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Il massimo sforzo


Shito

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Alla fin fine ho deciso di usare "meta" davanti a narrazione (ho coniato io la cosa, poi Shito vedo che la sta usando) perché "piccola narrazione", che è il termine usato da Lyotard, al giorno d'oggi mi pare antiquato. Ho comunque motivato la mia scelta etimologica, dato che altri termini non mi venivano.

 

Poi per il resto vedo i soliti loop di una persona che non è in grado di capire i tempi in cui vive. Forse per estrema provincialità credo. Alcune zone dell'Italia (specie del sud) sono in effetti dei piccoli palazzi del Dio Drago in cui il tempo si è congelato.

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1 ora fa, AkiraSakura ha scritto:

Poi per il resto vedo i soliti loop di una persona che non è in grado di capire i tempi in cui vive. Forse per estrema provincialità credo. Alcune zone dell'Italia (specie del sud) sono in effetti dei piccoli palazzi del Dio Drago in cui il tempo si è congelato.

Curioso, cosa intendi con questo? Credo di avere sensazioni simili su certi luoghi (anche se non sto al sud), ma probabilmente mi riferisco a qualcosa di diverso, non so se più "romantico" (in senso ottocentesco).

(Per favore, se citi l'Urashima Tarou, specifica: è uno degli articoli sul tuo blog di cui non ho capito un'acca. :sbal:)

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Hai presente Omohide Poro Poro? Diciamo che quando prendevo il treno da Milano per andare a trovare la mia ex in provincia di Vicenza, una volta arrivato sentivo proprio il tempo scorrere più lentamente. E le persone mi sembravano chiuse nelle loro bolle "di paese", volendo sospese in fittizi stati mentali individuali o familiari.

 

Non parliamo poi quando scendevo al sud in Campania (che adoro).

 

Penso che in qualche modo in Italia in alcuni luoghi ci sia ancora una mentalità ferma al pre-68, almeno in piccole metastasi.

 

Quote

Per favore, se citi l'Urashima Tarou, specifica: è uno degli articoli sul tuo blog di cui non ho capito un'acca

 

Sì, scusami, quell'articolo è stato eccessivamente svarionante. Ma era uno dei primi di quel genere lì. Penso di aver spiegato meglio la cosa nella rece di Cowboy Bebop o in quella di Beautiful Dreamer. Ecco, molto probabilmente in quest'ultimo film c'è il concetto che voglio esprimere. Perché sì, anche le bolle provinciali di cui parlo sono comunque "contrazioni" temporali che pur sempre fanno parte del 2021, o ancora meglio, dell'eterno presente (da qui appunto il concetto di "congelamento", di "stasi" di cui ci parla Oshii citando il mito del palazzo in cui il tempo non scorre mai. Ovviamente quando ci si accorge dell'illusione, come Urashima che apriva la scatolina, si invecchia istantaneamente).

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Sull'uso del prefisso "meta-".

Come AkiraSakura ha ben spiegato all'inizio di un post sul suo blog, l'uso originale di questo grecismo sarebbe il concetto di "oltre", "muovendo da". Per esempio, l'esempio classico, la parola "metafisica". Tuttavia, ricercando un po' di più, ho scoperto che dapprima (greco antico, credo), il senso non era questo, ma quello di un complemento di argomento. Ovvero, la fisica è la realtà concreta dei fenomeni fisici, e i "discorsi sulla fisica" (quindi: la scienza) sono "metafisica". Si è trattato comunque di una ricognizione rapida, ma mi è parta la differenza di gradiente tra l'ontico e l'ontologico. La cosa ancora più interessante è che in effetti questo uso "originario" e apparentemente non molto noto del prefisso "Meta" è nei fatti rimasto in uso parallelamente a quello più noto, quindo ci si riferisce a un uso "contenutisticamente riflessivo" di un qualcosa, tipo "un film che parla di cinema è metacinematografia", "un'opera linguistica che parla di linguistica è metalinguistica". Sembra però che nella lingua corrente la cosa si usi solo per l'autoriferimento alla propria natura, come fosse un elevamento a potenza. Non mi pare che Babel sia detto un film metalinguistico.

Quindi, la metanarrativa sarebbe a rigore una narrativa che parla di narrativa. Un romanzo che parla di come si scrivono i romanzi, tipo.

L'uso che AkiraSaakura fa del termine, che non può definirsi un conio ma una ridefinizione di parola tramite deliberata assegnazione di nuovo significato a vecchio significante, non so perché ma l'ho agganciato al volto. E spontaneamente l'ho fatta anche mio. Essenzialmente in questo nuovo uso il senso è un po' quello attuale di "andare oltre", ma consta anche di una componente di pseudo-, quasi- ovvero introduce una connotazione di fittizio, si simulacro di qualcosa. Come un trascendere una realtà per giungere a una sua rappresentazione fittizia. Potremmo ad esempio dire dire, in questo senso, che gli .pm3 sono dei meta-dischi.

Inoltre, concordo fortemente che la differenza tra "grandi narrazioni" e "piccole narrazioni" sia completamente diversa, anzi realmente ortogonale a quella di "narrazioni" e "metanarazzioni". Invero, mi pare che le metanarrazioni siano più spesso che non delle "meta-grandinarrazioni". Del resto, la metanarrazione nasce come succedaneo alle tramontate grandi narrazioni. Una persona ancora più disillusa di me direbbe anzi che a ben vedere tutte le grandi narrazioni, quando ancora c'erano, hanno sempre avuto una componente metanarrativa, idolatrica e in questo simulacrizzante. Ops, l'ho detto.

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Modificato da Shito
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Grazie per la risposta! Pensavo qualcosa di simile anche se non del tutto, e da parte mia penso soprattutto alla fisicità dei luoghi - cosa che mi pare abbastanza romantica, appunto.

Per fortuna o sfortuna, non vivo a Milano ma alternativamente in un paese e in una cittadella (una città, per gli standard italiani). Diciamo che dove mi sono trovato finora, o perfino girando sulle autostrade, ho sempre visto che una lunghezza variabile tra quattro passi e un chilometro mi separa da un campo di grano, un bosco, ecc.: in generale un luogo apparentemente disabitato e dimenticato. Ma penso e trovo anche un centro città troppo vasto, attraversato con fatica e noncuranza allo stesso tempo, che però è esteticamente apparezzabile. Ho presente tutto questo come modello di stasi magari "eterna", spesso in estate ma non solo.

Sarei curioso di vedere se il sud interno si riveli una "gradevole desolazione" di questo tipo. Anche Roma forse darebbe sensazioni simili? A proposito della Campania: a suggestione, ci collego il fatto che sia la regione più giovane d'Italia - e il quadretto romantico si completa. :happy:

Sì, dovrei vedere Beautiful Dreamer.

(Invece, a livello personale/sociale e un po' in contraddizione, sopporto poco la gente che abita in montagna o nei luoghi isolati, le bolle di mentalità. Proprio il fatto di trovarsi in un posto desolato e "plasmabile" dovrebbe stimolare alle novità, no? Meglio un contesto urbanizzato e "aggiornato" nel verde, che fortunatamente ho vissuto in parte; essere gente statica e dinamica alternativamente quando occorre - di collina, dicevo malamente a 14 anni (montagna -> il nulla, pianura -> il troppo).:happy:)

Modificato da Anonimo (*lui*)
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Infatti la piccola Heidi fa incontrare Nonno Alpeggio e la francofortina Clara al paese, dove lei va a scuola, il nonno ritrova la fede (nell'uomo innanzitutto) e Clara l'uso delle gambe. Mica per niente. Semper in medio stat humana et pulcherrima virtus.

Modificato da Shito
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Per capire cosa intendo:

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Questo è uno dei luoghi che sono stati più romantici per me. Sembra un po' l'accademia Ootori, no? La gente ci si sposa qui, per dire. Sembra quasi una bolla rispetto ad altri luoghi del nord, anche nello stesso Veneto. Quando andavo qui, il tempo scorreva più lentamente. Metanarrazione soggettiva credo.

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Il 27/5/2021 Alle 10:50, AkiraSakura ha scritto:

Poi per il resto vedo i soliti loop di una persona che non è in grado di capire i tempi in cui vive. Forse per estrema provincialità credo. Alcune zone dell'Italia (specie del sud) sono in effetti dei piccoli palazzi del Dio Drago in cui il tempo si è congelato.

io odio fare il sapientino... Ma cosa c'è di male in un palazzo del dio drago? proprio la storia di urashima taro, cosi come quella di Ulisse, dovrebbero insegnare che il tempo impiegato per il mondo a girovagare, in avventure di vario genere per accrescere la propria conoscenza(questo è ulisse che mi pare fosse descritto come uno tra i più ingegnosi tra i greci) è tempo sprecato.

 

Il dramma non è mica che ha vissuto nel palazzo del dio drago - tra gli agi ? - ma che quei tre giorni gli sono costati 300 anni. Quindi si è una bella storia, ma il punto non è il tempo che si congela in una zona o in una comunità, ma individui che dimenticano il proprio ruolo e che si svegliano quando ormai è troppo tardi. Quindi paradossalmente una comunità funzionale non ha nulla a che vedere con urashima coso, pur se fuori dallo spirito del tempo (odierno).

 

Restando in topic il vero palazzo del dio drago è proprio il massimo sforzo, il dedicarsi alle proprie passioni, etc, Che è quello che fa un bambino, poi un giorno ci si sveglia e toh. Si era cominciato a scrivere sui forum adolescenti e ormai si ha 50anni, sembra ieri, non si hanno avuti figli ne niente, casomai successo professionale ma poi ......

La mediocrità invero è un ottimo antidoto, perché una vita mediocre ha ben pochi orpelli con cui mascherare il suo vuoto. Questo è il motivo per cui oggi ci si immerge nel consumismo, ma anche nel massimo sforzo. Si cercano orpelli per adornare il vuoto. Un mediocre o fa famiglia e ama qualcuna o passa il tempo nei modi pià ignominosi possibile. Chi si impegna può fare molte belle cose, cose belle di per se. Dove sta il rischio maggiore di svegliarsi ormai vecchi?

Io la mia risposta la ho fin dalle elementari.

Modificato da Nn
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