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GiTS - Nitenzero


Ryudo

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visto anche innocence, questo per la prima volta.

grazie al cielo nessun abbiocco, ma non sono sicuro di avere capito cos'è questo film. una dissertazione in versi sul darwinismo, partendo dall'assunto che tutto è relativo? ci sarebbe comunque un percorso prestabilito, anche se personale, nella vita di tutti che sostiene l'evoluzione di TUTTO? di certo quei dialoghi che si infarciscono sempre più di citazioni e proverbi non aiutano; vengono a mancare scorrevolezza e senso delle cose.

anche a 'sto giro c'è il finale con una bambola inquietante, messa in braccio alla figlia di togusa (che ironia, dopo tutto quello che è successo e ed è stato detto in laboratorio dalla dottoressa haraway...)

idealmente, mi è sembrato un film molto vicino allo spirito del secondo volume di gits (anche che il maggiore ci sia, ma in quel modo particolare...); è molto concettuale, verboso, parecchio introspettivo e high tech.

le animazioni sono strepitose, arrivano a perfezionare quanto visto nel precedente film. peccato per la CG.

 

ed ora, per qualcosa completamente diverso...

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  • 8 months later...
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GITS è corretto nella misura in cui è una parte del titolo presente anche nel toto dell'originale.

 

E' un po' come chiamare 'Punta al Top! - GunBuster" solo GunBuster, o per citare Garion è come chiamare 'Regia Armata Spaziale - Le ali di Honneamise' solo 'Le ali di Honneamise'.

 

Ma del resto, nessuno si fa specie di chiamare "Nuovo Secolo Evangelion - NEON GENESIS EVANGELION" solo NEON GENESIS EVANGELION.

 

Comunque, se posso dirlo e per quel che vale, il tuo ultimo post è stato davvero un bel leggere, per me. Limpido, lineare, chiaro.

 

Forse la tua spiccata chiarezza negli occhi di taluni risulta come durezza. Posso capire. Ma il vetro o un metallo molto ben lucidato sono limpidi e duri, che vogliamo farci?

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poi uno va sul sito di IG e nella versione inglese ci trova solo 'ghost in the shell'.

http://www.productionig.com/contents/works/

 

lo so che nella controparte giapponese del sito i vari gits sono accompagnati da un titolo più lungo; così è pure per le cover per l'home video delle varie produzioni (anche se...).

soffrono di sdoppiamento della personalità?

 

per quello che riguarda i vari manga, titoli in grande o piccolo, a destra o di là, c'è solo da sbizzarrirsi:

 

http://www.shirowledge.com/gits.html

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Sì, lo garantisco per quanto la mia personale cognizione ed esperienza mi consente a te a tutti gli eventuali altri lettori di questa conversazione. :-)

 

Nondimeno, il titolo di un'opera resta l'originale titolo con cui essa è stata presentata dai suoi autori (amalgama indefinito) nella sua pubblicazione ufficiale al suo originario pubblico.

 

Quindi, ovviamente, la Divina Commedia non si chiama così - come tutti sappiamo. ^^;

 

Mi rendo conto che ci sono casi anche più sul filo del rasoio, non dico di lana, ma nel caso di pubblicazioni commerciali di massa le cose sono relativamente semplici. Tutto sommato.

Modificato da Shito
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  • 1 month later...

http://www.animenewsnetwork.com/news/2017-04-06/ghost-in-the-shell-gets-new-anime-from-kenji-kamiyama-shinji-aramaki/.114481

 

nuovo gits.

al di là di cosa vogliano fare mi sorprende la combinazione di nomi che è stata fatta, ovvero i soliti kamiyama e aramaki.

il primo viagga tra alti e bassi (negli ultimi tempi mi sa più bassi che alti. avrà già fatto il suo tempo?) mentre il secondo dovrebbero limitarlo a lavorare su mecha design e regia solo di scene d'azione.

ma il fatto è che si parla di due soggetti che si dedicano molto a film in CG, e quindi roba che si dimentica molto in fretta. non vorrei che anche questo gits...

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 il fatto è che si parla di due soggetti che si dedicano molto a film in CG, e quindi roba che si dimentica molto in fretta. non vorrei che anche questo gits...

 

Anche fosse in CG non mi importa anzi tutto questo astio verso la CG la considero roba per vecchietti nostalgici :har: . Roba che si dimentica solo perché è in CG? ???

Modificato da francescoG1
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ma dai... per quel che mi riguarda non è un discorso da nostalgici. i film in full 3D CG giapponesi sono prodotti i cui modelli ed animazione vengono facilmente sostituiti in nemmeno 2 anni da metodi migliori. quindi al momento che esce l'ultimo film hypato puoi anche dire "waaah keffigata!!1!!" ma quando, se mai capita, lo rivedi dopo un po' sarà "ah ok è roba vecchia, c'è di meglio in giro".

questo in nemmeno due anni... quindi perchè volerne?

l'animazione 2D e quella 2D integrata alla 3D come dio comanda hanno invece dimostrato più longevità nell'essere apprezzati.

poi certo, se uno mi dice che il nuovo cyborg 009 di kamiyama sarà sempre bello da vedersi o che lo starship trooper di aramaki ha bellezza immortale io non posso far altro che ammirare il suo coraggio e preferire non perdere tempo a discuterci.

tanto 'sti discorsi si facevano già quando è uscito il primo appleseed in 3D e si è visto quanto gliene frega adesso alla gente dopo che l'ha definito un capolavoro.

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ma dai... per quel che mi riguarda non è un discorso da nostalgici. i film in full 3D CG giapponesi sono prodotti i cui modelli ed animazione vengono facilmente sostituiti in nemmeno 2 anni da metodi migliori. quindi al momento che esce l'ultimo film hypato puoi anche dire 

 

Due anni se parliamo di uno stile "foto realistico" possono aver senso. Se parliamo di cel shading o un qualcosa di "stilizzato" in genere il tuo discorso perde valore. Se lo scopo è "ricordare il più possibile"(cosa non scontata) il 2d disegnato allora direi che di meglio non si può fare rispetto a quello ottenuto già da un bel di tempo. Per la qualità delle animazioni dipende da quanto ci lavori sopra. 

Modificato da francescoG1
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ma dai... per quel che mi riguarda non è un discorso da nostalgici. i film in full 3D CG giapponesi sono prodotti i cui modelli ed animazione vengono facilmente sostituiti in nemmeno 2 anni da metodi migliori. quindi al momento che esce l'ultimo film hypato puoi anche dire 

 

Due anni se parliamo di uno stile "foto realistico" possono aver senso. Se parliamo di cel shading o un qualcosa di "stilizzato" in genere il tuo discorso perde valore. Se lo scopo è "ricordare il più possibile"(cosa non scontata) il 2d disegnato allora direi che di meglio non si può fare rispetto a quello ottenuto già da un bel di tempo. Per la qualità delle animazioni dipende da quanto ci lavori sopra. 

 

 

dimmi un "anime" in 3d che sia diventato memorabile e long seller quanto il film di gits di oshii (o un altro blockbuster a tuo piacimento di epoca più moderna, essendo cambiato nell'ultimo ventennio anche il metodo di produzione degli anime "disegnati a mano").

naturalmente conta anche che un prodotto appartenente a questa categoria contenga dei personaggi ed una storia che si differenzino dalla massa...

 

 

ci sarebbe manmachine interface se hanno le palle di mettersi in gioco.

 

Prima dovrebbero capire di cosa parla!  :°_°:

 

 

eh, qui sta il bello: un senso si potrebbe darglielo. godrei abbestia se dopo i due film di oshii se ne aggiungesse un terzo in continuity, con lo stesso stile e prodotto dallo stesso staff (al limite un altro regista).

in tutta onestà penso che i reboot di gits siano diventati un po' troppi, troppo ravvicinati e troppo scialbi; imo IG rischia di stancare tutti e dopo la mazzata del live action non è detto che annunciare subito un altro gits sia una mossa intelligente.

quindi secondo me piuttosto che rimestare sulle solite quattro cose senza avere ritegno sarebbe il caso di andare avanti con la storia e MMI offre degli spunti sui quali lavorare. forse è un po' proprio quello che aveva fatto kamiyama con sac, senonchè lui a gits aveva dato un'impronta troppo personale.

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quindi secondo me piuttosto che rimestare sulle solite quattro cose senza avere ritegno sarebbe il caso di andare avanti con la storia e MMI offre degli spunti sui quali lavorare. forse è un po' proprio quello che aveva fatto kamiyama con sac, senonchè lui a gits aveva dato un'impronta troppo personale.

Kamiyama si era dichiaratamente ispirato a Human Error Processer. Quindi più poliziesco, ma ho trovato molto interessante che si parlasse spesso dei problemi della società attuale proiettandoli in un futuro che ne amplifica gli effetti. E poi Solid State Society. Forse capire chi era il vero nemico di Motoko non era così difficile da immaginare, ma rimane cmq una scelta molto significativa.

Manmachine Interface introduce invece una componente mistica di difficile interpretazione per un occidentale. Shirow quando decide di fare un passo oltre alla coscienza, dell'autodeterminazione di essere senziente, arriva a suggerire qualcosa che tocca lo shintoismo... ma lo fa in modo piuttosto ermetico.

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Kamiyama si era dichiaratamente ispirato a Human Error Processer. Quindi più poliziesco, ma ho trovato molto interessante che si parlasse spesso dei problemi della società attuale proiettandoli in un futuro che ne amplifica gli effetti.

 

la cosa strana di HEP è che è venuto dopo gits... quello che succede in quelle storie mi è sempre sembrato più appropriato per un prequel o qualcosa che accade durante l'opera principale. a me è dispiaciuto che sac, pur attingendo tanto dal gits di shirow, prendesse una direzione sua; non che quel che succede non sia appropriato a gits, ma alla fine non è il gits di shirow. il 2nd gig invece è più materia da appleseed che gits, quindi non l'ho gradito pur riconoscendone il valore alla base (perchè per me appleseed è di gran lunga superiore a gits).

 

E poi Solid State Society.

ecco cosa non avevo ancora visto :pazzia:

 

Manmachine Interface introduce invece una componente mistica di difficile interpretazione per un occidentale. Shirow quando decide di fare un passo oltre alla coscienza, dell'autodeterminazione di essere senziente, arriva a suggerire qualcosa che tocca lo shintoismo... ma lo fa in modo piuttosto ermetico.

 

l'ultimo capitolo di MMI fa comunque intendere che la vicenda narrata fosse un'occasione per raccontare un cambiamento importante. è una specie di seconda rinascita... ed anche un prologo ad altro (di cui non si sa nulla perchè shirow disegna i calendari delle lumache).

in definitiva comunque la si racconti è il gits che già si conosceva e raccontato nel primo volume, ma in un modo completamente diverso.

in questa versione è interessante però il punto di arrivo, perchè rispetto all'altra volta c'è qualcosa di superiore non definibile e deriva da un tipo di contraddizione.

non conosco la mitologia di riferimento che fa da impianto alla storia ma un po' la si apprende leggendo il volume.

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la cosa strana di HEP è che è venuto dopo gits... quello che succede in quelle storie mi è sempre sembrato più appropriato per un prequel o qualcosa che accade durante l'opera principale.

E' semplicemente la sezione 9 che fa il suo lavoro senza Motoko, affrontando casi che non hanno supercriminali.

 

a me è dispiaciuto che sac, pur attingendo tanto dal gits di shirow, prendesse una direzione sua;

Mah, non so se lo sai, ma la cosa curiosa è che 1st Gig si avvaleva della consulenza di Shirow (che fra le altre cose ha inventato l'uomo che ride).

Mentre 2nd Gig aveva la consulenza di Oshii (da qui il maggior approfondimento sulla società rispetto alla prima serie, Kuze e Goda).

 

non che quel che succede non sia appropriato a gits, ma alla fine non è il gits di shirow.

Chissà qual è il Gits di Shirow. Intendo, non quello che ha disegnato, ma quello che sta nella sua mente (oltre alle lumache). D'altronde per un certo periodo Production IG è riuscita a fare delle serie interessanti usando i suoi scarti di pensiero (mi riferisco a Ghost Hound e Real Drive).

 

il 2nd gig invece è più materia da appleseed che gits, quindi non l'ho gradito pur riconoscendone il valore alla base (perchè per me appleseed è di gran lunga superiore a gits).

Io ho sempre pensato che Gits si sarebbe evoluto in Appleseed, se fosse continuato (non so se ricordi in Appleseed una certa agente di Poseidon), ma alla fine nessuno dei due è stato portato a termine. Di Appleseed non è mai stato tradotto l'Hypernotes però  :crying: 

Cmq se hai Intron Depot, dato che era bilingue avrai notato che c'erano un bel po' di illustrazioni per "Appleseed 5" che poi non è mai uscito  :nono: 

 

 

E poi Solid State Society.

ecco cosa non avevo ancora visto :pazzia:

 

Lo devi vedere assolutamente. C'è un timido approccio a MMI, fra le altre cose.

 

l'ultimo capitolo di MMI fa comunque intendere che la vicenda narrata fosse un'occasione per raccontare un cambiamento importante. è una specie di seconda rinascita...

Infatti, qualcosa che va oltre la rete.

 

non conosco la mitologia di riferimento che fa da impianto alla storia ma un po' la si apprende leggendo il volume.

All'epoca avevo appena dato l'esame di shintoismo, per cui leggendo il manga certi particolari mi erano balzati all'occhio. Però sono passati troppi anni per entrare nello specifico. Dovrei rileggermelo.

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E poi Solid State Society.

ecco cosa non avevo ancora visto :pazzia:

 

Lo devi vedere assolutamente. C'è un timido approccio a MMI, fra le altre cose.

 

ok visto. mi aspettavo peggio e fino ad un certo punto dalla conclusione mi è piaciuto molto. si regge su una critica molto forte e di attualità che lo rendono interessante; inoltre il film è stato fatto in modo tale che la vicenda si svolgesse rimanendo abbastanza entro i canoni del mondo di gits. con un pizzico di regia più sentita ed estrosa avrebbe raggiunto l'impatto di un lavoro di kon.

l'inconscio collettivo è stata un'ottima trovata che in un certo senso rende meglio l'idea di qualcosa di già visto e difficilmente definibile, però quel finale con il marionettista non l'ho digerito facilmente. anche se la meccanica delle azioni non è esattamente la stessa, ancora una volta si è andato a parare in qualcosa che era già stato visto troppo e questa evitabile mancanza di originalità la vedo come un rallentare davanti al traguardo.

però il risultato complessivo lo trovo buono.

non ho capito perchè è stato aggregato al filone SAC... poteva essere un film completamente a sè stante.

 

di MMI ci ho trovato poco di certo e molto di incerto...

nel primo caso ci sono i riferimenti alla gestione dei corpi a distanza ed alla situazione di "distacco" di motoko nei confronti dei suoi vecchi colleghi (questo implica anche un parallellismo con il manga per quanto riguarda il suo comportamento in solitaria, oltre che l'ambiente dal quale gestisce la propria missione). sono tutte cose materiali.

nel secondo permangono quei discorsi sull'identità personale che non hanno mai avuto una risoluzione vera e propria; ad un certo punto in MMI non sai se motoko è veramente motoko o se per qualche ragione ignota è diventata anche qualcos'altro; si può perfino pensare che in qualche modo si sia moltiplicata. in SSS sorge lo stesso dubbio ma non è sostenuto da nulla e quindi diventa improbabile; tantopiù che si va a parare sul mutamento della società, non del singolo, e pertanto ti ritrovi con una motoko che è una protagonista per caso se non addirittura quel mezzo che il narratore ha scelto per dare agli spettatori una spiegazione dell'evento principale (che è quello che lui pensa della propria società).

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Uhm... secondo me è molto più semplice. Motoko cercava il marionettista intorno a sè (attenzione che la differenza con Burattinaio è voluta. Quello era il ningyoutsukai, questo è il kugutsu mawashi), mentre invece era una parte di sè. Ed è legato a SAC perché ti ricordo che SAC finiva con Motoko che mollava tutto perché la sua missione era impossibile da compiere. Devi difendere la società, ma è la stessa società a creare i propri nemici. La mancanza di originalità che citi è impossibile da superare. Perché è semplicemente la pura verità delle cose. Anche Motoko covava dentro di sè del risentimento e questo si è distaccato quando lei ha iniziato a usare troppi corpi diversi in simultanea. Quindi può essere banale che il tuo vero nemico sia tu stesso. Ma è anche vero. Così com'era vero che è la società a crearsi i nemici. Una contraddizione molto umana, direi.

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il fatto è che è molto strano che motoko non si fosse accorta che una parte di sè ad un certo punto avesse "preso vita" o che avesse iniziato ad agire per conto altrui (non mi è ancora chiaro del tutto questo punto del film: possono anche essere entrambi e concorrono nella stessa vicenda).

lo dice lei stessa che non può gestire più di due corpi in simultanea e quello del marionettista lo incrocia pure dopo un cambio, lo osserva... posso capire che l'effetto voluto sia quello di mostrare uno scherzo/negazione dell'inconscio, ma lo trovo comunque forzato perchè si parla di motoko; le sue funzioni, più di chiunque altro, sono controllatissime e mettono la sicurezza al centro di tutto (tant'è che per come è posta la questione si potrebbe dire che sono assistite da un sottosistema non indipendente ma talmente regolato da condizioni varie che è impossibile non accorgersi di cambiamenti).

quella che avviene è una scissione completa, troppo netta, della quale a meno di una patologia non si può non accorgersene...

quindi si, in un certo senso è banale ma in un altro modo perchè si vuole far credere qualcosa che difficilmente è possibile.

nulla da dire invece sulla vicenda di per sè, perchè a parte questi artifizi narrativi è qualcosa che lascia il segno.

non nascondo che in realtà non ricordavo come finiva sac2 :P

ma la storia di questo film mi sembra si regga comunque da sola...

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il fatto è che è molto strano che motoko non si fosse accorta che una parte di sè ad un certo punto avesse "preso vita"

Eppure si basa tutto su questo. Non se n'era resa conto o non poteva rendersene conto. Cmq, personalmente non lo trovo un dettaglio così importante nell'insieme del film.

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