Rivisto dopo anni Le invasioni barbariche di Denys Arcand. Assieme a mio nipote che ha quasi simbolicamente l'età che avevo io quando lo vidi la prima volta. Wow.
Dolceamaro, decadente, crepuscolare. Una morte individuale che simboleggia il tramonto di una generazione che voleva cambiare il mondo;
con la cultura, col discernimento dato da una libertà che si erano conquistati. Per poi finire a imborghesirsi, a tradirsi, a mentirsi.
Fino a considerare con sufficienza financo disprezzo le generazioni successive alla loro. Compresi i propri figli.
Ma qualcuno di questi loro 'eredi' ce l'ha fatta a realizzarsi, qualcosa è stato trasmesso, magari in maniera impercettibile.
Forse in maniera diversa, apparentemente avulsa dagli ideali d'un tempo, qualcosa continuerà. Anche in un' epoca di barbari. Speriamo.