Del resto, per far meglio empatizzare il pubblico nostrano con una commedia fantaromantica ambientata nel Giappone contemporaneo, anche chiamarne i protagonisti (giapponesi in Giappone) come Johnny, Sabrina, Tinetta, Renato, Manuela e Simona e – rullo di tamburi – Serghiei fu una scelta. Che fu fatta.
Questa non è una provocazione, difatti non contiene alcun giudizio di valore, quello che rimarca è un'evidenza fattuale: dietro a queste due scelte vi è la stessa identica logica.
Trattandosi di un dato di fatto (come 3 = 3, più o meno), non si può che prenderne atto: dietro a queste due scelte vi è la stessa identica logica.
Oppure, invece che prenderne pacificamente atto, se ne può svicolare coprendosi di ridicolo.
Che in genere è l'opzione più gettonata, psicanaliticamente figlia di (nell'ordine): repressione, negazione, diniego, rimozione.
Ma anche così, persino così, la realtà dei fatti non cambia. Neppure un po'. No-no.
E ribadisco che non sto esprimendo alcun giudizio, né additando nessuno. Dico solo di fatti e oggetti, tipo che l'acqua bagna e il Sole è caldo, ecco.