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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 06/09/2023 in tutte le aree

  1. Apro questa pagina per condividere alcuni dei contributi realizzati su Youtube dal critico cinematografico, nonché storico videotecaro di Livorno, Federico Frusciante, sulle opere filmiche di animazione giapponese da lui recensite. Ho scoperto Frusciante grazie ad una mia amica, appassionata di cinema, che lo segue da anni, e che lo considera uno dei migliori critici che si possano trovare sul tubo, non solo per la sua vasta conoscenza del cinema internazionale, ma anche per il suo peculiare modo di esprimersi, con quella parlata livornese così diretta e immediata, che diventa esilarante quando dalle riflessioni sul cinema più impegnato si passa alle stroncature dei cinepanettoni e dei film più orrendi, che alcuni coraggiosi fra il pubblico gli chiedono apposta di recensire (in cambio di una piccola donazione su Patreon) solo per farsi quattro risate mentre assistono alla demolizione. L'atteggiamento di Frusciante non è però quello di un accademico che esalta il cinema più intellettuale disprezzando quello di genere; al contrario, per lui non esiste alcuna distinzione fra le due cose: esiste solo la passione per il cinema a 360 gradi e la voglia di condividere col pubblico i suoi frutti migliori, a prescindere dal genere a cui appartengono, consapevole che un film dell'orrore o un'opera di animazione, possano parlare della società e dell'uomo anche meglio di un documentario politico. Non è quindi un caso che Frusciante, fin da bambino, sia sempre stato un appassionato di cinema horror e thriller, e che, cresciuto con Goldrake e gli altri robottoni nagaiani, abbia conservato un forte affetto nei confronti dell'animazione giapponese, che emerge ogni qual volta parla di un anime uscito al cinema o anche solo in home video, che sceglie di approfondire o che un suo simpatizzante gli chiede di recensire. Ovviamente la sua conoscenza degli anime è parziale perché il suo target principale, come critico e anche come appassionato, è quello dei film cinematografici, e non delle serie televisive, argomento su cui è poco ferrato e giustamente non si pronuncia. Detto questo, a differenza dei critici tradizionali, che hanno sempre snobbato l'animazione giapponese, e che solo di recente hanno cominciato a riconoscerne, seppur parzialmente, il valore, per Frusciante questo valore non è mai stato in discussione, né tantomeno inferiore a quello del cinema in carne ed ossa, perché, come ha più volte affermato: "l'animazione non è un genere: è solo un altro modo di fare cinema". Mi sembra quindi corretto ed utile dare una maggiore visibilità ai suoi contributi sull'animazione giapponese, in un luogo come il suddetto forum, in cui sull'animazione giapponese si discute e si riflette ogni giorno da decenni. Il primo dei contributi che vorrei condividere con voi, non è però una semplice recensione, ma una vera e propria monografia, realizzata dal Frusciante lo scorso anno, che prende in esame tutte le opere di Satoshi Kon.
    3 punti
  2. Lo seguo anch'io, su consiglio di mio nipote che studia cinema. Quando parla di Michael Bay gli si illuminano gli occhi. Di un odio atavico.
    2 punti
  3. Do un giudizio sommario anch'io: Le animazioni sono complessivamente sufficienti (ho visto cose infinitamente migliori, ma anche infinitamente peggiori): discrete nei primi 5 episodi, calano paradossalmente proprio nei due episodi successivi, in cui c'è il primo combattimento di una certa importanza (quello con Jinne); d'altra parte oscillazioni di questo tipo sono la norma in quasi tutte le serie animate (anche il Kenshin degli anni novanta aveva episodi eccellenti per disegni ed animazioni, intervallati da episodi inguardabili, assai peggiori di quanto ho visto fin'ora nella nuova serie). Anche i disegni oscillano, ma non si può negare che abbiano un certo stile, che dona alla serie una propria identità. Qui però bisogna aprire una parentesi, per parlare di un difetto che Shuji aveva già individuato dopo il primo trailer: il design di Kenshin assomiglia troppo a quello di Battousai (a livello espressivo intendo). E questo dipende da una certa rigidità espressiva di Kenshin, che lo fa sembrare sempre molto distaccato e freddo, anche quando sorride. Questo se da un lato rende forse più cool il personaggio, dall'altro ne stravolge e appiattisce il carattere, che è sempre una via di mezzo fra Kenshin e Battousai, senza mai davvero riuscire a rappresentare al meglio nessuno dei due. Questa cosa la si vede purtroppo bene nel combattimento con Jinne, dove per la prima volta Kenshin torna ad essere Battousai per salvare la vita a Kaoru. Ricordo che nella vecchia serie in quel momento cambiavano completamente la forma e il colore degli occhi di Kenshin, che diventavano impovvisamente quelli di un assassino spietato. Nella nuova serie invece quasi non si vede la differenza rispetto alla sua espressione normale, e questo toglie intensità e trasporto allo scontro. Detto questo, anche la vecchia serie aveva le sue magagne, e aveva distorto, anche se nella maniera opposta, lo spirito del manga, introducendo ad esempio le due onnipresenti bambine che alleggerivano e addolcivano eccessivamente l'atmosfera del dojo Kamiya.
    1 punto
  4. Mah, io tutto questo disastro non lo vedo. Non è certamente una produzione top, ma direi che rientra pienamente nelle aspettative. Siamo all'inizio e non è successo ancora niente, ho riguardato i primi quattro episodi della serie vecchia e non ho visto scene animate meglio... La serie vecchia di curato aveva alcuni momenti chiave, tipo l'addio di Kenshin a Kaoru quando va a Kyoto e il successivo ritorno, alcuni scontri e neanche tutti, il resto non è che fosse chissà quale festa per gli occhi. Io aspetterei di vedere come sono rese quelle scene nella nuova prima di giudicare.
    1 punto
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