Classifica Utenti
Contenuti Popolari
Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 12/07/2020 in Risposte
-
Paranoia Agent è una gran bella serie, dell'edizione (a parte le specifiche tecniche di cui non sono esperto) ho postato alcune foto qualche pagina fa.2 punti
-
guarda, una cosa te la appoggio proprio: che sarebbe un ottimo caso di specie per studi sociologici. Lì dentro shito era diventato semplicemente un trigger per soggetti borderline, e francamente non so come facesse il gestore a dormire la notte con tutte le potenziali rogne legali che avrebbero potuto arrivargli (e non parlo certo dei meme con le frasi dei film ghibli), il fatto che abbia deciso di far rispettare un regolamento preesistente e al contempo far pulizia dei disagiati (che potranno andare a odiare la rowling o woody allen, tanto l'importante è odiare) male non gli farà, nè a lui nè alla pagina, nè a quelli che restano1 punto
-
Rispondo qui alla richiesta di Cavaliere Nero riguardo Paranoia Agent. Sì, ne vale la pena prenderlo. Io l'ho preso.^^ Ah, oggi ho letto un'intervista a Shito su www.LaStampa.it dove, oltre a parlare dei ridoppiaggi di Eva, ha dichiarato di essersi occupato dei doppiaggi di Miss Hokusai e Giovanni no Shima (e di Shinko che però già si sapeva). Non avendo TimVision non ho potuto visionare questi film. Qualcuno li ha visti? Impressioni?1 punto
-
ok... vista anche questa triggerata. alcuni fattori tipici delle serie di questo studio sono invariati; almeno un personaggio carismatico, rovesciamenti di forze e ordine (è nato prima questo di quello ma non lo sapevi e questo adesso torna inoltre uscendo allo scoperto si apprende che controllava tutto), non tutti i malvagi lo sono davvero, sviluppo della trama per gradi senza troppi flashback. è una serie godibile, forse un po' tirata in alcuni momenti e che non spinge fino in fondo. ma è una serie che ha un suo senso e che, su un certo piano di lettura, offre perfino un punto di vista su immigrazione ed integrazione oltre che adattamento degli individui, permettendosi di fare un salto sul ruolo della religione nella società e su come quest'ultima si lasci, anche involontariamente, corrompere da interessi industriali. questi, ma ce ne sono altri, sono tutti concetti chiari, connessi ed allo stesso tempo esposti con semplicità in bna, e forse si tratta di scelte tematiche che in altre serie trigger non venivano sfruttate maggiormente per poter dare più spazio all'azione. il tutto partendo dall'intreccio delle vite di una ragazza, che improvvisamente diventa tanuki, la sua migliore amica, una volpe, ed un misterioso ragazzo, un lupo argenteo (3 animali tra leggenda ed estinzione, i primi due non a caso sono mutaforma particolari rispetto agli altri), i quali hanno in comune di essere diventati degli zoomorfi. il loro incontro è contestualizzato in una città popolata esclusivamente da individui simili a loro (gli zoomorfi possono passare solo dalla forma umana a quella umanoide con tratti dell'animale "personale"). a parte, gli umani e l'odio che si sono attirati per discriminare gli zoomorfi. per l'angolo della citazione spinta, l'episodio 5 è incentrato su partite di baseball truccate ed assurde. la nostra protagonista (la tanuki) partecipa con la squadra più scarsa e povera e bonacciona che c'è, nella quale troviamo...1 punto
-
Tornando in topic (est modus in rebus). Per i quattro interessati (sonoichi). A parte weblio che parla di dialetto dell'Hokkaido, e altre sparute fonti che lo attestano come dialetto di Kagoshima, personalmente avevo trovata questa come la fonte più interessante, oltre che credibile: https://www.kaigaikakibito.com/blog/japanese-obsolete-words-dictionary-shigo-jiten-chocchi/ L'articolo in realtà lo scovai poco dopo che avevo scelto la mia resa di "chocchi", ma confermava quello che avevo discusso con un amico giapponese un po' più anziano di me (lo chiamo -senpai), appassionato di anime, con cui avevo molto approfondito soprattutto sui "toni" linguistici dei personaggi (e sull'Aum Shinrikyo ai tempi di Eva). Per chi non sa leggere il giapponese, su quella pagina si attesta "chocchi" come una parola che ebbe un suo momento di voga negli Anni Ottanta, derivata (deprecata) da "chotto", che è giapponese standard (sub-standard, in realtà) e vuol dire "un pochetto". Nella pagina si attestano anche le sfumature di "chocchi" come "ancora meno di pochetto", e "con una forte nota di frivolezza". Aggiungo io: eufemistica. Se non fosse stata una parola inventata/deprecata da una standard (cosa pur compatibile con una sua eventuale provenienza dialettale, ma non così riconosciuta come tante di kansaiben, per capirci), avrei usato "un pizzico" o "un pizzichino". Il senso è quello, la sfumatura cretinetta ed eufemistica pura. Ma volevo una parola pressoché neologistica e derivata/deprecata da "pochetto". Sono ancora del tutto convinto che "pochitto" sia l'opzione migliore. Per rendere quello che "chocchi" è in originale. :-) Anche perché Misato è così. Usa un sacco di parole frivole ottantine, per cui Anno Hideaki ha una passione. Ad esempio nell'episodio6 c'è "paapeki", fusione di "paafekuto" (perfect) e "kanpeki" ("perfetto" in giapponese). Un'altra parola sul genere è, benché substandard, "sharakusai", che il mio corrispondente giapponese mi spiegava nel dettaglio essere stata popolarizzata negli ottanta da un particolare manga più o meno di nicchia che si chiamava, ma non ne sono affatto certo, Shoujo-Oyabun o qualcosa di simile, me lo farò rispiegare. Nel caso di "chocchi", pare che la provenienza sia un'imitazione che faceva tale Kataoka Tsurutarou di tale Ken'youkou Gushi. Un cosa tutta pugilistica. La cosa sarebbe attestata anche nell'ultima riga di quell'articolo: 片岡鶴太郎さんが具志堅用高さんのものまねをするときに、よく「ちょっちねー」とやっていた。 Anche se, a più approfondita ricerca (sì, la feci, l'ho fatta) pare che l'originale fosse "chocchune", non "chocchi", in quanto il personaggio imitato mi pare fosse di Okinawa. Questo tormentone è proprio attestato nel repertorio dell'imitatore (persino su wikipedia) e potete trovare video su youtube. Tuttavia, c'è chi ritiene che quest'ultimo collegamento fosse un comune errore di comprensione dei tempi, e che la fonte non fosse quello specifico tormentone: https://detail.chiebukuro.yahoo.co.jp/qa/question_detail/q10200473090 --- Next to come: MATANKI (non "tamakin", no). :-)1 punto
-
Lo stesso potrebbe dirsi per quest'altro caso: CINEMA: BD: Tuttavia ritengo ci siano casi in cui una certa mimesi funzionale del sottotitolaggio diviene persino cruciale per la comprensione di un punto anche importante. Il caso più eclatante secondo me è questo: CINEMA: BD: Qui c'è un punto davvero cruciale sia per Miyazaki che per Anno. Nel finale di "Kaze Tachinu" (Si alza il vento), si ha un epilogo nel mondo dei sogni dove il protagonista Horikoshi Jirou incontra il suo mentore ideale Gianni Caproni. Dopo una riflessione sulla disfatta bellica del Giappone, da cui il "costo" dell'aver creato gli Zero, appare lo spirito di Nahoko (già morta da tanto tempo), che originariamente "chiamava a sé" Jirou, come a sancire il momento della morte del protagonista. Miyazaki cambiò il senso del finale all'ultimo momento (era già stampato fin il copione per il doppiaggio!), con Nahoko che invece esorta Jirou a vivere (quindi escludendo che sia il momento della morte del protagonista, e ridimensionando l'epilogo "solo" a uno dei suoi sogni). Semplicemente, nel copione si passa da "kite" (vieni...!), a "ikite" (vivi...!) Insomma, un cambio a 180° del finale, che da mortifero e rinunciatario diviene vitalistico. Anno, come si vede nel docufilm, apprezzò tantissimo il cambiamento. In "Shigoto Doraku" (il libro di Suzuki), si dice persino che Anno definì questo finale "il migliore di tutti i film di Miyasan". Molto in linea con quello che diceva il Capitano Nemo per DUE volte in Nadia, ovvero quella che fu poi la *precisa* catchcopy di Mononoke Hime: VIVI! Essì, non si deve fuggire! :-)1 punto
-
1 punto
-
Salve Pandizenzero, è un piacere rileggerti in questi lidi, benché sprovvisto del tuo avatar che ti presentò ai miei occhi come il più amabile degli utenti ancor prima che leggessi la tua squisita logica stringente. Per quanto riguarda (la sottotitolazione de) "i cartelli", ovvero "scritte che compaiono a video interamente [come insegne, scritture dei personaggi, ecc] o esternamente [come sovraimpressioni, schermate, ecc.] alla narrazione", il loro modo produttivo per un supporto audiovisivo fisico (DVD, BD) o "streaming" è molto diverso. Questo a causa della diversa tecnologia di rispoduzione degli stessi. Nel caso dei dischi ottici, semplificando molto, potremmo dire che "i cartelli" (ma anche i sottotitoli, eh) sono dei file grafici di vario formato che vengono di volta in volta visualizzati in sovrimpressione al filmato secondo un file "timone" che li richiama temporizzandoli. Nel caso invece di "file digitalmente riprodotti", sia in streaming che in riproduzione locale (che so, un .mkv sul tuo PC), non ci sono file grafici da richiamare, ma le informazioni di sovrimpressione sono contenute direttamente in un file (di vario formato: .stl, .srt. .ass) che genera al volo le scritte da visualizzarsi secondo una loro preimpostata temporizzazione. Sono davvero molto lieto che tu abbia notato la ricerca che conducemmo (io e lo staff con cui curai personalmente i sub del caso), per "Houhokekyo Tonari no Yamada-kun". In quel film, i "titoli dei capitoli" vennero originariamente vergati personalmente dall'autore del manga originale, ovvero Ishii Hisaichi. Wikipedia italiana sbaglia e riporta il secondo titolo di quel manga, ovvero "Nonochan", ma detto titolo venne invero assunto dal manga solo dopo un suo primo periodo di pubblicazione in cui il titolo era "Yamada-kun". In ogni caso, benché questi "titoli di capitolo" appaiono a tutto schermo su dei cartelli extra-narrativi (fuori dalla quarta parete), poiché il loro contenuto grafico-artistico è così significativamente autoriale è stata mia intenzione non già sostituirli di netto con la loro traduzione italiana, ma piuttosto integrarli di quella. La stessa scelta, insomma, che feci ai tempi dei titoli (giapponesi) degli episodi di Evangelion at tempi delle VHS, non so sui DVD (non me ne occupai io). Nel caso di Yamada-kun, la scelta del font fu ostica (colpa della mia pignoleria), e comportò una selezione molto mirata. (il font del caso non aveva le lettere accentate, che quindi vennero tutte create individualmente "a mano") Tutto questo perché, trattandosi di cartelli "esterni", un certo livello di "mimesi" non può (a mio dirsi) consinderarsi lesiva dal punto di vista ontologico dell'immagine. Come anche nel caso (esempio): (orpo! a ripensarci avrei dovuto usare un corpo più grande per "la storia" e più piccolo per "della", nello stesso typeface...) In ogni caso, spero che resterai da queste parti! :-)1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+02:00