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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione da 29/09/2026 in Risposte

  1. Ok, allora sul serio. Riprendo seriamente dal tuo primo post sul merito: Questo scrivesti. Dissento fortemente da quello che riporti (non so se siano opinioni anche tue, condivise). Ovvero, come taluni filosofi/psichiatri dicevano: "Non perché una realtà viene ignorata o negata essa cessa di essere reale". Si tratta di una cosa che mi sta molto a cuore ed è la ragione per cui ho sempre detestato la metanarrazione á la Oshii Mamoru o Kon Satoshi. In senso psichiatrico/freudiano classico, si tratta del "principio di realtà", ovvero l'onesto riconoscimento della realtà fattuale esterna al soggetto come reale, anche se spiacevole. Ad esso si contrappone il "principio di piacere", dalla cui dominanza derivano essenzialmente tutte le psicosi, innescate come meccanismi di difesa psichica. Chiaramente, le opinioni sono opinioni. Sono giudizi di valore. NON sono verità oggettive. Ho sempre trovato ridicolo il noto adagio "sulle opinioni non si discute", perché credo il contrario: le opinioni sono relative e quindi discutibili, al contrario i fatti sono indiscutibili, se ne può solo prendere atto oppure impazzire. Indi, o la realtà/verità è una/unica, oppure non esiste (grazie, Kant). "La post-verità è una condizione culturale e comunicativa in cui i fatti oggettivi contano meno dell'emotività e delle convinzioni personali nel formare l'opinione pubblica." Psicosi. Pazzia. "Corollario; tante verità, tutte in qualche modo plausibili, uguale = nessuna verità" No, questa p solo la confusione degli ambiti in cui la verità esiste e quelli in cui una verità non esiste. Che 使徒 significa "apostoli" è una realtà, un fatto linguistico, una verità. (ho usato l'indicativo) Che "Shito" sia un nickname ridicolo è un'opinione. (io concordo, ma ho usato il congiuntivo) Credo noi si viva oggi in un'epoca di confusione, idiozia e psicosi diffusa. Anche saperlo non aiuta, ma tant'è. Ah, Lum-chan è giustificata perché è una bambina-ccha! Ma anche le foglie verdi poi si infoltiscono (青葉繁れる, Inoue Hisashi X Uruseiyatsura X Evangelion).
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  2. Saluti dalla mia cittadina con una chicchetta, probabilmente unica al mondo, ossia le statue di quattro arcangeli apocrifi (invero da Enoch, ma tra i sette arcangeli riconosciuti nelle tradizioni cattolica bizantina, ortodossa orientale e giudaica), che hanno una certa attinenza qui: Per noi, Shaeltiel (è nel kikakusho) - la penitenza di Dio: Per noi, Leliel - la gnosi di Dio: Uriel, il fuoco di Dio, probabilmente la versione giudaica di Prometeo, vero creatore materiale dell'uomo (adam): Barachiel, la benedizione di Dio, mi dicono in Eva sia in qualche prodotto collaterale:
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  3. Un poster giapponese scrive su X: https://x.com/EvangelionShots/status/2111035198850609427/video/1 ovvero: It's the Eva Ghibli episode, huh? Animation cooperation (key animation) by Studio Ghibli of all studios, so Shinji, Asuka, Rei, and the characters' faces are super Ghibli, that's why it's hilarious >⁠.⁠< Questo il valore dell'autotraduzione bilaterale su X. Shitarello risponde: Evangelion ep.11 is top notch in so many terms, particularly screenplay, pacing and characters' personality depictions and interactions. I don't know if this is also the merit of Mr. Takahashi Nozomu, the episode producer "borrowed" from Ghibli and teased as "Takahashi Nozoku" in the very episode as a Tokyo-3 politician running for the city mayor seat. None the less, the whole episode runs with a dialogues and scene events contrappunto which is totally comical and perfect, while deepening character different personalties and relations. Everything peaks in the final "sakusen", someway self-arranged by the children as a team, which is a very nicely fast paced resolution - yet still showing their unique psychological traits: Rei's cold logic, Shinji's remissive masculinity, Asuka's pride and strength. Of course, the closing line from Asuka's is a very nice and consistent continuity link with Ep.10 finale, when "feeble" Shinji saved her life she had already gave-up to. --- In realtà, su quella singola scena potrei scrivere il triplo. Asuka che sopporta il dolore dell'acido, ma la regia non ce ne mostra il volto, è intensamente erotica: "gaman-suru". Ma da dove cominciare a spiegarlo all'occidente? Il doppiaggio di Shinji è magistrale. Quando si "pianta" mani e piedi nel cunicolo, e poi tende i braccio verso il basso per ricevere il Palette Gun, nella voce si sente la trazione nella posizione scomoda. Poi la singola frase di Shinij: "Asuka, yokete!" ("Asuka, scansati!", è perfetta: qui lui è asciutto, operativo, senza essere dominante. Ma è impellente: lui sa che lei sta soffrendo, vuole fare presto. Rei non si vede né si sente. Infatti, poi il modo in cui l'UnitàPrima "riceve" l'UnitàDue, come un abbraccio, è pressoché maritale. Ma la caparbietà di Asuka che dice "E con questo il debito è stato ripagato!" è trionfante. Shinji risponde con un sorriso, perché qui lui capisce lei davvero, capisce che la cosa era importante per lei. E' un'intesa di coppia. E la gente pensa che Eva sia stato un successo per le cazzate dei nomi giudaico-cristiani, ahah. --- Queste interazioni con appassionati giapponesi sono preziose, questo il valore dell'autotraduzione bilaterale su X, e allo stesso modo sto interagendo con autori giapponesi, registi soprattutto, ma anche autori di documentarie e libri. Mentre gli "appasionati" pensano agli youtuber sedicenti esperti, è stata silenziosamente data a tutti la possibilità di approcciare DIRETTAMENTE gente come Katabuchi Sunao (che mi segue e mi risponde), Akai Takami (che mi segue e mi risponde), Mikimoto Haruiko e tanti altri, da animatori storici a creatori attuali, e a chi interessa? A chi interesserebbe, a parte a uno stupido come me, che quando dicevo a Katabuchi che la scena in cui la flebile Kiiko "sprinta" di notte superando l'energica Shinko nella corsa veloce dicendo "mitai, mitai, mitai!" mi commuove sempre lui mi ha risposto che quella scena nasce "dal desiderio di vedere Clara correre insieme a Heidi"? E che io gli ho risposto che nella scena successiva, con le rane bue che gracidano di notte, sotto la Via Lattea e le lucciole, non ho potuto non pensare a Takahata, e che ho persino pensato che Shinko abbia la pelle scuretta perché Takahata era notoriamente dispiaciuto di non aver potuto connotare Heidi cob la pelle riarsa dal sole alpino come nel libro perché lo sponsor vendeva latticini? Nella risposta, ovvia, c'è tutto. Ah, sì, gomugomu nooooo... FREGACAZZI! Che bello il disinteresse reale in 4K, vero?
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  4. Questo di prima è interessante. Lasciatemi sottolineare il clima in cui ci troviamo perché mi sembra ci sia un po' di gente che cade dal pero e altra che parla del dito e non della luna. Devo dare per scontato qualche passaggio per fare il prossimo esempio, se non seguite la cosa americana o non sapete cosa siano i due elementi successivi, cortesemente cercateveli: pete hegseth e lo scandalo signal chat, Stephen colbert e il suo late show. Ai tempi dello scandalo dell'uso di hegseth del software di messaggistica Signal, in una chat in cui oltretutto era stato invitato anche un giornalista (chat line in cui da capo del pentagono hegseth riceveva informazioni militari) dopo qualche giorno erano iniziati a fioccare sui social, YouTube in primis, video strani. Uno era una simil ospitata, "raccontata" per immagini di hegseth al late show di colbert, in cui veniva fatto a pezzi da colbert (dialetticamente si intende, si sa mai). Poi sono usciti altri video Tra i quali ce ne era uno, uguale a quello cui sopra, ma... Con colbert invece fatto a pezzi. Più varianti Ed altri I primi due... Erano stati postati dallo stesso account. Crederte che il problema sia questo? No, perché il problema è che hegseth non ha mai fatto ospitate da Colbert Il clima di post verità è banalmente questo. Ci sono tante verità (non perché lo siano in sé) e a nessuno interessa più realmente quale sia la vera verità, dato che ce ne sono tante, tutto può essere, non si va a cercare di capire, di fare ricerca, di assumere poi una verità dal confronto; se si dice una castroneria resterà a circolare sui social a prescindere, non c'è correlazione con una possibile smentita, perché questa non ha più dignità tale. E' solo un altro punto di vista, un'altra verità. Ecco. In un clima del genere, ha senso davvero una meta narrazione, come appunto in Digger? A mio avviso il problema essenziale del film non è il film ma l'essere arrivato lungo in un periodo in cui meta narrazione,allegoria, e similari vivono in quanto tali in un 'regime di sospensione " in quanto superati dalla complessità del reale attuale.
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  5. E' martedì, Chii Fuyo 4 Quella volta che son finito nudo due volte ed ho imparato che quando sei nudo vieni morso due volte Tradotto, si finiscono i complotti e si entra nel dungeon La... differenza di censura E siamo al dunque nel dungeon, tutto curato perfettamente, e adesso manca solo il d...
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  6. Grazie a te per l'interesse e a lettura. :-) In realtà, benché sia evidente che in quella scena c'è una "dinamica di coppia" tra Shinji e Asuka, che "taglia fuori" Rei (mentre prima, in tutti gli alterchi nel raggiungere il Quartier Generale, tutti e tre i children interagivano), è proprio nelle battute che si nota questa intesa. La "sensualità" che dicevo, invece, è nella sola e individuale figura di Asuka che soffre trattenendo il dolore, ossia: sopporta. Shinji non c'entra. Si tratta di un cliché molto giapponese; "gaman-shite kudasai", -> "sopporta, per favore." Significativamente, Asuka ha scelto per sé quel ruolo "di difesa" e non "di attacco", e quando Shinji gli fa presente che "è pericoloso", lei si sobbarca compiaciuta del rischio, e quindi del dolore. Se ci pensi, di norma Asuka avrebbe scelto per sé il ruolo dell'attaccante, più in vista, no? Eppure la strategia l'ha elaborata lei stessa. Ma voleva un modo per sdebitarsi coin Shinji che le aveva salvato la vita alla fine dell'ep10.
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  7. Dunque, per me è difficile rispondere per bene. Faccio del mio meglio. Ok, ti seguo. Senza citare Russell, è una questione di definizione. Indi salto al tuo post successivo e riparto da lì. Dunque se partiamo da questa definizione di "post-verità", ci troviamo dinanzi a un concetto di – diciamo – sociologia descrittiva. Di tale branca dello scibile discussi con esimi sociologi dottorati et alia, dato che personalmente non ritengo una scienza umana meramente descrittiva in alcun modo utile, forse nemmeno sensata. "Le cose stanno così", ok. Ma se da questa componente deduttiva non discende un comparto induttivo, "quindi dobbiamo fare cosà", qui valet? Dall'interpretazione della realtà contemplata credo debba discendere una linea d'azione reale e presente. Come di mi diceva un docente di filosofia a Tokyou sono forse un pensatore mediterraneo "vecchio stampo", ossia come un filoso greco, ossia un religioso ascetico. Forse. Mi rendo conto di stare un po' dirottando l'argomento della discussione, am del rest il valore della finzione credo possa essere al massimo fornire spunti sulla realtà. Il che risponde implicitamente al tuo ultimo interrogativo: come siamo arrivati a questa situazione. La mia risposta è: dando valore indipendente alla finzione. Presumendo che la finzione possa avere valore in sé stessa. Per me questo è un assunto di pazzia che genera psicosi. La finzione, essendo finta, non vale nulla in sé. Mai, mai, mai. NON esiste valore formale che sia reale. La realtà è solo nella sostanza ed è l'unica cosa di reale valore. Pensate a Kaguya che ha un attacco isterico, distrugge il suo "giardinetto a plastico del passato" gridando "è falso, è falso, è falso! E anche io... sono falsa." Ecco. Questa per me è la basa di TUTTA l'iconoclastia. Il falso è male in sé. E siccome ogni rappresentazione della realtà è un falso, ogni rappresentazione è male. Che si parli di condanna platonica dell'arte imitativa, o di iconoclastia religiosa ebraica/islamica radicale (non costruirti idoli!), per me è lo stesso. Quindi per me tutta l'arte si giustifica e si ammette SOLO se può SERVIRE ad AVVICINARSI alla VERITÀ. Ne consegue che ciò che si diefinisce "post-verità" è solo un nome elegante per una pazzia, o psicosi, dilagante. Il fatto che sia dilagante non la rende una realtà meno pazza o psicotica che dir si voglia. Torno al punto: No, non ci sono tante verità. Usare il termine "verità" in questo modo è un magheggio retorico. Non va bene. È un inganno. Una causa di confusione. La verità o è verità in sé o non deve essere appellata tale. E una persona a cui non interessi ciò, ma chiam a verità una sua percezione, ebbene o è un decerebrato o è una persona in preda alla psicosi. C'è una ragione se ogni visita psichiatrica si apre con un rapido esame di realtà.Non so se avete realmente presente la cosa. Nessuna narrazione ha senso se diviene un simulacro. Non voglio citare Baudrillard, ma davvero. Ogni finzione che diventi inganno è MALE: fa divergere lo sguardo dalla realtà, che è l'unica verità. La meta-narrazione è ancora più rischiosa. Ogni fizione è accettabile solo quando serve per riflettere sulla realtà, con onestoe positivo nichilismo (Lacan per la sopravvivenza). Non esiste un escapismo positivo mi spiace. E voi come vivrete? MALE. O si vive nella verità o si impazzisce. La finzione escapistica conduce alla pazzia. Bisogna restare svegli, attenti e soprattutto onesti. Il vero è vero, il falso è falso, poco altro conta. Da Seita a Kaguya, lo sappiamo. Quella era finzione buona, perché utile alla vita resale e vera, nel vero e nel reale.
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  8. (seria campagna televisiva di utilità sociale mode: on) ( - vale a dire: commentatore sul Bokura no Kakumei di qualche anno fa - mode: on) I meme sono la risposta, carissimi: una metanarrazione - o meglio, insieme di metanarrazioni, o rizoma come dicevano i filosofi di un'epoca defunta - il cui contesto di riferimento si collassa e si riforma in continuazione ma che rimane riconoscibile; una narrazione allegorica che si può confondere con la realtà visto che entrambe sono tendenzialmente assurde, ma che dell'allegoria mantiene la presenza di precise figure retoriche su cui si può disquisire. (E mi pare che "allegoria" non sia un concetto ma una tipologia di discorso, quindi "disquisire" è la parola chiave!). E se la definizione di allegoria fosse più restrittiva di quanto pare intuitivamente, si tratta sicuramente della migliore commedia dell'arte (a cui il povero Goldoni ci ha disabituati a conferire valore). Preservare una qualsivoglia "intenzione" è uno sforzo improbo e talvolta detestabile, nella vita come nel meme, e così quest'ultimo facilmente collassa in pseudonarrazione o addirittura in realtà; ma la "memepoiesi" al momento rimane una forza inesauribile. Poi naturalmente, in quanto insieme di metanarrazioni, si evolve generazionalmente, e si vedrà il futuro. ( - vale a dire: commentatore sul Bokura no Kakumei di qualche anno fa - mode: off) Non diventate cretini terminali come il signor Anonimo(*lui*)! continuate a studiare invece di rielaborare soltanto i vostri preconcetti! (seria campagna televisiva di utilità sociale mode: off) --------- Se @Myōō rimane più giovane di me come sembrava qualche anno fa, gradirei la sua opinione per esteso (quando ne ha occasione, ovviamente) -------- (Cercherò di vedere "Digger" comunque, grazie dello stimolo)
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  9. Eris non è una moglie. Lei è il marito.
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  10. Io sono sempre più convinto che ormai l'unica risposta che possiamo dare è proprio disinteressarsi per quanto possibile a delle forme di intrattenimento che sono sempre più una trappola, credo che quasi ciascuno di noi abbia giochi da giocare ancora per la prima volta, giochi meritevoli di essere rigiocati. Oppure possiamo fare delle scelte, giocare gli indie, favorire chi mi permette di giocare con copia fisica in single player, o chi magari cerca di tenere i prezzi onesti. Non voglio fare il moralista eh, parlo in primis e soprattutto a me stesso, ma è una riflessione che maturo da un po', mi pare che invece di intrattenimento stia diventando una tela di ragno da cui non ci libereremo mai.
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