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Stagione 2011/2012/2013


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Così per scazzo (e perché ultimamente preferisco guardarmi cose da 20 minuti) ho recuperato le puntate del ritorno di Beavis & Butthead. Per dire, in 15 anni non è cambiato nulla (nel vero senso della parola, visto che le animazioni dei commenti ai video sono le stesse delle prime serie, mentre quelle delle storie sono nuove).

 

Mi fa sorridere però l'operazione di mtv, in pratica hanno ripreso questa serie per "farsi dell'ironia addosso", visto che lo usano per commentare per lo più la merda che propina ultimamente (Jersey Shore, 16 and pregnant, ecc...).

Un pò come la Gialappa's che commenta il grande fratello: prendiamo sia i lovers che gli haters. Queste cose mi lasciano sempre abbastanza basito.

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Non fraintendermi, la discussione è iniziata B&B perché volevo evidenziare come mtv pubblicizza la spazzatura che realizza, non era per niente mia intenzione paragonare a SP.

Quello che non mi piace di SP è la volgarità gratuita e utile solo per far parlar di sè (quindi a scopi pubblicitari) che interferisce con la genialità che gli autori hanno. Per me loro sarebbero capaci di far un prodotto degnissimo, ma scadono in facili battute o esagerazioni per comunicare messaggi (ma il più delle volte gratuitamente) che si possono far passare anche più elegantemente.

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Credo che il concetto di "eleganza" sia uno di quelli che i due prenderebbero volentieri a badilate in faccia.

Io credo di essere parecchio in sintonia con South Park, perché mi ha sempre dato l'impressione di non essere ipocrita, né di "far finta".

Mi spiego meglio: prendi i Simpson: geniale, divertentissimo... ma ti dà sempre la sensazione di correre con il freno a mano tirato. Prendono in giro il network in cui vanno in onda, ma alla fine rientrano comunque nei ranghi.

I vari Griffin/American Dad/Cleveland sono ugualmente splendidi, ma tendono ad essere spesso troppo "elitari". Io ad alcune battute rido di gusto giusto perché ho una conoscenza della TV americana non comune (e non è una cosa di cui vantarsi, purtroppo). Ma gli altri?

Beavis & Butthead sono eccellenti (anche se io preferivo Daria, altro show invecchiato malissimo, purtroppo), ma -come tu stesso hai notato- sono anni ormai che restano identici... senza contare che ormai l'appeal di MTV è veramente ai minimi storici.

 

South Park, invece, va avanti per la sua strada. Evolvendo (le tematiche, il linguaggio e persino i personaggi sono molto cambiati, in questi anni...), senza guardare in faccia a niente e nessuno (guarda quello che hanno fatto a Chef, obiettivamente uno dei migliori personaggi della serie), forzando sempre e costantemente la mano (la puntata sullo Human Cent-I-pad ha fatto rivoltare lo stomaco anche a me), e, insomma, giocando al loro gioco secondo le loro regole.

La mia non era una critica a B&B quanto un apprezzamento a South Park.

Mi rendo conto che non sia un prodotto di facile digestione, e che spesso accade che il "messaggio" sia scavalcato da un'onda di caccapupù, ma è voluto.

Tanto che, appunto, è l'unico show in cui una cosa del genere succede davvero, quando tutta la città viene sommersa da un'inondazione di cacca in occasione dell'intellettualissimo festival del Cinema Indipendente (a cui gli stessi Parker e Stone, tra l'altro, devono molto, visto che South Park nasce da lì).

Modificato da Maximilian
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A me SP invece non piace né è mai piaciuto.

Sarà un mio limite, ma... Puoi avere tutti i "messaggi" da dare che vuoi, ma se li veicoli usando eccessiva volgarità, non sono messaggi che mi interessa di sentire (e sì, giudicatemi pure bigotto, ma per me la volgarità di SP - o forse più il modo in cui essa è usata - è ben oltre la mia soglia di accettabilità).

 

Sia chiaro, non voglio essere polemico... ma visto che se ne parlava ho pensato di dire la mia.XD

(e secondo me Daria spigne tutt'ora... Anzi, spero proprio che si decidano a fare anche da noi il cofanetto con l'intera serie. Lo prenderei all'estero ma per me la Massironi su Daria è un valore aggiunto, sicché...)

Modificato da Dk86
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Credo che il concetto di "eleganza" sia uno di quelli che i due prenderebbero volentieri a badilate in faccia.

 

Riformulo meglio il concetto, che forse mi è venuto male (e come mi conoscerai da forum mi capita spesso, anche nella vita reale).

Ho parlato di eleganza perché andare sullo scurrile, sul volgare, sul turpe è un modo "facile" di fare comicità/satira/intrattenimento. Ora non stiamo certo parlando di cinepattoni, però quando gli autori vogliono lanciare un messaggio, e ogni puntata ha un messaggio insito (a differenza dei cartoni Fox che hai citato), non capisco il bisogno di "scadere". Forse perché hanno bisogno di stupire ad ogni costo? Lasciare lo spettatore sbigottito deve nascere da un crescendo e comunque deve essere miscelato. Farlo ogni puntata, 2/3 volte a puntata, vuole dire assuefarlo ad un linguaggio che non appertiene alla satira, appartiene solo al marketing pubblicitario.

Io ho amato puntate come quella dove Gesù sfida Satana, oppure quella su Maometto (anche se le facili battute su Cruise) dalle quali si possono estrapolare vari messaggi condivisibili o meno. Però non amo quando devono per forza inserire qualcosa di forzato o di deviato per tenere lo spettatore di ogni fascia mentale incollato.

 

Mi spiego meglio: prendi i Simpson: geniale, divertentissimo... ma ti dà sempre la sensazione di correre con il freno a mano tirato. Prendono in giro il network in cui vanno in onda, ma alla fine rientrano comunque nei ranghi.

 

C'è molto da discutere sui Simpsons. Intanto andrebbero distinti i periodi, perché è evidente che i Simpsons attuali appartengano a Groening (che penso avrebbe preferito continuare Futurama su Fox invece) solo per onore di firma.

Ha detto una grande verità (anche se con altri intenti) McFarlane (l'autore di Family Guy) nel documentario del ventennale: i Simpsons erano rivoluzionari 20 anni fa quando un bimbo difficilmente rispondeva male a suo padre in televisione, ora per stupire serve altro.

Per me i Simpsons sono il prodotto di un'altra epoca che è schiavo del suo successo, non veicola messaggi, non ne è più interessato. E' solo un programma di grande richiamo, che fa molti ascolti e ha un ottimo marketing. Se ci pensi nei Simpsons non muore più nessuno, non divorzia più nessuno (anzi i genitori di Milhouse si sono rimessi insieme), non c'è più avanzamento: è solo un congelamento della storia, fino a che funziona. Ci sono cambiamenti fake, alla Skinner che ruba l'identità ma che poi tutti concordano a far finta di niente, come detto tutto rientra nei ranghi.

Perché è diventato un prodotto per famiglie (in senso moderno, come qui in Italia consideriamo Striscia la Notizia per famiglie), su un canale ultraconservatore come Fox e deve stare al suo posto.

 

I vari Griffin/American Dad/Cleveland sono ugualmente splendidi, ma tendono ad essere spesso troppo "elitari". Io ad alcune battute rido di gusto giusto perché ho una conoscenza della TV americana non comune (e non è una cosa di cui vantarsi, purtroppo). Ma gli altri?

 

Hanno i loro picchi di cattivo gusto, forse anche più di South Park perché sono fini a se stessi, per esempio le battute sulla malattia di M.J. Fox o su altre malattie. Mi piace quando citano o si citano addosso (come l'ultima puntata incentrata su Stewie e Brian, anzi sono quasi sempre quelle che preferisco).

 

Beavis & Butthead sono eccellenti (anche se io preferivo Daria, altro show invecchiato malissimo, purtroppo), ma -come tu stesso hai notato- sono anni ormai che restano identici... senza contare che ormai l'appeal di MTV è veramente ai minimi storici.

 

Beh son 2 programmi che li hanno ripresi in mano dopo secoli. B&B non mi piaceva molto ai tempi, l'ho guardato giusto per inerzia (e l'ho citato per parlare dell'operazione "recupero spazzatura" di Mtv) anche se dopo la visione in originale ho ammirato il doppiaggio di Elio ai tempi (va però detto che imitare il doppiatore di Butthead non è la cosa più difficoltosa del mondo). Daria invece non l'ho guardato quando l'hanno riproposto.

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Arrivo in ritardo, ma se si parla dei gialli in maniera un minimo approfondita non posso frenare la via vena logorroica ;P

 

(e secondo me Daria spigne tutt'ora... Anzi, spero proprio che si decidano a fare anche da noi il cofanetto con l'intera serie. Lo prenderei all'estero ma per me la Massironi su Daria è un valore aggiunto, sicché...)

Io l'ho scoperto in tempi recenti e per quel poco che ho visto devo dire anch'io d'averlo apprezzato assaie (e concordo sulla Massironi). Certo, considerata la fortuna delle edizioni HV delle serie animate USA in Italia (vedasi anche The Boondocks, di cui non è manco arrivata la terza stagione e il DVD della seconda è anch'esso un miraggio), temo proprio che il cofanettone (che prenderei al volo) ce lo possiamo scordare.

 

C'è molto da discutere sui Simpsons. Intanto andrebbero distinti i periodi, perché è evidente che i Simpsons attuali appartengano a Groening [...] solo per onore di firma.

Mah, io sono convito che il discorso valga anche per le prime stagioni. Tolto il concept iniziale (anche perchè ricordiamoci, la serie nasce come corti di un paio di minuti) e il soggetto di diversi episodi delle prime due stagioni, credo si sia sempre trattato di una grande mediazione di gruppo, dove il creatore non riusciva neanche ad avere l'ultima parola. L'episodio-crossover del film festival di Springfield (e stiamo parlando della quinta stagione, l'epoca d'oro dello show) su cui lui aveva posto un veto categorico perchè lo riteneva un marchettone a The Critic (serie con cui The Simspons condivideva un paio di autori), alla fine andò in onda. Più grave è il fatto che negli ultimi anni non ci sia stato alcun ricambio al timone creativo (per dire, lo showrunner, Al Jean, già presente al debutto della serie, è lo stesso da dieci e più stagioni), che quantomeno avrebbe potuto un minimo indorare la pillola del calo fisiologico (fermo restando che, come ribadirò più avanti, fra l'arrivo di SP e Futurama, la serie per me doveva chiudere 10 anni fa).

 

Ha detto una grande verità (anche se con altri intenti) McFarlane (l'autore di Family Guy) nel documentario del ventennale: i Simpsons erano rivoluzionari 20 anni fa quando un bimbo difficilmente rispondeva male a suo padre in televisione, ora per stupire serve altro.

Per me i Simpsons sono il prodotto di un'altra epoca che è schiavo del suo successo, non veicola messaggi, non ne è più interessato.

Vero. La serie fu un tal fulmine a ciel sereno da scatenare l'indignazione della allora coppia presidenziale, una roba che probabilmente mai più si ripeterà. Ma oltre alla nuova rappresentazione delle dinamiche familiari, la serie era stata pioniera nel campo della satira sociale e politica. Solo che per l'appunto, non era mai stata totalmente anti-sistema anzi, emergeva sempre un grande rapporto di amore-odio per ciò che veniva bersagliato (e quindi alla fine dell'episodio l'unità famigliare si ricompattava, la fiducia nel Sistema rimaneva e si rafforzava, eccetera). Però poi sono arrivati SP e FG, che però hanno alzato e abbassato l'asticella, rispettivamente sulla durezza dei contenuti e sull'immediatezza della componente comica (con quest'ultima che però ha mostrato i suoi limiti molto presto, vedasi anche il bellissimo Cartoon Wars, uno dei pochi episodi dei -non molti che ho visto, invero- di SP che posso dire d'aver davvero apprezzato)...

 

E' solo un programma di grande richiamo, che fa molti ascolti e ha un ottimo marketing. Se ci pensi nei Simpsons non muore più nessuno, non divorzia più nessuno (anzi i genitori di Milhouse si sono rimessi insieme), non c'è più avanzamento: è solo un congelamento della storia, fino a che funziona.

Vabbè, "nessuno", non è che i matrimoni e le morti precedenti abbiano dato 'sto scossone alla continuity IMHO, anche perchè, considerati i numerosi retelling del passato della famiglia gialla, del rispetto di quest'ultima se ne sono sempre strafregati, fin dalle prime stagioni. Più che congelamento parlerei di aggiornamento dello status quo (vedi la progressiva datazione in avanti degli eventi topici come nascite e matrimoni). Però, come dire, puoi aggiornare la cornice temporale (e le animazioni, urgh), ma se non aggiorni tutto il resto (cosa praticamente impossibile) tanto vale chiudere baracca e burattini quando ancora hai qualcosa da dire.

 

Un modo forse ci sarebbe stato per rinnovare almeno parzialmente lo show: liberrasi del limite dei 22 minuti scarsi e rendere gli episodi non più autoconclusivi, non limitarsi a quel geniale cliffhanger di Chi ha sparato al signor Burns?, magari chessò, dividere ogni stagione in una mezza dozzina/decina di archi narrativi, ma probabilmente la FOX non l'avrebbe approvato. Però quantomeno, si poteva aumentare il numero degli episodi divisi in più parti. Sarebbe stato un esperimento interessante imho (molto più del film), ma ormai e troppo tardi e comunque il discorso andava affrontato molto più di dieci anni fa. Di mio, faccio sempre finta che Dietro la risata sia l'episodio finale della serie.

Modificato da El Barto
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Homeland è diventato lo show più bello di questo inverno :sisi:

 

Concordo, ma devo ancora capire la tattica spionistica

ti rivelo i segreti della CIA e poi mi faccio scopare :°_°: , alla fine la bionda aveva un sesto senso su Brody, giusto, ma solo perché attizzata

 

 

 

C'è molto da discutere sui Simpsons. Intanto andrebbero distinti i periodi, perché è evidente che i Simpsons attuali appartengano a Groening [...] solo per onore di firma.

Mah, io sono convito che il discorso valga anche per le prime stagioni. Tolto il concept iniziale (anche perchè ricordiamoci, la serie nasce come corti di un paio di minuti) e il soggetto di diversi episodi delle prime due stagioni, credo si sia sempre trattato di una grande mediazione di gruppo, dove il creatore non riusciva neanche ad avere l'ultima parola.

 

Io credo che questo valga per tutti gli show televisivi, non c'è mai un solo autore (togliendo gli inserimenti del network, che in questo caso essendo Fox presumo siano pesanti) o comunque un solo gruppo di autori.

Però il taglio di Groening (o degli autori originali per meglio dire) non ri riconosce quasi più perché appunto credo che hanno enormi vincoli con il network e perché alla fine non gli frega più di tanto.

 

Ha detto una grande verità (anche se con altri intenti) McFarlane (l'autore di Family Guy) nel documentario del ventennale: i Simpsons erano rivoluzionari 20 anni fa quando un bimbo difficilmente rispondeva male a suo padre in televisione, ora per stupire serve altro.

Per me i Simpsons sono il prodotto di un'altra epoca che è schiavo del suo successo, non veicola messaggi, non ne è più interessato.

Vero. La serie fu un tal fulmine a ciel sereno da scatenare l'indignazione della allora coppia presidenziale, una roba che probabilmente mai più si ripeterà. Ma oltre alla nuova rappresentazione delle dinamiche familiari, la serie era stata pioniera nel campo della satira sociale e politica. Solo che per l'appunto, non era mai stata totalmente anti-sistema anzi, emergeva sempre un grande rapporto di amore-odio per ciò che veniva bersagliato (e quindi alla fine dell'episodio l'unità famigliare si ricompattava, la fiducia nel Sistema rimaneva e si rafforzava, eccetera).

 

Qui tendo a non essere molto d'accordo. O meglio è vero in parte, ci sono puntate in cui c'è il lieto fine da Happy Family americana, puntate dov'è c'è il finale da Happy Family ironico (ovvero facciamo finta che tutto vada bene ma in realtà i problemi sono ancora lì, this is the american way, ricordi l'episodio parodia su Merry Poppins?), puntate dove le cose terminano con un cambiamento e un'accettazione (la morte di Maude Flanders) e le puntate che hanno un finale raffazzonato un pò perché non possono/vogliono dare un finale un pò (molto) per carenza di idee.

Qui si vedono le diverse "mani" che hanno operato sui Simpsons, diversi autori che si sono alternati. Sulle prime puntate bisogna pensare che parliamo di 23 anni fa (io avevo 10 anni), allora com'erano i tormentoni comici? come veniva espressa la comicità nella tv americana? il doppiaggio italiano quanto ha cambiato la resa delle frasi ironiche? (io a parte alcune puntate della prima stagione, le prime non le ho viste in lingua originale, non posso esprimermi).

Bisognerebbe fare un salto all'indietro per capire com'era concepita la tv 20 anni fa in America.

Però poi sono arrivati SP e FG, che però hanno alzato e abbassato l'asticella, rispettivamente sulla durezza dei contenuti e sull'immediatezza della componente comica (con quest'ultima che però ha

molto presto, vedasi anche il bellissimo Cartoon Wars, uno dei pochi episodi dei -non molti che ho visto, invero- di SP che posso dire d'aver davvero apprezzato)...

 

Ho riguardato le due puntate ieri sera prima di rispondere perché credevo di non averlo visto (e invece man mano che la visione andava avanti mi ricordavo le battute). Non credo che il riferimento degli autori fosse tanto a come vengono realizzati i cartoon, ma più che altro al meccanismo della comunicazione che è dietro alla veicolazione delle notizie, il creare casi o nemici pubblici dal nulla (fermo restando che quello che pensavano di FG lo hanno messo in bocca ad Al Zawahiri).

E al loro tormentone sull'intoccabilità di Maometto.

 

Vabbè, "nessuno", non è che i matrimoni e le morti precedenti abbiano dato 'sto scossone alla continuity IMHO, anche perchè, considerati i numerosi retelling del passato della famiglia gialla, del rispetto di quest'ultima se ne sono sempre strafregati, fin dalle prime stagioni. Più che congelamento parlerei di aggiornamento dello status quo (vedi la progressiva datazione in avanti degli eventi topici come nascite e matrimoni). Però, come dire, puoi aggiornare la cornice temporale (e le animazioni, urgh), ma se non aggiorni tutto il resto (cosa praticamente impossibile) tanto vale chiudere baracca e burattini quando ancora hai qualcosa da dire.

 

Due concetti: continuity e retelling che terrei scissi, anche se non si dovrebbe.

 

Continuity. La morte di Maude Flanders avviene nell'undicesima serie e questo mi sembra uno dei primi cambiamenti importanti. Flanders è uno dei primi personaggi esterni alla famiglia che diventa centrale tanto da avere puntate dedicate ogni stagione. Mi ripeto, ora sembra un niente ma 12 anni fa (con SP ai primi vagiti e comunque in un ambito televisivo diverso e FG ancora da concepire) in un panorama televisivo quello era uno scossone. La continuity nei Simpsons è una chimera per via di quello che è diventato, una specie di contenitore per famiglie (in cui non stride nemmeno la battuta finale di Katie Perry nella puntata dello scorso Natale, in fin dei conti come hai detto tu l'asticella si è alzata di molto) dove molti fanno marchettoni e comparsate.

 

Retelling. All'inizio pensavo fosse una presa in giro dei fans che esigono continuity, ora vedo che rimane una strategia commerciale per avere nuove idee ed ambientazioni. La storia delle "origini" funziona sempre quindi applichiamola a diversi ambiti.

 

Un modo forse ci sarebbe stato per rinnovare almeno parzialmente lo show: liberrasi del limite dei 22 minuti scarsi e rendere gli episodi non più autoconclusivi, non limitarsi a quel geniale cliffhanger di Chi ha sparato al signor Burns?, magari chessò, dividere ogni stagione in una mezza dozzina/decina di archi narrativi, ma probabilmente la FOX non l'avrebbe approvato. Però quantomeno, si poteva aumentare il numero degli episodi divisi in più parti. Sarebbe stato un esperimento interessante imho (molto più del film), ma ormai e troppo tardi e comunque il discorso andava affrontato molto più di dieci anni fa. Di mio, faccio sempre finta che Dietro la risata sia l'episodio finale della serie.

 

Non credo sia possibile. Sarebbe meglio si concentrassero solo sui film, ma difficilmente abbandoneranno la gallina dalle uova d'oro (vedi anche Futurama, tanto casino per riprenderlo poi ci riciclano puntate dei Simpsons, tipo quella sulla Apple).

Io riesco a gurdarli sempre, basta che ci sia una scena o una battuta old style, e mi salva la puntata. Fino a che ha spettatori non vedo perché deve smettere, è il pubblico (consapevolmente o meno) che decreta il successo della serie.

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Homeland è diventato lo show più bello di questo inverno :sisi:

 

Concordo, ma devo ancora capire la tattica spionistica

ti rivelo i segreti della CIA e poi mi faccio scopare :°_°: , alla fine la bionda aveva un sesto senso su Brody, giusto, ma solo perché attizzata

 

Partendo dal presupposto che il taglio di capelli della Baccarin è proprio orrido, queste ultime due puntate hanno dato un bello scossone alla trama, anche se la vicenda assume contorni sempre più fantasy a causa delle motivazioni alla base delle scelte dei personaggi, ok la critica, ok la necessità di mantenere desto l'interesse e lasciarsi aperti possibili colpi di scena ma così si sta andando sul radical chic e poi vorrei capire

un americano dai capelli rossi, in una città iraqena pur in una zona benestante, non lo nota nessuno?

:°_°:

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Bel finale di stagione per Blue Mountain State, sarebbe anche perfetto come finale della serie.

Per quanto mi sia piaciuta questa serie in tutte le sue stagione, l'anno prossimo non potrebbe più esserci Thad, visto che si diploma, nonchè altri giocatori, per cui IMHO meglio che la chiudano qui col vecchio cast e al massimo se proprio vogliono continuare, inizino con cast completamente nuovo.

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  • 2 weeks later...

:°_°: Si vede che la eccita! >_<

L'episodio indubbiamente è stato bello, anche se forse non c'era bisogno di andarci così lunghi ma il finale tutto sommato prevedibile, ci vorrà più coraggio nella prossima, anche se fino all'insediamento niente attentati e per quello ci vorrà minimo la terza stagione!

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Il finale urlava MO M'AMMAZZO ADDIO MONDO CRUDELE fino a mezz'ora dalla fine. La turbosterzata strappalacrime con Dana è figlia del rinnovo in corsa per la seconda stagione, secondo me.

 

Ho letto in giro commenti entusiasti e smorzate di tono molto pesanti, non solo sul finale: dal mio punto di vista Homeland è stato splendido per come ha portato avanti la narrazione facendoci credere che Brody fosse un POW indottrinato dal fondamentalismo mentre alla fine si scopre la vera natura di un uomo ferito nell'orgoglio proprio da coloro ai quali l'ha messo al servizio. La metafora di un Marine che vuole attaccare il proprio Paese proprio perché lo ama sopra ogni cosa m'ha lasciato senza parole.

 

Leggevo in giro, non ricordo dove, che a perdita di memoria di Claire sarebbe stata (in caso di termine della serie) una bella trollata sulla poca importanza della memoria storica di un popolo verso gli eventi che ne costellano la storia: è probabilmente un'osservazione indovinata, ma non scommetterei a colpo sicuro sull'ipotesi di una sua riabilitazione con l'evolversi della vicenda.

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Si sembrava intenzionatissimo, anche se a me lascia basito il fatto che sia stato un quarto d'ora con il grilletto in mano e nessuno si è accorto di nulla, se vogliono mantenere realismo e credibilità, la riabilitazione di Claire può avvenire solo a seguito dello smascheramento di Brody, magari da parte di Saul aiutato da lei, qualsiasi altra cosa sarebbe la solita bambinata ma non credo possano attuarla su una serie adulta per definizione, mi ha sorpreso la riappacificazione con la moglie, non la ritenevo possibile ormai. Gli americani in genere vengono dipinti come disin(teressati)formati a prescindere sul resto del mondo, che intendi con memoria storica, quella più immediatamente recente?

Modificato da Joker
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Intendo il fatto che si parli tanto male dell'amministrazione Bush e delle leggi antiterrorismo quando sono quelle che fanno vivere sicuri gli americani a casa loro.

 

Cosa che tra scimmiette abbronzate e politici pronti a cavalcare l'onda pur di partire a caccia di un seggio si dimentica un po' troppo spesso.

 

Claire avrebbe potuto essere, IMO, l'effige di quel modo di pensare mentre invece sarà un punto di partenza per... vedremo l'anno prossimo cosa ;) Non è una critica nel senso malevolo del termine, eh, solo la considerazione di qualcosa che avrebbe potuto essere ma si è deciso di mutare. E a me è pure piaciuto, il mutamento :giggle:

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