Leiji Matsumoto di Osamu Tezuka, Oda di Nobuhiro Watsuki (Kenshin), Go Nagai di Shotaro Ishinomori, Hagiwara di Izumi Matsumoto
A questa frase manca la parola (ripetuta) "assistente". Eppure le influenze relative sono significative, perlomeno ad esempio nella prima edizione di Bastard, i cui primi volumi sono poi stati ridisegnati da Hagiwara per renderli coerenti con quello che poi evolvendosi,o semplicemente mutando, e' poi diventato lo stile di Hagiwara. Ed e' significativo di come i vari autori si influenzino a vicenda.
Nella frase parlo di assistenti, e non di allievi tout court, in quanto in Giappone il concetto di maestro e allievo e' si molto variegato, ma purtroppo per te, ha accezioni diverse, da te e chicchessia che da per scontato senza verificare quanti detto da una certa "stampa" ignorante che da anni vuole far passare il concetto di shinkai come il nuovo miyazaki e quindi se ne esce con roba come allievo di (non te ne rendi conto di assorbire acriticamente informazioni false atte a fini commerciali, ma non te ne faccio un cruccio, tu non fai questo lavoro da più di trent'anni, non hai mai interlocuito direttamente con autori e case editrici, non hai mai stipulato contratti per e con tali soggetti, non hai mai fatto direttamente informazione su manga e anime quando agli inizi del fenomeno manga e anime in Italia una delle cose che più Cavallerin vendeva in Italia erano fanzine e prozine perché di manga ce ne erano ancora pochi, o come ad esempio non eri nella redazione dell'allora Comic Art, facendo passare il concetto di lavorazione dell'immortale)
Quello che ho imparato concretamente negli anni e' che le sfumature di autocondiscendenza sono di natura e quantità tali che non le comprenderò mai appieno, in quanto sarebbe anche davvero significativo poter avere delle nuove informazioni dotate di almeno una iota di correttezza quanto meno esistenziale e non esizialmente tendenti a mostrare, unicamente e solo, quanto qualcuno possa innamorarsi di quanto scrive in quanto tale e perché lo scrive di suo pugno, sbattendo manine e piedini quando un altro, a caso, e di casi ne incontrerà tanti negli anni, gli farà notare un banalissimo errore.
Buona vita.