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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 26/02/2022 in tutte le aree

  1. Gli ultimi mesi mi hanno visto impegnato su questa serie animata, tratta dal (quasi) omonimo manga del mio mangaka preferito in assoluto. Ovviamente chi dice che i personaggi di Adachi Mitsuru sono tutti uguali è cieco più che orbo, o forse solo idiota, perché non vede l'evidentissima evoluzione stilistica dell'artista negli anni. Ovviamente Souichirou non è Kazuya, e Touma non è Tatsuya (andate a 3:10, argh!), e no, Otomi (ma neppure Haruka) è Minami. No. Certo chiamando la nostra "terza protagonista" come "Otomi" e facendole suonare il flauto traverso Adachi-sensei ha qui messo proprio a segno uno strikeout (SanKyuuSanShin), per quanto mi riguarda. E poi, beh, a 4:05 vittoria per cappotto (kanpuu) e a 4:20 partita chiusa (called game). Però, più che parlare di tutto questo, qui volevo parlare proprio della musica. Perché è una mia cosa tipica che, quando lavoro su un'opera animata, ascolto a nastro solo la OST di quell'opera, per entrare nello spirito della stessa. Non dico imparare a memoria il testo, tradurlo, eccetera. Dico proprio non ascoltare altro, modello monomania. In questo caso, tipo per sei mesi. Sino ad oggi. E ci sono due canzoni che mi piacciano tanto. Ovviamente ho poi indagato sugli interpreti, e ho trovato tutto molto interessante sono, Equal dei Sumika (è la prima opening): L'attacco del ritornello, a 1:32, è spettacolare (secondo me). Perché il crescendo musicale porta allo stacco tra prove generali e concerto e – come chi ha esperienza di live (quelli musicali, i concerti veri) sa – le differenze sono *solo* della presenza del pubblico, la prova generale in genere si fa con abiti di scena e battute a vuoto, persino mossette a vuoto, tutto come a teatro. La sigla vera e propria secondo me è un altro capolavoro: anche tralasciando l'emozione di sentire Hidaka Noriko dire "Doukyuusei de, "chotto wakeari"... kyoudai battery to sono imouto. Koi to seishun no monogatari. Omoi ha hitotsu: MEZASE, KOUSHIEN!" - beh, se uno ci fa caso sul fronte dell'Istituto Meisei passano le stagioni. Passano le stagioni e passano gli studenti e le studentesse, e per me che h sempre pensato (da agnostico laico) che gli istituti scolastici siano edifici laicamente sacri per i sogni e i sentimenti che generazioni e generazioni di giovani vi spendono, beh., questa è la bellezza (ovvero, la "pulizia" – sinonimi in latino [pulcher] come in giapponese [kirei]) della giovinezza. E questa bellezza/pulizia della giovinezza è secondo me il vero contenuto di tutta l'opera di Adachi Mitsuru. Oltre a ciò, chi capisce il giapponese all'orecchio ovviamente noterà quanto le immagini siano perfettamente incastonate sul testo della canzone. Che è normale. Per le sigle originali. Anche quella di Candy Candy è così, quella di Versailles no Bara non ve lo dico neanche, ma davvero, ho tenuto interi simposi sul tema, dove con l'aiuto di una talentuosa cantante catanese (ciao, Sara!) ho fatto "rincantare" le sigle originali di anime famosi adattate in italiano fedele. Quella di Creamy Mami fa tanto sorridere (tutta sulla "differenza" tra maschietti e femminucce, lol), quella finale di Nadia fa davvero paura, e male al cuore. Ma veramente la gente non ne sa nulla. Che Watanabe Takeo, il compositore della sigla di Alps no Shoujo Heidi, giovane che era, voleva a tutti i costi registrare dei cori svizzeri reali, ma la produzione non finanziava la cosa, e allora lui andò in Svizzera e fece tutto a spese sue. Perché ci teneva. E le caprette ti fanno, ciao, sì, vabbè. Insegnami, nonnino. Insegnami, degli abeti sugli alpeggi. :-( Se l'animazione di oggi è per me massimamente un insulto, un insulto alla pulizia della giovinezza vera, sana e funzionale, ho sempre creduto che le "sigle italiane" fossero degli insulti, degli insulti all'originalità delle opere e alla loro significato, e dedizione degli autori. Orokamono no Sekai. Tornando a MIX, l'altra canzone che adoro è la seconda ending, ovvero "Kimi ni Tsutaeta Story" dei Qyoto Ah, e sui Qyoto ho anche un gustoso omake: E di solito sono contrario alle cover in assoluto, ma beh, qui avevano una giustificazione. Beh, l'originale è l'originale, e postare una cover senza l'originale per me è un reato, quindi: Per l'insignificante cronaca, da ragazzino non guardai Touch sulla tv italiana. Perché mi sentivo umiliato, umiliato dalla sigla italiana. Anzi no, me ne sentivo offeso. Non che abbia fatto crociate o che, macché, solo me ne sentivo umiliato e offeso e quindi non guardai la serie. L'ho recuperata un po' adesso, in giapponese, per capire meglio il remaku (putativo) tra Meisei e Senkou. Però davvero: o-ne-gai touch, touch, koko ni touch - anata kara! TOUCH! O-ne-gai touch, touch, koko ni touch - anata kara! TOUCH! Se non si ascolta, e non si studia, e non si impara questa canzone al punto di sentirne tutta la nostalgia, di vedere Minima che piange appoggiata a un pilone, di sentirla suonare dalle bande di ottoni scolastiche dagli Alps Stand al Koushien, secondo me guardare una cosa come MIX ~ MEISEI STORY non ha molto senso. Per scaricare la tensione, tre ore dovrebbero bastare. O anche quattro minuti (call me, cal me "baka" again <- lol "back")
    2 punti
  2. Ne approfitto per fare auto necro-posting: http://lanostrarivoluzione.blogspot.com/2021/12/touch-la-poetica-della-sana-giovinezza.html Grazie per il bel post cmq :)
    2 punti
  3. @Shito Guardando la sigla iniziale e il trailer di Yamato Video, mi è venuto in mente quello che dicesti in live da Sommobuta sul realismo nei movimenti. Il dinamismo e l'azione durante le partite sono sempre resi così? Fa impressione vedere dai due video il distacco tecnico che c'è fra le scene "slice of life" e la partita. Giusto per curiosità: alla fine sei riuscito a scoprire qualcosa su come hanno fatto ad animare le linee a pennino?
    1 punto
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