Esempio pratico.
Prendi in mano JLA/Avengers e guarda la sequenza in cui i Vendicatori arrivano nell'universo DC e rimangono di stucco nel vedere che lì gli eroi sono di base amati e apprezzati al punto che a Central City esiste un Flash Museum in onore di Flash, a Metropolis Superman è amato da tutti, ecc ecc.
Nell'universo DC gli eroi vengono visti, per la maggiore, in una accezione fondamentalmente positiva tra la gente, come una forza trainante per un futuro migliore.
A partire dai '90, nel tentativo di inseguire la Marvel, è partito un processo di "marvelizzazione", con conseguente cambio di tono.
Per cui abbiamo questa schizofrenia editoriale, in cui abbiamo autori che si rifanno alla linea DC classica (che puoi troavare anche nei lavori animati di Dini/Timm) fino all'apice di All-Star Superman di Morrison, che è la quintessenza di cosa sia davvero Superman, ovvero un simbolo di ispirazione per l'umanità (la famosa tavola del ragazzo suicida, splendida) e autori che cerca di renderli brutti, sporchi e cattivi.
E poi c'è la linea editoriale attuale, ovvero "non sappiamo che cacchio stiamo facendo".
Il grosso problema dell'approccio di Snyder è che potrebbe anche essere corretto, ma di tratta di un approccio di decostruzione dei personaggi.
Ma prima di decostruirli, devi prima costruirmeli. Se mi presenti un Supeman corrotto dal male di Darkseid, devi prima farmelo amare come simbolo assoluto del bene, per scuotermi emotivamente.
E un simbolo assoluto del bene non fa il casino che ha fatto il Superman di Snyder.