia dal bruto, che poi le fa saltare le trecce a pistolettare. La crisi isterica prima e di pianto di Satsuki. Kiki che mostra panty-shot ogni tre per due. Fio che come dicevamo si mette in palio, e che siccome è nervosa si spoglia beata per andare a tuffarsi manco fosse Conan. Eccetera, eccetera, eccetera. Fa ridere che Miyazaki, dopo ANNI, disse "prima credevo di usare sempre ragazze come protagoniste perché avere una ragazza protagonista è più drammatico, ma forse è solo perché mi piacciono le ragazzae". EH, NON CE NE SI ERA ACCORTI! (lol) Che poi Miyazaki mette affianco a queste kore/nausicae sempre delle penelopi/circi, ovvero Monsly, Fujiko, Kushana, Gina, Eboshi... ecco le controparti di donne vissute e sporcate dalla vita, che alla fine l'eroe abbraccera avendo giustamente 'non voluto sporcare' la kore di turno (cft finale di Calgiostro, di Porco Rosso, etc). ALla fine è tutto un filo ipocrita. Tanto Marco Pagot torna Marco Pagot per un bacio di Fio, mica di Gina. E giustamente Gina gli dice che è uno sleale/vigliacco. Credo che non esista un anime più otaku e APOLOGETICO dell'essere otaku di Porco Rosso, davvero. Per arrivare a una riconsiderazione onesta delle stesse cose M. è dovuto diventare vecchio e fare Ponyo, dove il nomello Marco Pagot, qui Fujimoto, parimenti schifato dall'umanità e rinchiuso nella sua idolatria, invece che essere un antieroe romantico figo e vincente è uno sfigato allampanato che teme sua moglie e si imbarazza come un bambino davanti alle femmine (Risa), per non dire che è un padre odiato e abbandonato dall'amata figlia e che rimane da solo in un lieto fine triste solo per lui. Takahata non ha nulla di questa escaplogia, di questa trasognanza da otaku. Takahata è un intelletuale vero ma delicato, che è bellissmo, perché solo un giapponese poteva riprendere certe cose del neorealismo e spogliarle di tutta la pornografia che hanno sempre comportato nel vecchio continente. Anche Kondo era delicato allo stesso modo. E' un drammatico peccato che la morte gli abbia impedito di dirigere altro che Mimi wo Sumaseba. 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silent bob Inviato 23 Agosto, 2010 Share Inviato 23 Agosto, 2010 Sul discorso Porco Rosso e Fujimoto sono le due facce della stessa moneta, l'uno figo romanticone, l'altro ubersfigato, chiaramente risucchiato dal circolo stranezza-solitudine-stranezza. Un mio amico mi fa notare che effettivamente sono molto diversi - oltre alla matrice: un pò di romantico spregio per l'umanità che li porta a rinchiudersi in solitudine - Ha ragione, allora mi rendo conto che la grande differenza tra i due è che Porco Rosso è giovane, Fujimoto è vecchio. Non solo, ma penso che un Fujimoto giovane sia irreale. ( casualità: appena arrivo il mio amico mi sfotte subito ammiccando che ultimamente faccia la vita da maledetto + per fargli ricordare chi è fujimoto ( gli inculcai a forza la filmografia di MIyazaki all'uscita di Ponyo ... ) gli faccio vedere degli screenshots tramite il suo nuovo iphone 4 sul quale tanto discutete. è davvero bello, non dà problemi per chiamare ) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 7 Settembre, 2010 Autore Share Inviato 7 Settembre, 2010 Non credo che Fujimoto sia più vecchio di Marco Pagot, anzi. Fujimoto ha le occhiaie da pipparolo, ma è un 'giovane padre' di una figlia bambina. Sia Marco Pagot che Fujimoto si sono ritirati nella loro 'torre d'avorio' (per Fujimoto è un palazzo di corallo sottomarino, per Marco è un rifugio segreto da cui fa incursioni da anarcoide), entrambi spregiando l'umanità 'lurida' in tutti i sensi: fisico e morale. E' il solito parallelo tra misofobia effettiva ed etica a cui Ritsuko e Mayachan ci hanno edotti. "Per chi è affetto da misofobia è sempre difficile vivere a contatto con il prossimo, quando ci si incomincia a sentire sporchi lo si capisce". Vivere nel mondo degli uomini è compromesso, è sporcare l'idealità infantile. Tesi dell'Angelo Crudele, appunto. Fujimoto e Porco Rosso NON accettano ciò, e si alienano. Solo che Porco Rosso, ipocritamente, è un figo che dice battute sagaci e conquista grandi e piccine. Fujimoto, realisticamente, è uno schofoso sfigato otaku che viene visto come un matto e non sa rapportasi a nessuno, meno che meno le donne, moglie e figlia incluse. Detto questo, di recente oltre che di questi porci e di canidi ho scritto anche di altri canidi, antichi cani selvatici, nel caso. A parte la gustosa indagine di filologia, che porta a capire come ciò che per noi è 'cane selvatico' (lett: dei boschi), per i giapponesi sia 'cane montano' (lett: delle montagne), dato che ognuno associa l'idea di 'natura incontaminata, con creature non domesticate' a un'immagine diversa (per noi il bosco, per loro la montagna), a parte l'indagine filologico storica che mi ha portato a scoprire che i giapponesi in passato chiamavano 'cani selvatici' i lupi, dato che non avevano ancora separato i due rami della famiglia (insomma, non esisteva la parola 'ookami'), ho notato poi una cosa ben più evidente, che mi sono vergognato a non avere notato prima. Quella che dona a lui il pugnale prezioso è doppiata dalla stessa voce di quell'altra a cui poi lui dona il pugnale stesso. Come dire: non credo sia un caso, eh! Ora, mentre tento di rifinire il copione dei canidi, è tempo di provini. Poi verrà il tempo di scrivere di sparizioni e nomi che cambiano. Poi ancora di goccioloni e zafferano (cosa che mi preoccupa di più). Frattanto, si è riscritto di noviziati con scope e ramazze, strade di campagna e cemento, nonché di Evangelion ante litteram. Poi ancora ci saranno storie vere da luoghi e genti non di fantasia, tra il bosco di Mitaka, i natali dei masti di Koganei, e i canali della cosiddetta Venezia d'Oriente. L'estate è stata intensa, l'autunno si preannuncia ancora più fitto. Speriamo ne varrà la pena. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 7 Settembre, 2010 Share Inviato 7 Settembre, 2010 Piccolo excursus paesaggistico-etologico: "noi" chi considereremmo il bosco qualcosa di diverso dalla montagna? Mi sembra abbastanza improbabile degli italiani dopo l'impero romano abbiano potuto trovare delle foreste "misteriose" (senza attività antropica di rilievo) se non sui monti. Ciò non vuol dire che all'epoca di Carlo Magno le pianure, diciamo, siciliane non fossero decisamente più (ri)forestate di quelle di oggi, ma non si trattava di ciò che verosimilmente poteva trovarci qualcuno in Germania, zona planiziale, come "terre selvagge". Siamo noi la regione di antica e continuativa tradizione di grande densità di popolazione e flussi commerciali (in rapporto ai suoi vicini), non l'arcipelago. Del resto il Giappone ha una storia abbastanza estrema di deforestazione/reforestazione, anche nel senso che la cosa è avvenuta pesantemente e velocemente (apice distruttivo prima dell'era Tokugawa), quindi una tale percezione potrebbe essere moderna (ciò che sembrava rimanere di "selvaggio" era sui monti, anche se magari non era "primigenio" ma solo "isolato"...); il tutto nonostante non solo la riforestazione enorme che è avvenuta dopo (ma si trattava di "coltivare" le foreste) ma anche che secondo me non è che gli ultimi scampoli di foresta "vergine" fossero/siano da trovarsi tra i monti senza dubbio. Confronta Yakushima! Probabilmente, complice la rivoluzione agricola arrivata molto tardi tra le zone costiere dell'Eurasia, c'è del folklore religioso animistico, dove il picco di una montagna era più facilmente uno shintai di una foresta (non foss'altro perché non vai ad adorare come qualcosa di speciale una caratteristica comune a tutto il tuo territorio quotidiano, come era la foresta almeno almeno fino al Jomon. Al massimo c'è il tipico yorishiro dell'albero che spicca per venerabilità, ma a quanto capisco è già qualcosa di meno ultraterreno). Interessante comunque la faccenda linguistica. Se vera in epoca storica, potrebbe intendere qualcosa di un attimo insolito (per quanto ne capisco di canidi) su canis lupus hodofilax, non pensavo che il flusso genico tra popolazioni post-domesticazione e quelle pre tendesse a numeri elevati come sembrerebbe. Ma tanto non lo sapremo mai. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 27 Novembre, 2011 Share Inviato 27 Novembre, 2011 (modificato) Visto Porco Rosso. Caruccio. Caruccia l' idea di mettere a Porco la voce di Jean Renò , che doppiava la versione francese e attore che piace a Miya-san. Peccato che la sua recitazione non mi sia piaciuta granchè, non c'è fusione coi disegni: in poche parole, quando Porco parla i disegni sembrano voler esprimere una data cosa, mentre la voce del doppiatore un altra. Ma è una mia opinione. La seconda cosa che mi ha colpito sono le parolacce, credo sia la prima volta che le sento in un film Ghibli. Modificato 27 Novembre, 2011 da Zio Sam Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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