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Sky Crawlers


_gallo_

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Ne ho visto qualche parte in attesa di una versione comprensibile.

 

Mah, diciamo che ad una visione molto sommaria non mi ha convinto appieno. Per un film che nelle intenzione voleva rivolgersi ad un pubblico giovane manca completamente qualsiasi tipo di tensione o costruzione del climax. Di conseguenza è facile che molti lo trovino parecchio noioso.

 

Le animazione sono buone, ma non ai fasti di Jin Roh, nonostante la comune presenza di Nishio. Ho capito perché hanno scelte di realizzare in CG gli aerei: le formazioni in combattimento erano troppo numerose per poter essere fatte a mano con un budget e dei tempi adeguati.

Il chara credo che non piacerà quasi a nessuno, anzi mi aspetto i soliti commenti "QUALITY, QUALITY" che tanto bellamente ignoro. Non mi immaginavo comunque si rifacesse così tanto a quello di Utsunomiya. Per capire da dove deriva occore vedere Gonsenzosama BanBanzai, serie umoristica di 6 OVA sempre di Oshii.

 

Mah, il 2008 ha visto per l'animazione giapponese la presenza di due mostri come Oshii e Miyazaki, eppure, non so, dovessi fare un bilancio complessivo mi sono piaciuti di più il 2006 e il 2007.

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Ne ho visto qualche parte in attesa di una versione comprensibile.

Ma il DVD-BR quando dovrebbe uscire?

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Per un film che nelle intenzione voleva rivolgersi ad un pubblico giovane manca completamente qualsiasi tipo di tensione o costruzione del climax. Di conseguenza è facile che molti lo trovino parecchio noioso.

Proprio come temevo, insomma.
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  • 3 weeks later...

Visto ieri sera, e come temevo, mi ha deluso non poco.

Dal punto di vista prettamente tecnico, appalusi a scena aperta alla I.G che è riuscita ad amalgamare quasi perfettamente la CG con l'animazione tradizionale. Buone le musiche di Kawai, eccellenti gli effetti sonori, il chara design come fa notare _gallo_ non piacerà a molti, ma è comunque discreto IMHO.

I punti a favore del film però si fermano qui.

 

Se Oshii voleva rivolgersi ad un pubblico di giovani con questo film, bè, ha totalmente mancato il bersaglio. Come ha detto _gallo_, il ritmo è lentissimo (siamo ai livelli dello splendido Jin Roh, ma questa purtroppo è l'unica cosa in comune fra i due film), la stessa ambientazione è (volutamente, forse) piatta, i colori a differenza degli ultimi lavori sono tendenti a tinte più naturali (celeste, marrone, verde scuro) e sopratutto ad un grigio che aumenta la sensazione di piattezza (ho un vocabolario ristretto, lo ammetto :P ), e le scene di battaglia, per quanto ben dirette ed animate, durano troppo poco perché possano fare da traino per la visione continuata di un film della durata di due ore esatte.

 

Ma sopratutto, come già fatto notare, non c'è la minima tensione narrativa, neanche nel finale, neanche nell'ultima battaglia. E la sequenza after-credits non aggiunge nulla che non fosse già chiaro. Ah, e la prima ora del film, francamente, non avrebbe che giovato di un accorciamento della durata (o di magggiore spazio riservato all'illustrazione del background narrativo).

 

E poi, c'è il problema della costruzione dei personaggi.

I Kildren sono esseri geneticamente modificati, impossibilitati a crescere, creati apposta per intrattenere un'umanità che in tempo di pace non può comunque rinunciare allo spettacolo della violenza. Essendo per l'appunto "non-umani", sono caratterizzati da un'apatia pressocchè totale, che per quanto si possa definire coerente in merito alla presunta morale del film, riassunta nel breve monologo che il protagonista pronuncia prima dell'ultima battaglia ("Anche lungo la stessa strada di sempre è possibile camminare per posti diversi. Anche se è la stessa strada di sempre, i paesaggi mutano. Non ci si può accontentare di cosí poco? O non si può proprio perché è troppo poco?"), rende comunque incomprensibile le azioni che questi ragazzi compiono, perchè non c'è il minimo approfondimento psicologico, che invece sarebbe servito eccome qui. Solo Suito Kusanagi e il meccanico della base sembrano avere una parvenza di personalità in un paio di scene ma il tutto rimane lì, senza ulteriori approfondimenti. Non so se il ciclo di sei romanzi di Hiroshi Mori da cui è tratto il film abbia in questo modo avuto una fedele trasposizione, ma se si voleva comunicare un qualche messaggio ai giovani IMHO sarebbe stato meglio ricorrere ad regista più "emotivo" quale Oshii certo non è.

 

Voto: 6 (si salva dall'insufficienza solo per la realizzazione tecnica)

 

Se mai la Warner decidesse di distribuirlo in Italia, forse gli darei un'altra possibilità, ma non credo che ad una visione in italiano il mio giudizio possa variare più di tanto.

 

PS: nella dichiarazione del regista, contenuta nel link presente all'inizio del post leggo:

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Per questo ho preso una decisione nuova, di mettere da parte il metodo registico che ho coltivato in questi ultimi anni, per creare un film d’intrattenimento rivolto ai giovani, con sceneggiatura e regia completamente diversi rispetto a Innocence.

 

Ma LOL!

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L'inquietante commento di Miyazaki Goro, e l'ancor più inquietante raccolta di commenti a opera di Anno Hideaki, mi scoraggiano alquanto.

 

I tizi sullo schermo non mangiano mai. Vivono si soli alcolici e sigarette. No' date=' non li ingeriscono, ma fingono di ingerirli. E quanto al sesso, loro fingono solo di fare sesso. Non c'er alcun odore né di sudore né di sperma. Loro pilotano aerei e motociclette. Tuttavia, sembrano tutte essere macchine immateriali sul display di un monitor. Anche quelle macchine sembravano solo fingere di essere macchine.[/quote']

 

"Interessante!"' date=' "Questo è il primo film di Oshii in cui non mi sono addormentato a metà.", "Comprensibile.", "Una storia d'amore davvero sensibile!", "Le scene di battaglia aerea sono lunghe e molto belle.", "La CG iè molto ben fatta", "Gli effetti sonori sono grandiosi", "Voglio guardarlo ancora", "Sono impressionato", Dimostra l'amore di Oshii per gli anime e il mio cuore ne è stato stuzzicato", "Oshii è diventato adulto", "I cani sono carini"…… Queste sono le impressioni positive dei miei amici. Sono stato anch'io molto interessato. Adoro il suo stoicismo.[/quote']

 

A leggere queste cose, sembra una scatola vuota e sciatta di sense of coolness un po' metropunk e emo-romance. Dio mio.

 

Se i commenti POSITIVI degli amici di Anno sono quelli, non voglio immaginare i negativi. Tuttavia la chiosa de "I cani sono carini" è davvero epica.

 

Questo film sembra voler essere (e non riuscirci), tutto quello che Ginka Kuuko (Route20) sarebbe forse stato, ma non fu. Purtroppo.

 

Ma non l'ho visto. Non so se lo vedrò, quindi questi sono solo spunti non miei.

 

Di mio c'è che Oshii mi sembra una persona molto sola, e molto triste, che cerca di fare filosofia della sua solitudine per autoconvincersi di non soffrirne, e fallisce.

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Di mio c'è che Oshii mi sembra una persona molto sola, e molto triste, che cerca di fare filosofia della sua solitudine per autoconvincersi di non soffrirne, e fallisce.


E' un impressione che ho avuto anche io diverse volte guardando le sue opere... un urlo di dolore per denunciare la solitudine dell'essere umano che si rifugia fuori dalla realtà... però devo dire che Oshii mi lascia abbastanza indifferente, lo trovo troppo ridondante come autore...
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Credo che infatti la sclerotizzazione di quell'urlo, che poteva essere vivido nella giovinezza dell'autore, l'abbia reso ormai inutile. Beautiful Dreamer resta per Uruseyatsura quello che Cagliostro no Shiro è per Lupin Sansei. Ma era un Oshii giovane. Tutto sommato, se avesse accettato di andare a lavorare in quel 'Cremlino' (come lui lo definisce) dello Studio Ghibli, forse avrebbe scoperto che oltre all'autolegittimazione del sé, che puzza tanto di frignare da bimbotaku, si può anche fare del cinema d'animazione per dire qualcosa di sensato al pubblico con un'idea di responsabilità comunicativa. Forse.

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Ok, l'ho visto.

Dunque, partendo dalla questione registica direi che in effetti Oshii ha semplificato il suo stile. I ritmi sono sempre i suoi, ma manca la sua vena visionaria. Non so se secondo lui sarebbe dovuto bastare questo per rendere fruibile il film ai giovani, ma cmq io dal punto di vista formale non ho nulla da eccepire alla pellicola. Le uniche scene un po' particolari sono quelle dei combattimenti aerei. Il resto e' cmq ben fatto a mio avviso, sia come montaggio che tempi.

Ma veniamo al punto del discorso: questo e' un film rivolto ai giovani. Direi proprio di si'. Il punto e' capire *che* giovani.

Non giriamoci tanto intorno... i kildren non sono nient'altro che l'estremizzazione di Rei Ayanami. Nella loro apatia, nel loro cercare di comprendere se stessi a mio avviso e' impossibile non riconoscere i tratti del personaggio di Hideaki Anno.

La differenza e' appunto nell'estremizzazione. Perche' Rei, la prima, la seconda e la terza, nella definizione di se stessa cresceva e cercava la sua identita' come individuo. Ma i kildren sono ancora piu' finti alla base. Ci credo che tutto cio' che fanno sembri finti. Da questo punto di vista le critiche di Goro Miyazaki non hanno senso. Bere, fumare, fare l'amore... e' tutto asettico si', per forza. I kildren vivono fuori dal mondo, in un microcosmo ovattato e specializzato. Cercano di evadere scimmiottando il mondo reale, ma in realta' sono sempre chiusi in loro stessi. Formalmente, sono creazioni genetiche progettate per non crescere (e riclonabili dopo la morte, sempre con lo stesso animo) tanto che la loro condizione si riflette sulla personalita'. Ma il dubbio (neanche tanto velato) e' che in realta' rappresentino il contrario, la condizione del rifiuto di crescere, dell'avere sempre la scusa di essere bambini.

Come diceva Ritsuko Akagi? Omeostasi e transistasi. I kildren sono imprigionati li' dentro, bloccati nel primo aspetto dalla loro natura e capaci solo di scimmiottare la seconda. Ognuno in modo diverso, perche' esiste cmq l'individualita'. Ma il risultato e' il medesimo. E il messaggio finale di Oshii arriva sempre li'.

Se per Tomino l'eccessiva specializzazione porta alla follia, e per Anno all'autodistruzione, per Oshii porta al nulla.

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Ma in effetti c'è differenza, tra le tre?


Nella rappresentazione che i tre ne fanno.
Il mondo di Tomino continua cmq, i folli vengono semplicemente emarginati.
Nel mondo di Anno tutto ritorna al niente. Non c'e' piu' niente.
In quello di Oshii tutto resta sempre uguale a se stesso. Per l'eternita'.
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Ma in effetti c'è differenza, tra le tre?




Nella rappresentazione che i tre ne fanno.

Il mondo di Tomino continua cmq, i folli vengono semplicemente emarginati.

Nel mondo di Anno tutto ritorna al niente. Non c'e' piu' niente.

In quello di Oshii tutto resta sempre uguale a se stesso. Per l'eternita'.


Come dire che nella solitudine dell'emarginazione di vite vuote, è il reiterarsi de sé, ovvero il nulla.

Insisto nel dire che a livello psicologico (quindi dietro il simbolismo strutturalmente diversificato), è comunque lo stesso. Discomunicazione/sociopatia = vuoto di solitudine.
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Come dire che nella solitudine dell'emarginazione di vite vuote, è il reiterarsi de sé, ovvero il nulla.


Si', direi che hai proprio fatto centro. E il film nemmeno l'hai visto  ;)
Quello che secondo me viene fuori prepotentemente da questa pellicola e' la sterilita'.
Tutto quanto fanno i kildren e' sterile.
Anche Kusanagi che pur essendo una kildren e' anche madre, ha questo rapporto sterile con l'amore, col sesso e con la figlia (quando lei sara' piu' grande di me, cosa faro'?).

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Insisto nel dire che a livello psicologico (quindi dietro il simbolismo strutturalmente diversificato), è comunque lo stesso. Discomunicazione/sociopatia = vuoto di solitudine.


Questo e' fuori di dubbio. Semmai andrebbe riletta tutta la filmografia di Oshii con questa chiave. Beh, non che non fosse gia' abbastanza scoperto in Beautiful Dreamer. Vivere solamente quel momento felice.
Il punto e' che in Sky Crawlers nemmeno e' felice.
A paragone, mi viene in mente Shinji che a se stesso dice "se si trova una cosa piacevole, che c'e' di male nel dedicarsi solo a quella?".

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:fap:fap:fap:fap:fap:fap:fap:fap


Meglio mentali che sulle loli  :whistle:
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