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"Sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantile anche da adulti"
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Magritte, tra i miei artisti preferiti d'epoca contemporanea, non era stato scioccato dalla vista del cadavere della madre recuperato dal fiume del sucidio? Da cui, si dice ma io non c'ho mai creduto, i volti nei sacchetti. Li ho sempre interpretati come 'meri' esempi grafici del tipico 'essere soli in compagnia' della società contemporanea. Tezuka aveva i suoi turbamenti pure lui, forse a causa dell'esposizione forzata al teatro Takarazaka in tenerà età. Cmq, genio che è stato, era una femminuccia in tempi di guerra, gli piacevano gli insetti, veniva bullato di brutto. Chi ha visto il recente cortometraggio biografico proiettato in uno dei due musei a lui dedicati avrà in mente l'idea. Si laurea in medicina ma non eserciterà mai la professione. Per contro, lavorerà come un pazzo, ma come un pazzo davvero, per disegnare manga. Cosa che in confronto il lavoratore medio del Giappone in ricostruzione era un assenteista. Tezuka disegnava anche in taxi. Cose matte. Era chiaramente un compulsivo del suo 'lavoro', ma di brutto. Non credo fosse tanto in pace, ma sicuramente ha lasciato una grande eredità. Il primo fallimento della Mushi mi pare fece danni, prestava soldi ai colleghi più giovani (oltre che tutto il discorso di Tokiwa-sou) e altre cose. Non proprio due persone 'normali', tutto sommato, ma due vite travagliate alquanto. Degli altri due non so abbastanza per scrivere senza documentarmi, ma potrei stare ore a guardare L'entree in scene o leggere Black Jack. -
"Sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantile anche da adulti"
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EYMERICH: che Michelangelo fosse omosessuale è cosa che piace molto dire, ma mai provata. Lasciamo stare il Condivi o anche il suo amichetto di vecchiaia, il buon Tommasino. Veramente io parlavo dell'uomo turbato che nasce dalla semplice, chiara, onesta lettura della sua arte (a proposito: la mostra dei suoi disegni che si è tenuta a Vienna era *suprema*). Benché io ritenga, ad esempio, che Michelangelo sia stato un grande scultore e abbia detto in pittura TUTTO quello che poi ancora la gente sta provandosi a ripetere, non riesco a consideralo un artista sublime proprio perché vedo la sua arte come il compulsivo grido disperato di un turbamento profondo. Chi ha studiato la vita dell'artista ne conosce la radice (se ha fatto ermeneutica e esegesi genuine, e no, la pederastia presunta non è in inclusa, per quanto possibilissima). A questo proposito, infatti, sto cercando di analizzare meglio la figura del Canova, o di altri artisti che mi paiono sfuggire alla regola dell'arte come parto di turbamento di vita. Da una parte c'è Gustave Moreau. Dall'altra, forse, William Adolphe Buoguerau? Devo ancora capire bene. Shuji: hai ragione. Mancano delle definizioni condivise di quelli che dovrebbero essere gli assiomi del discorso. Ma è difficile darne, quindi per ora mi affidavo a uno schizzo da 'common sense' molto condiviso e per nulla manualistico. Volendo riempirlo di contenuto almeno un pochino, direi che per 'normale' immagino un essere umano che - in epoca almeno moderna o contemporanea - abbia dignitosamente (senza necessità di egotiche ostentazioni di oscenità secondo ai canoni del suo contesto spaziotemorale socioculturale) espletato a tutte le funzioni primarie che si intendono dell'essere umano, quali la sopravvivenza (istinto di conservazione del sé) e la procreazione (istinto di conservazione della specie), eventualmente generando una prole sufficientemente vivace (nel vero senso della parola) e al tempo stesso rendendosi una parte attiva e produttiva della società umana di cui è -suo malgrado- stato parte. Ma non so se tu (e tu forse tutto sommato sì, dato che il 'common sense' mai mi parve farti difetto) o altri (Darion? ) approverebbero. -
E' incredibile il numero di fallimenti di e-penis inanellati da Bob. -ciccio- : hai l'avatar più bello di sempre. :)
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"Sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantile anche da adulti"
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Dipende. Se lo scopo del parlare è "avere ragione e sentirsi fighi", non servono gli esempi e imho non serve neppure parlare. L'esempio di Ryoga l'ho registrato, ci ho pensato, invero ci sto pensando ancora. Io discuto e parlo al prossimo per cercare di fornirgli spunti. Non so, a questo punto, se tu li riceva. Altri paiono farlo, dalle risposte e controspunti che mi danno. Se tu, per ragioni tue, vorrai comunque contribuire con i tuoi spunti non sarà inutile, perché io li riceverò. Poi, sta al tuo ego e ai suoi percorsi. -
"Sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantile anche da adulti"
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Non solo ti invito a farlo, te ne prego. Tu sottovaluti davvero la mia onestà intellettuale dietro al compiacimento del formalismo. Sono in gioco, e mi indago per primo. Ogni contributo fruttifero sarà non solo accettato, ma benedetto. :) In effetti sto cercando di esprimere una logica diffusa, non meccaniscica. Il che, sì, è un po' femminile. E non parlo quasi mai di sessi schiettamente biologici, dato che ho già detto che non esistono i 100%, quanto piuttosto di 'psiche maschile' e 'psiche femminile'. No, avevo inteso Nimue, ma siccome IO ritengo che le pippe mentali siano roba da uomini ho intenzionalmente ribaltato la sua retorica 'per assurdo' sul piano del reale. "Vedi, ciò che hai detto per scherzo è la verità"-tipodicosa. :) -
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Non lo definiamo. Qui giochiamo a capirci. Siccome debbo convenire con tuoi detrattori storici che tu invece stai giocando a non capirci e me ne dolgo così sia. Quando cambierai gioco, sarò sempre qui. :) -
"Sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantile anche da adulti"
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Non sono un fan di Martino, no. -
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Che non a caso un 'artista vero' come Foscolo detestava? Manzoni si potrtebbe dire una psiche molto femminile, tra crisi religioso, complesso materno e cose, e non a caso ha fatto scritti il cui valore è per lo più scolastico nel senso educativo-materno del termine (<- la mia rivalutazione dei Promessi Sposi, di cui si noti l'evoluzione femminile dal finale più maschile della prima stesura). Cmq mi stai senz'altro cogliendo, Ryoga. Grazie per la lettura. l'intendimento, le risposte e gli spunti. -
E la ragione per cui mi trovo bene su Pluschan è...
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Stupendo post, il migliore che abbia mai letto a tua firma. Molta verità e molte verità contenute in esso. Quotone. -
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Mah, sinceramente io trovo certe figure spesso ammirevoli ed in genere degne del massimo rispetto (il fatto che non fossero esattamente "persone normali" non lo vedo affatto come un difetto, soprattutto quando erano "superiori" alle persone normali..). Il che va bene, nel senso che io per primo non sto qui formulando uno schietto giudizio di valore tipo X è meglio di Y. La questione che ho sollevato, che cerco di dipanare da un sacco di tempo ormai, è un po' quella di Thomas Mann. Ovvero Michelangelo, come D.G. Rossetti, come tanti grandi che ho or ora in testa, erano persone attanagliate da un complesso orfico che la metà basterebbe, non sono riusciti a vivere la loro vita in un modo che si direbbe normale, e spesso neppure dignitoso, eppure si sono 'dati' alla creazioni di grandi opere che -io credo a giusto titolo- vanno conservate nella nostra memoria come 'patrimonio dell'umanità'. Di fatto, dietro alla creazione di un'opera immortate c'è quasi sempre il sacrificio di una vita mortale (sto usando detti termini in senso assai lato). E' questa una delle facce della medaglia su cui mi interrogo. L'altra faccia, chiaramente, è quella del consumatore viziato delle altrui opere che pur nulla giungendo a produrre pure finisce a barcamenarsi in una vita dallo sviluppo deforme. -
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Infatti per quell'uso sono consigliabili i Mac mini usati. Prenderne uno nuovo per usarlo solo a quello scopo sarebbe un po' uno spreco. Siccome non uso la TV di AppleTV so ben poco, ma in effetti puzza di fail. Credo cmq che senza hack di sorta pigli solo roba da iTunez che è schizzinoso già di suo. Cmq il bello del Mini collegato alla TV è FrontRow: ci gestisci tutti i tuoi contenuti multimediali, non solo i filmati. :) -
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Invero sei spesso ritenuto fare cose di questo genere, ma non io non te ne ho mai tacciato. Capisco che tu sia irretito in questa particolare sede, l'hai ammesso di prima intenzione, ma non stai dando il tuo meglio. :( -
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La semantica muta ovvero flesse il senso delle parole/significanti nello spazio e nel tempo. Soprattutto per parole che indicano concetti astratti, come appunto 'la filosofia', in effetti non vi codificazione reale, lo sai bene. Specie quando non abbiamo neppure un dizionario ufficiale della nostra lingua. :( -
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E' una tua definizione che trovo assai restrittiva e monofocale. Semmai questa sarebbe la descrizione della 'dissetrazione [logica] alla francese', non certo di filosofia nel suo tutto. La vera filosofia non è che l'arte di amare l'umano, e di averne cura. -
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Il punto è che, attaccato alla televisione come che no, un Mac mini è DAVVERO multifunzionale. -
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Il ciclico andiriviniei di influenze mediatiche ha sicuramente forgiato l'otakuzoku prima, in modo sincretico molto tipico della cultura giapponese, e poi influenzato chi l'influenzò (l'occidente, America in primis). Tuttavia volevo focalizzarmi su quello che mi pare il cuore del tuo post, assai prezioso, nonché forse il punto nodale del mio interesse. Ovvero, come si chiedeva Anno: "E' possibile, crescendo, conservare il proprio interesse adolescenziale per certe forme subculturali senza diventare dei ritardati?" ovvero: "Può esistere un VERO adulto REALMENTE interessato a certe subculture?" ovvero ancora: "Certi interessi adolescenziali possono in qualche modo CRESCERE insieme alla CRESCITA del soggetto appassionato, oppure è sempre e solo deroga alla crescita reale?" Che poi sarebbe quella che io chiamerei "antitesi dell'angelo crudele", ovvero la ricerca di una 'terza via' per cui la crescita non debba significare il tradimento dell'infanzia, e il non tradimento dell'infanzia non debba significare il ritardo, se non piscoattitudinale, quantomeno sociale. Ora son tutti bravi a parlare di giusto mezzo, e fanno bene a farlo (dico davvero, niente sarcasmo), ma alla fine io vedo e studio gli artisti, i filosofi, insomma quelli che si sono 'pienamente dati' alle loro ideali passioni... ed erano tutti degli otaku ritardati. Da Michelangelo, a Dante Gabriel Rossetti. Dai migliori filosofi ai migliori letterati. C'è una parte del carteggio tra Eloisa e Abelardo, in particolare una missiva di lei -mi fa venire da piangere ogni volta in cui la rileggo- in cui lei, innamoratissima, dice a lui che "preferibbere essere chiamata la sua amica, la sua amante, o se non si scandalizza persino la sua prostituta piuttosto che sua moglie, perché ai filosofi e ai sapienti non sono date mogli". Segue il racconto dell'episodio di Socrate con Santippe. In soldoni è come dire: "uomo, o ti dedichi all'intelletto -e sarai un handicappato sociale, in qualche modo- o ti dedichi alla vita. Scegli." Questa cosa per me è un tantino anatemica, ma più cerco di esorcizzare del demone, più comprove ne trovo. In tutti i campi. Quindi continuo a riflettervi ringraziando tutti del contributo. :) -
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Ma anche Bob non ti parlava certo dei modellini in quanto tali, ma del fenotipo psicologico del loro estimatore/collezionista, individuato per retrosintomatologia. "Dimmi cosa ti piace e ti dirò chi sei", tipo, (fine dell'intervento di Shitarello come glossatore di Bob) -
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Questo è un inganno (tipico di questi tempi tecnocratici), ma non vorrei far deragliare il deragliamento. :-) La scienza, in ogni caso, non si prende cura dei mali dell'animo, che sono i più gravi e dolorosi e infausti che siano dati agli esseri umani. -
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Questo è vero solo per la peggiore filosofia, infaustamente anche la più diffusa e accademicamente propugnata. L'idea della migliore filosofia, come del resto della migliore scienza (che un tempo era ciò che oggi si chiama filosofia, del resto), non è già produrre un modello statico e assoluto della realtà con cui baloccarsi autocompiacendosi, quanto di fornire chiavi di lettura formali e non manualistiche su cio che abbiamo intorno e soprattutto dentro, così da poter essere la migliore 'medicina per l'animo', e portare gli umani a vivere meglio la loro umana condizione. -
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Ma collegare un Mac Mini alla TV e via proprio no, eh? A me continua a sembrare la cosa più semplice E efficace. Oppure se si è esperti di formati e si sa passare le cose in iTunes (anche se immagino ci siano hack per fare straming di tutto): -
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Ancora catabolico e piccato? Suvvia, non ce n'è bisogno. Il topic veleggia bene da solo, come leggi, e se leggi no, non si sta parlando solo di giappone. Solo nell'ultimo topic ho detto 'miti d'infanzia' come anime, comics, manga, modellini. E potremmo aggiungere fumetti, etc etc etc. Ora, se si parla molto di giappone è solo perché -che lo si voglia o meno- da queste parti (in Italia, nella nostra generazione) in infanzia si è bevuto molto giappone. E' un fatto. Ma i cinema sono pieni di remake dementi di serie televisive americane ottantine per ragazzetti, da Hazzard a non so che, e pure tutte quelle menate in CG sono bambinante sdognale al grande pubblico adulto perché "c'è di mezzo la tecnologia". Quindi puoi stare tranquillo e non fare altri 123764517236541827564 post piagnucolando che boo-boo si parla solo di Giappone, signor user con un nick proveniente da SaishuuHeikiKanojo. Vengo ora, infine, al tuo post interessante: Questo mi pare onesto e veritiero, ma pure mi pare esulare dall'idea del naturale evolvere delle 'età della vita'. Ovvero non si potrebbe, nel tuo discorso, dire che se un adulto (anagraficamente) ha ancora 'bisogno' dei fumetti allora è un ritardato? Va ancora tutto bene, ma sembri sempre prescindere da una cosa basilare: il cammino della crescita. Ovvero, è regolare che il fanciullo consumi esperienze 'predigerite', quali la finzione, e ne tragga 'materiale mentale'. Questa è la fase 'passiva' dello sviluppo intellettuale del fanciullo. Ma la crescita umana vorrebbe poi andare incontro alla vita reale, ovvero non raccontata. Sicuramente le letture, come tu giustamente dici da quelle più estemporanee a quelle più impegnate, potranno ancora essere foriere di spunto. Ma trovi davvero sano/normale per un essere umano 'restare' nel modulo fruitivo proprio di un fanciullo che, in effetti, non ha ancora iniziato a vivere, ovvero continuare a consumare QUELLE opere in QUEL modo e in QUELLA quantità? Concordo. Questo mi pare indifferente. Non sono riuscito a seguirtii. Ovvero fino a un certo punto seguivo un discorso che poi mi è parso invertirsi. In pratica dici che siccome noi siamo stati figli di bacchettoni allora come genitori abbiamo voluto essere supertutelanti e superlibertari e come risultato la generazione dopo torna bacchettona? Magari! Però davvero non credo di avere capito bene, quindi ti chiedo onestamente lumi. Allora forse non ho capito male. In sostanza una generazione non solo viziata, ma anche piagnucolona. Che non paga di aver avuto i fumetti, voleva anche essere CAPITA DAL PAPA' boo-boo. E che quindi ha voluto diventare una generazione di padri-amici dei figli? Sicuramente questo ha fatto un danno EPICO. Ma resta solo, se ci pensi, la debolezza di una generazione viziata che è debole anche come nuova generazione genitoriale. PerchéP questa libertà è una cazzata, è un falso mito di propgresso. E' la debolezza di chi non ha il coraggio di imporsi anche quando dovrebbe farlo, per ruolo e per posizione, e allora dice "sei libero di scegliere". E' la debolezza di chi non sa dare uno schiaffo per un buon motivo, e da mille carezze senza ragione. E' la negazione dell'amore, ed è giusto che ai deboli che hanno 'educato' così torni solo odio. Insomma noi siamo dei dementi ritardati che non avendo fatto nulla di buono continuano a fare 'giri in giostra' ad libitum a danno di chi è nato dopo, che non capisce il senso della giostra e semmai ci sale solo per farsi venire le vertigini e vomitare il suo nulla? Sì, mi pare un'ottima analisi finale delle cose. Il benessere ci ha viziato e ritardato, e da ritardati abbiamo incubato l'odio dell'insensatezza nella generazione che segue. La penso anche io così. -
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Im questo vi è una ragione etologica molto semplice, che è stata espressa da più d'un pensatore del passato tra cui Freud. Utilitarismi sociologici a parte, ogni donna vorrebbe inconsciamente essere "l'unica donna", nel senso che nella sua mentalità proiettivo-competitivia di genere non ha bisogno -anzi- di sue simili. E' per questo che le attività maschili, di caccia guerresche ovvero sportive o quel che vuoi, sono di gruppo. Quelle femminili sono invece individuali. Con queste righe, che trovo le più corrette del tuo post, direi che hai praticamente dato perfetta conferma pratica ovvero sustanziale a tutto il mio discorso. Ti ringrazio. Quello che segue è invece un estratto di una tipica psicologia di insicurezza del sé femminile, delocato in vari dettagli. E' tutto praticissimo. La femmina è proiettiva, vuole sentirsi accettata, e rimugina ad libitum se avverte un difetto nell'accettazione esistenziale del sé. Tutto qui. E' Sartre^2, ho Freud basico, se vogliamo. Un superego che resta sempre incompiuto ha bisogno di infiniti 'sguardi' di conferma a puntello. E' etologico. Si continua a non capire l'ambito di 'teoretico' (logos) e 'prastico' (metis). Tutto il tuo discorso, qui, è praticissimo sì. L'efficienza non c'entr aniente. Ma no, è tutto regolare. E' solo il modo di applicazione del ragionamento in una psicologia pratica. Non è che 'pratico' significhi che le donne non ragionino, eh! Lo fanno eccome. La parità tra i sessi è stato un grande fail proprio perché, da un inizio giusto, femminile e pratico = la parità effettuale, divenne una sciocca 'questione di principio', ovvero una cosa teoretica e indi fail per delle donne. Appresso a questo, le donne hanno perso il loro valore inbtrinseco sociale. Hanno perso la loro capacità di rendere necessaria la crescita in un uomo. Hanno perso tutto e hanno guadagnato la loro infelicità. Che sciocche. Erano tremila anni che tiravano le fila del mondo e della vita. Chissà come hanno fatto a dimenticarselo, mettendosi a pensare agli stupidi giochini degli uomi, tipo il 'giusto' e lo 'sbagliato'. Beh, ovvio. Le fedi rivelate sono tutte maschili. Già cominciando con "in principio era il logos" (aka la parola, il verbo) cosa ti aspetteresti? Cmq la bibbia nostrana è una presa in giro, lo sappiamo almeno dai tempi di Lutero, non dico tanto. Quindi non parlerei di una critica esegetica che è davvero come rubare l'acqua calda in chiesa. Non capisco. Le cose che elenchi sono la negazione della praticità. E' un'autoinganno. Nella tua prosa, che è piacevole e di buon livello, si legge una misoginia intellettuale adulta. Ovvero tu ti sei resa conto di tutti gli autoinganno sociologici femminili recenti (solo una cinquantina d'anni! non contano nulla, nell'ampia visione) quindi davvero puoi emancipartene. Se trovi, o se hai trovato (cosa che ti auguro di cuore) una persona al tuo livello. Posso condividere, se mi si permette, il giudizio di intelligenza di Ryoga. Ma aggiungerei che sei una persona del tutto pratica, intelligentemente pratica, e proprio per questo ti rendi conto di che idiozia sia stato il 'pensiero puro' (ovvero teoretico) femminile, causa di quei disastri che il 'femminismo di seconda onda' a generato. Sì, è tristemente così. Qui invece ti sbagli, perché vedi, l'uomo è intimamente più debole della donna. Ovvero, l'uomo ha una minore attitudine alla vita. Senza citare le percetuanli di suicidi per genere, devi semplicemente pensare che la donna, pratica, pensa perché vive. L'uomo, teoretico, vive perché pensa. Ovvero la donna, che di metis ha l'intelligenza pratica di adattarsi, vive comunque. La donna è la vita stessa, è il tempo. La donna crea la vita (cosa che per l'uomo è atto divino) e la porta avanti. L'uomo sta a pensare alla vita, all'insesatezza di quella, etc. Ovvero l'uomo ha proprio bisogno di una donna per trovare il senso della vita. L'uomo ha bisogno di chi vivere insensatamente per sopportare la vita. "Solo l'amore per un'essere insensato come la donna può riconciliare un essere sensato come un uomo con l'insesatezza della sua vita". Il dramma di un essere autocosciente ma mortale, eh! Ed è per questo che quando si è spezzato l'anello forte, che è la donna, allora la sociologia è andata a pallino: l'uomo gli è andato appresso. Se per 'prendersi' una donna non c'era più bisogno di crescre, di responsabilizzarsi, di essere uomini e non ragazzini, beh, i ragazzini non aspettano altro di potersi autoingannare e restare in una adolescenza eterna. Tutti DonGiovannini, tutti disperati della domenica. Questa è la tristezza della non crescita. K. lo sa. E' un bug sociale che hai (avete) ereditato dalle vostre madri, ma nel tuo proprio puoi spogliartene quando vuoi. Individua un uomo di valore, sceglilo per te ovvero fatti scegliere da lui (che penserà di averti conquistato), e portalo alla crescita rimettendoti a lui (che penserà di comandare). Non è inganno, è amore. Così ha sempre funzionato E poi, quando avrai una figlia, educala con amore e nella corretta prospettiva femminile, facendone una bambina felice, con un papà e una mamma che sia amano e la amano diversamente, femminilmente (incondizionatamente) e maschilmente (condizionatamente). Senza sarcasmi: in bocca al lupo. Hai la potenzialità per rivoluzionare il tuo mondo, altro che Utena. Sarebbe bello pensare a un'intera generazione con le tue consapevolezze, così da poter operare quel piccolo passo indietro di cui l'umanità ha bisogno. Ancora avanti ci sono le fujoshi, la solitudine, la sofferenza ovvero l'odio ereditari, eventualmente l'estinzione. Niente di grave, eh, ma si potrebbe fare di meglio. Ganbattene! -
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Nel senso che odia i fan, non i modellini. Allora non vuoi capirmi. Odia i fan che vanno appresso ai modellini. Di cosa stiamo parlando, qui? Dato che abbiamo anche Garion, scelgo dal mazzo degli esempi proprio quello che segue. Quando ero ragazzino, mi colpì molto un episodio di Orange Road in cui Hikaru, che veniva tacciata di essere 'ancora troppo bambina', mette su un canottino tutti i suoi giocattoli d'infanzia preferiti e li abbandona alla deriva in un canale. C'è il senso dell'affrancamento dall'infanzia per abbracciare l'adultità, ecco. Voglio dire, potrò essere sano stare ancora appresso agli hobby DELL'INFANZIA/ADOLESCENZA quando comunque NON si è più né infanti, né adolescenti. Oppure è solo un ritardare il propsio sviluppo -sociale, intellettuale, MENTALE- a uno stadio deforme di adolescenza prolungata e reiterata a là Urashima Taro che io qui chiamo 'otakuzoku'? Il punto era questo, ovvero: il fatto che generazionalmente i 'nuovi adulti' stiano ancora appresso ai loro 'miti' di gioventù, financo a portare l'industria dell'entertainment, dal cinema all'anima al manga al comics al giocatto- a deformarsi per rivolgersi specificamente a loro, non è il sintomo di uno psicoritardo diffuso? A me viene da dire di sì. Qui mi sa che c'hai ragione. Infatti la penso anche io così, sui girellari. Pensavo forse all'immagine di un onesto girellaro light, che ha moglie, figli, lavoro e con due amici dice semel in annum "però Goldrake era proprio figo". Ma mi rendo conto che questa NON è la fotografia di un girellaro. E' solo una persona sana e normale nata in quegli anni e cresciuta davvero in questi. -
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C'entra eccome. Credo che Tomino, che è un intellettuale onesto e seriamente responsabilizzato nel suo narrare ai giovani, odiasse davvero che del suo Kido Senshi Gundam i fan avessero colto solo i robottoni. Altro che Anno e Eva. -
THE FUTURE WAS YESTERDAY, for yesterday still felt to have a bright future.
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E' ovvio che questo post ti era implicitamente dedicato, caro amico. So che trarrai dalla lettura il meglio. E che da quel meglio trarrai il meglio.