Vorrei spiegare della parlata di Okada Toshio, tipicamente di Osaka nel ritmo nella velocità, nel suo "fare le voci", che è rakugo ed è manzai nonché bunraku.
Vorrei elaborare su tutto quello che dice, racconta e cita in quel video, sono cose che ho più o meno tutte presenti.
E poi vorrei aggiungere del rapporto di amicizia, stima e collaborazione tra Takahata Isao e Yoshiyuki Tomino, e ribadire quello che Tomino disse su MIyazaki alla scomparsa di Takahata.
Ma davvero non ce la faccio. Perdonami, Armandino. Ti chiedo perdono davvero, perché penso che il tuo interesse meriterebbe tutto questo e altro, ma d'altro canto queste erano le cose con cui passavo ore al telefono con Cristian (Garion), questa storia di "otakugaku" che è perfettamente incarnata in Okada Toshio – quando ci incontrammo a Osaka io e Cristian facemmo pellegrinaggio al civico che fu la sede della General Products. Ed era una dozzina di ani fa, credo. In effetti, in tutti questi anni, di queste cose parlavo davvero solo con Cristian. Anche quando, più o meno in quel periodo, lui rinunciò a ribadire l'ovvio (per noi), ovvero che a parte le cose su cui avevo lavorato io di anime in italiano che fossero quello che dovrebbero essere non ce n'erano, comunque continuammo sempre a parlare con questa cognizione, e parlavano non del mio lavoro, ma delle cose che ci piacevano. Gli autori, le opere. Cose che era impossibile scrivere davvero da alcuna parte, che tanto nessuno avrebbe seguito il discorso. Cristian era una persona molto più delicata di me, persino nel periodo in cui cercò di farsi un po' più violento (quando per avatar scelse un'immagine di Darth Maul, se ben ricordo), e quindi mi invitava sempre a "lasciar perdere". Ricordo le sue frasi. "lascia perdere, lui ti odia", "lascia stare, lui non ce la fa", "non ha senso, non possono capire" - cose così. Il commento più bello che ho mai ricevuto su un lavoro che avevo svolto fu il suo, semplicemente "Ma come hai fatto?". Davvero non parlavamo quasi mai dei nostri lavori, a parte quando lavorammo insieme per "Si sente il mare". Però, mi rendo conto che anche se parlavamo tanto e spesso, alla fine la più parte dele cose che scrivevo anche qui le scrivevo con la cognizione che lui le avrebbe lette. Ora come ora, mi viene davvero difficile scrivere qualsiasi cosa che poi non trati di lui, del mio ricordo di lui e di noi. Per il sollievo dei più, suppongo.