-
Numero di post
8217 -
Iscritto dal
-
Ultima visita
-
Giorni Vinti
13
Tipo di contenuto
Profili
Forum
Blogs
Gallery
Calendario
Tutti i contenuti di Dairon
-
Infinite Stratos + Chobits. Per i minicon.
-
Il termine fantasy, come genere letterario a sé stante, risale al secolo precedente ad entrambi. Non ti preoccupare che Conan lo chiamavano fantasy a lettere cubitali, prima che apparisse in qualunque libreria il termine "Hobbit". Comunque sfugge cosa sosterrebbe Zio Sam, se chiedete a me.
-
Senz'altro, così come è un fatto che gli indiani veneravano i pazzi. Oggi invece è un fatto che i pazzi vengono considerati dei malati da curare. Detto altrimenti, forse un giorno Candy verrà considerato un classico della letteratura (europea magari no, ma mondiale sì). Non che sia convinto che questo sia un bene, eh! E poi non siate conformisti! Che vi frega se uno di 150 chili e quarant'anni si diverte a vestirsi come Goku e va alle fiere mimando l'onda Kameameha, o se qualcuno si diverte a fare dojinshi con Heidi ingroppata dalle caprette? Mica fa del male a qualcuno. Prima che me lo chiedate: No, non faccio parte di nessuna delle due categorie :P In alcuni casi, bisogna però preoccuparsi seriamente di cosa sia successo alle caprette.
-
Ah, ma un momento. Non penso l'escapismo precluda una cosa del genere: pensa a tutto il discorso sull'escape (non escapism... ma qui credo facesse le pulci al termine: li considero senza soluzione di continuità) di Tolkien, sull'eucatastrofe - non è una cosa che si vorrebbe sperimentare? O no?
-
Posso capire Gundam, ma per rendere escapista NGE, ce ne vuole... Sarà anche figa la NERV, ma allora la peggior distopia immaginabile se sufficientemente figa sarebbe escapistica. Possibile. Dicendo "fantasy" all'italiana, comunque, cioè come sottogenere del fantastico con la subcreazione del mondo immaginario, la magia etc. [quindi il Potter, che poi sarà escapista ma questo non ci interessa, è fantastico] Però... a questo punto non sono sicurissimo Earthsea sia fuori dall'escapismo...
-
Penso che Werner facesse un discorso di attrattiva generica, nel senso di pubblico generale, ma ce lo dirà lui. Comunque non penso affatto NGE sia escapista, anzi... forse per 20 minuti in tutta la serie, e devi proprio cercarteli. E' anzi un esempio piuttosto lampante di come la fantascienza possa e debba fregarsene dell'escapismo, di offrirti cose dove vorresti vivere - dove è proprio necessario per rendere realmente interessanti i personaggi metterli all'estremo, in una situazione irreale, ma mica una desiderabile, anzi! ... e riuscendo ad avere successo. Non dubito che l'appassionato di fantastico sia un insieme abbastanza contiguo, ma dubito assai che esso sia la ragione del successo globale di quanto citi - quello è il pubblico più casuale. O comunque meno "esperto". (un po' diverso per l'entertainment più difficile tipo il doversi leggere un fumetto o peggio un libro, of course). Non so bene però perché l'identificazione e l'immersività (stessa cosa) dovrebbero essere un trait d'union specifico, non è semplicemente la chiave del successo di ogni opera di narrativa? Sono molto più dubbioso di quali "costanti" ci vedresti, però, a meno di dire che la storia tende a costanti generali ed elementari tipo Campbell. Peraltro... mi vengono già in mente molti esempi dove no, non è affatto così: esempi di generi dove non è così. Martin: ma sai che secondo me no, non ci vorrebbe affatto vivere su Westeros? Troppe sfighe a rispetto di un giorno tra le puttane... K-On!: mah, non so. Cretine di diciassette anni che pensano solo a fare minchiate, perché no? Più che età mentale parlerei della... uhm... mancanza di qualsivoglia interesse per il non-puccioso.
-
Necessario in che senso? Che una storia X può non averlo? Well, duh Che la renda più appetibile? Non penso sia vero in assoluto per ognuno, o perlomeno, può essere indifferente. Ma statisticamente... oddio, forse non lo rende davvero più appetibile, ma sono convinto sempre ci sarà per la massa, e non è un caso. Probabilmente è un valore aggiunto, anche se da solo può risultare indigesto. Guarda che non è un problema (tanto) di probabilità di trovare una bimba come Rin, ma nella mancanza di conflitti significativi (e oserei dire di conflitti probabili, pure in una serie "della porta accanto" senza elementi fantastici), per me. Probabilmente non riesco a spiegarmi, non è del tutto chiaro neanche a me. Adesso sono sinceramente curioso, cosa trovi di granché improbabile in K-On?
-
Calma: io non penso che escapismo=fantastico, se anche come sopra, sono d'accordo con te che probabilmente è più facile. Fin qui ok? Bene, quel che trovo escapista là è la fantasia di avere a fianco la figlia perfetta*. A me sembra che non presenti i veri problemi di avere una famiglia: il conflitto sostanzialmente è come capirla sempre meglio, e basta. In effetti... presenta pochi problemi, ok, il lavoro gli rompe, ma... In effetti, sarò estremo, ma sai che come slice of life, perdio, Kozue Amano ti dà personaggi tre volte più a tutto tondo anche se sono delle undine moe su neo-venezia, e soprattutto messe là per farti fare :3 ? Daikichi proprio non mi sembra "vero". Non ha desideri o problemi oltre al far star bene la bimba, ma suvvia... Nota che invece Horou Musuko (che ho molto preferito... per carità, riconosco Usagi Drop sia superiore alla media e non di pochissimo, eh!) era decisamente improbabile come situazioni ma i conflitti pesantissimi me lo facevano sentire molto più vivo, nulla in cui uno potesse "rifugiarsi". Non so se mi sono spiegato. E, non c'è bisogno di dirlo, non trovo nulla di male nell'escapismo. Ma sarà anche ovvio. *=
-
Su Eva non entro nel merito, perché tanto chissene. Però su quali tipologie di storie siano più attrattivi sono dubbioso. Sarà che praticamente non vedo né leggo più niente di anime/manga, ma con gli anni ho imparato sempre più ad apprezzare le storie che hanno la normalità come costante. Nessun elemento fantastico o fantascientifico, nessuna tendenza escapista nei confronti della realtà. Non me ne voglia nessuno, però per me una saga di libri come quella di Martin è da leggere nei periodi di stanca, perché preferisco altro da leggere in condizioni di norma e comunque non sono quelli dei libri che mi danno le sensazioni migliori. Allo stesso modo per gli anime... be' quelli che mi sono piaciuti di più quest'anno sono stati Houro Musuko e Usagi Drop e non penso sia un caso. Sicuro siano "storie normalmente reali"? Sicuramente U. D. non ha elementi fantastici, ma a me sembra abbastanza escapista, sotto sotto. (l'anime, non ho letto il manga) Allo stesso modo K-On! non è fantastico (tranne per come facciano ad uscire dalle superiori con un neurone in cinque, dico), è praticamente del tutto verosimile e quotidiano ma è disperatamente escapista.... e ti fa cagare. Quel che voglio dire è che le cose (fantastico, escapismo, gusti della massa e tuoi, per come li ho capiti) mi sembrano abbastanza separate, anche se probabilmente è più facile fare escapismo col fantastico, con quel che ne consegue per l'intrattenimento di massa. Che ha sempre richiesto e sempre richiederà escapismo, mi sembra chiaro.
-
IMAGINE!
-
Sarebbe da cercare come sono le Tijuana Bibles di Lil' Orphan Allie. Sti americani, mi sa che anticipano il pedobear di quasi un secolo! P.S.: Le ho trovate. Confermo il seal of approval e anche qualcosa di più. Non ne sono affatto sicuro. Per quel che mi ricordo, non lo avvertivo affatto. Il successo duraturo deriva secondo me dal gusto adulto. Ah no, questa non la vado a cercare. Ma resto convinto che, tra perversioni e girellarità...
-
Word. Oh, che già un po' di gestionalità era qualcosa, anche in caso di FPS eh. Che però, non se ne sente la mancanza, di quel genere di giochi, mi pare. Io avrei visto bene un qualcosa (che non credo esista ora come ora) online tutto fazione contro fazione, dove sei comunque un executive (e non il singolo Agente, quelli dovevano restare una risorsa!), con possibilità di creare scenari e mondi casalinghi*. La ciliegina sarebbe stata poter fottere prima o poi i tuoi stessi alleati per andare al vertice... *=ok, mi rendo conto questo può essere un casino, anche per il fatto di lasciare il controllo ad altri, ma chissà.
-
Per quel che mi ricordo preferivo Scarlet.
-
Ma io penso anche dai 14 anni in giù, dipende sempre dalla qualità del prodotto. Esempio: Anna dai capelli rossi e Heidi, li ho sempre considerati cartoni per adulti, perchè raccontano l'infanzia e il modo di percepire la vita a quell' età col senno di poi, cioè dell' adulto che si guarda indietro e pensa " ma guarda come eravamo". Un bambino non capirà mai tutte le sfumature di questi anime , perchè gli manca l'esperienza e il modo di pensare di adulto che gli permetterebbe di capire completamente il linguaggio filmico di Takahata . Sì, ma il punto è: oggi mi piacerebbe di più rivedere Takahata perché bla bla bla, tutte cose vere, ma all'epoca andavo pazzo per i GI-Joe, e non credo vi sia da aspettarsi che non li preferissi ad Anna dai Capelli Rossi... o che comunque non "ci capissi una sega", a sette anni! (Detto questo da bimbo avevo dei gusti veramente da... shojomita, ma è un'altra storia, Cobra e amici erano un'eccezione! )
-
Strike Witches, un anime filologico. (beh, cronologicamente siamo più verso Raimuro Senkitan, ma mi sa che l'ho visto solo io )
-
Sto un po' facciapalmando. Comunque non è detta l'ultima parola.
-
No, è una cosa normalissima. Funziona così la maggior parte di quel che trovi in libreria.
-
Secondo me su questo ha ragione lui. Cioè, se il prodotto ha un certo target anagrafico, perché non dirlo? Se la ficccion RAI della settimana è rivolta più alle famiglie "della massa" di... di che minchia ne so, di uno dei reality per ragazzine di emmettivvì, dov'è il problema? Non per questo il prodotto è migliore o più intelligente, in una graduatoria o nell'altra. Fintanto che sia "dai quattordici in su", insomma da quando le capacità mentali di una persona sono -e intendo realmente- formate. (aggiungerei che di solito la roba di qualità se ne fotte di tanti vincoli di target, ma vabbè) Uhm... a parte che non parlavo granché di letteratura (le pitture vascolari avevano target di età? La scultura? ), non capisco il problema. Anche nell'ottocento le persone comuni non scrivevano (anche se leggevano relativamente). Dunque?
-
E' buffo perché sai a che cosa pensavo, riguardo un epoca dove l'arte non aveva età? All'ellenismo. (e potevo of course sceglierne qualunque pre-'800) Se è quell'epoca il progresso, falso o vero che sia... i poveri girellari studieranno accadico! :lol:
-
Ma se si mandasse a cagare tutta l'idea che esistano prodotti culturali per età diverse (ok, diciamo dopo i dodici anni), come in effetti era prima della rivoluzione industriale, o meglio, che debbano essere fruiti in tal maniera? No eh?
-
Scusa, Garion, ma qui rifaccio la solita domanda che continuo a farmi ogni volta. Dobbiamo davvero vederci tutta questa enorme devianza nei personaggi di NGE? Io ne dubito. Io di Shinji a scuola ne ho incontrato più di uno; ma anche di Misato, e di Ritsuko. Non li vedo per niente come esseri alieni o irrealistici. Certo, vivere una vita normale invece che Salvare il Mondo Ogni Settimana li rende decisamente meno problematici, ma rende anche le loro storie molto meno attraenti come entertainment. Inserisci gli improperi che più desideri. Comunque credo si inizi a vedere di che cosa parlavo rispetto alla "verità rivelata". Mi ritiro dove "nessun racconto degno di essere letto a cinque anni non lo è di essere letto a cinquanta" Perlomeno non si sta sostenendo NGE voglia dire che l'unico linguaggio adulto è quello scritto (fiuuuu...) Oh, cmq non è mai infantile dire "soccia, ma X è merda!". E' infantile non motivarlo.
-
Beh, io quando sento la Latini dire praticamente qualunque cosa... Ma probabilmente sono un caso peculiare, quando compravo le cassette di NGE forse nemmeno in nipponia esistevano veri seiyuu wota o come diavolo si chiamano :lol:
-
Ma cristodiddio, metti sti titoloni e poi è un FPS? :girella2:
-
Ma Sawachan non va con loro? Epic fail.
-
(a me Karekano... no, sto zitto che sia mai che in settimana incrocio Night in centro storico... []) Comunque il mio discorso è semplice: a) NGE entra a sproposito in ogni discussione, quasi che sia... b) una verità rivelata sullo "stato" di otaku (sì, si fa finta esista questo "stato" psichico. Proprio psichico, non si parla di specifiche vaghe subculture nipponiche). Proprio gestita come una verità rivelata, quindi pronta alle interpretazioni personali ma nondimeno "sempre giusta". Ci potrei aggiungere un po' di fanboyismo, del tipo prendere le piccolezze di Sadamoto come grandi trovate che sembrano tali -mi pare!- solo a chi fa uso di a) e b), però in sé non è un comportamento "malvagio", ad ognuno il suo. Mi sembra palese perché tutto questo possa provocare rigetto e dileggio; perché solo NGE? Semplice, perché solo ad esso si applicano a) e b). Non è che tutti gli anime "ad alto livello di seghe mentali" (ok, sperimentali) cadano in a) e in b), quindi non provocano le stesse reazioni, sebbene mi pare si possa dire e si dica "ué, per me su Kaiba erano tutte seghe!".