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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 16/07/2024 in tutte le aree

  1. Da: MangaEiga no Kokorozashi ("L'ambizione dei film animati"), di Takahata Isao Ciò che ho inteso fare con i miei film, inclusi La Tomba delle Lucciole e Ricordi a Goccioloni, non era – come avevo inteso sino ad allora – rendere gli spettatori del tutto assorti nella narrazione, quanto piuttosto di fargliela osservare da una certa distanza. Ho cercato di non fargli dimenticare interamente di loro stessi, lasciandogli uno spazio per il pensiero razionale. Non volevo che stessero a mangiarsi freneticamente le unghie, ma piuttosto tenerli in attesa sull'orlo delle loro poltroncine presentandogli una situazione oggettiva. Talvolta ho persino voluto che maturassero una visione critica verso il protagonista. È stato subito dopo aver incontrato Paul Grimault, proprio quando stavo cominciando i lavori su Battaglie tanuki dell'Heisei Ponpoko, che ho iniziato a lavorare con queste nozioni nitide bella mia mente. Il film sarebbe poi uscito nel 1994, l'anno della morte di Grimault.
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  2. L'incipit del film che hai perso serve a stabilire in modo chiaro il tono documentaristico della pellicola. Il film si apre con scene totalmente realistiche di tanuki in campagna, commentate da tipiche interviste interviste umane giapponesi ottantine, che in realtà danno voce a dei tanuki. Tipo si vedono dei tanuki infestare una vecchia casa di campagna abbandonata, e una voce da casalinga dice "aaah, poter vivere in una villetta unifamiliare con giardino, per noi era proprio un sogno!" Poi attacca il narratore che introduce il conflitto tra Bosco Takaga e Bosco Suzuga. Le espressioni "furbo come un tanuki", "vecchio tanuki" o "sonno da tanuki" (fingere di dormire) sono espressioni di giapponese corrente. Si legano a folklore e leggende in cui dei tanuki gabbano, o si fanno beffe, di umani. Lo stesso Shoukichi, però, si domanda nel film il senso di tali espressioni. Perché i tanuki sono dei bonaccioni sempliciotti, come spesso detto e mostrato nel film. L'idea che ne traggo è quella di una naturale furberia contadinotta, per intenderci.
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  3. Pom Poko mi mette una grande tristezza, purtroppo riesco solo a vederla come una storia di una grande sconfitta. In qualche modo alla lontana mi ricorda una delle scene che amo più in assoluto dei film italiani
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