silent bob Inviato 10 Aprile, 2010 Share Inviato 10 Aprile, 2010 (modificato) Allora 1) coll’inizio del topic non c’entra niente, pensavo fosse ovvio. Coll’indagine sociologica neppure, pensavo risultasse evidente anche questo. è che questa cosa serva molto dal punto di vista dell'indagine sociologica, ecco. Il topic starter credo aprisse più con una vague sociologica-storiografica, ecco. Lo spunto è partito dalla difesa antisfigataggine che Dairon faceva dell’otaku. Una difesa che m’è parsa beh … Tutto il discorso serviva solo a far notare che 1) il termine non è assolutamente sociale, già dire che è sociale implica un sacco di cose tranne che qui si intenda sfigato nel senso stupido da (tele)film americano [ allora ok denaro=non sfigato] 2) la definizione, di cui egli lamenta una mancanza, deve darla da sé. = costruire un proprio sistema di valori. Costruirlo con serietà, il che è proprio il contrario di una scritta del tipo “most valued: everything he owns.” Il che può anche essere ma per come la poni sembra che ciò che abbia più valore sia ciò che possiedi non che tu possiedi ciò che ha più valore ( per te ). Io intendevo usare i termini, in mancanza di altra definizione, come più credo la società li usi, e mi sembra anche automatico quando è un termine sociale. Penso d'averlo fatto, ovvero dissertato di come The Rock non sia (non dovrebbe essere?) uno sfigato per "la società". Modificato 10 Aprile, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 10 Aprile, 2010 Share Inviato 10 Aprile, 2010 (modificato) Bob, tu appartenevi a quella ristrettissima minoranza di studenti liceali che capiscono il senso della semplice frase: "O la morale esiste ed è unica, o non esiste". ? E' la cosa meno capita di tutto il liceo assieme al terzo principio della dinamica. Una di quelle cose che tutti pensano di avere capito, e che quasi nessuno ha capito davvero. Ovvero, per discutere di un concetto, esso deve essere *univocamente* definito. L'autodeterminazione dei valori NON ammette ciò. Ognuno determina il proprio ambito, indi il confronto è impossibile, perché non c'è un referente condiviso. Se un KG non fosse lo stesso per tutti, non si potrebbero pesare le cose in chili. Allo stesso modo, o la 'sfigataggine' è un valore univocamente definito, oppure non ha senso parlarne (= non esiste). Quindi, quando si parla di simili concetti ci si riferisce a un (tentativo di) individuazione maggioritaria, altrimenti parlarne è futile come dire che ognuno ha il suo bello, poiché ognuno chiama bello ciò che gli piace, e a ciascuno piace ciò che piace. Indi, non si può 'discutere' di cosa sia bello o meno: i bello non esiste. Esistono solo gusti personali che si troveranno di volta in volta, tra persona e persona, affini o discordi. :) Modificato 10 Aprile, 2010 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 10 Aprile, 2010 Share Inviato 10 Aprile, 2010 (modificato) Bob, tu appartenevi a quella ristrettissima minoranza di studenti liceali che capiscono il senso della semplice frase: "O la morale esiste ed è unica, o non esiste". giusto per fare lo sbruffone quando studiai Kant al liceo manco ci feci caso, invece il prof di Latino era convinto che io fossi un aficionado di Sartre in tempi in cui lo conoscevo appena di nome. Prima ho agito poi ho imparato, tipo prima si diventa cristiani e poi si studiano le scritture (non so dove l'ho letta la frase ). Modificato 10 Aprile, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 11 Aprile, 2010 Share Inviato 11 Aprile, 2010 (modificato) Risposta seria e meditata Allo stesso modo, o la 'sfigataggine' è un valore univocamente definito, oppure non ha senso parlarne (= non esiste). Quindi, quando si parla di simili concetti ci si riferisce a un (tentativo di) individuazione maggioritaria, altrimenti parlarne è futile come dire che ognuno ha il suo bello, poiché ognuno chiama bello ciò che gli piace, e a ciascuno piace ciò che piace. Indi, non si può 'discutere' di cosa sia bello o meno: i bello non esiste. Esistono solo gusti personali che si troveranno di volta in volta, tra persona e persona, affini o discordi. :) No, qui sbagli. ora che c'ho riflettuto ci vedo lo stesso sbaglio che è nella scritta del tuo blog: most valued: everything he owns. Allora il bello, lo sfigato, la cosa DI VALORE non esistono in senso assoluto, ma in senso relativo debbono esistere per forza. Quando si sceglie infatti si sceglie sempre secondo dei valori, auto o etero determinati poi è da vedere, ma cmq secondo dei valori. Indi anche se non ha senso discutere di cosa sia bello ( o sfigato o quel che vi pare ) o meno, certi concetti esistono cmq in ognuno di noi. Alla fine ognuno conduce una vita e fa delle sceglie = ha dei valori, altrimenti non potrebbe scegliere ma è una cazzata dire per me una cosa vale l'altra dato che necessariamente poi si farà o l'una o l'altra. Ora quando l'individuo sceglie se fare x o y pone implicitamente un sistema di valori, posto un sistema di valori esiste il concetto di sfigato. Posto, ad esempio, che essere danarosi è non-sfigato io sarà sfigato se non sarò danaroso. Ergo: most valued: everything he owns o autoinganno o felicità massima ( nell'ultimo caso l'hai scritto male cmq ) Presente quando la volpe non potendo arrivare all'uva dice che è acerba, beh è la stessa cosa ma io lo considero un atteggiamento da pezzente non da furbo. everything he owns o è posto male ed è da intendersi come egli possiede tutto ciò a cui da valore oppure è una buffonata tipo sono io che decido qual'è l'uva buona ed ho deciso che è buona solo quella a cui arrivo. tsk Modificato 11 Aprile, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 11 Aprile, 2010 Share Inviato 11 Aprile, 2010 (modificato) Risposta seria e meditata Go for it! Allo stesso modo, o la 'sfigataggine' è un valore univocamente definito, oppure non ha senso parlarne (= non esiste). Quindi, quando si parla di simili concetti ci si riferisce a un (tentativo di) individuazione maggioritaria, altrimenti parlarne è futile come dire che ognuno ha il suo bello, poiché ognuno chiama bello ciò che gli piace, e a ciascuno piace ciò che piace. Indi, non si può 'discutere' di cosa sia bello o meno: i bello non esiste. Esistono solo gusti personali che si troveranno di volta in volta, tra persona e persona, affini o discordi. :) No, qui sbagli. ora che c'ho riflettuto ci vedo lo stesso sbaglio che è nella scritta del tuo blog: most valued: everything he owns. Allora il bello, lo sfigato, la cosa DI VALORE non esistono in senso assoluto, ma in senso relativo debbono esistere per forza. Quando si sceglie infatti si sceglie sempre secondo dei valori, auto o etero determinati poi è da vedere, ma cmq secondo dei valori. Indi anche se non ha senso discutere di cosa sia bello ( o sfigato o quel che vi pare ) o meno, certi concetti esistono cmq in ognuno di noi. Alla fine ognuno conduce una vita e fa delle sceglie = ha dei valori, altrimenti non potrebbe scegliere ma è una cazzata dire per me una cosa vale l'altra dato che necessariamente poi si farà o l'una o l'altra. Ora quando l'individuo sceglie se fare x o y pone implicitamente un sistema di valori, posto un sistema di valori esiste il concetto di sfigato. Posto, ad esempio, che essere danarosi è non-sfigato io sarà sfigato se non sarò danaroso. Cercherò di rendermi quanto più intelleggibile possibile. Dire che la morale esiste ma non è una, ovvero che ne esistono molte, almeno tante quante le persone capaci di autodeterminarsi, significa di fatto che la morale NON esiste. Perché? Perché esprimere un giudizio morale significa giudicare se un dato comportamento (ragione pratica) SIA O MENO 'morale'. Per poter giudicare ciò, ovvero per poter ammettere che l'atto possa anche NON essere morale, la morale deve essere esterna all'atto. Ma se esistono infinite morali, ovviamente ciò che è morale, o immorale per me potrebbe al contrario essere immorare, o morale, per l'altro. Indi, l'atto IN SE' è morale o immorale? Non si può dire. Essenzialmente 'dipende' da chi giudica, indi il giudizio morale cade. Questo NON significa che coloro che seguono una 'morale personale' (ovvero autoimposta) NON scelgano in base a dei canoni superegotici loro propri. In realtà, lo fanno tutti: la differenzza sta soltanto nel fatto che per i deboli, gli eterodeterminati (per te: gli sfigati), quei canoni superegotici non sono endogeni ma si appoggiano su varie formi di morali 'esterne' più o mone comuni (religiosa, sociale), che poi è la base dello spirito civico (= di vita in comunità) dell'uomo. Tuttavia, una morale autodeterminata NON può neppure chiamarsi una morale. Etica, semmai. Scala valori. Quello che vuoi. Ma non parlare di morale, per favore. Come spero tu abbia ora inteso, non avrebbe senso reale. Ergo: most valued: everything he owns o autoinganno o felicità massima ( nell'ultimo caso l'hai scritto male cmq ) Non hai capito il senso di quella frase, ma ti ringrazio per la grande attenzione che dedichi sempre al mio pensiero (e con vivo intelletto!). Il senso di quella frase è che ciò che io possiedo, è sotto la mia responsabilità. Quindi, è per me una cosa preziosa. Il valore delle cose è infatti in quanto di noi vi abbiamo posto, ovvero (per feedback) nel senso di responsabilità che ce ne torna indietro. Ancora col principino, è il discorso della Rosa e delle rose. Non è che le rose del cescpuglio fossero più brutte della Rosa del principino. Solo, lui non le conosceva, non si erano addomesticati a vicenda, e quindi le rose erano per lui insignificanti. Non a caso, il principino si suicida per la Rosa abbandonata, come il fennec ci insegna. Presente quando la volpe non potendo arrivare all'uva dice che è acerba, beh è la stessa cosa ma io lo considero un atteggiamento da pezzente non da furbo. everything he owns o è posto male ed è da intendersi come egli possiede tutto ciò a cui da valore oppure è una buffonata tipo sono io che decido qual'è l'uva buona ed ho deciso che è buona solo quella a cui arrivo. tsk Chiaramente la volpe con l'uva è welcome to autoinganno quindi 'sfigatissima', e pure patetica. Spero che tu abbia capito ora il senso di quella mia frase (che è però posta in cattivo inglese: dovrei forse scriveral come 'everything of his own') Modificato 11 Aprile, 2010 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 11 Aprile, 2010 Share Inviato 11 Aprile, 2010 (modificato) Tuttavia, una morale autodeterminata NON può neppure chiamarsi una morale. Etica, semmai. Scala valori. Quello che vuoi. Ma non parlare di morale, per favore. Come spero tu abbia ora inteso, non avrebbe senso reale. Non so se hai notato ho quasi sempre usato sistema di valori, morale lo intercambiavo ogni tanto giusto per far capire che sistema di valori, in assenza di morale vera, diventa l'unica guida per l'azione. per i deboli, gli eterodeterminati (per te: gli sfigati) jfyi non è "per me gli sfigati" - il termine non è del mio vocabolario - lo riprendevo solo per dare in culo a Darion, pensavo risultasse ovvio. Ergo: most valued: everything he owns o autoinganno o felicità massima ( nell'ultimo caso l'hai scritto male cmq ) Non hai capito il senso di quella frase, ma ti ringrazio per la grande attenzione che dedichi sempre al mio pensiero (e con vivo intelletto!). Il senso di quella frase è che ciò che io possiedo, è sotto la mia responsabilità. Quindi, è per me una cosa preziosa. Il valore delle cose è infatti in quanto di noi vi abbiamo posto, ovvero (per feedback) nel senso di responsabilità che ce ne torna indietro. Ancora col principino, è il discorso della Rosa e delle rose. Non è che le rose del cescpuglio fossero più brutte della Rosa del principino. Solo, lui non le conosceva, non si erano addomesticati a vicenda, e quindi le rose erano per lui insignificanti. Non a caso, il principino si suicida per la Rosa abbandonata, come il fennec ci insegna. Spero che tu abbia capito ora il senso di quella mia frase (che è però posta in cattivo inglese: dovrei forse scriveral come 'everything of his own') Capito il tuo discorso, imho allora andrebbe posta non tanto sul possesso ( = own ) ma sul prendersi cura e sulla responsabilità. In inglese non sono un drago ma pensavo a qualcosa come everything he cares for Modificato 11 Aprile, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 11 Aprile, 2010 Share Inviato 11 Aprile, 2010 No, perché una cosa è avere 'semplicemente a cuore' qualcosa. Posso avere a cuore anche delle cose di cui non sono responsabile. Ma le cose MIE, di quelle sono respondabile. Come il principino distingue tra 'le rose' e 'la MIA rosa'. :) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 12 Aprile, 2010 Share Inviato 12 Aprile, 2010 Scusatemi un attimo, cerco di trarre le fila di ciò che mi è stato rivolto. Bob sostiene che sia necessario trovare una propria terminologia personale (quindi, dire che un "albero" sia un "edexopy") alle parole di uso comune... o forse che sia necessario non inventare parole nuove, quindi chiamare l'"albero" "nuvola". Questo perché il concetto di "albero", esistendo dentro di noi, se ha una forma di parola "personale" è più pregno di significato personale. Questo perché l'invenzione delle "nuove" parole sarebbe indice di una morale autodiretta, dove a) la morale autodiretta, inventata dal singolo, è di per sé superiore ad una morale eterodiretta b) la morale autodiretta è la stessa cosa, o appare sempre assieme ad un senso estetico autodiretto (e quindi è lo stesso per i corrispettivi eterodiretti) c) è dovere di una persona, per essere "buona", avere un senso estetico autodiretto d) il senso estetico autodiretto è significativamente differente da quello eterodiretto in sé (cioé, non per l'atto di averci pensato, ma per il fatto che i criteri risultanti sono proprio diversi). Ora, sinceramente, non penso sia il caso di rispondere a nessuno di questi punti. Non saprei nemmeno da dove cominciare, se anche credessi fosse una comunicazione potenzialmente utile. In effetti, posso solo notare che i principi del discorso finora evinto sono che la lingua non è fatta per comunicare, quindi che starei mai a rispondere? L'unica cosa che posso sottolineare è che l'unico dizionario a mia disposizione che analizzi il termine sfigato lo fa indicandone precipuamente la natura sociale. http://it.wiktionary.org/wiki/sfigato E solo essa, così come l'ho usata io (The Rock sfortunato non è, spero questo sia evidente). Né capisco dove si pensa tutto questo possa farmi incazzare, davvero. Al massimo perdere tempo, ma nemmeno. O perché lo si faccia, vabbé, non capisco cose che vengono sentite più importanti dal mio interlocutore. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 Darion, mi complimento con te per il buon ritorno 'on the spot'. :) Attendendo la risposta di Bob al vostro subthread, mi permetto di dire a te che -in effetti- per la morale massimalistica sfigato non è semplicemente chi ha i soldi. Per esempio, io posso avere smenato millemila euro in cartucce NeoGeo, ma sono ancor più uno sfigato per questo. Il giudizio di 'sfigato' se ci pensi, sta più nella percezione dell'ES della gente che nel ragionato superego. Va anche a pelle. Gates è uno SFIGATO che si è 'fatto i soldi', ma per la gente è ancora 'uno sfigato', seppur l'uomo più ricco del mondo o qualcosa. Mentre invece Jobs è quello rock'n'roll. C'entra tutto un sistema valori massimilasta che, in maniera assai Freudiana, mischia denaro, successo sociale (e sesso annesso), cose. E' una di quelle cose umane un po' buffe, sì. Ma il poster di una velina scosciata non è da sfigati, quello di *si gira intorno nella stanza* Ninomiya Ami sì. Amen. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 (modificato) Yep, certamente è un concetto come dire, "basato sull'uso precedente del termine". Non è che sia solo irrazionale, è proprio basato su stereotipi "non indagabili". ... a meno di non dire che lo sfigato qui è semplicemente l'appassionato di una nicchia che la massa non recepisce proprio. Il che potrebbe anche avere del senso... in fondo non è un caso che in Italia il maniaco di calcio non sia uno sfigato, visto che la massa il calcio ce l'ha presente. Modificato 3 Maggio, 2010 da Dairon Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 Sicuramente ogni campo di interesse ammette un grado di passione inversamente proporzionale alla comune notorietà di quell'ambito. Vale anche per le celebrità. Se hai in casa il calendario della Hunziker nuda, sei normale e vincente. Se hai in casa un posterino di una idol giapponese di tutto punto vestita, sei uno sfigato E un maniaco E un p3d0bear E tutto il resto. La cosa buffa è che probabilmente è, seppur in minima parte e con delle eccezioni, tutto vero. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 Ma se avessi il poster della Knightley, che è pettanko? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 (modificato) Scusatemi un attimo, cerco di trarre le fila di ciò che mi è stato rivolto. Bob sostiene che sia necessario trovare una propria terminologia personale (quindi, dire che un "albero" sia un "edexopy") alle parole di uso comune... o forse che sia necessario non inventare parole nuove, quindi chiamare l'"albero" "nuvola". Questo perché il concetto di "albero", esistendo dentro di noi, se ha una forma di parola "personale" è più pregno di significato personale. Questo perché l'invenzione delle "nuove" parole sarebbe indice di una morale autodiretta, dove a) la morale autodiretta, inventata dal singolo, è di per sé superiore ad una morale eterodiretta b) la morale autodiretta è la stessa cosa, o appare sempre assieme ad un senso estetico autodiretto (e quindi è lo stesso per i corrispettivi eterodiretti) c) è dovere di una persona, per essere "buona", avere un senso estetico autodiretto d) il senso estetico autodiretto è significativamente differente da quello eterodiretto in sé (cioé, non per l'atto di averci pensato, ma per il fatto che i criteri risultanti sono proprio diversi). Ora, sinceramente, non penso sia il caso di rispondere a nessuno di questi punti. Non saprei nemmeno da dove cominciare, se anche credessi fosse una comunicazione potenzialmente utile. In effetti, posso solo notare che i principi del discorso finora evinto sono che la lingua non è fatta per comunicare, quindi che starei mai a rispondere? L'unica cosa che posso sottolineare è che l'unico dizionario a mia disposizione che analizzi il termine sfigato lo fa indicandone precipuamente la natura sociale. http://it.wiktionary.org/wiki/sfigato E solo essa, così come l'ho usata io (The Rock sfortunato non è, spero questo sia evidente). Né capisco dove si pensa tutto questo possa farmi incazzare, davvero. Al massimo perdere tempo, ma nemmeno. O perché lo si faccia, vabbé, non capisco cose che vengono sentite più importanti dal mio interlocutore. Nah Shito non avevo risposto perché il discorso di Dairon è fail fin dalla prima riga. Cmq risponderò, son due tre anni che ho perso ( l'interesse e quindi ) la mano per i giochetti linguistici ma spero di essere efficace comunque. L'albero è una cosa esistente, sfigato come anche simpatico, interessante sono determinazioni che dà l'uomo ( o da sé o seguendo altri ). E questo è uno. 2) riguardo la comunicazione si cerca da capire il linguaggio degli altri, ci si tipo sincronizza. Non però che ci si debba sincronizzare per capire cosa intenda l'altro con "albero", "rosso", "rispondere". Potevo scrivere altro ma penso che basti. Logica di Bob: se hai in casa il calendario della Hunziker e abbastanza spesso ti scopi una puttana equivalente alla Hunziker sei vincente, se invece ti masturbi e basta sei perdente. Ovviamente essendo chiaro che della Hunziker ti interessa il corpo, che è l'unica cosa che conosci di lei. Modificato 3 Maggio, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 Uhm, non risponde ai miei dubbi. Non che sia un problema se li ritieni sciocchi... in effetti li ritenevo tali pure io, ma così sono sorti. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 (modificato) Scusatemi un attimo, cerco di trarre le fila di ciò che mi è stato rivolto. Bob sostiene che sia necessario trovare una propria terminologia personale (quindi, dire che un "albero" sia un "edexopy") alle parole di uso comune... o forse che sia necessario non inventare parole nuove, quindi chiamare l'"albero" "nuvola". Questo perché il concetto di "albero", esistendo dentro di noi, se ha una forma di parola "personale" è più pregno di significato personale. Questo perché l'invenzione delle "nuove" parole sarebbe indice di una morale autodiretta, dove a) la morale autodiretta, inventata dal singolo, è di per sé superiore ad una morale eterodiretta b) la morale autodiretta è la stessa cosa, o appare sempre assieme ad un senso estetico autodiretto (e quindi è lo stesso per i corrispettivi eterodiretti) c) è dovere di una persona, per essere "buona", avere un senso estetico autodiretto d) il senso estetico autodiretto è significativamente differente da quello eterodiretto in sé (cioé, non per l'atto di averci pensato, ma per il fatto che i criteri risultanti sono proprio diversi). Ora, sinceramente, non penso sia il caso di rispondere a nessuno di questi punti. Non saprei nemmeno da dove cominciare, se anche credessi fosse una comunicazione potenzialmente utile. In effetti, posso solo notare che i principi del discorso finora evinto sono che la lingua non è fatta per comunicare, quindi che starei mai a rispondere? 1- non si tratta di inventare nuove parole ma di dare un proprio significato a quelle parole che ricevono significato dal soggetto. 2a) Io la preferisco, parlare o in generale aver rapporti con un individuo eterodeterminato mi da poca soddisfazione. b) in generale direi che una persona che ha imparato a servirsi del proprio spirito critico lo usi ovunque, tanto in quei campi che definiamo estetici ( tipo bel film, bel libro ) che in quelli che definiamo morali ( agire in questo o in quell'altro senso ). Beninteso che morale strictu sensu vuol dire "Io Devo" mentre qui siamo nell'Io Decido. c) Una persona per cominciare ad essere realmente deve scegliersi. Altrimenti è solo in maniera molto debole. d) qualsiasi tipo di scelta autodiretta è diversa da quella eterodiretta solo per il fatto di aver scelto davvero. Modificato 3 Maggio, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 1- non si tratta di inventare nuove parole ma di dare un proprio significato a quelle parole che ricevono significato dal soggetto. Ma... perché escludere le categorie di parole con riferimento concreto e farlo con quelle senza tale riferimento, cioé proprio dove la comunicazione è più difficile? Al contempo, è chiaro che dare un proprio significato ad alcune parole rende nulla la comunicazione, a meno di non definirle prima al proprio interlocutore. Però se l'altro ha chiamato un albero "albero" per primo che minchia lo vai a correggere, fintanto che si parla in italiano? Certo, poi ovviamente sfugge a che serve definire un proprio concetto usando un aggettivo già in uso in italiano e pretendere che gli altri vi s'adeguino. 2a) Io la preferisco, parlare o in generale aver rapporti con un individuo eterodeterminato mi da poca soddisfazione. Mi pareva di capire che non fosse proposto come un criterio soggettivo. Comunque ok, anche se sfugge perché: una scelta è anche quella di un criterio "importato". b) in generale direi che una persona che ha imparato a servirsi del proprio spirito critico lo usi ovunque, tanto in quei campi che definiamo estetici ( tipo bel film, bel libro ) che in quelli che definiamo morali ( agire in questo o in quell'altro senso ). Un momento. Questo potrebbe anche essere vero, ma stai facendo un discorso diverso dal mio dubbio. Io non ho detto che uno che giudica nel campo N non lo fa altrove o che. Ho espresso dei dubbi sul fatto che uno che si autodetermina la morale poi abbia un senso estetico autoderminato e viceversa, che vi sia una relazione di causa effetto. Questo anche perché (vedi anche ultimo punto) non è che le cose siano fattualmente distinte. Se scelgo di aderire ad una certa corrente di pensiero, è autodeterminazione o eterodeterminazione? c) Una persona per cominciare ad essere realmente deve scegliersi. Altrimenti è solo in maniera molto debole. Non credo di voler entrare nelle questioni di fede. d) qualsiasi tipo di scelta autodiretta è diversa da quella eterodiretta solo per il fatto di aver scelto davvero. Ma quindi ammetti che il criterio risultante non è necessariamente diverso? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 (modificato) Se scelgo di aderire ad una certa corrente di pensiero, è autodeterminazione o eterodeterminazione? ... Ma quindi ammetti che il criterio risultante non è necessariamente diverso? Io direi più che altro che non si dovrebbe parlare di aderire, bensì di concordare. ammetto che non è necessariamente diverso. - sulla comunicazione, come ti scrissi, si tratta di "sincronizzarsi" con l'interlocutore. Modificato 3 Maggio, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 Ma se avessi il poster della Knightley, che è pettanko? Dici Keira Knightley? L'ho apprezzata molto come attrice in un paio di pellicole, mi pare dello stesso bravo regista (Sense and Sensibility, Atonement), ma giuro su dio che non avevo mai notato fosse pettanko. Colpa mia che guardo sempre le persone in faccia... Cmq solo tu diresti che è 'pettanko', quindi avere il suo poster in casa non ti rende sfigato. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 3 Maggio, 2010 Share Inviato 3 Maggio, 2010 Logica di Bob: se hai in casa il calendario della Hunziker e abbastanza spesso ti scopi una puttana equivalente alla Hunziker sei vincente, se invece ti masturbi e basta sei perdente. Ovviamente essendo chiaro che della Hunziker ti interessa il corpo, che è l'unica cosa che conosci di lei. Non mi sembra una buona logica da alcun punto di vista. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 4 Maggio, 2010 Share Inviato 4 Maggio, 2010 OT: Già, ma sarei pedobear in Australia! Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 5 Maggio, 2010 Share Inviato 5 Maggio, 2010 E' una versione text-only di Onions, vero? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 5 Maggio, 2010 Share Inviato 5 Maggio, 2010 No, la proposta è vera. Però non solo non è stata tradotta in legge ma DOVREBBE essere stata ritirata. Ma chissà. Poi ci si preoccupa delle isole che hanno a nord. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 8 Maggio, 2010 Share Inviato 8 Maggio, 2010 (modificato) No, la proposta è vera. "It never ends, this shit." Modificato 8 Maggio, 2010 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 16 Giugno, 2010 Share Inviato 16 Giugno, 2010 (modificato) Questo thread mi fa realmente rimpiangere il crash di Bob, e mi rimanda sfavillante l'immagine dell'evoluzione Daironiana. Questo thread mi restituisce un po' di fiducia nella comunicazione e nell'umanità. Ringrazio i partecipanti. Di cuore, e di testa. Tutt'e due. Bella combo. Il thread l'ho riletto tutto, eh. Con attenzione. Mi sono riletto anch'io. Ho sempre la sensazione che sui forum si scriva più di quanto non si legga. Come correttivo, inviterei tutti a cercare di scrivere solo cose che valga la pena leggere. Questo post non fa eccezione: ha del contenuto reale. Modificato 16 Giugno, 2010 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
El Barto Inviato 22 Settembre, 2014 Share Inviato 22 Settembre, 2014 (modificato) (Non sapevo dove postarlo, spostate pure se ritenete opportuno, ma visto il titolo del topic...) (Metto sotto spoiler perchè sono una caterva di gif) (peccato che anche così non partano dal frame iniziale solo una volta aperto lo spoiler, ma tant'è) Da Aoi Honō, dorama scritto e diretto da Fukuda Yūichi, tratto dall'omonimo manga di Shimamoto Kazuhiko. Oltre ad Anno, fanno la loro comparsa anche Yamaga, Akai, Okada e compagnia cantante. Anche in Giappone vale il discorso nostrano per il quale una fiction biografica (che vabbè, va in onda su Tv Tokyo, tutto in famiglia insomma) equivale al definitivo sdoganamento, preludio (una volta schiattati) alla beatificazione? (Oddio, il paragone non è che sia dei migliori) Modificato 22 Settembre, 2014 da El Barto Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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