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High Score Girl (aka ハイスコアガール )


Shuji

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High Score Girl 1

 

Boh, perche' mi dovrebbe interessare la storia-non storia di una bambina riccastra annoiata che fa grandi punteggi ai videogiochi?

A parte il fatto che

 

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sembra la figlia o la sorellina di 

 

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certo tutta la puntata e' roba da occhi sgranati per i giocatori degli allora Coin Op.

La sola opening e' una specie di excursus nei giochi 'di quegli anni', tra beat'em up e shoot'em up (non credo di aver mai visto prima R-Type alla tv, ad esempio)

 

 

 

(Ne avro' intravisto almeno una ventina di straconosciuti, ad occhio)

 

PROBABILMENTE se i personaggi 'crescono' come eta', al di la' dell'ovvia e notevole strizzata d'occhio ai videogames 'di allora', forse, i due personaggi principali (lei e l'altro) potrebbero dare sorprese.

Per il momento, e' un tuffo nel passato nei videogames.

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sg62o8.jpg

 

seconda puntata di high score girl
prima c'era RType
si parla di Pc Engine

Ah, per la cronaca, dalla seconda parte del secondo episodio alla fine almeno, diventa incredibilmente una delle serie piu' romantiche degli ultimi tempi.

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Basta, sta serie e' bellissima, se ne apre un topo.

 


Per la cronaca, l'anime in 3 episodi ha coperto nove capitoli di un volume (tagliando qualcosa e ai quale c'e' da aggiungere un 9.5 capitolo), quindi dal 4' episodio si riprende col secondo volume/10 capitolo del manga. (i volumi attuali al momento sono sui sette)


(p.s. e' anche un buon lavoro di adattamento)

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  • 7 months later...

Visti gli OVA, lo scontro che volevo io non è avvenuto naturalmente parlo di Akira Vs Koharu, ma capisco che andrà lasciato come gran finale. Gli OVA sono bellissimi, come del resto tutta la serie, Haruo che deve capire le donne giocando a Tokomeki Memorial con la madre (gran personaggio) la sorella di Akira e Koharu che lo guardano è il momento top, insieme naturalmente all'ultimo appuntamento.

Adattamento italiano di Netflix, l'ho visto coi sub, male. I personaggi grappler (o presoni usando una nostra terminologia) sono chiamata "lanciatori". E poi' assurdità di chiamare il PC Engine, con il nome americano, Turbograph, in una serie ambientata in Giappone. Da non grande esperto poi, chissà quante schifezze non ho colto.

@Shito Tu questa serie la conosci, ne hai sentito parlare o la schifi?

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@Godai:

Ne ho sentito da amici giapponesi, ne ho saggiato qualcosa, e la disdegno per varie ragioni. :-)

La prima è che è una moderna cretinata fatta su un punto di nostalgica frivolezza.

Quanti errori in un solo assunto.

Modificato da Shito
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1 ora fa, Godai ha scritto:

Visti gli OVA, lo scontro che volevo io non è avvenuto naturalmente parlo di Akira Vs Koharu, ma capisco che andrà lasciato come gran finale. Gli OVA sono bellissimi, come del resto tutta la serie, Haruo che deve capire le donne giocando a Tokomeki Memorial con la madre (gran personaggio) la sorella di Akira e Koharu che lo guardano è il momento top, insieme naturalmente all'ultimo appuntamento.

Adattamento italiano di Netflix, l'ho visto coi sub, male. I personaggi grappler (o presoni usando una nostra terminologia) sono chiamata "lanciatori". E poi' assurdità di chiamare il PC Engine, con il nome americano, Turbograph, in una serie ambientata in Giappone. Da non grande esperto poi, chissà quante schifezze non ho colto.

@Shito Tu questa serie la conosci, ne hai sentito parlare o la schifi?

 

La si puo' apprezzare alla fine solo e soltanto quando si riesce a guardare indietro al proprio passato e con onesta' dire che si, come del resto in ready player one, tutte quelle cose sono state sia parti costitutenti della nostra vita, sia riuscendo a fare questo, li si riconosce come tali, come videogames e quant'altro, come giochi, senza quindi alla fine adularli.

Ma di ricordi che possono regalare un sorriso, ce ne sono cosi' pochi nella vita... erano giochi, sono giochi e ove ne avessimo voglia, sono li' per essere rigiocati come anni e anni prima.

Non ci sono poi molti ricordi che si possano rigiocare quando lo si vuole.

E si, quel regazzino tipicamente in gruppetto per impedire anche ad altri di inserirsi in un game a solo per fare il record, quei c***o di gettoni che imparavi da allora a giocare a tetris quando non esisteva per metterli in qualche modo sul pannello, le regazzine che tendenzialmente schifavano il tutto, anche se ogni tanto una ne spuntava fuori, gli spostamenti in bicicletta... tutte cose che fanno parte di un passato che e' li' e sta anche bene dove sta. Perche' e' importante.

Ma basta poco per inserire un gettone in una macchinetta di sala di provincia, di quelle che svaniscono sempre piu' come il bagnasciuga del mare, qualcuno dietro un bancone pulisce un bicchiere con un fazzoletto perche' non ha niente da fare, ma sai che se ti volti ti dara' un sorriso, perche' la gente non regala mai, ma da' quello che puo' avere un valore in uno specifico istante, e nulla piu'.

Non riusciro' mai a finire Kangaroo.

Perche' li' ora c'e' una sala estetica.

Ma ho sempre un gettone in tasca.

E quindi, da qualche parte, c'e' anche una sala, e un arcade.

 

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53 minutes ago, Shuji said:

 

La si puo' apprezzare alla fine solo e soltanto quando si riesce a guardare indietro al proprio passato e con onesta' dire che si, come del resto in ready player one, tutte quelle cose sono state sia parti costitutenti della nostra vita, sia riuscendo a fare questo, li si riconosce come tali, come videogames e quant'altro, come giochi, senza quindi alla fine adularli.

Ma di ricordi che possono regalare un sorriso, ce ne sono cosi' pochi nella vita... erano giochi, sono giochi e ove ne avessimo voglia, sono li' per essere rigiocati come anni e anni prima.

Quello che tu dici è perfettamente vero anche per me, solo che non capisco come con quell'onesto e genuino guardare indietro al proprio passato si possa apprezzre una maleodorante rifrittura come questa.

Cosa c'entra il cliché dei sociopatici adolescenziali e romantici di oggi (Mela Marcia?) con quegli anni, quella società (il momento dei geesenzoku)?

E lo dico come uno che fa "ricerca scientifuca2 (lol) sui Gamest e sulle riviste del tempo (giapponesi, non merda fasulla occidale) con le foto del mondo operator. Ho recentemente scoperto (confermato) che esisteva la "seconda bandiera verticale2 del NEO·GEO. La usavano nelle convention di presentazione nel 1990.

Ho recentemente scoperto che la compianta Miztama, già disegnatrice amica della GAiNAX che illustrava i fumettini GAINA-san sui foglietti allegati ai LD di Eva, faceva la Freelance anche per Famitsu e aveva disegnato gli yon-koma di GeManto. C'è stata una mostra celebrativa in Giappone, dopo la sua morte.

Ma la storiella amorosa con i cretinetti disegnati in quel modo lì non significa nulla e non c'entra nulla, davvero. E' patetico al limite del disturbante.

Modificato da Shito
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Il punto e' che tu non hai 'metabolizzato' certi elementi e li idolatri in qualche modo, alla peggio li consideri altro da quello che sono stati; il manga e' rivolto a chi ha metabolizzato tali elementi e li chiama e considera in quanto tali.

Esattamente come ready player one

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Quegli elementi, se intendi i triti cliché di genere, di certo non mi appartengono. Ma spero che nessun cliché mi appartenga, perché ogni cliché è uno psico-template e no, grazie. Alle elementari mi sentivo offeso se mi chiedevano per che squadra di calcii tifassi, perché la dimanda implicitava che ne tifassi una, davvero. Qualche tempo fa il Corsera titolava sulla morte degli anni '90 perché erano morti Luke Perry e un cantante di un gruppo mudicale chiamato credo "Prodigy". Giuro che non avevo mai sentito questo nome. Boh, e nei Novanta ho fatto tutto il liceo, eh. Pensavo ai manga, agli anime, ai videogiochi e alla mia ragazza del liceo, che era la mia compagna di banco. Mai vista una puntata di Beverly Hills 90120. Mai vista una puntata dinNon è lavRai, che pare fosse un fenomeno di costume, ma no. Poi avrò invece seguito anche delle cose popolari, non so, non è che volessi intenzionslmente andare "controcorrente". Che so, alle media mi piaceva Dylan Dog. E Topolino. Solo, non erano cliché, erano solo "cose".

Quinfi In questo caso, oltre ai cliché che domo atroci perché cliché, c'è anche la distonia asincrona: cliché di oggi nel  contesto di ieri. Mostruoso ancorché rivoltante.

Modificato da Shito
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Quindi tu elementi che oltremodo dici di aver conosciuto/vissuto li chiami cliche?

Io intendo che i videogames per chi ha vissuto, e metabolizzato concretamente quegli anni, sono tali, videogames, che si possono rigiocare in quanto tali, come giochi.

Per altri, quegli elementi quali quelli di cui parli altrove, sono ancora li', pendenti e in qualche modo idealizzati dal non averli mai affrontati concretamente con la piena maturita'.

Quindi posso capire che per chi ancora non li ha metabolizzati, vedere una partita a street fighter e risentire le tecniche di allora come di chi viveva allora, possa ancora essere 'brutto' o 'distonico'.

Io le trovo divertenti.

Perche' magari una partita a street fighter me la rifaccio pure, per me e' un videogame non altro; ok, niente bicicletta per me ma ho anche guadagnato con gli anni il diritto di mettere le chiappe altrove.

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No, no. Aspetta. Sicuramente sono stato poco chiaro, e magari (probabilmente) ti ho frainteso da principio.

Il cliché, a parte nella stampa, non è mai materico, giusto? Quindi se mi dici di videogiochi vecchi, quelli non sono cliché, sono memorie fisicizzate, sono "pezzi di una storia". Una cosa archeologica.

Fin qui credo siamo sul piano fattuale.

Quindi tu (generico) puoi fare una qualsiasi finzione nostalgica che tratti di quei pezzi materici di storia, per taluni saranno iconici, fino a essere quasi idoli. Prendi me (reale): il NEO·GEO.Potresti dire: Shitarelo, che cretino che sei. Per te ol NEO·GEO sembra Ahura Mazda. Oppure Camosh. E io direi: ghghgh, sono proprio un pirla.

Ovviamente anche l'epoca in cui quel passato era presente (nel caso di SNK era quindi futuro, lol), ha avuto i loro cliché. Certo. Che non erano la mia tazza di caffè, ma ogni epoca e settore ha i suoi, e amen. Quindi se tu (generico) fai una metanarrazione sulle icone di quel "mondo" toccherai quei cliché, capisco.

E fin qui uno può dire: ghghgh, che scemino, che carino.

Ma se poi intrecci tutto questo con i peggiori cliché di quest'epoca, allora URGH, perché è una distonia diacronica indebita e orrida, ecco.

Modificato da Shito
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Il punto e' che per me non e' nostalgico, per me quello che vedo su quel manga sono cose passate, ripassate e vissute in un certo modo, tanto che esco, prendo e trovo una sala giochi con un cabinato ci gioco pure.

L'aver vissuto nella concretezza quegli anni non mi fanno vedere quel manga come chissa' quale operazione, riconosco l'argomento e amen, ma per me tratta sempre e solo di giochi, non di altro idealizzato o da idealizzare; la nostalgia e' al massimo la ciambella intorno al buco, del resto manco potrei avere nostalgia di un buco.

Non lo reputo allo stesso tempo ne' scemino ne' carino, leggo (ovviamente romanzato, scontato) in pratica pagine di un quotidiano passato.

Perche' ne devo pensare male?

Poi, i cliche di quest'epoca sono di quest'epoca; quest'epoca vede le biciclette come mezzo di locomozione, allora era diverso, erano anche un simbolo di emancipazione, di condivisione (a seconda).

i cliche inoltre funzionano se sono idealizzati; ergo, gli si da una vita non propria; io non idealizzo un bel nulla.

Ho nostalgia del baretto con Kangaroo.

Non di Kangaroo.

Quello e' un gioco.

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3 hours ago, Shuji said:

Non lo reputo allo stesso tempo ne' scemino ne' carino, leggo (ovviamente romanzato, scontato) in pratica pagine di un quotidiano passato.

Perche' ne devo pensare male?

 Perché l'inserimento di cliché odierni in un setting d'antan rende tutto grottescamente deforme.

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Non so, ma davvero ho amici geesen-zoku, in Giappone. Uno di loro da universitario (oggi ingegnere della Sony) lavorava come cassiere nei game center. Anni fa mi presentò anche un ex redattore di NEO·GEO FREAK, la rivista. Parliamo spesso di quell'epoca, dato che chiaramente io non c'ero. Ovvero c'ero, al mondo, ma non in quel mondo. TIeni presente che io sono stato capace di andare come un cretino dentro a quello che fu la NEO·GEO WORLD a Odaiba a chiedere se per caso ci fosse qualche "nokoshita mono" (rimanenze) di quando il posto era quello che era. E l'ho chiesto tipo a TUTTI i commessi, nella speranza che qualcuno fosse un old tymer, ma nisba. Già nel 2006, tutto quel mondo era finito e non ne restavano neppure le macerie. In Giappone spazzano via le cose alla svelta. Andai a picchiare alla porta del palazzo SNK, dove avevo un conoscente dall'ENADA, e poi mi ricevettero l'anno dopo. Parlammo e parlammo. Davvero ho cercato di recuperare quanto più possibile di quel mondo, e non dico con video su Youtube dove degli ammerghani che dicono nio-jio (o Aleeda, se preferisci) parlando di quello che manco sanno pronunciare. Quello che ho capito è che la gente dentro le geesen, specie ai "video game-kai" (al piano terra sempre e solo gacha e simili, prima fonte di di introito), era veramente "yarou" (gentaglia). Fino a King of Fighters '95 (non è una slato, prima d "Iorin" anche "Kyou-sama" non era così amato dalle gentili) praticamente ragazze non ce n'erano, mai, salvo le rare compagne mute e molto tristi di qualche giocatore con la faccia da yakuza. Le sale giochi a Osaka ancora ancora avevano un po' di quel senso, tipo la Montecarlo a Umeda, o certi buchi dalle parti di Dotonbori. Ma la cosa più simile a una sala giochi davvero "di quei tempi" l'ho vista a Okinawa, perché Okinawa = area col PIL più basso di tutto il Giappone, e nei gashapon c'erano i plush di Street Fighter II (la prima versione: World Warrior) come una cosa nuova, attuale. Ancora oggi, i pochi "piani" di videogiochi "veri" (no card game, no music game, no shit) sono o seminterrati o piani alti fumosi da schifo con gli unici bagni pubblici sporchi che troverai in quasi tutto il Giappone. Non erano certo luoghi per romances adolescenziali con chuuni tsundere e cose, no.

Modificato da Shito
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Quanto dici nel manga c'e', e appunto la 'high score girl' e' un elemento particolare 'di rottura' di quell'ambiente, ma non rivoluzione, 'curiosita' a cui appendere una storia.

A maggior ragione non trovo in questa storia dei riferimenti 'odierni'

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Può darsi allora che io sia stato solo eccessivamente irretito dalle immagine dell'anime colorato pulito con un design che sembra uscito da quegli obbrobri americani tipo Family Guy o qualcosa, con un setting lovey dovey in cui una specie di cerebrolesa fujoshi ante litteram campeggia in ambienti del tutto improbabili e con immagini rippate dall'output dei giochi texturizzate nell'animazione per essere la quintessenza del pugno in un occhio... :-/

(nota positiva: Shimomura Youko)

Modificato da Shito
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L'autore è uno che va per i 40 ed è praticamente specializzato in racconti vg di infanzia e diverse robe di spiriti/commedia.

Questo è stato pubblicato sulla rivista manga di square-enix. (caterve di robe vg e fantasy/action)

Onestamente mi aspettavo un "turn youkai" quando leggevo il manga.

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