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Taro

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  1. Shin è usato come prefisso, allo stesso modo del nostro neo. Che poi abbiano introdotto un termine inglese, come attestato sullo shogakukan e lo utilizzino proprio come shin, poco importa. Praticamente potrebbero mettere shin tanto che neo, in italiano metterei sempre neo. Se trovassi atarashii, o arata, metterei nuovo, ma shin come prefisso a proprio l'equivalenza di neo. Poi magari per far figo possono usare neo al posto di shin, come in akira. Credo che la differenza stia tutta li, il katakana che risalta. Il problema è che il punto di arrivo in italiano tanto di uno shin come prefisso che un neo in katakana che un neo inglese, è sempre il nostro neo italiano derivante dal greco (parimenti al neo inglese ovviamente). Ma il caso è ben diverso dal restaurare/far restaurare, li c'è proprio la coniugazione del verbo suru a fare differenza.
  2. Allora, 新 in giapponese si usa come prefisso, significa ovviamente nuovo. Dalla treccani: Neo- è un ➔prefissoide (dal greco neos) che significa ‘nuovo, moderno, recente’, e si trova in parole composte in cui il secondo elemento è un sostantivo o un aggettivo neosocialismo neologismo neonazista neolatino neolingua. Da qui la mia scelta.
  3. No, perchè è quanto dice Misato, è corretto in italiano (ti ho riportato esempi analoghi che tu non hai contraddetto), e si comprende cosa ha fatto Misato. Detto da chi ha oltre 100 post in questo solo tread per ripetere più o meno sempre le stesse cose...
  4. Mi riporteresti la frase in giapponese? Me la ritradurrei da solo e sono sicuro che verrebbe diversa da quella di Shito (a memoria non avrei reso in quel modo). Daisanshintokyoshi non lo tradurrei con Neo Tokyo 3. Credo la tradurrei Città Neotokyo Terza, o città di NeoTokyo 3.
  5. Dicevo "fatto fare" nel senso generico di causativo. Al solito sei tu che non comprendi quanto dicono gli altri. Misato dice "resutoa shita", non "resutoa saseta". Anno poteva farle dire "ho fatto restaurare" con la forma saseru, ma non l'ha usata. Ha usato shita, che significa che "ha fatto". Certo è se sei digiuno di giapponese è difficile farti capire la grammatica giapponese, anche nelle sue basi, ma il punto è che come in italiano fai notare ci sia una differenza tra il fare e il far fare, esiste anche in giapponese a livello grammaticale. Eventualmente comunque dovresti dire ad Anno che una macchina la fai restaurare e non la restauri se non lo fai di tua mano (a prescindere che come detto ciò non è vero, per esempio: ho ritinteggiato la casa. Non significa per forza che mi son messo col pennello, posso anche aver chiamato un pittore e pagato per farmi fare il lavoro), è Anno che ha usato shita e non saseta, da cui la corretta traduzione. Lamentati con lui che ha sbagliato quando ha scritto la sua opera...
  6. Non è corretta, perchè in giapponese se intendi che fai fare qualcosa a qualcuno usi il causativo. Li non c'è, Misato dice che ha restaurato la macchina. Come mio padre dice che ha costruito la casa (casa nostra) 15 e passa anni fa, intendendo che ha fatto lo sforzo economico, ovviamente il lavoro manuale l'han fatto altri (quelli pagati). La frase è semplice e ambigua, perchè si presta a doppia interpretazione. Un "l'ho fatta costruire" è più precisa, ma come detto anche in giapponese c'è il modo di dirlo. E Misato non lo usa. Certo poi si capisce subito dalla quesitone delle rate che non è lei ad aver fatto manualmente il restauro. Ma io dico, quando qualcuno vi parla, dico nella vita reale, prestate realmente attenzione a ciò che dice? Termini, aggettivi, i tempi e modi verbali, ogni sfumatura ha un proprio valore, la costruzione stessa della frase marca l'importanza di qualcosa rispetto al resto. Li in due frasi c'è tutto quello che serve per capire, e tu vuoi togliere (il restauro) e aggiungere un "fatto fare", che in originale non c'è. Tutto a caso.
  7. Se per adattare intendi cambiare i testi per venire incontro alle esigenze e i limiti di un pubblico generico, direi che non lo fa. Però lo faceva Alessandra Valeri Manera, che nella storica intervista su Mangazine (il numero 30 forse?) affermava che per lei era giusto cambiare quanto necessario in modo tale che i ragazzini non si ponessero domande strane. All'epoca ci fu una reazione degli appassionati contro questo metodo di localizzare l'opera... Tornando al metodo di Shito, io credo che per lui non esiste un prima "si traduce e poi si adatta", ma un processo molto più fluido in cui non c'è una reale distinzione di fasi. Si parte ovviamente dal testo tradotto, ma è più un ritornare sull'originale e scavare nel profondo dei significati e delle strutture. PS ovviamente non sono io che fornisco conferme di cosa faccia o non faccia Shito. Io esprimo le mie opinioni e sensazioni, se vuoi conferme domandale a lui, se poi ti risponde bene. Ovviamente non è che puoi sceglierti la risposta, puoi condivdirela o meno. Ieri sulla live nessuno ha cambiato le proprie posizioni, ognuno degli intervenuti ne prende atto e morta li, non è la fine del mondo.
  8. Ancora non capisci: non un intero testo in dialetto. Ti chiedo di peggio: un testo dove compare l'italiano insegnato a scuola, con regole grammaticali e termini italiani, dove compaiono tracce di dialetto. Io ti chiedo: qulle tracce le cancelli o trovi una soluzione, quale che sia? Puoi anche cancellarle, ma appunto perdi pezzi, più o meno grandi che siano a seconda dell'importanza di quegli elementi dialettali che l'autore ha voluto dare.
  9. Se perdi la stranezza fonetica del termine perdi la caratterizzazione del personaggio. Se le fai dire "un po', un poco" o quello che vuoi stai negando all'autore la sua scelta, perchè anche lui poteva usare termini normali cui nessuno reagisce interdetto. Ovviamente anche quella è una scelta, ma non mi si dica che non si perde nulla, perchè quello è falso.
  10. Credo tu non capisca il punto. Shito non vuole acculturare nessuno, a lui non frega, lo ha detto da sempre che "ognuno si salva da se". Se trovi ostica la sua localizzazione è da te che devi fare lo sforzo di informarti, capire e trovare la soluzione per comprendere. Quando lo farai, farai parte di quel piccolo gruppo di persone che vogliono capire e per le quali la localizzazione è pensata. A quel punto nulla dell'originale ti sarà stato negato. L'appiattimento nega a tutti la comprensione reale, sia a chi non vuole capire a fondo, che non ha interesse in tal senso, sia a chi invece vorrebbe di più. Se anche ci fossero zero persone interessate al vero, Shito lavorerebbe comunque così, perchè in futuro potrebbe nascere qualcuno che invece lo vuole, o magari qualcuno di questa maggioranza potrebbe cambiare idea, o magari tutta la maggioranza. Talvolta credo che se si vuole un semplice giro di giostra, la giostra si dovrebbe cercare, non il museo che toglie i quadri e mette il roller coaster nelle sale.
  11. Non sei tu e le persone come te che attualmente stanno generando il rumore più forte? Comunque credo che più o meno il metodo da te descritto corrisponda, se non che aggiungerei che le verifiche vengono fatte su 10 fonti diverse tanto per il termine originario che per quello di arrivo, con consulenza specifica parola per parola, laddove serva, del traduttore per analizzare per benino () il singolo termine. Credo sia anche dovuto a ciò che le localizzazioni risultano così diverse da quelle altrui, visto che è l'unico che fa un lavoro così abnorme usando tutto quanto l'italiano possa offrire invece che quelle 200 parole che normalmente le persone usano per 365 giorni l'anno. I testi di Shito sono ostici, quelli di tanti altri sono appiattiti, banali e perdono di contenuto. Superato lo scoglio iniziale, si ha la possibilità di avvicinarsi all'opera originale ed essere liberi di trarre il contenuto, mentre nelle localizzazioni semplificate ascolti comodo si, ma non hai più la possibilità di andare a fondo nelle tematiche, perchè tagliando, cambiando, omettendo eccetera perdi pezzi che gli autori hanno messo e che i localizzatori ti hanno tolto. Sono scelte. Tuttavia immagina di poter scegliere tra una strada comoda e facile che ti porta su un versante della montagna, ti godrai magari un bel panorama, e una strada impervia e difficoltosa che ti porta sulla vetta, e li non guardi un bel panorama, ma tutto il mondo sottostante. Non è detto che la prima volta si riuscirà ad arrivare alla vetta, ma magari alla seconda o terza volta si, e guadagnerai qualcosa che la strada comoda non potrà mai darti. Il tutto sta tra lo scegliere tra la mediocrità e qualcosa di più elevato, ma sappiamo bene che le persone, nella loro maggioranza, sono mediocri.
  12. Quel chocchi non è giapponese standard , che sia effettivamente dialettale o meno. In giapponese standard abbiamo sukoshi, chotto, shoushou, per dire, che significano "poco" con varie sfumature e che sono usati in contesti diversi e che pertanto andranno tradotti in modo diverso. E' come un "piò" bergamasco che significa "più", ma non è italiano ma un dialetto italiano. Quindi una sua traduzione risulterà difficoltosa tanto più se dovesse essere caratterizzante di un personaggio. Ovviamente se dovessi fare da interprete tra un bergamasco e un giapponese nella vita reale non starei li a lambiccarmi come renderlo, l'intento a far comprendere le due persone nell'immediato, ma se ho 10 italiani di cui 1 bergamasco in un film e il dialetto del bergamasco avesse in varie occasioni una qualche valenza (e considera che per Misato è ancora più accentuata, perchè lei non parla un eventuale dialetto, ma infila ste parolette ad cazzum) dovrei trovare una soluzione. Alcuni assurdamente risolvono il problema infilando un qualche dialetto italiano, che per me è una porcata (ma non ricordo levate di scudi per Rayearth della Yamato Video quando infilò interi dialetti italiani con tanto di inflessioni per i personaggi giapponesi, qui per un pochitto sta venendo giù il cielo pare), ma è il modo più veloce per lavarsene le mani. Tempo fa mi sono letto Io sono Teppei. Il protagonista e il padre, soprattutto all'inizio (taccio sui personaggi che compaiono successivamente) parlano un giapponese assurdo, sembra un misto tra un dialetto e un giapponese sgrammaticato. Poi incontrano la propria famiglia a Ueno, che è di alto livello, parlano tutti correttamente, fin dalla sorellina piccola di Teppei che è tutta precisa nel suo esprimersi. Se si decidesse che Teppei dovesse parlare normalmente, annullando le sue espressioni peculiari, ci si perderebbe un pezzo di manga. Quindi una soluzione va trovata in certe occasioni, non si può liquidare con un "vabbè il significato è poco quindi lo traduco con poco".
  13. E magari tramite una serie animata si apprende qualcosa di nuovo. stavolta una cosa inutile sui polpacci, magari un'altra volta qualcosa di più rilevante. Non dovrebbe essere questa la motivazione per la quale si vuole usufruire di opere straniere? Il conoscere cose nuove, di altre culture? Ma lo devo dire proprio io?
  14. Che avrei su twitter? Guarda che non ho ne twuitter ne instagram o altra roba similare. Se avessi l'account twitter starei a spolliciare Trump e infamare le ong dei barconi comunque...
  15. Oltre a faticare a seguire i dialoghi non comprendi neanche un testo scritto? Non lamentarti se sono rude, ma se metti in bocca ad altri cose non vere... ho chiaramente detto che Anno dedica quello spazio di animazione ai pensieri di Misato sull'auto (più sotto Shito ha fatto notare come la passione delle auto sia una caratteristica di Misato che lo staff ha evidenziato, in animazione e nei materiali relativi alla serie), ho detto che ci sono tanti dettagli che creano un personaggio, e per te io starei mettendo a fulcro della serie Misato e la sua auto... ma te le cerchi le risposte a tono eh... ci è voluto un secondo ad analizzare quel termine, confrontarlo con altri giapponesi, e prova regina nella "vita reale" quelle foto di macchine da restaurare, quando ficco quella parola giapponese nella rete.. su quello vuoi sorvolare? Non è un dizionario polveroso, sono foto di cose reali. No mi spiace non conta. Verrai sacrificato sull'altare dell'aderenza all'originale.
  16. https://www.google.com/search?q=%E3%83%AC%E3%82%B9%E3%83%88%E3%82%A2&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjm4Luc7oHjAhUN6KQKHaB_Cb8Q_AUIECgB&biw=1279&bih=886 Ma guarda guarda che esce fuori inserendo レストア su google e cliccando su "immagini"... sembra proprio il termine che i giapponesi usano per il caso specifico delle automobili. Misato subito dopo l'accenno al restauro pensa alle 30 e passa rate ancora da pagare. Ma guardi solo le immagini tu? La storia dell'auto di Misato l'ha fatta, gli ha dedicato lo spazio di un suo pensieto mentre vanno alla sede della Nerv. Sai, i personaggi si cotruiscono su tanti piccoli dettagli, tante piccole cose che insieme costituiscono la personalità dello stesso. Tu inizia a limare, cambiare, alterare sulla base di ciò che ti suona bene ogni piccola cosa e avrai un personaggio diverso da quello dell'autore. Siamo in centinaia qui dentro, ognuno avrà le sue cose che suonano bene, ti rendi conto di quante Misato creeremmo? E tutti ci lamenteremmo delle Misato degli altri. Shito non è esente da errori, ma quanto meno il suo metodo cerca di avvicinarsi all'originale, non ad allontanarsene.
  17. Ripeto, se ti perdi su un termine simile e vai nel pallone che vuoi che ti si possa dire? Io ho capito che Misato ha speso parecchi soldi (un restauro è cosa ben diversa da una riparazione) e che putroppo per lei sono stati soldi buttati visto quel che è successo. La cosa fa sorridere per come è presentata, il momento leggerezza messo li in mezzo all'azione. Ovviamente per me ha significato un attimo di un sorriso e poi ho continuato a vedere l'episodio. Se ti sei impallato sul "restauro" non è che puoi lamentarti del termine perchè tu lo trovi difficoltoso da comprendere. Ti ho detto, mi spiace per te, ma non vedo perchè altri ci debbano rimettere nella fruizione dell'opera, nei suoi vari aspetti, per colpa delle tue mancanze.
  18. Comunque al di la dell'accettare o meno il concetto di localizzazione di Shito, affermare che quei dialoghi siano incomprensibili mi lascia pensare che o si è in malafede oppure si hanno seri deficit cognitivi. E no, non sto insultando gratuitamente, lo ritengo un fatto reale e mi stupisce e mi spiace per tutti quelli che rientrano nel caso in questione.
  19. 鳴らない、電話 naranai, denwa. Se non ci fosse la virgola 鳴らない電話 sarebbe correttamente "(un) telefono che non squilla". Ma la virgola separa i due termini. Per avere un "Il telefono non squilla" in giapponese dovrebbe essere 電話は鳴らない
  20. Comunque erano 15 anni buoni che non rivedevo Evangelion, e me lo sto gustando con questo nuovo doppiaggio e devo dire che mi sta divertendo. Sarà anche più divertente poi rivederlo in giapponese e ricostruire tutte le corrispondenze col nuovo doppiaggio.
  21. No usa geez, nel caso preso in esame. Il cribbio è messo per farti capire cosa è quel geez.
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