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Tokyo Magnitude 8.0


Il grande Mu

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Manca poco all'inizio di quella che (forse) è la serie più interessante del panorama estivo: "Tokyo Magnitude 8.0", 11 puntate di terremoti e distruzione che vanno a riempire lo slot "noitaminA" orfano di "Higashi no Eden" :sbav: :fap

 

Sul sito ufficiale e sul tubo gira da un pezzo sempre il solito mini-trailer di neanche un minuto: poca roba ma sufficiente ad iniziare qualche commento :thumbsup:

 

Tokyo Magnitude 8.0 - PV

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Sono curioso di vedere come verrà sviluppata la storie, nel senso apocalisse e poi sviluppo della storia, oppure sviluppo della storia e poi apocalisse finale?

 

Fino ad oggi pare essere la serie più interessante di questa stagione, il resto a parte Juuden chan, non mi pare un granché. :goccia:

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A me il trailer ha dato l'impressione che potrebbe esserci un montaggio "alla Lost" dove la situazione presente viene inframezzata da flashback di prima del disastro


Penso sia la soluzione migliore dato che già nella prima puntata avremo terremoto e bambini che vogliono tornare a casa: 11 puntate di vagabondaggio fra le rovine sarebbero un filino noiose :pazzia:

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Fino ad oggi pare essere la serie più interessante di questa stagione


Ci metto anche "CANAAN" :sisi: Sono rimasto soddisfatto da "Phantom", magari faccio il bis col secondo adattamento da VG godibile :thumbsup:
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Il primo anime per geologi! Ci sarà Mario Tozzi al doppiaggio?

 

Preferirei una cosa un pochino più realistica, cmq: distrutta Tokyo, non è che è finito il globo o anche solo il Giappone. Staremo a vedere.

 

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C'è anche lo yuri 'sta estate. Magari finisce con una lesbicata di classe :sisi:

 

E da Junichi Sato.  :fap

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Comunque i presupposti mi sembrano sufficientemente realistici. 8.0 è quasi lo stesso grado del grande terremoto del Kanto che distrusse Tokyo.


Più che altro, leggevo - non chiedetemi dove - che i ragazzi di BONES hanno preso spunto dallo studio di un'università abbastanza famosa (mi pare la Todai ma non me ne assumo tutte le responsabilità del caso :P ) che dimostra l'arrivo di un terremoto di 7.4 gradi proprio in quel di Tokyo da qui al 2040 :fear::fear: :fear: Loro hanno semplicemente "enfatizzato" i danni ipotizzati da quelle analisi...
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Non è quello di Sato, è Aoi Hana di Kasai (Hachikuro, Nodame)



Comunque i presupposti mi sembrano sufficientemente realistici. 8.0 è quasi lo stesso grado del grande terremoto del Kanto che distrusse Tokyo.


Nulla di strano, alcuni paesi/regioni memorizzano bene cosa vuol dire stare in una zona sismica.

Comunque il chara non mi piace. Vabbè!
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il grande terremoto del kanto?  :fear::fear: :fear: :fear:


Diciamo che Tokyo nel Novecento non s'è creata nel nulla la nomea, nella fiction, di città facilmente distruttibile. In fondo è stata vittima del più pesante bombardamento mai effettuato.
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Nulla di strano, alcuni paesi/regioni memorizzano bene cosa vuol dire stare in una zona sismica.


Eppure è la prima volta, mi pare, che la cosa viene mostrata esplicitamente in un anime invece che sublimata in metafore tipo Gozzilla o i vari mostri meccanici (fino agli Heterodyne di Daiguard ;D )

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Preferirei una cosa un pochino più realistica, cmq: distrutta Tokyo, non è che è finito il globo o anche solo il Giappone. Staremo a vedere.

Mi pare un po' presto per queste critiche ;) Mi sembra abbastanza chiara la volontà di concentrarsi sul day after dei sopravvissuti, che già basta e avanza come evento drammatico senza dover gonfiare la cosa oltre le sue proprorzioni. Anche se il resto del Gaippone continua a funzionare, hai idea di che casino sarebbe una evacuazione totale di Tokyo?
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Eppure è la prima volta, mi pare, che la cosa viene mostrata esplicitamente in un anime invece che sublimata in metafore tipo Gozzilla o i vari mostri meccanici (fino agli Heterodyne di Daiguard ;D )


Welcome to Violence Jack.
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Be' comunque credo che ci sia comunque un primato. Nel senso, VJ è nato inizialmente come manga a cui sono seguiti degli OAV. TM 8.0 è nato come soggetto originale per un'anime.

 

In effetti è difficile trovare precedenti in cui uno scenario post-catastrofe naturale sia stato trattato con taglio realistico direttamente in animazione.

Un altro caso, analogo a VJ, sarebbero gli special di A Spirit of the Sun, tratti però dall'omonimo manga.

In Doomed Megalopolis (anime assai roggerico) ci sono riferimenti al terremoto del Kanto, ma sono oav con una forte componente soprannaturale.

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Be' comunque credo che ci sia comunque un primato. Nel senso, VJ è nato inizialmente come manga a cui sono seguiti degli OAV. TM 8.0 è nato come soggetto originale per un'anime.



In effetti è difficile trovare precedenti in cui uno scenario post-catastrofe naturale sia stato trattato con taglio realistico direttamente in animazione.

Un altro caso, analogo a VJ, sarebbero gli special di A Spirit of the Sun, tratti però dall'omonimo manga.

In Doomed Megalopolis (anime assai roggerico) ci sono riferimenti al terremoto del Kanto, ma sono oav con una forte componente soprannaturale.



Non capisco bene perché sarebbe sensato considerare un primato narrativo all'interno di un singolo media come l'animazione, senza considerare invece quelli da cui attinge.

Il Giappone ha una lunga tradizione in fatto di 'narrativa catastrofica': a naso mi viene soprattutto in mente il classico "Il Giappone affanda" (e relativo remake). Ovviamente, se parli di "disastri naturali come presupposto narrativo della storia", ti dovrei dire che anche Eva si apre proprio col mondo allagato post-second Impact. Ma che dire? Dai Sette Giorni di Fuoco di Nausicaa (il referente di Eva, nel caso), al mondo di Mirai Shounen Conan, o per sino di Hokuto no Ken, con l'anatemico zampino della scienza/guerra umana bipenne o meno, la salsa non cambia. :)

Semplicemente, il Giappone ha una memoria storica di disastri sia naturali che umani assai vivida, e questo si riflette nella loro proiezione narrativa.

I daikaijuu, invece, sono un altro filone/concept, in quanto più che 'un disastro globale', che 'un dannato mostro che fa danno individualmente', ed è altra storia. :)
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Non mi pare che le opere che hai citato siano esempi di catastrofi naturali nella realtà contemporanea.

Eva è ambientato nel futuro dopo l'esplosione di un essere ultraterreno al polo sud. Ken pure, salvo che la distruzione è data da un conflitto nucleare. Nausicaa prende piede in un mondo alternativo.

 

L'anime di questo thread ha come riferimento Tokyo del 2008-2009 dopo un terremoto.

A me sembra quello con il taglio più realistico fra tutti quanti.

 

E poi di anime che non siano stati trasposizioni di opere già esistenti non ne ricordo su questi argomenti. Ma potrei sbagliarmi, mica ho visto ogni cosa del 1960 ad oggi.

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http://en.wikipedia....iki/Japan_Sinks

 

Da notare il regista del remake.

 

Il film originale mi pare fosse citato a più riprese in Top wo Nerae!, per non dire che si tratta praticalmente del film che Shinji va a vedere nell'all-night cinema nell'ep.4, salvo la ricontestualizzazione al S.I.

 

Comunque è buffo dire Eva non sia realistico. Cosa importa quale sia la 'presunta causa' del disastro? A parte che in Eva hanno cambiato la 'vera causa' del S.I. dodici volte, il punto è: c'è stato un disastro globale. Questo è il setting narrativo di Eva, la cui ambientazione sociale è chiaramente il Giappone del 1995, manco futuribile.

 

Anche Hokuto no Ken, che riprende proprio da Violence Jack (più Interceptor/MadMax) è lo stesso. Poco conta che il disastro sia atomico, il what if resta lo stesso: "se domani ci fosse IL disastro, come sarebbe ridotta la nostra società?". Una cosa simile la trovi anche in Arjuna, e in modo ASSAI realistico. :)

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Ma c'è una gran bella differenza fra IL disastro globale, senza precedenti se non in epoche remote, con conseguenze per l'intero genere umano e UN disastro che fa "solo" diecimila o centomila morti, in un'area circoscritta. Nel primo caso si fa appello come scrivi nel tuo ultimo paragrafo alla fantasia, o al ricordo di epoche lontane. Nel secondo caso si parla di ciò che vediamo accadere, purtroppo, continuamente. A volte anche molto vicino a casa nostra.

 

Se poi mi parli nello specifico del disastro di Eva, il paragone con Mad Max e simili diventa ancor più tenue. La società di Evangelion ha reagito talmente bene al Second Impact che nel giro di soli quindici anni è ritornata alle stesse condizioni sociali di prima del disastro, e sembra anzi diventata tecnologicamente molto più efficiente... non male, per aver perso metà della popolazione umana, un successo quasi al livello della ricostruzione terrestre post-Boddole Zer...

Direi che quel disastro serve a porre le basi della cospirazione che guida la trama (e giustificare la NERV, obviously), non a caratterizzare una società che come dici tu è "uguale al Giappone del '95, nemmeno futuribile".

 

Anche il libro che tu citi mette in scena un cataclisma che cancellerebbe l'intero Giappone in breve tempo, dunque iperbolico, e che unisce tutti nel dramma. Qui no. Qui Tokyo è crollata, ma a Sendai e a Nagasaki la vita continua esattamente come prima. Ed è questo, forse, il lato più spaventoso dei disastri....

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Preferirei una cosa un pochino più realistica, cmq: distrutta Tokyo, non è che è finito il globo o anche solo il Giappone. Staremo a vedere.


Mi pare un po' presto per queste critiche ;) Mi sembra abbastanza chiara la volontà di concentrarsi sul day after dei sopravvissuti, che già basta e avanza come evento drammatico senza dover gonfiare la cosa oltre le sue proprorzioni. Anche se il resto del Gaippone continua a funzionare, hai idea di che casino sarebbe una evacuazione totale di Tokyo?


Sicuramente, per carità, ma ho avuto una vaga impressione di "isolamento" dal trailer che non mi sembra molto compatibile (certo, evacuare qualche milione di sopravvissuti non avviene in due ore, ma cmq verrebbero fatte comunicazioni etc.). Beh, vedremo.

Ringrazio Shito per la segnalazione, ma dalla trama di VJ (che ahimé non ho ancora letto, però) si parla di altro di quello che cercavo, cioè della fine del mondo e non di un disastro localizzato (e possibilmente "realistico"). Non posso che quotare _gallo_ e werner al riguardo.
Non che non apprezzi lo scenario IT'S THE END OF THE WORLD AS WE KNOW IT, semplicemente apprezzerei di più una "mutazione" ogni tanto. Con o senza il realismo. E in ogni caso NGE non lo definirei, appunto, particolarmente post-apocalittico, nel senso che dal disastro c'è una grande distanza (in sè questo per dire è vero con Nausicaa, dove il problema mica sono i Sette Giorni di Fuoco, ma è il Mare).
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Anche il libro che tu citi mette in scena un cataclisma che cancellerebbe l'intero Giappone in breve tempo, dunque iperbolico, e che unisce tutti nel dramma. Qui no. Qui Tokyo è crollata, ma a Sendai e a Nagasaki la vita continua esattamente come prima. Ed è questo, forse, il lato più spaventoso dei disastri....


Nel caso di Violence Jack, il Kanto disastrato veniva allegramente 'abbandonato a sé stesso' dal Giappone, che lo riteneva 'insanabile'. Da cui l'evoluzione in 'terra di nessuno'. A parte le tipiche digressioni sado-porno alla Nagai, quel soggetto aveva degli spunti socio(eto?)logici interessanti, infatti.
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Non che non apprezzi lo scenario IT'S THE END OF THE WORLD AS WE KNOW IT, semplicemente apprezzerei di più una "mutazione" ogni tanto. Con o senza il realismo.


prova a leggere A spirit of the Sun oppure Dragon Head. Il secondo è particolare, e va un po' in vacca con il penultimo numero, ma mi è molto piaciuta la fine (cosa rara, generalmente non piace per nulla).
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