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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 09/03/2022 in tutte le aree
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Beh... Ho sempre inteso che questa è farina del sacco di Anno Hideaki, come anche (notoriamente) i titoli delle tracce musicali di tutta la OST di Eva, e altre cose del genere. :-) EDIT: Grazie Armandino-san! Per merito della tua richiesta, ho trovato conferma ufficiale, ovvero: Come si vede, questa è un'altra fonte per lo stesso video. In testa c'è il cartello 庵野 秀明 総監督編集 ふしぎの海のナディア プロモション映像 ovvero: Anno Hideaki Soukantoku Henshuu Fushigi no Umi no Nadia Promotion Eizou ovvero: Montaggio del regista generale Anno Hideaki Nadia dei mari delle meraviglie Video promozionale Aaah, quella bella sensazione di quando un'intuizione vieene confermata e si trasforma in certezza! Grazie ancora, Armandino-san! Per festeggiare, OMAKE! Un vecchio video da NicoNicoDouga dove Okada Toshio (prima di aprire il suo canlale YouTube), parlava della nostra eroina, o meglio del primo episodio della serie! Mi sa che era ancora nella fase "magra" (da cui il libro con cui pare si arricchì). :-)2 punti
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Per le più semplici posso confermartelo sin d'ora, per le più articolate dovrei fare un confronto punto-punto per darti un indice di fedeltà contenutistica ideale. Però a colpo d'occhio mi pare che persino i singoli caratteri colorati siano stati riproposti nella traduzione italiana, indi tenderei a rilevare una certa "volontà di fedeltà", quantomeno. Siamo quindi in due, almeno. Personalmente, ogni volta che l'ho rivista e ne ho rivisto anche solo delle parti (cfr. cosa scrivevo sulla sigla di testa poc'anzi) credo averla ogni volta compresa un po' di più, e apprezzata un po' di più. Sì, lo era. Lo era come produzione a monte (NHK), come collocazione di palinsesto, e come pubblico televisivo. Per farti capire, lo special bonus in coda all'ultimo LD giapponese contiene uno "slideshow" di disegnini che i bambini avevano inviato all'emittente. Credo che in questo pensiero ci siano molti potenziali inciampi. Il primo è: anno 1990, Giappone, puericultura giapponese. Ti ricordo che vent'anni prima un regista che risponde al nome di Tomino Yoshiyuki realizzava *specificatamente per bambini* dei cartoni animati dall'intenso taglio disperatamente bellico, dove una bambina bionda viene trasformata in bomba umana e fatta esplodere. Per dirne giusto una. Il che ci porta al secondo punto: l'autore. Ovviamente questa è l'opera di un autore che parlava ai bambini del suo paese in base lle sue idee, le sue convinzioni. Come ho forse già scritto, Anno dichiara esplicitamente di avere fatto la serie di Fushigi no Umi no Nadia per "riportare l'idea di morte nell'intrattenimento animato per bambini", poiché "nel 1990 la morte era già scomparsa dai programi per bambini". La puericultura è in realtà na branca della cultura sociale umana davvero molto endemica, molto etnica. Andersen faceva morire la sciocca sirenetta che aveva violato i giusti divieti paterni, e non avendo lei un'anima (dacché Andersen in realtà aveva ibridizzato la figura della"mermaid" con quella della"undina" nordeuropea), non ottiene neppure una salvifica assunzione in cielo. A contrario, Disney ci mostra un bel bacio in bocca e vissero felici e consumatori. Che dire? A ciascuno il suo, direi. Del resto Anno ha amato la narrativa animata di Takahata e Tomino. Ma poi è un otaku, e allor nella sua serie animata ci mette tutte quelle minuzie scientifiche a mo' di lezioncina per il giovane pubblico, in genere elargite da Electra a Jean. Si tratta di una serie molto amara, ma tanto dolce. Siccome gli otaku sono bambinoni in moratoria di crescita, secondo me danno il meglio di loro quando narrano delle loro passioni ai bambini veri. Miyazaki insegna. una delle tematiche portanti e costanti di Anno, ma un po' di tuta la GAiNAX della sua stessa generazione, è proprio la coscienza che la "moratoria di crescita" non è che un'atro tagliola. Vedi bene che in "ShinEva" è diventata persino una maledizione, ma tanto Takaya Noriko piangeva e piangeva già in "Punta al Top!". La mia idea è che in opere come quelle di un autore come Anno Hideaki, ci sia sempr eun forte tentativo di autoanalisi a scopo autoterapico. Nella migliore delle ipotesi, potrebbe anche essere un onesto tentativo di monito, ma questo sarebbe secondo me più di un autore molto più intellettuale quale Yamaga Hiroyuki (cfr. La regia astronatica, Abenobashi). Oshii Mamoru lo conosco meno degli autori sin qui citati. Onestamente, in lui vedo una consapevolezza non meno vibrante di quella della "migliore" GAiNAX, l'incipit di Uruseiyatsura2 è davvero il DAICON-IV fatto e finito, però ho anche la sensazione che, alla fine, lui abbia una mentalità ancora più depressiva e alla fine ci sguazzi, ovvero non riesca a fare a meno di farlo, semmai ammantandosi di una certa parvenza molto intellettuale. Perché gli otaku consumavano da sempre prodotti per bambini. Dapprima avevano nel portafogli immaginine di Minky Momo, per capirci. Poi si è arrivati a produrre direttamente opere infantili per bambinoni, che è francamente molto peggio. In questo, la prima generazione dell'otakuzoku ha grande responsabilità. Giusto. Ma questo sarebbe ancora naturale, no? La committenza della Cappella Sistina, papa Giulio II, voleva un'opera piuttorica monumentale per ostentare il proprio prestigio, e semmai una sorta di allegoria cristologica. Michelangelo la realizza con la sua passione per la scultura tradotta in pittura, e rivoluziona la pittura essa tutta, creando un capolavoro che sarebbe stato amato innanzitutt o dagli altri e successivi artisti, da cui il manierismo. :-) Sai, in un'opera complessa 8in senso proprio. fatta da più parti) come una serie animata, spesso i produttori sono molti. LA NHK non credo fosse un'azienda che produceva gadgettistica per otaku, ma c'erano anche quelle. Nel 1990 la MOVIC commercializzò la prima replica della Blue Water che non comprai quando costava 130 euro e ora ne costa 400. :-( Credo che questo sia vero per tutti gli artisti. Gli artisti, più che fare arte, in genere hanno bisogno di farla. Come sfogo, come autoterapia, come sublimazione dei prpri traumi, scegli tu. Ovviamente, per farla hanno anche bisogno che qualcuno gliela paghi, altrimenti per mantenersi dovrebbero fare altro. Il "mercato" ha conosciuto tante forme di mecenatismo, ma fare dell'opera di un traumatizzato un successo commerciale può semplicemente essere una di quelle, non credi? I contenuti sono quelli. Ovvero, quelli sono i contenuti per come intesi dall'autore. Quello che l'autore ritiene essere "il succo", una sua "retrodichiarazione di intenti". Poi ovviamente nella serie c'è molto altro. Ma per Anno quella è la storia del "recupero di Nadia". C'è uno special bonus dove si fa l'elenco dei lati negativi di Nadia, e alla fine si chiede al regista "questa ragazza, potrà diventare aduta?" - e lui, filmato, rispondere in carne e occhiali "la possibilità...c'è!". E poi Nadia sorride. Anno opera costantemente un'identificazione proiettiva sui suoi personaggi, specie i protagonisti. Mi pare ovvio che Nadia è Anno, è una parte di "come si sente" Anno. Pi, ai tempi di Eva, lo dichiarerà proprio. Ma già qui possiamo sentire "Fuyutsuki" che parla di chi? Qui invece vediamo il grande conflitto di Anno Hideaki con la morte come fautrice di oblio (è un'otaku, è legato alla conservazione dei dati), da cui la Blue Water prima, il MAGI System poi: "Per me qualsiasi donna sopra ai vent'anni è una zietta!" E siamo già a Misato, episodio 15. Ah, l'etnicità di ogni cultura. :-)1 punto
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BTW Jean giovane otaku in erba che va all'esposizione universale di Parigi con suo zio vecchio otaku è davvero da baby boomers giapponesi a Osaka70. E Okada che cita Ghibi e Miyazaki-san ogni tre per due, salvo che "le cose non si muovono", in effetti tutte le visuali sono praticamente inanimate. Però è pieno di citazioni storiche counque corrette. Certo che per gli otaku di prima generazione la scienza era proprio una cosa divertente! Per contro, anche solo guardando l'incipit della sigla, sono davvero affascinato nel notare come ogni personalità sia squisitamente infusa nei pochi gesti a schermo, tipo Grandis che fa "la mossa" coi capelli, Sanson che si pettina vanesio, Hanson che gioca col modellino del Gratan. La perfezione. Ma ancora di più, proprio Nadia: la telecamera sale sul profilo, lei muove gli occhi come "notando" che qualcuno la guarda, e reagisce con un sorriso da bambina. L?elonte qui è davvero eccezionale, perché poi vediamo in rapida sequenza due cut con lei depressa e lei gioiosa. In parallelo sarà poi lo stesso per Jean, che di "tira su" calcandosi il cappello, e ha quindi due primi piani di determinazione e ottimismo. Sono porprio due bambini. Mi viene voglia di dire che valeva da pena di invecchiare anche solo per rendersene conto. Da giovane la cosa non mi balzava agli occhi. Mea moratoriae culpa. Che grande privilegio avere occhi per vedere e mente per percepire e materiale da proporgli. A questo pensiero mi commuovo sempre un po'. La chiave di volta del video di Okada Toshio è quando, delicatamente, quasi subconsciamente, dice – o meglio quasi gli scappa – un "ii ne". In effetti è proprio tutto-tutto lì. Ma i più virtuosi di voi avranno già notato quale video sia in sequenza con quello qui sopra (non so se dipenda da qualcosa in locale, però). Ci sono moratorie e moratoria, individuali e comunitarie, e penso che in questo momento di congiuntura storica valga davvero la pena di pensarci una volta di più.1 punto
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