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Blockbusters Hollywoodiani; e' vera gloria?


Shuji

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Sono incappato in questo articolo qua sotto e devo dire che ne condivido molti aspetti.

Sono sempre piu' convinto che l'unica spiegazione concreta pe spiegare il delirio di queste produzioni, sia il voler 'far girare denaro' da parte delle grosse major per dare dei segnali forti ai loro azionisti.

 

Ecco l'articolo:

http://io9.com/#!5748577/are-we-witnessing-the-death-spiral-of-the-hollywood-blockbuster

 

e anche tra i commenti all'articolo si trovano interventi interessanti, come il primo o uno dei primi:

 

Hollywood has forgotten how those first blockbusters were made. They were actually pretty small films. Spielberg struggled with a mechanical shark that didn't work, and Fox thought so little of Star Wars' chances they agreed to let Lucas keep all the rights. Neither one was produced to be a blockbuster spectacle, like Ben Hur or Cleopatra were. Now the studios think they have to make Ceopatras to have a blockbuster, forgetting that Cleopatra was a flop. (Edit comment)
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Sono sempre piu' convinto che l'unica spiegazione concreta pe spiegare il delirio di queste produzioni, sia il voler 'far girare denaro' da parte delle grosse major per dare dei segnali forti ai loro azionisti.

 

Sono d'accordo anche se la faccenda è molto più sfaccettata di quanto normalmente non si pensi, tanto che trovo sempre difficle fare un discorso univoco per l'intero fenomeno.

Il problema, secondo me, è essenziale uno: il costo del lavoro, una volta arrivato ad un certo livello, non scende.

 

Esempio parziale banalissimo: se tu, oggi, studio americano, paghi 200 milioni di dollari alla Industrial Light & Magic per fare i tuoi mostri digitali, domani gli stessi tecnici DIFFICILMENTE ti chiederanno di meno per lo stesso lavoro.

E una volta che il prezzo di mercato è stato stabilito DIFFICILMENTE subirà grandi oscillazioni, nel breve periodo, per lavori dello stesso tipo.

 

Questo è uno dei motivi per cui trovo che criticare l'abnorme quantità di denaro smosso per le grosse produzioni hollywoodiane porti poco lontano: una volta che l'organismo va a benzina, benzina gli devi dare.

Insomma, o tutto il processo produttivo viene ridotto di costo contemporaneamente (cosa che può accadere SOLO in caso di calamità naturale, crisi finanziaria immensa o guerra sul territorio), oppure questa è la normale dimensione del giro d'affari di Hollywood.

 

Lo so, ci sono eccezioni, ci sono esempi di veri miracoli produttivi che confutano questa tesi, ma per ognuno di questi film si può (e si dovrebbe) fare un discorso a sé.

Per questo parlavo della mia oggettiva difficoltà di fare un discorso univoco per inquadrare questo fenomeno di lievitazione innaturale. :biggrin:

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La cosa assurda e' che Spielberg anni fa diceva che per realizzare un Nuovo Lawrence d'Arabia (allora la produzione aveva fatto un miracolo tra accordi di varia natura con le popolazioni locali) si sarebbero dovuti impiegare per fare quelle stesse scene di cavalleria, sui 300 milioni di dollari.

 

Ora quella cifra la si adopera per farla virtuale.

 

Tutto questo e' semplicemente assurdo.

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Tutto questo e' semplicemente assurdo.

 

Sì, lo è a livello puramente logico.

A livello strettamente logistico, invece, è al contrario estremamente normale.

 

Girare oggi un colossal è sempre più difficile per un sacco di motivi: la mancanza di location "vergini", la scarsezza ed il costo di reperire carpentieri e scenografi coi controcazzi (che nel passato erano molto più comuni), la poca praticità di doversi portare dietro una crew numerosissima, per ovviare a eventuali inconvenienti di manutenzione sul set (senza menzionare l'ormai maniacale terrore per la fuga di notizie dal set), rendono sempre più pratico affidarsi completamente al digitale.

 

Tu sai molto meglio di me cosa questo significhi, sia in termini di lavoro, che di hardware e software impegnati, che di personale richiesto e gestione delle "maestranze".

A me pare che, tutto sommato, quei 300 milioni di dollari siano un prezzo onesto, nell'ottica della Hollywood di oggi. :biggrin:

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Il problema, secondo me, è essenziale uno: il costo del lavoro, una volta arrivato ad un certo livello, non scende.

 

Però quindi teoricamente, se diciamo bollywood, con un costo del lavoro minore, volesse sostituirsi a hollywood...

 

Comunque ripeto, stante cosa ci dà e cosa non ci dà il blockbuster della settimana, dubito che un ridimensionamento drastico ci tolga molto.

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Però quindi teoricamente, se diciamo bollywood, con un costo del lavoro minore, volesse sostituirsi a hollywood...

 

Il problema della competitività di Bollywood è ad oggi, secondo me, la sua scarsa esportabilità.

 

A livello di capacità produttive ormai siamo molto vicini, così come a livello di competenze professionali, ma il GUSTO dei film indiani rende la stragrande maggioranza dei loro film difficilmente esportabile in occidente.

Per questo Hollywood continua a vivere fondamentalmente senza concorrenti, nonostante i suoi costi esorbitanti.

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Sì, però se per un kolossal ci vogliono diciamo 300-400 persone (e mi tengo basso), quante ce ne vogliono a livello "direzionale" per controllare che il risultato sia entro certe linee guida "yankee"? Per questo mi viene da pensare che in sé potrebbero anche provarci (a Bollywood od altrove, comunque in relazione ai costi minori).

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Sì, però se per un kolossal ci vogliono diciamo 300-400 persone (e mi tengo basso), quante ce ne vogliono a livello "direzionale" per controllare che il risultato sia entro certe linee guida "yankee"? Per questo mi viene da pensare che in sé potrebbero anche provarci (a Bollywood od altrove, comunque in relazione ai costi minori).

 

Ma infatti ci provano già ora e ci proveranno nel futuro.

Al momento, tuttavia, mi pare che non esista una reale intenzione di sfondare nei mercati esteri da parte delle produzioni bollywoodiane.

 

Come ti dicevo, gusto e sensibilità della maggiorparte di queste pellicole sono estremamente legati alla cultura indiana, quasi al limite dell'autoreferenzialità. Probabilmente ciò è dovuto al semplice fatto che il mercato interno è comunque sufficientemente vasto da permettere di assorbire con profitto tutte le produzioni.

 

Ciò che mi chiedo, piuttosto, è quanto attenderà Hollywood ad allungare le mani (o a tentare di farlo) per accaparrarsi maestranze e studios in loco, da poter sfruttare per le proprie produzioni.

Sono molto incuriosito da ciò che potrebbe riservarci il futuro del cinema a livello globale. :snack:

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Infatti, come avevo avuto modo di dire in un'altra occasione, il "problema" un po' paradossale, e' che alla fine in tutte queste produzioni c'e' una componente di lavoro specialistico niente male.

 

In cui oltre tutto ogni studio 'subisce' a sua volta una sorta di 'specializzazione' data dagli upgrade dei software a seconda delle esigenze (e' cosi' che Lightwave ha guadagnato sempre piu' fasce di mercato, in quanto dal primo rozzo modellatore e animatore ha man mano nel tempo seguito le richieste e le esigenze in prima analisi dei produttori televisivi) richieste.

Specializzazione anche poi relativamente a plugin e software aggiuntivi.

 

Pero' dobbiamo porci un problema non da poco, e che da il 'la' alla discussione.

 

Com'e' possibile che strumenti nati per due motivi essenziali; 1) permettere di fare cose che non esistono in natura, 2) (derivato) far correre meno rischi a stuntman e limitare i costi degli effetti speciali, siano poi divenuti degli strumenti invece che 1) scimmiottano sempre di piu' la realta', 2) mettono a bilancio di una produzione costi fuori controllo?

 

A parte quei film che REALMENTE hanno beneficiato di tali tecnologie (Avatar in primis), la maggior parte dei colossal sono solo una cosa; costosi.

Per dire, anche se e' di circa il 2002 e quindi di circa una decina d'anni, il primo Spiderman (airdaje :°_°: ) era comunque costato un 140 milioni di dollari. E l'effettistica faceva pena; il goblin che vola credo rappresenti il punto piu' basso mai realizzato in in qualcosa in 3d.

 

Non e' che voglia fare il moralista o il moraleggiatore sullo 'sperpero' di denaro, ma se una produzione costa tutti sti soldi, che ci sia un motivo. Serio. Concreto. VISIBILE.

 

Australia e' costato 130 milioni.

E' STRACOLMO di primi piani.

C'e' una sequenza pidocchiosa di una manciata di minuti per un attacco aereo.

E BASTA.

 

Il problema non e' il costo in se'.

Il problema e' che questi costi ridicoli stanno sputtanando il sistema, proprio per il 'punto di non ritorno' di costi di specializzati di cui si parlava prima.

 

Dovranno essere proprio gli specializzati a fare un passo indietro, alla fine.

Ma dove e quando, visto che comunque per realizzare certi contributi sono necessarie delle strutture, con dei costi, i quali a loro volta dipendo dal mercato e da migliaia di altri ancora.

 

E il problema NON si risolve citando gli indipendenti o similari, in quanto per le major determinati metodi produttivi non sono fatti dal punto di vista degli indipendenti, per riuscire a fare qualcosa nonostante i mezzi, ma al massimo nell'ottica di tagliare costi soltanto qui e la' senza criteri sensati.

 

Fino a solo circa 10 anni fa, si potevano creare degli studi per realizzare contributi video passando per pubblicita' e documentaristica.

Nel mio piccolo l'ho fatto pure io.

Ma i COSTI sia di natura economica per seguire tutti i vari upgrade (che NON sono MAI gratuiti a meno di chissa' quale calamita'), i programmi aggiuntivi, il TEMPO per capire come usarli e come integrarli al meglio in produzione, erano progressivamente fuori controllo gia' allora.

 

Chissa' oggi.

 

C'e' qualcosa di profondamente malato e di storto in tutto questo; si spende di piu' per fare non rivoluzioni vere e proprie, non esaltazioni di visioni particolari.

 

L'unica produzione che forse ha dato un senso a tutto cio' e' stato Avatar.

 

Ma dopo quel film l'unica cosa cui tutti e' fregato qualcosa e' stato solo quello di CONVERTIRE produzioni in uno pseudo 3d, per cavalcare l'onda del momento, per far pagare di piu' il biglietto, ed occupare con varie produzioni MOLTO discutibili 'spazi' nelle sale attrezzate per il 3d che sono meno di quelle 'regolari'.

 

E' tutto questo discorso che non ha senso.

 

E' il cinema stesso che progressivamente perde senso a livello di mezzo di comunicazione, divenendo sempre piu' solo una qualche cassa di risonanza di questo o quel personaggio, di questo o quell'argomento.

 

Per questo quando poi si vedono film come Black Swan si grida al miracolo.

 

Io grido piuttosto al 'porca puttana' perche' il cinema DEVE essere cosi'.

 

E non deve essere uno o due film a ricordarcelo.

Che si chiami Black Swan o Avatar.

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L'industria cinematografica hollywoodiana è l'unica che non trae vantaggio dalla globalizzazione: la professionalità e la perizia tecnica delle crew americane non ha eguali nel mondo ed è scarsamente replicabile e riproducibile. I costi di manodopera dell'Asia, futuro nuovo ordine mondiale, saranno anche risibilmente bassi ma lo stato dell'arte è infimo. Il gigantismo produttivo statunitense non è certo da addebitare ai costi del personale che rimane invariato sia in una rom-com da 30 milioni di dollari che in una tentpole extravaganza da 300, ma ai cachet di star, FX, dislocazione spaziale delle location ed eccessi scenografici. Un ridimensionamento drastico dei blockbuster (come ipotizzava un asino poco sopra) comporterebbe il collasso dell'intera industria e conseguente morte anche del cinema minore e indipendente. E' così da sempre, anche nei fumetti americani.

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I cachet di FX, se legati alla computer graphic 3d specialmente, come poi e' da anni, sono legati alle professionalita' coinvolte e a tutto quanto di contorno.

 

Ovvio che come in tutti settori ci sia il prodotto/i che fanno da traino e creano in qualche modo il mercato di riferimento.

 

Il discorso non e' "che brutto il blockbuster", ma "che brutto che debba essere per forza blockbuster".

Poi, ad esempio, in Italia quello che ha fatto un po' da 'cassa' per il resto del cinema ovviamente italiano era il peplum, morto quello, morto quasi il settore, salvo reinventarsi in patetiche commediole spesso senza senso ma legato a qualche personaggio del momento.

Il fatto che poi ora quello sia un po' il peplum di allora, la dice lunga sulla sterilita' del cinema italiano.

 

Ma la maggior parte di mega produzioni americane da oltre 150 milioni di dollari almeno, non hanno gran ragione di esistere, specialmente per poi sia i ricavi sia l'indotto che generano, ma che anzi 'saccheggiano'.

 

HERO non e' costato 150milioni, ma neanche una frazione, eppure e' un prodotto che e' andato assai bene.

AUSTRALIA e' costato sui 140milioni e se va di culo pareggera' nominalmente la cifra.

In questi casi non siamo piu' dinanzi a 'leve artistiche', ma a mera circolazione di danaro, che spesso neanche genera nuova ricchezza.

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L'esistenza del (buon) cinema in nazioni che fanno a meno del kolossal rende lettera morta l'idea che se morisse quello morirebbe il cinema, e tanto è sufficiente.

Un Lasciami Entrare costa 4.000.000 $, ma la cosa bella è che un District 9 ne costa 30.000.000 $ (ed è già un kolossal in tono minore e ha già maestranza "care" sotto di sé, sono sicuro si potrebbero trovare esempi di tecnica ben riuscita a minor costo): ce n'è chiaramente per tutti, come realizzazione tecnica necessaria (perché di quello si parla, il cachet degli attori è un motivo risibile per la riuscita del film).

 

Poi, se uno non riesce a sopravvivere senza la ripetuta scemenza iper-digitalizzata a 150.000.000 $ della settimana (della settimana!) che non aggiunge niente a nulla, e che potrebbe essere comunque realizzato a minor costo con lo stesso appeal, a che persona sensata può importare?

 

Ciò che mi chiedo, piuttosto, è quanto attenderà Hollywood ad allungare le mani (o a tentare di farlo) per accaparrarsi maestranze e studios in loco, da poter sfruttare per le proprie produzioni.

 

Dopo la crisi prevista dall'articolo, se avviene. :sisi:

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Rapidamente derubricate le rituali scemenze senza capo nè coda dell'asino di turno (ma scopi ogni tanto? Amici ne hai? Metti il naso fuori di casa qualche volta oltre a trascorrere intere giornate sul forum?): continua pure, da oggi sei su "ignore". :snack:

 

Il discorso non e' "che brutto il blockbuster", ma "che brutto che debba essere per forza blockbuster".

 

In fin dei conti è tutto ciclico, si tratta solo di corsi e ricorsi storici. L'anno appena trascorso e l'imminente notte degli Oscar dimostrano che l'originalità paga e che se il pubblico è intellettualmente stimolato risponde in massa. E poi i blockbuster sono parte integrante e fondativa dell'industria dal 1896 (a meno che non si voglia davvero credere che li abbiano inventati Lucas & Spielberg!), sin dalle origini il cinema oscilla tra cronachismo e fantasmagoria: Lumière riproduceva la realtà fenomenica, Meliès prediligeva l'illusionismo e i viaggi sulla luna. E' da sempre la linea bisettrice lungo la quale si muove l'intrattenimento mondiale, nulla di nuovo sotto il sole. Cosa sono Nascita di una Nazione, Cabiria e la Corazzata Potemkin se non veri e propri blockbuster delle rispettive nazioni? Il problema non è più nemmeno il blockbuster in sè, ma che Hollywood, sotto perpetuo schiaffo di affamati shareholder, è costretta a procedere per accumulo, sovrastrutture e shock sensoriali. L'industria italiana poi è praticamente tenuta in vita dai soli cinepanettoni che sono -sia pur con le dovute distinzioni- l'equivalente nostrano dei blockbuster statunistensi, altrimenti sarebbe già andata a carte quarantotto.

Modificato da CavalierPompetta
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