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Macross Zero


Roger

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in tutta onestà, dopo aver rivisto zero, non so se è il caso che riveda anche frontier serie tv.

dico questo non tanto per via delle eventuali parentele e spiegoni che riguardano i personaggi che si sono avvicendati nei vari capitoli, con il risultato di ottenere una sorta di strana epopea generazionale e nel contempo collante tra le serie nella quale gli eroi sono destinati ad essere ricordati (e di conseguenza capiti meglio solo in un capitolo successivo), quanto per il fatto che zero ha in un certo modo incasinato la storia della protucultura sviluppata soprattutto in seven.

per incasinato non intendo "rovinato"; qui kawamori ha aggiunto una sottotrama interessante ed un personaggio mica da poco, ma non ricordo esserci stati sviluppi nelle opere successive.

può essere che mi sbagli, e proprio da questo dubbio deriva un mio certo interesse nel rivedere frontier (di cui vidi solo la serie tv, pertanto può essere che nella versione definitiva per l'home video vi sia stata qualche ulteriore aggiunta interessante).

 

fatta questa premessa, per zero come per plus non ha molta importanza se come punto di riferimento si prende la serie tv originale di macross o il relativo film alternativo; trattandosi di un prequel la base è la stessa: un vascello alieno (la futura sdf-1) è precipitato sulla terra, creando scompiglio nell'umanità poichè diventa immediatamente la dimostrazione pratica che c'è vita intelligente sulle stelle.

non di meno e sorvolando sul fattore 'paura dell'ignoto', la razza aliena, di cui questa astronave è la prova materiale, è tecnologicamente più avanzata rispetto all'umanità.

il fattore progresso è importante dal momento che la novità, piombando inaspettata sul pianeta, stabilisce per le varie nazioni terrestri un'opportunità per la corsa all'armamento.

in quello che è un ulteriore passo evolutivo si creano quindi, sommariamente, due blocchi rivali: la UN spacy e l'anti UN spacy. entrambe sviluppano nuove tecnologie a partire dalla conoscenza che riescono a ricavare dallo studio sul reperto alieno. ma c'è dell'altro e proprio su questo si focalizza la storia di zero: una reliquia aliena divisa in due pezzi, testa e corpo, nei pressi di antiche rovine di origine non umana.

nei fondali dell'oceano pacifico si trova infatti un altro reperto alieno e pare sia in qualche modo collegato alla nave aliena; in realtà questa connessione non è chiarissima, anzi a conti fatti c'è molta speculazione su entrambi comunque in un certo qual modo è di complemento alle varie informazioni fornite da seven sulla protocultura.

nell'area di questo oceano c'è un'isola, mayan, la quale inevitabilmente e definitivamente diverrà il campo di battaglia della storia di zero. la sua popolazione è ristretta e tende a rifiutare il progresso tecnologico quando questo va a prevaricare sulla natura e sulle sue leggi. in realtà la situazione non è così semplicistica: si tratta di un popolo che vive di quello che ha e sta bene così com'è, è molto tradizionalista e rispetta la propria religione, ma nel tempo si sono presentate alcune crepe nel sistema: alcuni hanno preferito "andarsene in città" ed altri residenti nonostante i timori non negano che lo sviluppo tecnologico abbia i suoi vantaggi (nella serie c'è un bel contrasto che nasce, ad esempio, dalla parola 'utilità': cosa è utile veramente? l'elettricità anche se questa va a privare della bellezza spontanea di un luogo? e se l'elettricità fosse solo il primo passo verso la distruzione di ciò che ci circonda? quindi si può parlare di necessità, ma anche questo concetto è molto relativo; kawamori non da una risposta ma pone solo la domanda con un po' di retorica che rafforza le *varie* risposte).

tolta, solo momentaneamente, la vicenda prettamente militare e ciò che essa comporta in relazione alle serie successive nella cronologia di macross, il punto di stacco importante e che rappresenta un tassello narrativo assolutamente non trascurabile è proprio la mitologia/rivelazione alla base della religione del popolo di mayan.

essa narra di un soggetto, l'uccello umano (sigh...), che ha creato la razza umana tranciando la coda ad un pesce; da lì crebbero gli arti ed il pesce divenne uomo. in seguito gli diede una terra, che corrisponde a mayan. ma l'umano si sentiva solo e pertanto l'uccello umano si tagliò la testa, da cui nacque la prima donna. i due ebbero numerosi figli ma ad un certo tempo lei se ne andò dicendo che sarebbe tornata quando sarebbe stata cantata una canzone di distruzione.

ovviamente zero diventa la realizzazione concreta di questa leggenda mitologica.

recap: i protocultura hanno creato le varie razze viventi. qualsiasi forma di vita, come per esempio umani, zentran e meltradi, può essere un loro esperimento, tranne (per ora...) i deviln che arrivarono da un'altra dimensione, e che si impossessarono di un corpo per interagire meglio con ciò che incontravano, diventando protodeviln. diventando materiali, i protodeviln potevano sopravvivere solo privando di energia le altre forme di vita e quando incontrarono i protocultura vi fu una guerra nella quale i secondi avrebbero avuto la peggio, venendo eliminati. in seven, i protodeviln grazie al potere della canzone "insegnato" loro da basara imparano ad autosostenersi.

in zero c'è un artefatto dei protucultura ed è proprio l'uomo uccello della leggenda, che alla fine si riattiva per sterminare l'umanità perchè essa è fuori controllo, in conflitto con tutto. siamo un esperimento fallito.

il che è molto figo, perchè l'uccello umano non muore e kawamori potrebbe giocarselo in qualsiasi momento anche per un reset dell'universo (come minimo dell'umanità essendo questa creazione aliena predisposta alla cancellazione di errori scientifici).

un altro dettaglio imo non da sottovalutare è il potere della canzone, un'attività antichissima che risale ai tempi dei protocultura; in zero è limitato a due modalità: vita e morte.

alla fine questa dualità, anche se ha applicazioni pratiche varie, è quello che si è sempre saputo da dopo la prima serie/primo film, ad eccezione di macross plus.

in zero si fa riferimento anche al 'vento', che non ho ben capito come interpretarlo però opterei per sensazione, cioè una percezione particolare dei sensi ed esclusiva di un determinato eletto, magari predisposto per ragioni naturali.

inoltre il sangue di mao, la sorellina di sara (la sacerdotessa dell'isola) e nonna di sheryl, è dello stesso tipo dell'uccello umano; cosa assai più importante, questo sangue reagisce alla canzone. lo space aids di frontier è una premessa a quanto accade in delta, serie nella quale si parla ancora di evoluzione e molecole dimensionali legate ai vajira rimaste nel sangue degli individui, e non mi sorprenderei se nel sangue di mikumo...

 

ecco, ora si può rivalutare una certa parte di macross delta e potrebbe essere più chiaro sia perchè plus non è questo granchè (tranne che tecnicamente) sia perchè quando kawamori, anche se in fase misticheggiante, toglie la idol dall'equazione ne può uscire un'opera interessante in soli cinque capitoli.

 

al netto di questo, zero è il nome del valkyrie in forza alla UN spacy.

forse sarebbe stato opportuno un altro titolo più idoneo alla serie dal momento che lo zero ha sì una buona visibilità, ma non è l'elemento principale quindi 'zero' è fuorviante se si considera tutto.

i personaggi sono tutto sommato ben caratterizzati; il tono generale della serie è decisamente più adulto rispetto a quello dei prodotti televisivi recenti e imo macross ha bisogno di questo. purtroppo la voce grossa ce l'hanno gli sponsor e i tempi sono quello che sono (vendere qualcosa), ma almeno ci concedono i film che reinterpretano le serie tv in modo forse più vicino all'idea principale di kawamori.

c'è forse un po' di confusione su cosa sia l'uccello umano: inizialmente, se si segue la leggenda mayan, può essere scambiato per un protucultura perchè pare sia stato lui a creare l'umanità, quando invece figura come un "controllore". d'altra parte potrebbe essere stato veramente lui, dopo che i protucultura gli hanno delegato il compito di farlo ed in seguito di controllare.

 

in ogni caso l'uccello umano è lì fuori e ci osserva. quindi occhio.

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