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La Grande Bellezza


Shuji

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Shito, nello stesso film l'autore prende per il culo in modo direi piuttosto plateale proprio un 'certo tipo di pretesa di intelletualista'; lo fa con quella specie di street performer cui fa prendere a craniate un muro e poi pontifica sul fatto che lui e' un artista e quindi non c'e' bisogno che fosse compreso quello che dice, e alla fine parlando di 'vibrazioni' l'autore, con l'ovvio tramite di Jep, lo prende per i fondelli.

La famosa pseudo-romanziera che fa tanto la sostenuta, e' ugualmente presa comunque per i fondelli.

 

Verdone, che era un simil-wannabe, pronuncia certe sentenze da far morire dal ridere dalla pretenziosita', e poi lo fa tornare a casa da suoi.

 

Cioe'.

 

Veramente.

 

Posso capire tutto, ma vedere 'pretese di intelluistita' in questo film, con un autore come Sorrentino, e' sbagliare proprio bersaglio.

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Shito, nello stesso film l'autore prende per il culo in modo direi piuttosto plateale proprio un 'certo tipo di pretesa di intelletualista'; lo fa con quella specie di street performer cui fa prendere a craniate un muro e poi pontifica sul fatto che lui e' un artista e quindi non c'e' bisogno che fosse compreso quello che dice, e alla fine parlando di 'vibrazioni' l'autore, con l'ovvio tramite di Jep, lo prende per i fondelli.

 

Me ne sono ben reso contro. E poi OMG OME la citazione del quadro impressionista blahblah, sì.

 

la cosa atroce, per me, è che in quella scena vedevo una macchietta che prendeva in giro una metamacchietta, e alla fine la seconda era meglio della prima. Perché la seconda, per il regista era ridicola. La prima, no, per il regista / la macchiana da presa, non era ridicola: ma lo era vivissimamente nei miei occhi. In ogni singola battuta, atteggiamento, sguardo, era peggiore della cretina con la falce e il martello dipinta sul pube. Ovvero quella mi faceva pena, l'altro mi faceva schifo.

 

E' tipo quando vedo il giornalista provocatore tipo che si sente migliore del politico merdoso di turno, hai presente? Non so tu, ma io sparerei *prima* al giornalista. Che si credere migliore, no? LoL.

 

 

La famosa pseudo-romanziera che fa tanto la sostenuta, e' ugualmente presa comunque per i fondelli.

 

Verdone, che era un simil-wannabe, pronuncia certe sentenze da far morire dal ridere dalla pretenziosita', e poi lo fa tornare a casa da suoi.

 

Cioe'.

 

Veramente.

 

Posso capire tutto, ma vedere 'pretese di intelluistita' in questo film, con un autore come Sorrentino, e' sbagliare proprio bersaglio.

 

Era tutto, tutto, tutto così macchiettistico ma senza la vera farsa che per me era osceno. Tipo, avrei detto al regista: "aspetta, fammi capire, ma tu credi davvero che questa bale stronzata  abbia più senso della goccia di senso che ha? e te la tiri tanto? dai, sul serio, smettila"

 

Voglio dire, in confronto a questo film Compagni di Scuola ha la durezza del miglior Dino Risi, ed è un dire. IMHO IMHO IMHO.

 

Anche senza mettere la nana che fa molto l'idiota sapiente, anche senza le strizzate d'occhio stilistiche, la rori violata che se va dicendo "non voglio diventare come voi" è un vero calcio nelle palle, dico.

Modificato da Shito
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ma piu' che mostrare episodi grotteschi, far parlarne i protagonisti in modo grottesco, e col tramite del protagonista prenderli poi direttamente per i fondelli....

 

ma che doveva fa' di piu' Sorrentino per illustrare quel punto di vista?

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Capisco cosa intendi, il punto è che in qualche modo non riesco a capire davvero se il protagonista fa il ruolo dell'osservatore illuminato esterno, il pesce (tutto sommato) fuor d'acqua - come il gatto che pensa sugli umani, il robot che pensa sugli umani, sai, "l'ingenuo" di Voltaire, quel che vuoi - oppure si intende anche lui essere proprio grottesco come gli altri, pur avendo un intelletto e un autocoscienza maggiore.

 

:-/

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Io non credo che Jep si metta mai in posizione di voler essere 'migliore' di uno o del'altro; e' sarcastico (l'avrei fatto anch'io) quando ha a che fare con il 'fine artista che lui non ha bisogno di spiegare le cose'; e' ironico ma anche piu' semplicemente stanco e disilluso per la 'scrittrice', e cerca di essere un amico per il famoso verdone-wannabe.

 

Poi, l'eta' e' carogna, una volta che hai visto per anni e anni e anni sempre le stesse cose, con varie sfumature (le quali sono le cose cui uno si attacca per cercare di rendere 'nuovo' o appetibile un qualcosa) alla fine, perdi sensibilita' per queste e assumi pregiudizi anche ove non vorresti.

 

Un po' come uno che vede migliaia di film, alla fine quando ne esce uno nuovo ha sempre meno aspettative, non e' cattiveria o desiderio di 'illuminato'; e' semplicemente stanco di vedere sempre la stessa roba.

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Quello che dici è sensato è lo capisco. Direi che lo condivido altresì.

 

La difficoltà per me è convincermi di quanto di quel che dici sia nel tuo intelletto, e quando sia davvero nel film.

 

Di mio ho trovato molto rilevante il rapporto del protagonista con la sua badante, ma si sa che sono uno ossessionato dalla dialettica servo-padrone di cui Hegel.

 

Tuttavia, il nostro protagonista, da principio, con tutta la sua vecchiaia esperienza e vissuto, non si sottrare al marasma festaiolo. Quindi? Quando poi vai dalla cretina che prende a craniate l'acquedotto, invece di sentirti bravo e figo usando lei come i fratelli della Haniwa usavano i pali della porta, perché non sai fare nulla di meglio?

 

Sarà che soffro l'esistenza dell'intelletto senza la responsabilità dell'intelletto. Un mio amico dice che ragiono da boddhisatva.

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Pensa che alla badante manco ci pensavo piu', e' quel tipo di figure che non mi piace, che mi crea quasi ansia.

 

Del resto poi non c'era in realta' grande dialogo, mi sembravano due mondi che cozzavano quando parlavano uno all'altro e alla fine restavano sulle proprie. E' quel tipo di 'dialogo' triste che si ha con una persona che lavora ad ore in casa tua e proviene pure da un'altra nazione; quasi la perfetta 'summa' di come vanno le cose in questi ultimi anni.

 

Jep non si sottrate al marasma festaiolo, si, ma ne e' stanco, non fisicamente.

Piccolo inciso che non sono certo di far capire; quando uno e' stanco, e' stanco, quando invece la stanchezza e' 'morale-non-insenso-etico', pur se esiste si 'reagisce', ma non si ha piu' l'iniziativa di fare. E' l'anticamera della depressione; non avere piu' la voglia, ma reagire a quanto accade.

Ecco, Jep non ha piu' l'iniziativa, lo si vede, si lascia vivere, reagisce quando si trova sollecitato e richiamato dagli altri e dalle situazioni.

 

Ma lui, lo dice, vorrebbe sparire.

Se sparisse, non ci sarebbero piu' sollecitazioni; e' cosa un po' diversa dal voler sparire = voler morire.

 

Quando va dalla tipa delle craniate, l'intenzione con la quale si pone non e' quella di prendere per i fondelli, ma questa viene poi quando l'interlocutore cerca di voler spingere e far riportare a Jep quelle che e' evidente (per lui e non solo) siano fesserie.

 

Jep e' persona anziana, gli anziani si portano dietro un bagaglio che prescinde da quanto accade e da quanto sentono.

A volte questo si risolve in pregiudizi, altre in incomprensioni, altre in scazzo e poca sopportazione.

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Jep non si sottrate al marasma festaiolo, si, ma ne e' stanco, non fisicamente.

 

Senza dubbio è come dici. Nella realtà dei fatti narrativi è assolutamente così.

 

Quindi il mio rifiuto del tutto, anche qui deve essere di nuovo una cosa mia. In effetti sono molto molto razzista su queste cose. Del tipo che l'unica volta che la mia prima fidanzatina mi trascinò a una "festa di classe" (una di quelle evenienze umanamente umilianti in cui un gruppo di liceali fanno un fondo comune per comprare alcolici da bere in una casa libera), io non ero sbigottito -tutto sommato tutto previsto- ma impietrito, e quando una compagna di classe mi chiese: "ti stai divertendo?", risposi: "sì, a me piace tanto andare allo zoo". Nel senso che per me chiunque non trovi categoricamente repellente quel tipo di situazio e sensazione, ovvero non la eviti a propri e a prescindere, è automaticamente, istantaneamente e probabilmente irreversibilmente (per me) un idiota, un subumano.

 

Quindi l'idea di un protagonista intellettuale che vive quelle cose per me è un contrasto insuperabile.

 

 

Piccolo inciso che non sono certo di far capire; quando uno e' stanco, e' stanco, quando invece la stanchezza e' 'morale-non-insenso-etico', pur se esiste si 'reagisce', ma non si ha piu' l'iniziativa di fare. E' l'anticamera della depressione; non avere piu' la voglia, ma reagire a quanto accade.

Ecco, Jep non ha piu' l'iniziativa, lo si vede, si lascia vivere, reagisce quando si trova sollecitato e richiamato dagli altri e dalle situazioni.

 

Capisco quello che dici e mi pare molto vero. Per conferma: parli di quando la vita non è più non dico neppure un'inerzia, ma una mera reazione a stimoli esterni pure non ricercati dal soggetto in quanto tali, questo genere di passività nel senso proprio del termine, giusto?

 

Tipo inanità, direi. Una forma depressiva e depressa dell'atarassia piacevole di cui diceva Epicuro.

 

Forse credo di capire, qui - correggimi se sbaglio.

 

Non capisco quanto la cosa possa essere problematica a livello individuale, ma deve essere di nuovo una cosa mia: qualcuno disse che il mio status mentale medio è quello di un depresso che non soffre di depressione (era uno psichiatra, non l'amico che mi dava del boddhisatva - lol). Forse il punto non è il credere, ma l'avere anche mai solo una volta creduto, che potesse esservi scopo, fine, o senso nella vita umana, magari anche nella propria. E poi "ricadere" nella cognizione dell'ineluttabilità del nonsenso. Ma credo sia un'esperienza che non ho mai provato, mancandomi la necessaria prima credenza per una successiva caduta.

 

 

Ma lui, lo dice, vorrebbe sparire.

Se sparisse, non ci sarebbero piu' sollecitazioni; e' cosa un po' diversa dal voler sparire = voler morire.

 

Capisco. Nel mio caso mi viene piuttosto da dire che sparire o non sparire non fa differenza. ^^;

 

 

Quando va dalla tipa delle craniate, l'intenzione con la quale si pone non e' quella di prendere per i fondelli, ma questa viene poi quando l'interlocutore cerca di voler spingere e far riportare a Jep quelle che e' evidente (per lui e non solo) siano fesserie.

 

Capisco. Per come la vedo io (non nel film, dico nella vita) si tratta di una forma di imbruttimento che viene con la vecchiaia a seguito della debolezza umana, nella mia lettura delle cose.

 

Tipo: vedendo qualcuno che ti appare inferiore a te, non riesci a fare nulla di meglio che *usarlo* per statuirti *A te stesso* migliore di lui, per riuscire a sopportare un altro giorno la tua stessa miseria.

Ho presente, è una cosa molto molto squalificante -nel mio autodeterminato sistema valori- e mi causa profondo disprezzo, ma credo sia come dici tu.

 

 

Jep e' persona anziana, gli anziani si portano dietro un bagaglio che prescinde da quanto accade e da quanto sentono.

A volte questo si risolve in pregiudizi, altre in incomprensioni, altre in scazzo e poca sopportazione.

 

Questa mi sembra una frase molto vera, direi "di realtà".

 

In effetti mi pare che la società del benessere porti molte persone, tra cui probabilmente il sottoscritto, a "saltare" l'età adulta/matura, passando da quella adolescenziale a quella senile.

 

Che è un po' quel che fece Kierkegaard, no? Dico: dallo stadio estetico a quello etico, la fase del marito persa per strada.

E questo mi fa pensare che sia proprio quello a cui conduce la via dell'otaku, ovvero di questo tipo di individualismo consumistico e idolatra e isolatra a cui la società postmoderna induce.

Ai vecchi bambini di Akira, tipo.

 

In effetti da un po' di tempo la mia domanda, che è quella di Gorou, del "come riuscire a crescere in un adulto decente?" è diventata "come riuscire a invecchiare in un anziano decente?".

 

Ti ringrazio infinitamente per il bel dialogo che sta venendo, anzi è già venuto, da questo film.

 

A tale proposito: tu hai visto "La migliore offerta"? Ci ho pensato tanto, a quel film. Se l'hai visto e ti va di parlarne, apro thread. :-)

Modificato da Shito
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Non sono certo un fan de La Grande Bellezza (anzi...), ma comprendo perché irriti tanto Shito, d'altronde il protagonista che ha fatto una sola cosa degna di nota nella sua vita e poi ha passato il resto della sua esistenza ad atteggiarsi nelle feste (forum nel caso specifico) non è molto diverso da lui...

Ma, ovviamente, io sono un povero coglione.

Modificato da Maximilian
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C'è da dire che, per accomunarmi al protagonista del film, il nostro ha dovuto presupporre che io abbia mai fatto comunque una (sola) cosa degna di nota nella vita, e quindi ci si domanda: quale mai? X°

 

Forse qualche slato particolarmente epico, chissà. :D

Modificato da Shito
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Ah, tanto per (e' brutto dire 'l'avevo detto', ma...)

 

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2014/13-marzo-2014/contarello-padova-ruolo-jep-doveva-essere-benigni-2224208531961.shtml

 

 Spiega che «La grande bellezza» non è un inno alla decadenza, ma intende raccontare il tempo perduto: «Sia io sia Paolo Sorrentino siamo forestieri a Roma e come tutti attraversiamo la città perdendo il nostro tempo. Da lì è nata l’idea, perché a Roma, diversamente da Padova che è una città concreta, il tempo lo vedi come passa…» E circa il titolo Contarello ha detto che non è ironico, ma è piuttosto un invito a guardare con occhi nuovi tutto ciò che stupisce, anche se brutto e volgare. «La grande bellezza sta nel ridare sacralità anche a ciò che è dozzinale. Il film mi ricorda un documentario sulla savana: nella pellicola i personaggi sono il giaguaro e i monumenti in cui tutto si specchia sono il vecchio e possente albero».

 

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