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[RECE] GX-44S Tetsujin T-28 & Black Ox Set


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Recensione GX-44S

 

Confezione.

La confezione del GX-44S non è particolarmente “imponente”, tutt’altro: più o meno 1,5 volte la confezione del GX-01. Nonostante le dimensioni, appena la si prende si nota subito una discreta pesantezza, indice di una buona percentuale di metallo (anche se non equamente distribuita tra le due figure, come dirò tra poco).

All’interno si trovano:

- un contenitore in polistirolo (che occupa la confezione per circa il 50% in altezza ed il 100% in larghezza et lunghezza) che contiene i due robot: il T-28 ed il Black Ox..

- un contenitore in plastica trasparente che racchiude tutti gli accessori

- un contenitore in cartoncino color bianco che racchiude le due basi (all’interno son separate da un divisorio in cartoncino grezzo).

- le istruzioni, arricchite da alcune immagini fotografiche delle versioni precedenti dei modelli del T-28.

Accessori T-28

Il T-28 si presenta con una dotazione di 3 paia di mani di ricambio,

 

 

 

 

 

una testa addizionale per la posizione di volo

 

 

testat28qq0.jpg

 

 

 

il backpack per il volo (con le ali estraibili a scatto ed aggancio magnetico per posizionarlo sulla schiena del T-28)

 

 

 

 

 

uno Shotaro in ginocchio con la valigetta di controllo aperta, uno Shotaro seduto da inserire nella slitta volante, il robottino che, di quando in quando, si vedeva nell’anime (e, che , al momento, non mi rammento che diamine di utilità avesse). Le “statuine” di Shotaro e del robottino, stante le ridotte dimensioni (sono in scala col T-28) non si presentano troppi particolareggiate, anzi. Ma, viste le dimensioni, male non son realizzate (anche se Shotaro in ginocchio sembra sia stato allenato da Schwarzenegger).

 

Infine, ultima ma non ultima, la valigetta di controllo, apribile.

 

 

valigettaib3.jpg

 

 

 

Le manopole di controllo sono movibili indipendentemente l’una dall’altra.

 

Per darvene dimostrazione avrò bisogno di un assistente.

Salutate tutti l’assistente

 

Tutti: “Ciao assistente!!”

 

 

 

 

Dimostrazione.

 

 

 

 

 

Tetsujin 28

Il modello del robot, nonostante le ridotte dimensioni

 

 

 

 

stupisce favorevolmente per la sua pesantezza. Infatti, salvo la testa, le coppe sulle spalle, la zona del ventre e le cosce, tutto il resto è in metallo.

La mobilità delle braccia e delle gambe è la più elevata tra quelli in mio possesso (Eva e Mazinger Angel escluse)

 

 

 

dettaglieposevz9.jpg

 

 

i gomiti si piegano di 180°, mentre le ginocchia son “limitate” a circa 150° (stimati ad occhio, accontentatevi e non siate pignoli…), grazie ad una placchetta in plastica che, se spinta, rientra all’interno della parte inferiore della gamba (e che, alla ri-estensione della gamba, ritorna in posizione da sola, grazie ad un meccanismo a molla). Se non si fa rientrare la placchetta, il movimento del ginocchio è limitato ai canonici 90°.

 

 

 

 

 

Unico difetto: le articolazioni delle spalle (come quelle dei ginocchi) ripresentano il movimento a “scatti” di 30° come nei vari Getter, Mazinger, etc. Per preferenza personale (e per una migliore “posabilità”) avrei preferito un sistema simile al Gaiking o alle Mazinger Angel, dove la posizione del braccio era mantenuta per attrito. Ma, visto che le braccia sono in metallo e son piuttosto grandi, probabilmente altra soluzione non c’era...

Per quanto riguarda l’articolazione delle anche, la soluzione adottata dal T-28 (e dal Black Ox) è tecnicamente interessante.

 

 

 

 

Le anche possiedono un doppio meccanismo telescopico:

- il primo (al bacino) è simile a quello adottato anche per il GX-31 Voltes V: il punto dove sono imperniate le anche “scivola” verso il basso, permettendo una maggiore escursione avanti-dietro del movimento delle gambe (si arriva ad ottenere una massima divaricazione avanti-dietro di circa 60° a fronte di circa 45° quando le gambe son messe nella posizione “di riposo”).

- il secondo, che permette di arrivare ad un’escursione di movimento avanti-dietro di circa 90°, è posizionato nei femori: “tirando” (una alla volta e con molta forza, visto che son maledettamente resistenti) le gambe verso il basso, le “protezioni” alle cosce scendono di un paio di millimetri (facendone guadagnare altrettanti al modello), scoprendo un secondo meccanismo articolare posizionato nelle parti delle anche in plastica grigie.

A questa soluzione geniale (perché permette di risolvere brillantemente la giocoforza limitata mobilità delle gambe dei robottoni dal design mazinghesco, data dal design irrealistico degli stessi negli anime (la corazza metallica negli anime si comporta più come una stoffa che come un pezzo di rigido metallo)), purtroppo, fa da contraltare un limitato escursus delle gambe nei movimenti laterali, limitato a circa 50° gradi massimi.

Ma, visto che anche nell’anime, il T-28 non è mai stato prodigo di calci laterali (a differenza, che so, del Daimos), questa limitazione non inficia eccessivamente la votazione complessiva sul modello (se fosse stato possibile divaricare maggiormente le gambe, al massimo l’avrei valutata un 0,5 punti in più).

I piedi adottano una soluzione dell’articolazione simile a quella del GX-27 Gaiking, con un maggior range di escursione del piede, specie nel movimento della punta verso il basso). La solidità, la “resistenza al movimento autonomo” dell’articolazione della caviglia, pur adottando una soluzione simile a quella del Gaiking, è assolutamente superiore: a meno di non metterlo fuori baricentro (nel qual caso cadrebbe comunque, pure se avesse le caviglie di SL-NZ), le caviglie riescono a sopportare bene il peso del modello. Ah, nota: i piedi NON hanno le punte articolate viste in alcune immagini in rete.

Un punto negativo è nel backpack (tutto in plastica, come è ovvio, ma non è questo il difetto). Questo accessorio si posiziona sulla schiena del T-28 grazie ad un magnete (c’è anche una specie di “binario-guida”per evitare di metterlo al contrario).

 

 

 

 

 

Solo che il magnete utilizzato possiede sì una forza sufficiente a mantenerlo in posizione, ma è inadeguata nel mantenerlo in posizione non appena si prende il T-28 in mano, con il risultato di farlo sganciare se non si sta attenti.

Altro piccolo difetto del backpack risiede nel meccanismo a scatto per l’apertura delle ali: questo meccanismo possiede una sensibilità, a mio parere, troppo elevata, e basta una pressione non troppo forte per farlo scattare (a volte scatta anche una sola “ala”).

Niente che pregiudica (troppo) il risultato finale, sia ben chiaro, solo che è fastidioso se con i SoC ci “paciugate” spesso.

 

 

 

 

 

 

Accessori Black Ox

Il Black Ox ha una selezione più limitata di accessori

 

 

 

 

al parco mani (limitato a due sole paia aggiuntive) si aggiunge una testa di ricambio priva della corazza facciale e che mette in vista i meccanismi sottostanti, e la summenzionata maschera facciale (che è possibile applicare alla testa aggiuntiva). Una chicca: benché di dimensioni ridotte, la testa “standard” del Black Ox ha la bocca che può essere aperta e chiusa grazie ad un meccanismo simile a quello del GX-41 Raideen (e che, purtroppo, soffre del medesimo problema: basta un urto al Black Ox (o al piano dove staziona) per fargli aprire automaticamente la bocca).

 

 

testablackoxsx4.jpg

 

 

 

Black Ox.

Valgono le stesse considerazioni fatte per il T-28, giacchè i meccanismi e le articolazioni son (quasi) i medesimi.

Con le seguenti differenze:

- il Black Ox ha le articolazioni del ginocchio “classiche”, limitate a circa 90°, in quanto non presenta le placchetta rientrabili che ha in dotazione il T-28.

- le gambe del Black Ox sono interamente in plastica, piedi inclusi: questo incide, purtroppo a sfavore, sul “senso dell’equilibrio” del modello. Avere un baricentro “alto” preclude la possibilità di posizionare il Black Ox in “pose plastiche” senza l’ausilio di un qualche supporto. Stesse pose che il T-28, invece, regge bene anche senza supporti extra.

Oltre a renderlo più suscettibile del T-28 agli sbilanciamenti dovuti ad urti occasionali al piano ove staziona (o al modello stesso).

 

Ruzzabilità” (a.k.a. giocabilità)

A parte piccoli problemi di equilibrio (dovute al voler tentare pose magari troppo ardite), “pastrocchiare” con i due die-cast è veramente un piacere, data l’elevata mobilità delle articolazioni (specie di quelle superiori).

 

Voto finale.

Complessivamente, viste anche le soluzioni tecniche adottate (io son particolarmente sensibile ai dettagli tecnici di realizzazione), la votazione per me si assesta su un 8,5 per il T-28 e un 7,5 per il Black Ox. A sfavore di quest’ultimo gioca soprattutto il fatto di avere le gambe in plastica: senza questo “difetto” si sarebbe aggiudicato tranquillamente un 8.

Il minor voto al Black Ox è dipendente, in misura maggiore, al minor “feeling” da me sentito verso il modello rappresentato rispetto al T-28. e niente più.

 

Se siete appassionati della serie animata anni ’80, l’acquisto è consigliatissimo.

Se non siete appassionati della serie ma amate i SoC, comperateveli lo stesso :P , dato che son modelli molto belli e ben realizzati.

Se non amate i Soc… ERETICI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!MISCREDENTI!!!!!!!!!!!!!!PENTITEVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

IN GINOCCHIO, SUI CECI!!!!!!!!! ANZI, NO, SUL GHIAINO FINOFINOCHE NONMIPOTETEDIREDINO!!!!!!!!

 

:P

 

Un po’ di foto varie.

 

 

 

Crisi d’identità?

 

 

Ecco che succede a lasciare in giro i manga…..

 

 

 

 

 

 

 

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