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I dolori del giovane animatore giapponese (costola di discussione in Soul of Gold)


Garion-Oh

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ma un corso di formazione serio per chi ha veramente talento, invece di tirare su cani e porci a disegnare? no?

toei non è che in questo momento si stia giocando l'immagine, perchè tanto laggente guarda lo stesso le sue serie tv disegnate oscenamente e in pratica esegue il compitino di chi glielo commissiona, però quando saranno finiti i vari dragon ball, santi e sailor moon vari a cosa si dedicherà?

cmq ciò potrebbe effettivamente spiegare perchè gli episodi delle rorizinger z sono disegnati meglio ma durano meno.

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I corsi sono inutili in quanto; una volta organizzata una metodologia di insegnamento di determinati argomenti, e' gia' vecchia; la professione 'concreta' si impara solo 'sul campo' (anche per tutte le altre professioni e' cosi', dagli avvocati, ai notai, giornalisti, etc). Sono soprattutto i 'tempi' che un professionista deve imparare, e' inutile che in un corso impari a fare un disegno benissimo, se poi nella vita reale quel disegno lo deve fare in un decimo del tempo. E' inutile che appena uscito dal liceo usi un linguaggio molto esteso, se poi vai in una redazione di un giornale, ti mettono davanti ad uno schermo, ti 'linkano' un quadrato di editing collegato ad un master di pagina su xpress e ti dicono di riempirlo.

 

Alla fine, li' non stanno parlando altro della metodologia piu' antica del mondo, quella degli 'apprendisti'


(a dire il vero, strano e anche un po' paraculo che non si parli li' di outsourcing, eppure da qualche anno coreani e cinesi ne vedono di roba 'anime', eh)

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sì infatti per formazione intendevo proprio qualcosa di concreto, non un "per domani portami il disegnino fatto bene usando questo e quello strumento, e il giorno dopo: ok hai passato il corso".

in ogni caso è necessario trovare un modo per uscire da questa situazione di serie animate col culo, altrimenti andrà sempre peggio.

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A tal proposito, ci sarebbe un articolo di Thomas Romain (nulla che chi abbia seguito Shirobako non s'immagini).

 

http://www.mangaforever.net/230130/perche-questo-episodio-e-animato-cosi-male-i-problemi-dellindustria-dellanimazione-giapponese

 

C'è qualcosa che mi sfugge nella risposta di Romain, dice:

 

 

 

Ma il problema non è che gli studi sono avidi. Gli studi di animazione giapponesi sono piccole compagnie che combattono con i minuscoli budget messi a disposizione dai clienti. Non detengono i diritti delle opere. Di solito non non realizzano grossi profitti e non possono investire i loro soldi in quelle proprietà intellettuali che qualche volta creano.

 

Però gli esempi citati da chi ha scritto l'articolo sono tutti e quattro prodotti Toei, una casa che se volesse avrebbe le risorse per aumentare il budget destinato allo studio di animazione. Non stiamo parlando in questo caso di piccola realtà.

 

La mia impressione, che non vale niente perché ne so poco del campo, è che alle case di produzione interessa poco se i disegni in first release siano rimaneggiati, in quanto sono prodotti che vanno o in tv o in streaming quindi in una fruizione gratuita (o quasi) per l'utente. Probabilmente (ma non so come va tale mercato in Giappone) riservando un prodotto più curato per l'home video o per altre situazioni.

Forse per non investire troppo in un prodotto che nel 100% dei casi verrà piratato? E riservando un prodotto di qualità per chi investe soldi nell'home video? PEr esempio immagino che per una casa giapponese in certi casi (appunto anime Toei) interessino di più i soldi dell'investitore estero che vuole i diritti dell'anime per il proprio paese visto che per i giapponesi quelli sono soldi sicuri che non vengono condizionati da fattori esterni come può essere il downloading illegale. E produrre due tipi di prodotti, a basso costo, uno leggermente migliore dell'altro sia un modo per massimizzare la resa economica. Solo un'impressione, perché altrimenti non ci vedo altre ragioni plausibili nel rilasciare un prodotto così scadente,

Modificato da Pirkaf
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Però gli esempi citati da chi ha scritto l'articolo sono tutti e quattro prodotti Toei, una casa che se volesse avrebbe le risorse per aumentare il budget destinato allo studio di animazione. Non stiamo parlando in questo caso di piccola realtà.

Non c'entra grande i piccolo. Sono le tariffe con cui paghi i tuoi disegnatori. Chi ti dice che Toei paghi bene? Secondo me non l'ha mai fatto. Magari qualcuno che paga meglio c'è, ma di sicuro non è Toei.

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Però gli esempi citati da chi ha scritto l'articolo sono tutti e quattro prodotti Toei, una casa che se volesse avrebbe le risorse per aumentare il budget destinato allo studio di animazione. Non stiamo parlando in questo caso di piccola realtà.

Non c'entra grande i piccolo. Sono le tariffe con cui paghi i tuoi disegnatori. Chi ti dice che Toei paghi bene? Secondo me non l'ha mai fatto. Magari qualcuno che paga meglio c'è, ma di sicuro non è Toei.

 

 

Però "potenzialmente" Toei ha la forza economica per richiedere un prodotto più curato e di conseguenza pagare meglio gli animatori. Tu come me hai lavorato su commissione, se non soddisfi a livello di qualità il committente questo non torna più da te. Evidentemente è un problema che parte dalla testa: (in questo esempio specifico) è Toei che non è interessata ad avere un lavoro qualitativamente migliore perché preferisce un investimento minore delle risorse.

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Evidentemente è un problema che parte dalla testa: (in questo esempio specifico) è Toei che non è interessata ad avere un lavoro qualitativamente migliore perché preferisce un investimento minore delle risorse.

Perché per avere un lavoro migliore dovrebbe spendere di più su ogni singolo anime. Dai, ci fu anche il famoso passaggio al ribasso sulla qualità di One Piece, apposta per risparmiare.

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Queste sono cose che si sanno da almeno 20 anni : già nei primi  anni 90  ci fu una fuga di talenti che mollarono gli anime per dedicartsi al' illustrazione e il mercato sempre più in auge dei videogiochi, che pagavano molto meglio.

E precisiamo su Tezuka: il suo errore fu vendere Atom a un cifra molto bassa, perché a suo dire,  se produrre un anime fosse costato troppo, le emittenti avrebbero preferito comprare prodotti esteri molto meno costosi ( cosa vera, basti vedere come sono andate le cose in Italia).

A compensare le perdite che uno studio ha nel realizzare l'anime, ci pensa il merchandise: quindi,  si inonda il mercato di ogni vaccata possibile e immaginabile  che riporta il brand del caso , se questo vende , l'anime continua, se no chiude ( a meno di avere ascolti  versamanete alti, cosa oggi improbabile ).

Un altro problema è che ci sono oggi sempre meno animatori di talento e più serie da realizzare.

Un problema che non c'era negli anni 80, quando ci fu una generazione di giovani di grande talento che pensava che l'animazione fosse il meszzo artistico del futuro.

Poi stì giovani sono invecchiati, hanno perso l'ebrezza della novità artistica , hanno cominciato a pensare più ai soldi e al futuro loro e delle  relative famiglie.

E a un animatore di un certo talento che si è fatto un nome, non restano che 2 scelte: o fonda un proprio studio, diventando di fatto un imprenditore, o si dedica ad altri settori artistici più remunerativi, che tanto il nome che ha è garanzia di portar soldi.


 

I corsi sono inutili in quanto; una volta organizzata una metodologia di insegnamento di determinati argomenti, e' gia' vecchia; la professione 'concreta' si impara solo 'sul campo' (anche per tutte le altre professioni e' cosi', dagli avvocati, ai notai, giornalisti, etc). Sono soprattutto i 'tempi' che un professionista deve imparare, e' inutile che in un corso impari a fare un disegno benissimo, se poi nella vita reale quel disegno lo deve fare in un decimo del tempo. E' inutile che appena uscito dal liceo usi un linguaggio molto esteso, se poi vai in una redazione di un giornale, ti mettono davanti ad uno schermo, ti 'linkano' un quadrato di editing collegato ad un master di pagina su xpress e ti dicono di riempirlo.

 

Non esageriamo: i corsi hanno una loro utilità in quanto danno una preparazione base a chi deve fare questo mestiere.

Nessun aspirante animatore che non ha mai visto un cel in vita sua, viene messo a lavorare subito su questo e quello.

Almeno in studi con una certa reputazione.

Il Ghibli, ad esempio ti fa un esame per vedere se sei artisticamente qualificato e poi ti mette , mi pare 3 mesi, a studiare nel loro corso di formazione.

Ci sono standard di qualità che vanno rispettati e non puoi compierli improvvisando.

E non è inutile imparare a disegnare benissimo, perché per disegnare bene velocemente, devi prima imparare a disegnare bene.

Poi con l'esperienza velocizzi il lavoro.

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i corsi servono ESCLUSIVAMENTE per rimpinguare le casse dei diretti interessati.

E sono anche pericolosi socialmente perche' generatori di wannabe, come se non ce ne fossero abbastanza.


Quello che citi di ghibli e' un'altro discorso, siamo gia' dalle parti dell'apprendistato.


L'unica cosa che puo' permettere concretamente di entrare nel settore dell'illustrazione e' lavorarci gia'; moltissimi illustratori che hanno avuto la fortuna di lavorare con affermati professionisti per le mansioni piu' disparate, poi hanno avuto concretamente possibilita'; ad esempio c'e' una certa quantita' di assistenti di vari studi per Bonelli, come Piccato, Roi, etc, che hanno lavorato (non fatto corsi) per anni come inchiostratori e poi hanno lavorato come disegnatori.

 

Quello che serve ad un'artista per crescere e' molto differente da quello che si puo' imparare ad esempio da parte di un avvocato, di un notaio, di un insegnante; in quei casi anche se ovviamente e' impossibile escludere la pratica concreta che e' *diversa* da quello che si legge sui libri, ancora ancora, dei corsi sono comunque utili.

Ad un'artista serve tendenzialmente un percorso di crescita personale, che lo porti *fuori* dalla mimesi del primo periodo e gli consenta di sviluppare uno stile proprio, e quello lo ottieni al massimo come assistente di un'artista con piu' esperienza; c'e' bisogno di quasi un rapporto personale o molto limitato e circoscritto a una manciata di pochissime persone; i corsi per 'imparare' certe tematiche che si tengono a gruppi di persone, non portano a nulla. Salvo spendere soldi.

 

Ovviamente, se si ha la fortuna di entrare gia' in qualche modo in un'azienda che fa determinate cose, quello e' assai diverso, ma non si distanzia dal discorso di apprendistato.

 

Ogni benedetta arte e tecnica che abbia necessita' di un approccio praticamente individuale e' stata da sempre tramandata in questo modo.

 

I corsi di 'massa' per questi argomenti, non servono proprio ad un bel nulla.

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proprio ieri a momenti piagnevo perchè c'è una certa rosa di artisti (il punto di partenza era in realtà hideo azuma, che c'entra poco o nulla con la questione, quindi cream lemon) con i controcazzi che... ormai da anni c'è ma non c'è più, non si sa bene che facciano.

ripensando ora a questo topic forse la spiegazione è proprio che costano troppo sia gli illustratori, sia gli animatori. i primi vengono limitati a caratterizzazione ed impostazione grafica dei personaggi, e forse in seguito delle cover per le varie edizioni home video, i secondi li stiamo vedendo all'opera. forse si salvano solo coloro che fanno gli storyboard, scrittori, registi e via dicendo? XD

non sono sicuro che diminuire la quantità di anime sia una soluzione concreta, perchè in fin dei conti arrivati a questo punto il salto di qualità non sarebbe automatico. vale a dire che nulla vieterebbe a toei di continuare come sta facendo ora se quello che ci guadagna le basta. del resto anche se un animatore lavorasse ad un unico episodio le sarebbe sufficiente stringere i tempi di consegna. se la questione ritorna alla velocità nella produzione non c'è nulla da fare...

per questo dicevo che servirebbe gente selezionata e preparata a disegnare in modo accettabile in velocità.

non vedo questa volontà in toei...

riguardo i cavalieri da cui deriva questa discussione, imo l'anomalia è ancora più grande perchè si parla di una serie ONA ed ha cadenza bisettimanale però è ai livelli di una serie tv. si tornerebbe quindi al discorso delle tempistiche di consegna, volutamente ristrette e quindi con un prodotto finale MEH.

il discorso di romain è, basilarmente, interessante. ma è anche inevitabile pensare a cosa produce satelight, dove lavora principalmente. satelight non è una toei che si può permettere almeno 4 serie tv contemporaneamente e film vari. però effettivamente quello che produce satelight per la tv anche se non è il top del top è buono (a parte certe cose come M3 e nobunaga, ma in tal caso si parla di scemeggiature piuttosto che di estetica).

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Fintanto che ci sara' la curiosa dicotomia di societa' che soffrono endemicamente di nanismo e che pero' producono a ritmo forsennato, il problema ci sara' sempre.

 

Per dire, A1 Pictures non e' Toei.

Eppure A1 Pictures e' quasi ovunque.

 

Questo perche' ne' Toei, ne' Shockiku, ne' Toho sono i notevoli 'colossi' che magari si pensa.

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L'unica cosa che puo' permettere concretamente di entrare nel settore dell'illustrazione e' lavorarci gia'; moltissimi illustratori che hanno avuto la fortuna di lavorare con affermati professionisti per le mansioni piu' disparate, poi hanno avuto concretamente possibilita'; ad esempio c'e' una certa quantita' di assistenti di vari studi per Bonelli, come Piccato, Roi, etc, che hanno lavorato (non fatto corsi) per anni come inchiostratori e poi hanno lavorato come disegnatori.

Se la metti così , si , hai ragione.

Ma non tutti corsi sono truffe, almeno sempre  se per te "corsi" equivalgono a "scuole".

Io ho visto giovani bravi entrare in scuole del fumetto rinomate   e uscirne bravissimi.

Poi sono d'accordo  che anche l'apprendistato presso autori professionisti  aiuti molto e sei pure pagato ( anche se una miseria), però dipende anche con quali autori ti metti al servizio.

Alcuni , a volte, ne  escono rovinati.....

 

il discorso di romain è, basilarmente, interessante. ma è anche inevitabile pensare a cosa produce satelight, dove lavora principalmente. satelight non è una toei che si può permettere almeno 4 serie tv contemporaneamente e film vari. però effettivamente quello che produce satelight per la tv anche se non è il top del top è buono (a parte certe cose come M3 e nobunaga, ma in tal caso si parla di scemeggiature piuttosto che di estetica).

Ma giusto per sapere......  oggi Toei quante serie tv fa all' anno ?

Quanti animatori  di un certo nome ha nel suo libro paga ?

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usciti/in arrivo nel 2015 senza contare quel che appartiene all'anno precedente come dragon ball kai conclusosi quest'anno:

 

dragon ball super

go princess pretty cure

DB Z resurrection F (film)

digimon adventure tri (primo film di 6)

pretty cure all stars spring carnival (film)

buddha (terzo film)

saint seiya soul of gold

rorizinger z +

 

in più ci sono one piece, world trigger e sailor moon in corso; per essere buoni si può far finta che toei non produca animazioni varie per videogames.

in questo caso il problema non è tanto il numero di opere, quanto la loro frequenza essendo la maggior parte settimanale e si tratta di serie tv "eterne".

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Vabbè, ma si nota come la produzione odierna sia veramente bassa rispetto al passato.

Poca roba e fata male per di più.

A me sembra che Toei, che è un gigante del settore cinema  che ha catene di sale, produce film e telefilm  ,  è uno dei maggiori distributori giapponesi  (  distribuisce pure film della concorrenza), stia  stia semplicemente abbandonando pian piano il settore anime che non ritiene più così tanto lucroso come una volta.

Infatti si concentra sui pochi brand famosi passati  e presenti che hanno fatto la fortuna della casa  e il resto ciccia. 

Gli altri studi invece , che l'animazione ci campano in quanto hanno solo quella come reddito ,  producono a destra e manca.

Modificato da Dio Sam
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No, manco per nulla, e' vero proprio il contrario, la produzione e' aumentata in modo esponenziale o quasi, da qualche parte nel topo di home video etc avevo riportato tutti i dati relativi.

 

Lo sto dicendo da qualche post; Toei non e' un colosso, e la produzione e' divisa tra tante societa'.

(questo comunque senza considerare che le serie toei rispetto alla maggior parte fatte da altri hanno nomi 'eterni' in numero di episodi come onepiece, dragonball ora, etc etc)

 

 

Questo e' un aggiornamento decisamente interessante

dai due report JVA:

 

1) (2001-2013) file pdf : http://www.jva-net.or.jp/en/genre_2001-2013_en.pdf

2) (2014) sempre file pdf (JP): http://www.jva-net.or.jp/report/genre_2014.pdf

 

per la categoria 日本のアニメーション(一般向け)

(quindi direi un pubblico generalista piu' che altro)

 

2dhrzmu.jpg


qualcuno poi s'e' sbattuto non poco ed ha organizzato *tutti* i dati in charts:

https://docs.google.com/spreadsheets/d/19wJlpc7l2E9-rKNWo8CgXQu0nPzL9NmORcQEN_5OCuQ/pubhtml#

(che per inciso sono TANTI piu' di quelli dello specchietto qua sopra)

 

tipo questa ad esempio:

25fn43d.jpg

Pregasi notare la fonte di revenue legata all'home video....

(viene quasi da ridere, ma nel 2014 e' molto vicina a quella del pachinko...)

 

 

BTW: si parla sempre di base-dati Oricon.


P.s.

il dato 2009 in sales units sotto 'other' e' quello degli UMD.

LOL, un po' comunque ha avuto un 'boom'.

 

Interessante che il VHS in pratica sia 'sparito' dal 2007, mentre il BD, semplicemente (ad oggi almeno), non sfonda.

 

Cliccare sul documento google alla tab 'Number of TV Anime Chart" oppure "Tv Anime Production" dello spreadshet, tnx. 

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tv anime production è decisamente più utile come punto di partenza.

il periodo 2004-2007 è impressionante per l'andamento della colonna ongoing; la quantità di anime nuovi del 2007, con il suo calo, può far pensare che ad un certo punto qualcuno si sia accorto che c'erano troppi anime.

però non è servito a nulla se nel 2013 si è toccato di nuovo un picco di produzione così elevato. certo le serie ongoing si sono stabilizzate fino al 2012, mentre quelle nuove hanno acquisito una certa priorità (forse era il periodo delle millemila serie da 12/13 eps? erano gli anni belli di noitamina e simili?).

farebbe ridere se nel 2015 non siamo a quel livello ma la qualità globale è inferiore.

il 2010 deve rappresentare qualcosa di importante (in effetti non vidi tanta roba).

cmq del 2007 ho visto 27 anime tra serie tv, film ova ed altro. c'era pure afro samurai dei gonzi! considerando anche dancouga nova, questi due titoli con pure i loro difetti della trasmissione tv o dello studio dai quali erano prodotti sono lussuosi rispetto a quello che produce toei. figurarsi se si fanno confronti con ghost hound, gurren lagann, to terra, skull man. perfino gundam 00 riacquista nobiltà.

sciuggi sei riuscito a farmi rimpiangere i gonzi, che te possino...

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Il dato post 2007 curiosamente e' anche equivalente al periodo di crisi nel settore 'overseas', che ha retto ancora nel 2008 e poi si e' quasi costantemente dimezzato negli anni successivi. Ha un senso perche' ad esempio e' il periodo di crisi americano, di Geneon, etc.

 

A me, al di la' anche delle serie, come scrivevo qua sopra, fa' davvero ridere l'incremento delle rendite da Pachinko che hanno praticamene superato quelle home-video, nel senso che si sono trasferite percentualmente da uno all'altro comparto  :giggle:

 

(Questo oltretutto e' anche indice che nel considerare certe dinamiche economiche bisogna tenere sempre presente il paese in cui si svolgono)

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P.s.


un documento che mi sono comprato in originale, di circa 66 pagine, di cui al link indicato c'e' una sintesi:


 


E' dell'Association of Japanese Animations


http://aja.gr.jp/eng...apan-anime-data


 


e tanto per (e' un copy&paste di un quadrotto, il pdf scaricabile contiene molta piu' roba):


v5xw5u.jpg


 


@Roger, vedi il discorso che si faceva legato al 2007, prima che il vate intervenisse?


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in pratica il grafico del minutaggio totale corrisponde a quello della quantità produttiva.

il calo del 2010 e successiva risalita corrisponde al periodo di quando adv andò gambe all'aria e rinacque... questi casi, come quello della già menzionata geneon*, in relazione agli anime, potrebbero far pensare ad un legame usa-giappone nel quale il secondo soggetto dipende per una certa parte dal primo proprio nella produzione.

però vai a sapere se anche i paesi asiatici ed una certa parte dell'europa influiscono in questi schemi edit: uhm, riguardo questo c'è qualche dato in un pdf linkato.

ariedit: ennò, l'europa non conta quasi un cazzo.

 

* gli anni 2007 e 2009 sono proprio quelli che segnano la ritirata di geneon usa e adv. il periodo in mezzo, se si guarda il grafico, segna un calo della produzione di anime.

strana coincidenza! chissà come stanno le cose adesso che i giapponesi hanno colonizzato maggiormente il giappone. è quasi la stessa storia delle automobili, solo che al posto di fabbriche hanno uffici ovunque.

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Se clicchi qui:

http://aja.gr.jp/?wpdmdl=739

 

c'e' il sommario 2014, ci sono parecchie cosette interessanti (e' di circa 5mb)


*nella slide dalla Oversea Sales of Japan Animation c'e' una "piccola" sorpresina; il fatto che la Cina, insieme agli USA, sia diventata una delle maggiori importatrici di serie. (se non ricordo male solo questo dato sposta sui 200 milioni di yen in piu', che vista la valuta e' poca roba, ma il 'computo' e' comunque interessante)


Poi, prima dell'ultimo dato che mi sta facendo morire dal ridere (tratto sempre da quel pdf), si vede che:

 

ci sono in tutto 419 studi di animazione, di cui 365 solo a Tokyo, che solo nel 2013 hanno realizzato 193 serie e 111.794 minuti d'animazione.

 

Cioe', al 2013 (nel 2014 le serie sono comunque aumentate di un buon 11% come dice nell'ultimo file) ci sono stati piu' studi di animazione che serie tv, quasi nella misura del doppio.

A me il problema di fondo parrebbe chiaro...

 

P.s.

Il dato che mi fa morire dal ridere e' quello in pagina 5, relativo al "Number of contracts (on country by country base)"

...guardatevi il pdf.

 

E ridete.

TANTO.


(per qualche motivo se fate zoom sul documento 'vedendolo' sul browser non vedete bene, scaricatelo e apritelo con un viewer esterno)
(se poi lo vedete bene, meglio cosi')

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sì a quello mi riferivo con gli edit.

per quel che riguarda gli anime, nel 2013 in italia sono stati stipulati 35 contratti (bisognerebbe cmq sapere cosa si intende con questi) che però diventano 80 se, a meno che non abbia malinteso, si considerano tutti i paese che parlano la nostra lingua.

la tabella riporta un totale di 263... a fronte di, per esempio, 14 contratti fatti per parlanti la lingua francese.

il dato che riguarda non il nostro paese ma relativo alla lingua è mostruoso, superiore a tutti.

non me lo spiego.

forse in alcuni luoghi si vende più a pacchetti, e quindi un contratto comprende tot opere, mentre qui si tende più che altro ad acquistare singoli anime e quindi il totale dei contratti è proporzionalmente superiore?

in ogni caso se si guarda alle zone dove gli anime hanno maggiore diffusione in testa c'è tutta l'asia, che da sola si prende oltre il 50% delle vendite estere, seguita dagli stati uniti d'america e quindi l'europa.

tornando per un attimo al discorso iniziale, sembrerebbe conveniente per gli studi giapponesi avere manovalanza in asia piuttosto che locale. qualcuno già ce l'ha, ma la polemica era interna o sbaglio?

(lol negli stessi giorni è uscito un bando internazionale per lavorare come animatori, per 2 mesi, in giappone)

si nota anche che l'animazione si sta diffondendo sempre più via internet.

interessante anche la considerazione sui film cinematografici; si ha un incasso immediato e magari è notevole però, essendo la situazione home video messa così così, il prodotto su disco non è considerato più di tanto. nel 2013 due film GIBULI, pur non ottenendo i maggiori incassi, hanno contribuito al totale delle rendite delle produzioni cinematografiche. questo mi sembra inserito a forza, non essendo 'si alza il vento' nemmeno tra i primi 14 titoli cinematografici.

inoltre stranamente nella parte testuale si attribuisce short peace a miyazaki piuttosto che ad otomo...

invece per quel che riguarda le serie tv il trend della produzione è in crescita... ovvero ancora più minuti, ancora più serie, ancora più awesomeness! e più anime canterini, considerati un nuovo genere! (lol ce ne è voluta dal 1982)

ma tanto ai giapponesi, poichè consapevoli che il mercato home video si stia restringendo sempre più, interessa fare contratti.

si direbbe che gli eventi stiano spingendo a considerare gli anime sempre più come un intrattenimento di passaggio, poco o niente da collezionare...

peccato che la parte "gadgettistica" sia striminzita perchè il merchandising è strettamente legato alla maggior parte delle produzioni cinematografiche.

 

update di oggi XD

 

http://www.animenewsnetwork.com/news/2015-08-25/report-anime-industry-up-10-percent-in-2014/.92114

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done


sì a quello mi riferivo con gli edit.

per quel che riguarda gli anime, nel 2013 in italia sono stati stipulati 35 contratti (bisognerebbe cmq sapere cosa si intende con questi) che però diventano 80 se, a meno che non abbia malinteso, si considerano tutti i paese che parlano la nostra lingua.

 

 

appunto ^^

 

Il bello e' che appunto i contratti di licenza si firmano per l'italia e per la lingua italiana, anche per il motivo particolare che esiste lo stato di San Marino, ad esempio e questo creerebbe dei problemi.

 

Quindi nulla vieta di pensare (non abbiamo ovviamente certezze) che a fronte di 263 contratti in quell'anno ce ne siano ben 80 per l'Italia/lingua italiana, il che prendendo il dato che vede l'europa a circa il  19% della diffusione in overseas e' fuori di testa; significherebbe soltanto che 'qualcuno' sta facendo collezionismo ^^

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pensavo a daisuki e crunchyroll perchè offrono l'opzione multilanguage; può essere che non localizzano in tutte le lingue ogni serie che pubblicano.

a meno che non siamo tornati alle non troppo vecchie maniere dei soliti (incetta di licenze nuove o rinnovi a raffica o entrambi). però in tal caso non finisce mai bene.

 

edit

 

 
Yamato Video Stiamo rinnovando molti diritti.
1 · 2 h
 
vabè XD
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