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Shito

Pchan User
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  1. Leggendo il cast, mi pare che la distribuzione delle voci sia veramente ben congegnata rispetto all'originale. :-) Brava Lucky Red!
  2. Shito

    Le DIVICHE

    Io trovo perfettamente condivisibile il pensiero di De Palma. Stiamo parlando di una prefazione, non di un articolo giornalistico che va impaginato in delle colonne alla velocità della luce (ah, Xpress, che ricordi...). Una prefazione è un testo libero, personale e 'critico': trovo imprescindibile che l'autore ne reclami l'integrità. Peraltro, non sappiamo neppure se questa testo non sia magari stato scritto come mero atto gratuito, a me capita. Per testi del genere, di mio ho sempre rifiutato qualsiasi tipo di editing oltre alla correzione di refusi, e anche per quelli non correzione diretta: proposta di correzione [segnalazione]. Ma credo che in genere ogni editing su un testo tanto personale andrebbe proposto all'autore, non dato direttamente alle stampe. ---- Che al di là di questo, io ritenga che la stessa etica e deontologia vada applicata vieppiù all'adattamento [localizzazione] di ogni opera d'altrui ingegno, e che io sia conscio che il signor De Palma si sia distinto per un pensiero e una condotta pressoché antipodica, credo sia chiaro. Ma non sia mai che un errore, che mille errori, che tutto quando di sbagliato ci sia legittimi altri errori, altre cose sbagliate. No. No. No. Sinanco un reo, mai dicesse una cosa giusta e vera, andrebbe applaudito. Perché più delle persone, la verità è nei fatti, nelle cose, nelle idee pure. Dunque massima comprensione per Ivo de Palma, in questo caso.
  3. Shito

    Che film avete visto oggi?

    Non dico che non sia tremendo. E mi raccomando di non fare mai statistica di mercato su gente come me e come te. Rappresentiamo un campione di pubblico trascurabile. Per me 'spotlight' è l'occhio di bue a teatro, per capirici. Penso che per il pubblico significhi: nulla. Significa "termine inglese e quindi figo". Quindi lo accosti a una qualsiasi cosa che apporti una vaga contestualizzazione a tema desiderato. Buoni sentimenti? "Il cuore di spotlight", oppure "L'amore di spotlight". Sensualità? "Le notti di spotlight", magari "Le calde notti di spotlight", o "La pelle di spotlight". Gomblotto? "Il caso spolight", o "Il rapporto spotlight". Roba di Grisham, Ken Follet, quella roba cultura lì. Guerra? "La strategia spotlight" Competizione? "La sfida di spotlight" Demenziale? "Weekend a spotlight", "Vacanze con lo spotlight", "Natale in casa spotlight" Qualsiasi cosa. Non importa. Tanto non importa a nessuno comunque, tranne che a te, a me, a quelli come noi - quindi un bacino insignificante. Non è che mi vada bene. Mi fa arrabbiare. Ma cosa vada bene a me non conta. Bisogna vivere con la serena coscienza di ciò. Il mondo non cambierà, o forse sì. L'umanità di certo no. Non mi lamento mai. Non sono più nell'adolescenza, tempo di idealismi titanici e napoleonici, menscevichismo, giacobinismo e tutte quelle cose che partono dall'idea che l'umanità sia una cosa bella. In Italia le cose vanno italianamente. Incredibile, no? C'è da lamentarsene. Il film che ho visto oggi è: Il conformista.
  4. Beh, il punto è che la 'scansione' di uno spazio (un'area) di una mente sinistrorsa, in: 1-2-3 4-5-6 7-0-9 essenzialmente 'corre' lungo la diagonale 1-5-9 nel caso di una mente destrorsa, corre lungo 3-5-7 Ai tempi avevo fatto due tipi di ricerche nella composizione dell'immagine dinamica. Nel cinema occidentale, il movimento: se è di 'andata' va da a sx verso ds, se è di "ritorno" viceversa. Non credo siano cose studiate, credo siano cose spontanee, inconsce. Allo stesso modo, le 'cadute' in genere seguono le diagonali che dicevo prima. Quando si vuole conferire un senso di velocità di movimento (da uno schiaffo a quel che si voglia) è quasi sempre così. Dopo, feci l'esperimento 2, ovvero invertire (in studio) alcune sigle molto dinamiche, e l'effetto dinamico palesemente aumentava. Ma no, non ho mai pensato (né detto) che si sarebbe batto, e che si pensava di farlo. Era sempre un discorso puramente "scientifico", ecco. ^^ Di recente (beh, negli anni), ho rivisto anche le mie tesi a favore del ribaltamento dei manga - le cui ragioni seguono le stesse che ho sopra enucleato, con l'aggiunta della "disgiunzione" di ordine di lettura del testo nei baloon e ordine di lettura delle vignette nella tavola.
  5. Non è questo, avevo solo fatto degli esperimenti di percettivismo sulle immagini (anche in movimento) concepite da una mente destrorsa e poi percepite da una mente sinistrorsa. E avevo affrontato da questione della percezione dell'ordine spaziale, e del sovrapporsi di ordini diversi nello stesso spazio (nel fumetto).
  6. Shito

    Che film avete visto oggi?

    Credo semplicemente per dare una atmosfera di intrigo, gomblotto, cose che tirano. Il cittadino Kane ne sa a pacchi.
  7. Shito

    Yamato Video - News

    Bisogna tenersi a distanza dalle contaminazioni. Non è fortuna, è igiene mentale. :-)
  8. Ah, ok. Tra l'altro la mia opinione sul 'ribaltamento' dei manga è drasticamente (diametralmente) cambiata, negli anni.
  9. Shito

    Yamato Video - News

    Io avevo inteso 'una gioa' come 'un gioiello, un prezioso'. Sapete, "il portagioe", quel piccolo 'scrigno' domestico delle padrone di casa. Infatti pensavo: mmmh, il volatile non sembra una gazza...
  10. https://www.youtube.com/watch?v=2gHeBVyqJRo Ok, la parodia della parodia diventa seria, perché doppia negazione afferma, 180+180 = 360, quindi torna a zero gradi. Però che il soggetto sia "Onions" è davvero troppo lol. Bah, per una volta, classy.
  11. Ah, quindi la ristampa in volumoni scemi è non ribaltata, mentre la prima edizione sì?
  12. Ma non stiamo parlando di KareKano? Non è Dynamic Italia?
  13. Shito

    Yamato Video - News

    Ok, la battuta su Van Gogh mi ha fatto ridere. Come un cretino. E non apprezzo neppure la sua pittura. Oggi niente cianuro per il gattino, solo croccantini. ^^
  14. Attenzione che tentare di applicare la logica alla pazzia crea effetti devastanti. Cercare il senso nella pazzia contamina anche il cervello più sano. E' un feedback subdolo quanto inevitabile.
  15. Shito

    Microsoft

    A me questa tecnologia sembra più interessante (se implementata bene ) dei vari ForceTouch e 3D-Touch di Apple: http://www.macitynet.it/windows-phone-pre-touch-prevede-dito-tocchera-lo-schermo/
  16. Ripeto che trovo impressionante il tuo livello di lettura su Arima dato il limitato materiale d'analisi. Da un 10%, hai (correttamente) intuito il restante 90%. Sì, certo, hai ragione. Dicevo "ABC" *non* per sminuire o banalizzare il tuo livello di lettura e argomentazione (punto fondamentale, chiave del tutto), ma per dire che -nel tessuto narrativo- quello è ancora la base. Credo che Asuka sia un po' a metà tra Yukino (felice e contenta, ha una frivola vanità) e Arima (profondamente turbato, ha un'istanza esistenziale). La "dignità di esistenza condizionata" è solo in Asuka e Arima, e sì, in Arima è ancora più profonda perché è totalmente introiettiva. Questo, per contro, gli permette di non mostrarne neppure una briciola e apparire serenissimo nella sua eccellenza, non competitivo. In effetti Arima non vuole primeggiare, vuole solo essere eccellente. Se poi ci fosse qualcuno ancor più eccellente di lui, nessun problema. Non credo che il cambiamento di Yukino "spezzi un legame" con Arima, perché Arima è sempre stato solo. Fino all'apertura violenta, era solo - anche quando con Yukino. Anche quando fanno l'amore per la prima volta, lui si sente solo una volta di più. Quindi in realtà Soichirou non mostra un cambiamento, soffre in silenzio e occulta, come ha sempre fatto - tutto dietro al suo sorriso perfetto. Soichiroi non ha *mai* comunicato davvero con Yukino - questo lo sa Asaba, lo dirà a Hidefumi, e lo capirà *persino* Yukino, poi. Da sola, eh. Con giusto qualche spintarella, ma lo capisce lei. Sì ancora, alla fine l'amore di Yukino è un'amore molto materno. Infatti lei è una che si impegna, si sbatte, si organizza e gestisce. Prima lo faceva solo su sé stessa (anche "recitare per gioco", attività pur futile, richiede notevoli capacità di gestirsi), poi diventa il punto di riferimento di lui. Affettivo. Yukino è davvero sua madre, e lo capisce anche Arima: quando vede davvero la madre di lei, dirà "mi sembra di stare davanti alla Yukino del futuro". Devi assolutamente leggere il manga. ^^
  17. Caro Weltschemerz, è a dir poco mirabile quanto tu abbia colto della caratterizzazione di Arima senza avere letto tutto "il grosso" della storia. Quello che c'è nell'anime, inerentemente a Arima, non è che un incipit. Un bambino adottato, vittima di vessazioni, sviluppa una psicologia di "amore condizionato" alle sue 'riuscite'. Questo è ABC. Questo è quello che era il "gioco" di Yukino, ovvero la sindrome del primogenito: "se sono bravo tutti mi elogiano, quindi devo essere bravo per essere elogiato". L'idea di amore condizionato. Ovviamente, nel caso di Arima, con quei traumi alle spalle, la cosa scene a livello esistenziale ed è più drammatica. Ma è ancora ABC. Siamo ai livelli di Asuka Langley, per capirci: primeggiare per conquistare dignità di esistenza. Nal manga, come ti dicevo, la psicologia di Arima è molto, molto più approfondita. Ed è a chiare lettere rivelata la sua stratificazione. Dopo un po', Arima dice chiaro a tondo (a sé stesso): "Anche se io e Yukino ci eravamo detti di essere i veri noi stessi, questa cosa poteva funzionare solo per lei." E infatti, dapprima Yukino getta la sua maschera, poi ne subisce un contraccolpo "sociale", poi lo supera. Ma ancora le piace primeggiare, e giocosamente rivaleggia ancora con Arima. Poi supera anche questo, arriverà a dire con un sorriso genuino "io ormai ho rinunciato al primeggiare", e alla fine dirà proprio "ah, Arima, a ripensarci mi viene da dire che il mio sentirmi al tuo stesso livello fosse impossibile fin da principio". Ma era solo suo gioco, era solo il suo "gusto" di sentirsi adorata. Era la sciocca vanità di una ragazzetta. E crescendo, Yukino è sempre più onesta, comincia ad apprezzare i talenti di tutti, e anzi ammira e invidia le persone che hanno già una strada che vogliono seguire - si sente lei una bambina che "ha solo il talento di saper studiare". Per Arima è tutto diverso. Sotto il suo "primo strato", quello che cede con Yukino, Arima è ancora un ragazzo ideale. Soprattutto è il "ragazzo ideale di Yukino". E' un'altro strato di costruzione della personalità di lui. Cadrà anche questo: man mano che lui si rende conto di quanto la dipendenza da Yukino sia unilaterale (parlando con sé stesso: "Se anche tu la lasciassi, se anche tu morissi, Yukino andrebbe avanti. Tu invece non puoi fare a meno di lei."), riemerge l'ambizione violenta e vendicativa di Arima, che l'ha portato a costruire una monolitica eccellenza del sé in rivalsa e in spregio della sua famiglia (non i genitori adottivi, ma la zia e i cugini). Arima si rende anche conto che il suo legame di dipendenza con Yukino, che diviene possessivo e violento, "è sbagliato" (credo in giapponese fosse proprio "warui desu"). E' tutto molto chiaro. Ma la reazione di Soichirou a queste sempre più lucide prese di coscienza è, chiaramente, nascondere tutto e sopravvivere. Tutta la storia della famiglia adottiva di Arima ci viene narrata - inclusa quella dei suoi genitori adottivi. Vengono poi introdotti i genitori naturali di Arima, ed è terribile quanto sia evidente che Shoichirou sia figlio loro: talentuoso come il padre, macchinatore come la madre. Ed è proprio così. Parallelamente, Soichirou recupera molte memorie infantili che aveva realmente rimosso. Arima prende coscienza di tutto questo, sempre più, e tocca il culmine dell'inaccettazione del sé, ovvero quando aggredisce e ingravida Yukino. E poi si pianta un taglierino in una mano. Di lì, si andrà verso una sua faticosa risoluzione. Perché proprio quell'atto violento verso la ragazza che ama è il momento dell'apertura della più segreta delle stanze del suo animo. Sarebbe stato impossibile risolversi senza aprirla, e aprirla a qualcun altro che il sé. Si capisce. Ti invito davvero a leggere il manga. Devi assolutamente farlo. Ah, cosa ci trova Yukino in Arima? E' buffo, vero, che in tutta la serie tutti si chiedono cosa ci trovi una persona eccellente come Arima in una persona mediocre (nella meda) come Yukino. Beh, come abbiamo già detto, Yukino non è quella che s'è pazzamente innamorata del figaccione. Credo che a Yukino dapprima Arima piaccia perché Arima è, con tutti i suoi complessi, comunque un ragazzo bello ed eccellente. Ma il punto non è questo. Il punto è che Yukino è figlia di suo padre e di sua madre. Nel manga c'è una scena in cui Soichirou dorme dai Miyazawa, dorme con il padre di Yukino, e che gli dice "i tuoi genitori non sono i tuoi genitori naturali, vero?" e lui: "Sì, ma come fa a saperlo?" - e il signor Miyazawa: "è che sono un orfano anch'io, siamo uguali." E la madre di Yukino è quella che ha amato e curato quell'orfano, si è sposata giovane e ha avuto tre figlie da giovane. E Yukino ha fatto lo stesso (e di più) con Soichirou. Probabilmente il vero talento di Yukino non era quello di studiare, ma quello di ricevere e dare amore. Il suo talento è senz'altro quello di amare, come sua madre. Ora io non vorrei fare l'ovvio, per chi ha letto il manga, ma anche Asaba è come un orfano. Mai legato a nessuna, mai vicino ai suoi genitori da cui è scappato per divergenze insanabili. E infatti per lui ci vuole una terza generazione di femmina Miyazaka: Sakura. Ah, in dettalgio: Perché Yukino non è così intelligente. Persino Kano, da bambina, le spiega dinamiche che lei da sola non capisce. ^^; Quindi, siccome Arima recita bene, lei non capisce. Non capisce i suoi silenzi, spesso non li nota neppure. Quando, prima della crisi finale, lei si rende conto che no, Arima ha sempre continuato a recitare, ne ha uno shock. E' torda, capisci? Non è mica Asaba. Ma il suo essere realmente ingenua, genuina... viene dal serbatoio di amore e felicità che lei ha. E' anche il suo potenziale. ---- Sicuramente i genitori adottivi di Arima non sono approfonditi nella serie. Viene tutto dopo: il rapporto tra loro, il rapporto di lui con la sorella maggiore da un lato e con il fratellino Reiji (il padre di Soichirou) dall'altro. In realtà, se leggerai il manga, capirai che personaggi meravigliosi siano. :-)
  18. ------ Io intanto continuo a parlare di KareKano. Una cosa che adoro, adoro di questo shoujo è che non c'è mezzo triangolo, non c'è mezza incomprensione, zero commedia degli inganni, zero tradimenti da stupidi, nessun opportunismo narrativo di questo tipo. Ho scritto e riscrivo sempre che Yukino è un personaggio normalissimo, una persona normalissima. Nel senso che ha poco di ideale. E' una brava ragazza, una ragazza seria di classe sociale media, è solare, brillante e intelligente. Non ci sarà il bell'americano che mette in dubbio i suoi sentimenti. Oh, grazie Tsuda-sensei! E' anche un personaggio dinamico. Non ha drammatiche epifanie, perché non ha ragione di averne, ma cresce costantemente e coerentemente alle esperienze che vive nella storia. WOW. E' così difficile rendere interessante una storia semplice, eh? C'è molta, molta introspezione psicologica. Forse questa è la cosa meno realistica del tutto. Capisco che gli shuojo manga siano proclivi a questo tipo di autoanalisi sentimentale, solo non so se i giapponesi siano davvero tutti così intelligenti. C'è da dire che la storia è ambientata in una scuola di eccellenza, con medie intellettive alte. Ah, sì, forse lo sapevate, ma in Giappone il classismo intellettuale (e non solo) è molto spiccato. Ai nostri occhi, è un sistema di società spietato. Dico proprio come le cose sono vissute nella testa delle persone, perso. E' un posto dove una ragazza può dire tranquillamente "sì, io non posso fare di più che la cassiera al konbini, perché sono stupida" - e intende che ha un Q.I. basso. Un tempo la misurazione del Q.I. (e la valutazione percentile di crescita) era obbligatoria all'iscrizione alle elementari, non so se sia ancora così ma non mi stupirebbe. In ogni caso, il "gruppo" di Yukino è un gruppo di superstars, in un modo o nell'altro. Molti sono ricchi borghesi di famiglia. Comunque è evidente che "stanno tutti piuttosto bene" quanto a soldi. E' proprio Yukino la più terra-terra, socialmente. Ma ha una famiglia piena di affetto vero, cosa che manda sempre in crisi Arima - infatti. Pensavo anche all'interludio soprattutto di Tsubasa-Kazuma. Lì, e poco prima, con la parte breve su Maho e quindi tra Tsubaki e Hidefumi, e poi ancora col breve excursus su Rika, sembra proprio che l'autrice voglia 'chiudere i conti' con tutti i personaggi prima di dedicarsi alla vera "parte seria" della storia. La vera storia. La storia di Yukino che salva Arima. In particolare, la storia di Tsubasa-Kazuma sembra un "manga nel manga". E' buffo, perché è una storia molto più banale e da cliché shoujo (l'autrice ci gioca anche, quando gli amici di lui dicono: sotto lo stesso tetto con lei? Ma è una situazione da manga!) - ma è comunque trattata con una certa delicatezza, e con meno ridicolaggine di tanti altri manga di genere. E' stato un interludio quasi leggero prima della parte seria davvero. Comunque il modo in cui Tsuda Masami traccia le psicologia è davvero bello. E il modo in cui i personaggi si muovono in base a quelle è davvero bello. E' il complimento maggiore che le possa fare, ma sembra un po' la controparte shoujo di Adachi Mitsuro negli shounen. ------ Ancora: è notevole quanto "Il delitto e la pena" (<- traduzione corretta di "Delitto e castigo") ci sia (anche) in questo manga. In realtà, credo che la letteratura russa sia molto vicina a una certa sensibilità giapponese. In effetti, "Tsumi to bastu" (<- titolo giapponese di "Il delitto e la pena") è notoriamente considerato uno dei capisaldi della letteratura, in Giappone. Se ci pensate, credo che vi sia un senso molto "karmiko" (inga? en?) in quel tipo di sentimento. In KareKano, c'è davvero molto di questo. Alle spalle di Soichirou ci sono così tanti delitti. Sua madre naturale in primis, che diventa una donnaccia dopo essere stata la vittima della violenza del suo patrigno. E poi il padre naturale, figlio illegittimo di una madre poi morta suicida, sopravvissuto a un tentato omicidio-suicidio. Sicuramente il karma di Soichirou era davvero greve, ci voleva una gaia pazzerella come Yukino. Ma del resto, Yukino ha scelto un marito uguale a suo padre, e ha scelto per sé un ruolo come quello di sua madre. Con le dovute differenze, l'amore tra Yukino e Soichirou ripete quello dei genitori di lei. E il karma si è bilanciato. Di nuovo.
  19. Ah, il tema con la tromba di Nunez, quello della solitudine infantile di Howl. Sì, comunque ho molta paura della VR. Mi pare uno strumendo di escapismo pericolosissimo.
  20. E' incredibile quanto ci sia gente che non ha nulla a cui pensare. Neppure una persona, per quanto personaggio pubblico, fosse l'attore di un film.
  21. Sono davvero felice di avere aperto questo thread anche solo per l'onore di aver potuto leggere un post vero e intelligente come il tuo. Te ne ringrazio sinceramente e ancor più ti ringrazio della considerazione che ci fai mettendoci a parte di alcune schegge del tuo vissuto. Mi sento un po' sciocchino ora a rifocalizzarmi sull'opera in quanto tale, ma spero la lettura possa interessarti. Dunque pensavo: la struttura basica di uno shoujo manga è: "ragazza ordinaria incontra ragazzo straordinario. Se ne innamora, e lo conquisterà". C'è una componente di tipicità, dunque, in KareKano: Yukino è una ragazza tutto sommato ordinaria [senza problemi, con le sue frivolezze, anche le sue meschinità, piuttosto brillante, non è ricca], mentre Arima è del tutto eccezionale [straordinario talento in tutto, gentilezza naturale, modestia - e nasconde una voragine di problemi]. Alla fine è sempre la storia del Vaso di Pandora, dove Pandora è la protagonista e il Vaso è il ragazzo di turno, no? La cosa inusuale (forse) di KareKano è che Yukino non si innamora di Arima. Non è lei che vuole lui. Lei è così "tutto OK" che manco ci pensa. Non lo capisce al volo. Non intravede i suoi problemi. Non lo vuole salvare. Il materiale narrativo di Yukino, in questo senso, è molto "naturale" - ed è naturale anche che la prima parte del manga, incentrata su di lei, sia la più buffa. E' la parte più farsesca: abbiamo una ragazza intelligente che si atteggiava a perfetta, poi smette e si mette con un ragazzo. Ora, o finisce qui o cosa succede? Boh, nulla. La prendono un po' di mira, certo. Lei inizia a ridefinirsi un po', ma è una ragazza intelligente e senza problemi, quindi ce la farà. In questo senso, l'introduzione del personaggio di Maho è la più forzosa di tutte - infatti credo sia il momento peggiore del manga. Ma Yukino non ha la "rivoluzione" OH MIO DIO STO COL RAGAZZO DEI MIEI SOGNI. Del resto, per lei non è una necessità esistenziale. E' una parte della sua vita. GLi vuole bene, si innamora e ri-innamora, però intanto pensa alle amicizie, alla scuola... Al contrario, fin da subito si vede che Arima ha davvero BISOGNO di Yukino. Tutti si chiedono perché, solo Asaba lo capisce, ma al lettore viene detto: è una necessità esistenziale. Yukino è l'unico punto fermo di realtà nella sua vita di cristallo. Fin dall'inizio. Yukino non è mai, MAI gelosa. Arima sempre, e sempre in modo non necessario. Che strano, eh? Dunque il punto è sempre Arima. Arima nasconde insicurezze e violenza. La mostra sin da subito (quando 'prende di petto' Asaba), e poi ancora: quando terrorizza Takefumi, quando picchia il tizio random a Kyoto. Certo Yukino è davvero una sempliciotta per non capirlo fin da subito. Infatti al contrario Asaba è un personaggio molto bello, perché parla poco e quando parla fa sempre il cretino, ma in realtà è quello che capisce più di tutti. La struttura di KareKano è quindi questa, direi: 1) Yukino fa la cretinetta. Si incontra con Arima e si innamorano, si mettono insieme. 2) Yukino smette di fare la cretinetta e si ridefinisce. 3) Vacanze estive. Yukino allarga un po' le sue vedute con delle amiche. 4) Torna Arima, ed è più uomo. Un po' di sensualità, ma Yukino continua a scolpire la sua personalità [recita scolastica]. 5) <interludio dedicato ad altre due 'coppie': Tsubaki e Takefumi, Tsubahime e Kazuma> 6) Arima, la sua famiglia, il suo passato, i suoi problemi: sé stesso. 7) Arima, la sua famiglia, il suo passato, i suoi problemi: la madre. 8.) Arima, la sua famiglia, il suo passato, i suoi problemi: il padre. 9) Yukino salva Arima. Direi che essenzialmente è così. In realtà Miyazawa salva Arima pezzo-per-pezzo, proprio col suo modo di essere 'totalmente OK'. E' evidente che le tematiche vanno incupendosi man mano, le gag si riducono. In un free talk l'autrice dice che, rileggendo il manga, si vergogna dell'inizio. Forse il problema è che la produzione dell'anime era molto 'in tono' con l'inizio del manga, non con le pieghe che la narrazione prende in seguito <forse>. Yukinon è solo l'aggiunta di una 'N' in coda a un nome. E' un modo per fare i vezzeggiativi in giappone. Altri sono: troncamento dell'ultima sillaba (kana) e aggiunta di una P (pronucia: pi). Accade a Takefumi, che Tsubaki chiama almeno una volta "TakeP"; uso del suffisso -tan. Molto in voga per le ragazze carine, nasce dalla pronuncia infantile (errata) di '-chan', fa un po' "baby talk". Yukichan -> Yukitan; contrazioni di sillabe: Asaba Hideaki -> Asa-Hi -(coarticolazione) -> Asapi -> Asapin; raddoppiamenti di sillaba troncata 'Gualtiero' -> Gualu -> Gualulu; Ci sono un sacco di cose e modi. ^^ Ah, ma non sono per spezzare la tensione. E' che "su rivista" lì ci sono le pubblicità. Quando raccogli in volumetto devi riempiere quegli spazi, e così... ---- A dimenticavo, quali sono i vostri personaggi preferiti della storia? I miei credo siano Arima Shizune (la madre adottiva di Soichirou), che è forse responsabile del salvataggio di Soichirou quanto Yukino, davvero epico il confrontro tra lei e la madre naturale di lui, e poi Arima Souji (il padre adottivo di Soichirou), che mi sembra veramente un personaggio straordinario. Tra i ragazzi, sicuramente è impossibile non apprezzare Yukino quando, dopo aver scoperto il "vero" Arima per la seconda volta, ovvero dopo essere sottostata (letteralmente) al lato violento di lui, con rinnovata intenzione lo accetta, anzi lo scrolla. Del resto, è una primogenita. Per tutta la storia è una ragazza molto matura per le età che attraversa.
  22. La crescita, suppongo. L'aver acquisito una visione "dall'esterno" di quello che prima consideravo solo "dall'interno". Una profonda messa in discussione di tutto me stesso, suppongo.
  23. Shito

    Exa/Foolframe

    Beh, le critiche sono sempre legittime quando muovono da una conoscenza reale di quel che si critica. Ed è anche un piacere parlarne. Quello che posso dirti con certezza che su Kenshin cercai, come spesso ma più che mai, di evitare la "sovradrammatizzazione recitativa". Credo che nel personaggio di Kenshin ci sia un certo mesto, cupo nichilismo (non cinismo, nichilismo), tipico di chi è sopravvissuto a grandi orrori e grandi ideali. Tipo quando ricorda il Bakumatsu. Sotto questo aspetto, credo che con Patrizio si sia raggiunto un discreto risultato.
  24. Beh, no, almeno la mia riconsiderazione basata sul discorso di Takahata è molto recente (due anni fa, forse meno). Il discorso di Ryoga sulla differenza tra 'minoranza' ed 'eccezione' l'ho trovato giusto. Ci sto riflettendo. Il discorso di Roger propone varie riflessioni. Devo rileggerlo per bene e rifletterci. Di base, tuttavia, vorrei però dire che il discorso di mera "analisi di quello che è" è una cosa, ma questo non ammette un tipo di "analisi critica" su ciò che pensiamo possa essere opportuno oppure inopportuno nella società. E' uno dei motivi per cui non mi trovo a parlare con taluni sociologi: perché per loro la sociologia è solo una rilevazione quasi statistica. Per me, invece, quello è semmai solo il primo passo per una speculazione di tipo storico e psicologico sulla direzione presa dall'evoluzione della società, che eventualmente penso possa sempre essere messa in discussione. Se vogliamo parlare solo dei "dati di fatto", tutto sommato è più semplice. Perché quello non è un territorio di opinioni, di giudizi soggettivi. Ma sarebbe solo una cronistoria di come le cose sono andare fin qui. Il punto, per me, è il valore che diamo a quelle cose, e come pensiamo che si dovrebbe procedere.
  25. All'anima dell'inscalfibile! Come dicevo a Ryoga, prima la pensavo esattamente come lui. E di recente ho accolto l'idea (di eccezione artistica) di Takahata. Il mio pensiero è radicalmente cambiato nel tempo. ^^;
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