Arrivata finalmente la limited di Voglio mangiare il tuo pancreas:
Edizione numerata n°280
Traduzione Irene Cantoni e adattamento/direzione Mazzotta. Io l'ho visto per un po' doppiato poi ho switchato sull'audio originale e alla fine ho preferito rimanere con i sub visto che trovo la voce e l'intenzione del protagonista troppo poco "cupa" rispetto a quella originale. Sulla correttezza dei dialoghi naturalmente non posso dare giudizi.
Continuando sulla limited, a livello grafico è una delle più gradevoli. Particolarmente azzeccata la scelta di riprendere sulla custodia dei dischi il tema presente sul quaderno di Sakura.
Due booklet, uno denominato special, con interviste ed approfondimenti e non molte immagini, ma li ho solo sfogliati. È presente anche una cartolina ed il classico poster della proiezione e un foglietto con la tracklist della colonna sonora, visto che è presente il CD. Devo dire che le musiche non mi hanno particolarmente colpito, abbastanza standard.
Una visione di insieme. Purtroppo la nota dolente è ancora una volta gli extra a video, questa volta non c'è davvero niente se non il solito trascurabile tema cantato in italiano e i trailer.
Sul film: mi è piaciuto molto, Sakura mi ha istantaneamente ricordato Aya di 1 liter of tears, e visto il tema il paragone era scontato. Ma devo dire che il film ad un certo punto prende una direzione che non ci aspetta, spezzando l'immagine mentale di un finale che sembrava scritto.
Sakura è un bel personaggio, mi sono trovato molto in quello che dice "la vita è la somma delle nostre scelte" che pare un messaggio scontato, ma vista la tendenza dell'uomo a cercare in progetti divini o altre autoconvinzioni tipo il destino un senso alle cose, così scontato non lo è per niente. Devo dire che la scelta di
Ma forse più che un film su di lei è un film su di lui e sul modo con cui la sua vita cambia e magari è qui che un po' il film si perde. Il processo di cambiamento non è abbastanza naturale, anche la condizione di isolamento da cui parte il protagonista è resa a volte in modo un po' troppo didascalico.
Alla fine si può dire che è un film valido, capace di emozionare, ma che a volte ha qualche passaggio a vuoto.