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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 04/12/2023 in tutte le aree

  1. Tutto molto vero, e mi permetto di aggiungere che anche nella storia dell'arte più "elevata" è assolutamente così. Perché gli "artisti" sono i primi appassionati conoscitori della loro "arte". anche un burbero come Michelangelo, in pittura è fortemente influenzato dal Ghirlandaio, per dire, che il Buonarroti mai riconobbe come "maestro". Ma i panneggi parlano, il cangiante parla. Nella composizione, Signorelli a Orivieto. Persino le ali deli angeli, verticali come a Porta Pia. Mamma mia. E in scultura? Il viso del San Giorgio di Donatello è di fatto quello del David di Michelangelo. Non servono le Tartarughe Ninja per discernerlo. Si vede. Ora il punto, secondo me, è che questi ricorsi e rimandi non servono per fare i fichetti conoisseurs, ma per godersi di più e meglio le opere stesse. Senza autocompiacimento. Capire le cose serve a goderne appieno, secondo me. Mi piaceva molto lo stile "iniziale" di Hagiwara, "Metal Boy" per i capricciosi amici della strada aranciata. Ah, se Raffaello "che sempre molto talento ebbe per la copiatura" (e il Vasari non lo diceva per disprezzarlo, anzi!) fosse vissuto più a lungo, la storia dell'arte sarebbe stata tutta diversa. Stava ancora assorbendo, e il suo incedibile talento aveva appena iniziato a forgiare uno stile personale che avesse davvero assimilato tutto quel che aveva assorbito. Che perdita incalcolabile, letteralmente.
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  2. Leiji Matsumoto di Osamu Tezuka, Oda di Nobuhiro Watsuki (Kenshin), Go Nagai di Shotaro Ishinomori, Hagiwara di Izumi Matsumoto A questa frase manca la parola (ripetuta) "assistente". Eppure le influenze relative sono significative, perlomeno ad esempio nella prima edizione di Bastard, i cui primi volumi sono poi stati ridisegnati da Hagiwara per renderli coerenti con quello che poi evolvendosi,o semplicemente mutando, e' poi diventato lo stile di Hagiwara. Ed e' significativo di come i vari autori si influenzino a vicenda. Nella frase parlo di assistenti, e non di allievi tout court, in quanto in Giappone il concetto di maestro e allievo e' si molto variegato, ma purtroppo per te, ha accezioni diverse, da te e chicchessia che da per scontato senza verificare quanti detto da una certa "stampa" ignorante che da anni vuole far passare il concetto di shinkai come il nuovo miyazaki e quindi se ne esce con roba come allievo di (non te ne rendi conto di assorbire acriticamente informazioni false atte a fini commerciali, ma non te ne faccio un cruccio, tu non fai questo lavoro da più di trent'anni, non hai mai interlocuito direttamente con autori e case editrici, non hai mai stipulato contratti per e con tali soggetti, non hai mai fatto direttamente informazione su manga e anime quando agli inizi del fenomeno manga e anime in Italia una delle cose che più Cavallerin vendeva in Italia erano fanzine e prozine perché di manga ce ne erano ancora pochi, o come ad esempio non eri nella redazione dell'allora Comic Art, facendo passare il concetto di lavorazione dell'immortale) Quello che ho imparato concretamente negli anni e' che le sfumature di autocondiscendenza sono di natura e quantità tali che non le comprenderò mai appieno, in quanto sarebbe anche davvero significativo poter avere delle nuove informazioni dotate di almeno una iota di correttezza quanto meno esistenziale e non esizialmente tendenti a mostrare, unicamente e solo, quanto qualcuno possa innamorarsi di quanto scrive in quanto tale e perché lo scrive di suo pugno, sbattendo manine e piedini quando un altro, a caso, e di casi ne incontrerà tanti negli anni, gli farà notare un banalissimo errore. Buona vita.
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  3. Propenderei per il typo :p
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