Shuji Inviato 22 Luglio, 2013 Share Inviato 22 Luglio, 2013 Premessa; questa non e' una lista 'teorica' ma 'pratica' basata sull'esperienza concreta di vari scrittori, sceneggiatori ed artisti. Premessa2; sono costretto ad usare una traduzione italiana di massima in quanto i miei appunti sul corso in questione sono magicamente desaparacidos, ma la resa in italiano non e' male. Poi vedete voi, questa e' una lista che puo' rientrare molto utile a seconda delle occasioni, e inquadra nel caso perfettamente un'opera da presentare. Let's start. Andando a sintetizzare, in realta' ci sono 25 generi in cui poter raggruppare i vari tipi di storie e narrativa, molti dei quali hanno dei sottogeneri, praticamente tutti i cosiddetti 'mega-generi' invece ne hanno a profusione. In questa prima parte riportiamo i primi 11, piu' il primo mega-genere. -- Lista 1. Love Story sottogenere; salvataggio dell'amico, sostituisce amore con amicizia 2. Horror sottogeneri; il mistero, il sovrannaturale e il super-mistero (in cui il pubblico viene tenuto sempre in bilico tra spiegazione razionale o irrazionale dei due precedenti) 3. Modern Epic; l'individuo e lo stato (es. il film 1984, di Orwell) 4. Western; evoluzione ripercorsa in "Six Guns and Society" (1975) di Will Wright. 5. War Genre; anche se usato come setting per altri generi come la storia d'amore, ha come sottogeneri principali il pro-bellico e l'anti-bellico. 6. Maturation Plot, o storia della crescita, o bildungsroman 7. Redemption Plot, cambiamento morale da - a + 8. Punitive Plot, cambiamento da + a - e relativa punizione (es; nei film mephisto, wall street) 9. Testing Plot; forza di volonta' contro tentazione di arrendersi. 10. Education Plot visione che il protagonista ha della vita, della gente o di se stesso, da - (ingenua, sfiduciata, fatalistica,autodistruttiva) a + (saggia, fiduciosa, ottimistica, autoaffermativa) 11. Disillusionment Plot; cambiamento della visione del mondo da + a - Manco dirlo, il Grande Gatsby. Poi si prosegue con i mega-generi; 12. Comedy sottogeneri; parodia, satira, "sitcom", romantico, demenziale, farsa, "black comedy"; differiscono per il bersaglio del loro attacco comico e per il grado di ridicolo 13 Crime i suoi sottogeneri variano in relazione alla risposta alla domanda: dal punto di vista di chi stiamo considerando il delitto? Mistero con omicidio (punto di vista di un capo detective) Criminale (pdv capo criminale) Detective (pd del poliziotto) Ganster (pdv delinquente) Thriller o storia di vendetta (pdv vittima) Giudiziario (pdv avvocato) Giornalistico (pdv reporter) Carcerario (pdv recluso) Film Noir (pdv di un protagonista che puo' essere in parte un criminale, un detective, vittima di una femme fatale) 14 Social Drama genere che identifica i problemi della societa' -poverta', sistema educativo, malattie trasmissibili, gli emarginati, la ribellione antisociale, etc - ed edifica una storia che propone la cura, ha come sottogeneri: Dramma familiare (problemi all'interno della famiglia) Drammi femminili (dilemmi quali carriera-famiglia, amante-figli) Dramma politico (corruzione nella politica) Eco-dramma (lotte per salvare l'ambiente) Dramma medico (lotta contro le malattie fisiche) Psico-dramma (lotta contro le malattie mentali) 15. Action/Adventure genere che spesso prende a prestito altri aspetti di altri generi come guerra o dramma politico, che vengono usati come motivazioni per azioni esplosive o gesta temerarie; se abbraccia idee come destino, hybris o lo spirituale diventa il sottogenere avventura superiore (es; l'uomo che volle farsi re); mentre se la fonte dell'antagonismo e' madre natura diventa catastrofico/di sopravvivenza (che so, ALive-L'avventura del Poseidon) Allargando la visione complessiva, i mega generi sono creati attraverso setting, stili e tecniche che contengono una messe di generi autonomi; realizzando opere spaziose come una villa con tante stanze, in cui in ciascuna di esse puo' trovare spazio un genere principale, sottogeneri o relative combinazioni. Si prosegue poi con Historical Drama, Biography, Docu-drama, Mockumentary, Musical, Science Fiction,Sports Genre, Fantasy, Animation, e uno che possiamo chiamare 'Art', avanguardia tra minimalismo e antistrutturale e che abbraccia a sua volta altri generi citati. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 23 Luglio, 2013 Share Inviato 23 Luglio, 2013 Sono un pò perplesso, perchè queste mi sembrano più "tematiche" che "generi": cioè, voglio dire, un romanzo di "genere" fantascientifico o anche fantasy può trattare praticamente tutti i "generi" di questa lista.. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 23 Luglio, 2013 Autore Share Inviato 23 Luglio, 2013 Sono un pò perplesso, perchè queste mi sembrano più "tematiche" che "generi": cioè, voglio dire, un romanzo di "genere" fantascientifico o anche fantasy può trattare praticamente tutti i "generi" di questa lista.. Aspetta di vedere la lista completa... (e appunto science fiction e fantastico sono i due mega-generi successivi) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 23 Luglio, 2013 Share Inviato 23 Luglio, 2013 Aspetto con interesse.. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 23 Luglio, 2013 Autore Share Inviato 23 Luglio, 2013 Nuovo update (primo post) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 23 Luglio, 2013 Share Inviato 23 Luglio, 2013 Ho trovato molto interessanti i generi 1-11, in effetti sembrano racchiudere un certo tipo di topoi narrativi. Dissento solo che Gatsby possa dirsi appartenere al genere a cui lo si ascrive. Dal mio punto di vista/lettura, Gatsby come Le Rouge et le Noir è una storia di monito, di 'avvertimento preventivo' al fallimento intrinseco all'inganno del sé. Per dire, il genere dell'Edipo Re, ecco. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 23 Luglio, 2013 Share Inviato 23 Luglio, 2013 E dire che Henlein credeva esistessero solo 3 tipi di storie( e i loro contrari, per un totale di 6) ripetute all' infinito ...... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 23 Luglio, 2013 Share Inviato 23 Luglio, 2013 E dire che Henlein credeva esistessero solo 3 tipi di storie( e i loro contrari, per un totale di 6) ripetute all' infinito ...... Cioè quali, che non me li ricordo più..? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 23 Luglio, 2013 Autore Share Inviato 23 Luglio, 2013 Ho trovato molto interessanti i generi 1-11, in effetti sembrano racchiudere un certo tipo di topoi narrativi. Dissento solo che Gatsby possa dirsi appartenere al genere a cui lo si ascrive. Dal mio punto di vista/lettura, Gatsby come Le Rouge et le Noir è una storia di monito, di 'avvertimento preventivo' al fallimento intrinseco all'inganno del sé. Per dire, il genere dell'Edipo Re, ecco. beh, al di la' del personaggio Gatsby, si parte con una visione del mondo altamente edonistica e piena di possibilita', poi alla fine tale visione in qualche modo 'muore' con il protagonista. Certo, se si prende il film 'dall'esterno', potrebbe anche funzionare come monito, ma il tema 'provato' risultante e' sempre la disillusione. (Per intenderci tema provato nel senso che i film americani pongono come primo assunto portante 'il desiderio'; il desiderio poi si specifica di qualcosa o qualcuno fino a diventare il tema portante del film, cui nel succedersi delle sequenze a seconda della loro singola portata idealmente si 'sottrae' o si 'aggiunge' qualcosa a scapito o a discapito del tema, il risultato poi e' quasi una somma algebrica che rappresenta ove si e' spostato il film lungo la narrazione, a riprova o meno del tema portante/desiderio; suona strano ma le cose funzionano davvero cosi'; scena colorata e festa con lu fulcro dell'attenzione +, rifiuto della donna amata -, etc.) Poi si potrebbe anche parlare di cosa sia il 'desiderio' che il protagonista voleva raggiungere; una vita migliore, la donna che amava, un proprio ideale che ricomprende entrambi, etc. Pero' da qualunque parte la si metta, il 'risultato' direi che pende decisamente verso un 'negativo' di fondo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 23 Luglio, 2013 Share Inviato 23 Luglio, 2013 (modificato) E dire che Henlein credeva esistessero solo 3 tipi di storie( e i loro contrari, per un totale di 6) ripetute all' infinito ...... Cioè quali, che non me li ricordo più..? Un ragazzo incontra una ragazza e quelle sullo stile de " il piccolo sarto" . Poi , Ron Hubbard gli fece notare che c'era anche " un uomo impara una lezione". Aggiunti i suoi contrari, secondo Henlein hai creato il soggetto di tutti i tipi di storie esistenti. Perlomeno, con anime e manga è così Modificato 23 Luglio, 2013 da Zio Sam Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 23 Luglio, 2013 Share Inviato 23 Luglio, 2013 Ho trovato molto interessanti i generi 1-11, in effetti sembrano racchiudere un certo tipo di topoi narrativi. Dissento solo che Gatsby possa dirsi appartenere al genere a cui lo si ascrive. Dal mio punto di vista/lettura, Gatsby come Le Rouge et le Noir è una storia di monito, di 'avvertimento preventivo' al fallimento intrinseco all'inganno del sé. Per dire, il genere dell'Edipo Re, ecco. beh, al di la' del personaggio Gatsby, si parte con una visione del mondo altamente edonistica e piena di possibilita', poi alla fine tale visione in qualche modo 'muore' con il protagonista. Certo, se si prende il film 'dall'esterno', potrebbe anche funzionare come monito, ma il tema 'provato' risultante e' sempre la disillusione. (Per intenderci tema provato nel senso che i film americani pongono come primo assunto portante 'il desiderio'; il desiderio poi si specifica di qualcosa o qualcuno fino a diventare il tema portante del film, cui nel succedersi delle sequenze a seconda della loro singola portata idealmente si 'sottrae' o si 'aggiunge' qualcosa a scapito o a discapito del tema, il risultato poi e' quasi una somma algebrica che rappresenta ove si e' spostato il film lungo la narrazione, a riprova o meno del tema portante/desiderio; suona strano ma le cose funzionano davvero cosi'; scena colorata e festa con lu fulcro dell'attenzione +, rifiuto della donna amata -, etc.) Poi si potrebbe anche parlare di cosa sia il 'desiderio' che il protagonista voleva raggiungere; una vita migliore, la donna che amava, un proprio ideale che ricomprende entrambi, etc. Pero' da qualunque parte la si metta, il 'risultato' direi che pende decisamente verso un 'negativo' di fondo. Capisco. Tuttavia, e ti prego di correggermi se sbaglio (sono serio), mi verrebbe da pensare che nella logica americana e anche un po' puritana l'idea del desiderio è lecita finché il desiderio è legittimo. Nel senso che non si farebbe mai questo ragionamento su un pazzo furioso che ha il desiderio di fare una strage, per il gusto di farla. Nel caso di Gatsby, poiché il suo 'desiderio' fonda sulla negazione del sé e sull'inganno di sé e degli altri, non so quanto di legittimo in effetti ci sia - in senso lato - per classificare l'opera nella casistica che tu dici. In effetti ho letto un po' di critica letteraria statunitense in merito, e mi pare che (versione tl;dr) in genere i connazionali collochino l'opera di Fitzgerlad sul piano del 'social warning', ovvero 'occhio, non è tutt'oro quel che luccica in un'epoca millantanta come età dell'oro', ovvero un ridimensionamento del 'sogno americano'. Io personalmente trovo che anche questa lettura sia un po' misera, nel senso che coglie il generale (la società dei tempi, essa tutta) ma non il singolo (l'inganno del personaggio in quanto individuo), ma può essere che in effetti a essere misero fosse Fitzgerlald proprio. Oppure, potrebbe essere un caso di cattiva lettura generazionale di uno scrittore 'troppo avanti' rispetto ai suoi lettori, un po' come Nakokov, per intenderci. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 24 Luglio, 2013 Autore Share Inviato 24 Luglio, 2013 No, 'desiderio' come mera categoria, come 'atto', che non qualifica se stesso in quanto tale; al posto del termine desiderio si puo' usare qualunque altra cosa "che-spinge-a", e in quanto tale senza valenza positiva o negativa. Quindi nel termine 'desiderio' non vi e' una qualifica o meno di legittimita'. Puoi pensarlo come 'obbiettivo', ma in realta' sarebbe errato perche' obbiettivo avrebbe una connotazione di natura calcolata/volontaria, mentre usare 'desiderio' ha una matrice anche di natura inconscia o quanto meno di non fortemente consapevole, quanto voluta. Ah, ed e' interessante una cosa; anche gli esempi sono presi dal corso, quindi proprio per gli americani il Grande Gatsby rientra esplicitamente in quella classificazione. Poi ci possono tranquillamente essere le distinzioni del caso ^^ edit: tra parentesi, avendo recuperato uno dei testi citati in lingua originale, e' interessante citare un pezzo riportato in un corso Today European filmmakers blame their failure to attract audience on a conspiracy of distributors. Yet the films of their predecessors—Renoir, Bergman, Fellini, Bunuel, Wajda, Clouzot, Antonioni, Resnais—were screened throughout the world. The system hasn't changed. The audience for non-Hollywood film is still vast and loyal. Distributors have the same motivation now they had then: money. What's changed is that contemporary "auteurs" cannot tell story with the power of the previous generation. Like pretentious interior decorators, they make films that strike the eye, and nothing more. As a result, the storm of European genius has become a slough of arid films that leave a vacuum for Hollywood to fill. Asian works, however, now travel throughout North America and the world, moving and delighting millions, seizing the international spotlight with ease for one reason: Asian filmmakers tell superb stories. Rather than scapegoating distributors, non-Hollywood filmmakers would do well to look to the East, where artists have the passion to tell stories and the craft to tell them beautifully. edit 2, recupero e aggiorno con i termini originali Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 24 Luglio, 2013 Share Inviato 24 Luglio, 2013 (modificato) Ho capito il tuo discorso -spero- si parla insomma di un 'movente interiore all'azione' in senso latissimo. :-) La parte che hai citato mi pare di una limpidità e verità pressoché disarmanti. Cose simili, che sono pure evidenti, mi fanno inevitavilmente pensare -contemplando la grande figura- che sia tutta una questione di vetustà dello spirito del tempo in un dato luogo per un dato ambito. Un po' come il manierismo fu la decadenza del rinascimento, dico, e poi l'impressionismo ne fu il totale disfacimento e marcescenza. Modificato 24 Luglio, 2013 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 25 Luglio, 2013 Autore Share Inviato 25 Luglio, 2013 Un pezzo da una prefazione della Le Guin su Leggende di Earthsea, un volumetto edito da Urania Fantasy: (nella cultura trattata come merce) ... l'offerta soddisfa la domanda. La fantasy diventa una merce, un'industria. La fantasy mercificata non corre rischi: non inventa nulla, ma imita e banalizza. Procede privando le vecchie storie della loro complessità intellettuale ed etica, trasformando la loro azione in violenza, i loro protagonisti in pupazzi, e il loro contenuto veritiero in insulsaggini sentimentali. Gli eroi brandiscono spade, laser, bacchette magiche, meccanicamente come mietitrebbie, mietendo profitti. Le scelte morali causa di profondo turbamento sono ritoccate, rese gradevoli e sicure. Le idee dei grandi narratori, concepite con passione, sono copiate, trasformate in stereotipi, ridotte in giocattoli, stampate in plastica multicolore, pubblicizzate, vendute, rotte, buttate via, sostituibili, intercambiabili. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Luglio, 2013 Share Inviato 26 Luglio, 2013 (modificato) La LeGuin era una persona di provato intelletto. Se in quella sua splendida dichiarazione sostutisci a 'fantasy' il termine 'manga e anime' trovi l'analisi che Azuma e altri fanno del settore dell'animazione e del manga giapponese una volta che è finito in mano (creativa) a ex-esponenti del pubblico. Potresti anche sostituire, ancor più semplicemente, un generico 'genere narrativo X'. Il risultato è lo stesso: l'autoreferenzialità esautora la forma del contenuto, e rende la forma vuota - una semplice compiaciuta autoindulgenza dell'autore autoreferenziale di genere, che non avendo nulla da esprimere, non fa che del pessimo manierismo. Sì, il Manifesto della Confraternita dei Preraffaeliti è ancora oggi da incorniciare, più che mai attuale. Non so a che età tu abbia letto per la prima volta il testo citato, ma immagino che leggero da ragazzo possa essere quasi una rivelazione, un'epifania. Mi rammarico di non avere avuto, io per primo, simili incontri letterari. :-( Modificato 26 Luglio, 2013 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
kyoshinhei Inviato 26 Luglio, 2013 Share Inviato 26 Luglio, 2013 (modificato) null Modificato 19 Agosto, 2013 da kyoshinhei Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 26 Luglio, 2013 Share Inviato 26 Luglio, 2013 La LeGuin era una persona di provato intelletto. Beh, semmai la LeGuin è una persona di provato intelletto.. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Luglio, 2013 Share Inviato 26 Luglio, 2013 (modificato) Non era deceduta?Mi confondo con la Wynne Jones? Modificato 26 Luglio, 2013 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 26 Luglio, 2013 Share Inviato 26 Luglio, 2013 Si, credo di si: la Le Guin è viva e vegeta.. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 26 Luglio, 2013 Autore Share Inviato 26 Luglio, 2013 Per la cronaca, non 'sento' l'assistente della Le Guin da luglio del 2011 (se ritrovassi i testi di quel periodo sarebbe pure bello... solo quelli della Weiss e dell'assistente di S.King ritrovo...PD), ma dubito che non mi avrebbe comunicato nulla a riguardo da allora. A che pro classificare per generi le opere artistiche? Per comodità si possono raggruppare più autori secondo una linea filologica ed etichettarla secondo certi criteri. Sono utili anche raggruppamenti trasversali secondo canoni estetici comuni fra le opere. Ma che senso ha raggruppare le opere stesse in base alla trama o alle tematiche presenti e su questa porre una definizione di genere? Come dire che "dracula" ed "eternal sunshine of the spotless mind" hanno entrambi una tematica d'amore unita a fenomeni paranormali. E non ditemi che nel primo c'è il sangue e nel secondo no, perchè fra le innumerevoli versioni del primo ne trovo di certo una senza sangue. Ovviamente potrei fare altri infiniti esempi di intersezione di genere non significative. Non so, mi sembra solo uno sterile esercizio accademico. Ma avendo modestissime competenze in tale ambito, sono aperto ad approfondimenti. Ti rispondo dopo ^^ Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 26 Luglio, 2013 Autore Share Inviato 26 Luglio, 2013 A che pro classificare per generi le opere artistiche? Per comodità si possono raggruppare più autori secondo una linea filologica ed etichettarla secondo certi criteri. Sono utili anche raggruppamenti trasversali secondo canoni estetici comuni fra le opere. Ma che senso ha raggruppare le opere stesse in base alla trama o alle tematiche presenti e su questa porre una definizione di genere? Allora, come anticipato nella premessa, questa non e' una classificazione 'accademica', ma 'pratica. Il corso/i corsi in questione di cui questi sono 'excerpts' di dispense, non sono fatti o tenuti per studenti o artisti emergenti o che vogliano in qualche modo avere un 'master'. (alcuni 'corsisti' sono stati Michael Cimino, Sir Richard Attenborough, John Lasseter, Steven Spielberg (etc), ma anche scrittori/itrici/attivisti quali Gloria Steinem e Jack Valenti quand'era a capo della MPAA) (Parti di questi corsi sono nei programmi dei corsi Rai-Script) Questo per indicare con precisione una cosa, ho postato una classificazione altamente, molto altamente, pragmatica. E' quindi questo che e' e rappresenta, parte di un qualcosa realizzato da e per individui che non hanno necessita' di ricette, sterili classificazioni, ma semplicemente elementi per poi arrivare ad una propria visione e rappresentazione delle cose. Cosi' come del resto viene anche ben specificato a inizio corso; si parla delle 'forme' e non delle formule', ad esempio. Ritengo possa essere quindi, come 'lista di generi', ribadisco pragmatica, qualcosa di fruibile ed utilizzabile, quanto non 'eterna' o fissata nella pietra, perche' il punto di vista che l'ha realizzata oltre ad essere di natura appunto pragmatica, e' soprattutto di natura non personalistica o che tende ad individuare delle 'strade' preferite rispetto ad altre. Dopodiche', che senso ha fare classificazioni? Al di la' che ribadisco non trattarsi di tavole della legge, possono contribuire a formare un parere su determinati argomenti, oppure a porsi un istante dinanzi ad un'opera e a chiedersi meglio 'cosa sia'. Il fatto e' questo. Chiunque apprezzi le arti figurative, musicali, e similari, non e' che passi automaticamente dalla fascinazione, alla mimesi, alla realizzazione propria; da qualche parte nel mezzo 'impara' gli strumenti da adoperare; che siano i pennelli, i colori, lo scalpello, lo spartito musicale, le chiavi, i semitoni, il piano, il violino etc. Per qualche misterioso motivo, invece, in narrativa, nonostante siano soltanto quei 2000 e passa anni che si raccontano storie, pare che tutti gli wannabe di questo mondo si 'nascondano' sotto il 'discorso dell'arte' 'della spontaneita', con quel misto micidiale di arroganza e presunzione che solo gli uomini possono mettere insieme allo stesso tempo; pochi, si rendono conto che ci sono strumenti ben codificati anche e soprattutto in narrativa. E non e' sufficiente la mimesi e 'l'ispirazione' per generare opere d'arte; in narrativa, come nelle altre discipline umanistiche o meno. Perche' quello che non si conosce, banalmente, non si puo' neanche 'personalizzare', si incappa ovviamente nei cliche', si puo' anche credere di scrivere un certo tipo di storia, si vuole scrivere un tipo di storia, ma senza conoscerne le convenzioni si finisce per scrivere altro; o per smettere di farlo perche' gli equilibri di genere non 'tornano': I 'generi' hanno infatti uno stretto rapporto con la 'struttura' di un'opera. Quindi, in un'area di discussione in cui si parla di narrativa e non solo, senza stare a fare chissa' quali disanime, una guida molto, molto pratica di 'generi' potrebbe essere utile anche per una sbirciata in piu' su taluni argomenti, o solo come guida (appunto) pratica, da chi non ha necessita' di fare 'accademia' ma soltanto indicare come presentare dei "prodotti". Non ci puo' essere una 'classifica' piu' pratica di questa. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Luglio, 2013 Share Inviato 26 Luglio, 2013 (modificato) Per me è sempre un discorso perlomeno strano, perché se anche credo sempre che se 'pensare' significhi essenzialmente 'giudicare ovvero categorizzare' (e lo credo, e non è cosa originale), pure detta categorizzazione è sempre null'altro la riduzione di una gamma diffusa in una auspicabile partizione esaustiva di quella, indi limitante, e in molti casi neppure una partizione, ma in un groviglio di sottoinsiemi tutt'altro che disgiunti come li si vorrebbe (o almeno come io vorrei), perché classificati secondo direttrici descrittive tutt'altro che ontologicamente contigue, quanto piuttosto ben incidenti e intersecanti. Quindi per me è sempre un po' tutto un boh. Anche se posso capire una certa utilità di definizione e discernimento 'di genere', più che altro per comodo. Ma è un conflitto forte, per me, perché ogni linguaggio per essere comunicativo deve essere codificato e condiviso (cosa necessaria persino per violarlo!), questo lo so bene. E credo che l'arte, in ogni sua forma, sia una forma di estroiezione e comunicazione umana. Mi viene da pensare che anche i generi contribuiscono a scacciare il pericolo delle Wastelands di cui Eliot. Alla fine, siamo solo essere umani che parlano a esseri umani, no? E' un conflitto su cui ancora mi dimeno e mi contorco. Forse è una questione di macro e micro nella canonizzazione dell'elemento linguistico, ovvero di basso e alto livello del codice. Ma ci devo ancora pensare. Tanto, mi sa. Dove finiscono strutturalimso e determinismo, e dove invece cominciano le wastelands del solipsismo di fatto? :-/ E soprattutto: esiste una zona franca tra i due, o sono proprio ambienti contigui? Modificato 26 Luglio, 2013 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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