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Grandi, piccini e pupazzetti colorati


Zio Sam

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Perché nella filosofia greca c'era già tutta l'orientalità che poi venne riscoperta nella mitteleuropa di Schopenhauer e Nietzsche.

 

Voglio dire, persino tra i presocratici: la dottrina dei contrari di, mmmmh, Anassimandro, forse?

 

Sono passati 25 anni circa, potrei confondermi, ma mi pare fosse lui.

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Non sarà facile, per me, dare un seguito anche minimamente degno ai tuoi ultimi interventi.

 

Non era Erich Fromm ad avere scritto "Avere o Essere"?

 

E' una di quelle dicotomie fondamentali tipo "O si pensa o si crede", di Schipenhauer.

 

Sono anche quelle cose basiche che tutti leggono e pensano di aver capito, ma non l'hanno capite. Tipo il terzo principio della dinamica o, peggio, il postulato della Critica della Ragion Pratica di Kant.

 

OK.

 

Ora, parliamo di altre due "cose" che tutti credono di conoscere e tutto sommato capire: il Buddha e San Francesco.

 

Il secondo, in particolare. Il secondo viveva in un'epoca violenta in cui il ricco poteva uccidere il povero e nessuno gli diceva nulla, voglio dire, proprio al di sopra della legge.

 

Si riesce a pensare quanta, quanta solitudine debba arrecare un simile stato di vita e pensiero?

 

Sentendo "Fratello Sole Sorella Luna" io mi commuovo. Anzi no, in genere mi commuovo cantandolo. Ma cantandolo tipo da solo sul gabinetto, eh. Sul serio. Piango.

 

Perché è il racconto del 'cambio di prospettiva', totale ed assoluto, dalla solitudine radicale al suo opposto, un'appercezione panteistica totalizzante che, pur filtrata dal sentimento cristiano, resta quella che è.

 

Quello è il canto di un uomo che è un assassino impunito e che, di notte, dopo una violenta "conversione" si rende conto che tutto è cambiato.

 

Immagina un uomo solo steso sull'erba, magari di notte, o prima dell'alba.

 

Dolce è capire come NEL MIO CUORE

ora UMILMENTE stia NASCENDO AMORE

Dolce è sentire che NON SON PIU' SOLO

ma che SON PARTE di un'IMMENSA VITA

Che generosa risplende intorno a me

dono di lui, del suo immenso amor.

 

Poi parte un elenco da Cantico delle Creature, in cui la scoperta individuale di ogni forma di ambiente e di vita è... una scoperta. Perché è un'introiezione. Finché non hai introiettato qualcosa, non lo conosci.

 

Quindi passi da "una persona che ha tutto ma non conosce nulla, ovvero è totalmente sola", a "una persona che non ha nulla ma conosce ogni cosa sia intorno a lui, indi e completamente immersa come parte del tutto".

 

Buddha.

Ungaretti in guerra.

 

"...e qui mi sono riconosciuto docile fibra dell'universo..."

 

Questa frasi la lessi alle scuole medie e fu per me una piccola epifania.

 

Oh, io non ho mai letto nulla, nulla di Fromm. Meno che meno Essere o Avere? - ma non si parla sempre di questo?

 

Non si parla, SEMPRE, di questo?

 

Non si parla che la postmodernità, che come dici giustamente è sospinta dalla mentalità ebraica, porta all'avere e al non-essere?

 

Oh, alle medie lessi anche Momo di Michael Ende. E il passo di "BibiGirl, la bambola perfetta" fu un'epifania più grande di quella ungarettiana.

 

Era la seconda Media.

 

"Sono BibiGirl, la bambola perfetta. Tu mi possiedi e per questo tutti ti invidiano. Voglio avere più cose".

 

Solo questo ripete la bambola, e innesca un meccanismo consuntivo che fagocita il tempo e la felicità delle persone.

 

Comodità e felicità sono cose completamente diverse (<- Kawamori Shouji).

 

Questo mi riporta in Grecia. Antica.

 

Edonismo e Eudemonia sono cose completamente diverse.

 

Eros e Agape sono cose completamente diverse.

 

Passione vuol dire dolore, sofferenza, eh!

 

(Chissà quanti lo sanno, dicendo "la passione di Cristo". Eppure il verbo 'patire' lo conoscono tutti per quello che è, ma poi non lo collegano a "passione".)

 

Divertimento, svago, vogliono dire di-vertimento, s-vago. Ah, i fonemi che agglutinandosi aggiungono un chiaro senso nella nostra doppia articolazione linguistica!

 

Da cosa si di-verte? Da cosa ci si s-vaga?

 

Alla fine sempre da una cosa sola: la lucida coscienza, anzi l'appercezione, del sé, dell'essere, dell'esistere del sé in sé.

 

No, tutto sommato non credo di avere bisogno di approfondire "le dottrine filosofiche orientali". Queste cose sono sempre, sempre state in me, come in alcuni. Non mi hanno mai lasciato.

 

Non c'è trucco, non c'è inganno.

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Sono contento di aver stimolato una riflessione così spontanea e significativa. :)

 

Purtroppo molti intellettuali lasciano intendere che la civiltà occidentale e il suo modo di essere siano inscindibili dall'ebraismo (culto della proprietà, del denaro, un Dio separato dalla terra, onnipotente, che detiene una verità assoluta altra rispetto al mondo sensibile in cui viviamo, che invero è la prima cosa che dovremmo imparare a conoscere, in quanto siamo parti infinitesimali di esso). Ma non è così, come hai giustamente dimostrato.

 

Anzi, se vogliamo essere pignoli anche gli stessi ebrei hanno creato delle eresie incompatibili col loro modo di essere. Tipo lo gnosticismo. E guardacaso la Chiesa non ha mai accettato i vangeli gnostici.

 

BTW, c'è una poesia di Basho che adoro:

 

Yoku mireba

Nazuna ana saku

Kakine kana

 

Nel libro "Psicanalisi e Buddhismo Zen" (sempre di Fromm) viene tradotta così (io il giapponese non lo conosco):

 

Quando io guardo attentamente

vedo il nazuna in fiore

presso alla siepe!

 

Di mio, non penso di essere un illuminato - ma neanche per sogno! E poi, se lo fossi veramente, dovrei adeguarmi ogni volta alle aspettative altrui, cosa che in quanto essere umano fatto di carne e sangue non potrei garantire. Inoltre, troverei impossibile rinunciare completamente alla mia porzione di comodità per intraprendere un'esperienza mistica (conosco cmq gente che l'ha fatto). Nondimeno, riscoprire determinati valori andati perduti e osservare le cose del mondo per quelle che sono, con una certa lucidità - tipo il Mono no Aware, volendo usare un termine orientale - di certo mi aiuta a vivere meglio. Zettai Shounen insegna.

 

Insomma, ben venga il non separarsi dalla terra (che poi diventa un separarsi dal proprio sé, e quindi alienazione). In fondo tutto è uno.

Modificato da AkiraSakura
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