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silent bob

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Tutti i contenuti di silent bob

  1. silent bob

    Il brutto, il becero e l'esiziale.

    Nel produrre deliberatamente roba merda, c'è abbastanza discernimento per rendersi conto di ciò che è merda ma non oltre. Non si riesce a sviluppare un buon gusto e si produce altra merda. Ci avvieremo verso il merdaio universale. Se io valgo quel che faccio, nella misura in cui conta una passione e secondo il tempo che le dedico, sarò un uomo di merda a vedere/produrre quella roba. Il compiacimento della stupidità non riesco proprio a capirlo. Gente che deliberatamente fa cose stupide, ed insistentemente e spesso. Lo faccio anch'io talvolta, ma lo scherzo è bello quando dura poco. Faccio notare anche - riguardo il livello di stupidità insito nell'avere tale mentalità, che poi si riflette immancabilmente dal vedere all'agire - come nel pchan di utenti pronti a cazzeggiare ce ne siano molti, a discutere quasi nessuno. I più lodevoli, nel senso che parlano sempre con un buon intento ( Barto, Gallo, Garion, Shito ) non hanno finora postato qui dentro.
  2. mmmh, e secondo te non concordo con te? Ti obiettai al corporativismo che i mezzi di produzioni restavano sempre proprietà privata ... Avevo fatto il mio intervento pensando che anche quello del banchiere che conta i soldi ( se tu intendi il dipendente e non il proprietario della banca altrimenti errore mio ) alla fine è un lavoro che non ha niente a che fare con la logica dei soldi che fanno soldi.
  3. Ti quoto molto solo volevo segnalarti un errore, almeno imho, che leggo ricorrente nei tuoi discorsi su questo argomento. Ti accanisci sul fatto che ci sia poca manodopera produttiva reale oggi, e, se interrogato, imputi questo a una logica di "sfruttamento conto terzi" ( finezza delle tue ... ) nei confronti dei paesi più poveri. Tutto giusto ma secondo me dimentichi troppo lo sviluppo tecnologico e tutti i vantaggi che ne conseguono ... chessò ora c'è l'acqua calda nelle case, il frigo, i termosifoni, il cibo costa poco. Guardando al mercato, prima - diciamo fino all'immediato secondo dopoguerra - farsi un vestito era un lusso, mangiare la carne anche, l'acqua calda neanche a sognarla. Il benessere di oggi è dovuto alla tecnologia più di quello che tu ritieni ( o forse solo scrivi ). Se nel mondo attuale un proletario volesse vivere allo stesso livello di 50 anni fa potrebbe avanzare davvero molto sulla busta paga, vivendo comunque meglio grazie solo a quello che viene GRATUITO dallo sviluppo tecnologico.
  4. silent bob

    Il brutto, il becero e l'esiziale.

    Mi sono sempre chiesto se fosse più stupido il grande fratello o il programma perculatorio di mediaset mai dire grande fratello. Non ho mai risolto il quesito, il secondo però oltre ad essere stupido era anche nato da un sentimento reattivo con infondata pretesa di intelletto. Non a caso è un programma per sfigati.
  5. silent bob

    Il brutto, il becero e l'esiziale.

    Potresti sintetizzare? scusa ma di leggerlo tutto proprio non ho voglia ... Per tsundere in questo contesto intendi cose tipo noi disprezziamo ma sotto sotto apprezziamo ? Se cosi significherebbe: abbastanza acuti per comprenderne l'infima qualità ma comunque adatti a ( = apprezzanti ) quell'infima qualità.
  6. silent bob

    Il brutto, il becero e l'esiziale.

    E' necessario conoscere il brutto per poter apprezzare il bello, l'uno non può prescindere dall'altro: se tutto fosse bello, il bello non esisterebbe. Semplice, no? Non tanto se la conoscenza del brutto è profondissima e quella del bello superficiale. Contando che abbiamo un tempo di vita limitato - e se fate vita sociale limitatissimo - in cui guardare cose belle, quest'accanimento non riesco ancora a spiegarmelo. Inoltre se Dairon si spiega meglio fa un favore.
  7. silent bob

    Il brutto, il becero e l'esiziale.

    Non ho mai capito come si fa a guardare roba ( e parecchia anche ) che poi si denigra come brutta e becera ed esiziale.
  8. silent bob

    Georges Bataille

    1) ecco questo l'ho pensato anch'io e certamente c'è in lui questa componente ( bada però che tu se lo conosci solo via paio di romanzi e scritto mio di sopra forse vieni eccessivamente influenzato da me: è il difetto del tuo metodo di conoscenza ). In particolare sul concetto di esperienza interiore che per lui ha il suo culmine quando non è subordinata a nulla. Poi di qui MILLE ALTRI CONCETTI AFFINI, però lui esalta l'esperienza mistica senza causa e fini, il fuoco interiore per se stesso. Insiste anche - specie nel primo periodo - sull'azione rovinosa del TEMPO, su come sia sciocco il desiderio umano di immutabilità e ordine ( in questo l'ho trovato simile a te che vai ripetendo tutto scorre ) e prende come atteggiamento corretto LA PRATICA DELLA GIOIA DINANZI ALLA MORTE ( morte che è ogni cambiamento, morte di ciò che passa, ). Attacca inoltre anche l'impegno e la progettualità dicendo 1) che "tarpano le ali" all'esperienza interiore 2) che l'azione impedisce a l'uomo di essere totale. l'azione è esclusione di altro per sua stessa essenza ( e qui è piena descrizione di un carattere estetico, solo fatta da un suo sostenitore ) Va oltre quando 1) si sofferma sulla coestensione di vita e comunicazione, all'interno del quale argomento è trattata anche sensualità ed erotismo. 2) usa il concetto di depense economicamente parlando. 3) nella parte A della speculazione riguardo il TEMPO, nella parte B tira conclusioni legittimanti dispendio a livello individuale indi vita estetica. 4) qualcos'altro sparso qui e lì nella sua confusionaria opera.
  9. Mmmh, qualche riflessione su Bataille visto che ricordo che ne parlai un pizzico co Shito a voce e mi piacerebbe proseguire il discorso , dato che lo sto studiando sti giorni ( è un po’ per contestare la sua idea di antropologia sessuale come riduttiva e di cattiva mira ). Se ne sa anche qualcun altro è ben gradito ospite. Do solo qualche accenno, che è già troppo visto che al 90% la discussione sarà senza risposta, ma se la cosa va avanti posso approfondire molto di più ( inoltre dietro ogni affermazione ci sono molteplici riferimenti testuali sempre producibili ). 1) nozione di depense. Il Tempo scorre e la vita è sottoposta a rovinoso deterioramento, opposizione civile a ciò o gioioso accettazione. La depense che vuol lo sfregio piuttosto che accumulazione è la seconda. + L’esperienza interiore che è un’esperienza mistica in cui lo spirito arde. Ma se finora questa era subordinata ad altri fini ( la gloria di una civiltà, la religione etc. etc. ), per realizzarsi pienamente esse non deve voler altro che se stessa. La festa è il culmine nella vita essendo 1) dispendiosa 2) priva di altri fini al di fuori di sé. L’uomo sempre festoso e gioioso è il corrispondente sul piano individuale. Lo si chiama anche uomo totale poiché non viene limitato dalla fedeltà ad alcun progetto e di conseguenza azione ( alla fine l’esteta che non si determina mai per Kierkegaard ) 2) L’erotismo è un movimento per cui l’attrazione viene determinata non da bellezza o altre doti particolari bensì dal superamento di qualcosa di orrendo e spaventovele. Esempio: si è attratti da una donna, che porta in bella mostra un kill list con gli amanti precedenti fatti a pezzi: tale attrazione è erotica. Perché ciò che la determina non è la bellezza della donna ma il fatto di sussistere nonostante la kill list. Questa sussistenza - per la sua stessa esistenza - aumenta l’attrazione in modo vertiginoso. Questo movimento è erotismo. Un’attrazione decuplicata dal fatto di non essere fermata da “cose” inibenti. 3) Comunicazione tramite ferita. C’è vera comunicazione solo attraverso la ferita. L’uomo impassibile ed estraneo non si ferisce, l’uomo che getti nella discussione tutto se stesso è esposto a ferite, ma proprio questa esposizione è comunicazione, contrariamente si sarebbe soli. ( § per B vita vera è comunicazione ). Esempi: quando tra ragazzi ( mettiamo al liceo ) ci se la prende per gli sgarri di amici. È perché c’era comunicazione con tali amici, ci si esponeva a ferita. Parimenti quando sui forum ci se la prende per delle discussioni - si è un po’ esposti ( peccato che molto poco dato che questa esposizione è più generata da volontà di non annoiarsi … ). È chiaro però che tali ferite sono come delle escoriazioni per una caduta dalla bici. Dunque si dirà che c’è vera comunicazione solo quando si è esposti a vere feriti ( sfregi che si ricordano a vita e determinano questa ). 4) Sessualità. La vita offre molte possibilità di comunicazione, se queste mancano la noia rivela il nulla dell’essere rinchiuso in se stesso. Sessualmente la carne è oggetto di desiderio, ma ciò che attira in essa è la sua sozzura. La possibilità di sporcarsi, in un certo senso ferirsi in maniera minore. Se cedo alla sensualità abbassandomi alla degradazione provoco una ferita ( ma è sozzura ) in me. Quindi esco dalla quieta chiusura dell’essere in sé. Per dire Bataille parla di erotismo nella prefazione a Madame Edwarda ( semplice storia con una prostitutaccia da bordello. ), e in Madame Edwarda c’è ferita e comunicazione di insozzamento. Ma c’è ferita vera, con tanto di morte, in Ma mere ( che mette in gioco l’incesto ). Solo il secondo caso è erotismo in senso eminente. p.s. ho trascurato un po’ la parte economica del dispendio, ma avendo solo Shito come probabile interlocutore e avendo lui letto solo qualche romanzo non mi so rotto i coglioni a scrivere anche di quello.
  10. silent bob

    Otaku no Heya

    quando mi comprai la 360 e il tv hd deputai un salone al piano terra di casa mia all'intrattenimento ( ci spostai anche il pc e potevo sentire la musica a tutto volume fino a notte fonda. mura in pietra ... ). La chiamai la stanza dello spirito e del tempo, con chiaro riferimento a dragon ball e poi il termine fu mutuato da un mio amico che aveva la sua cameretta piena zeppa di dvd e altra roba per l'intrattenimento. Era chiaro che in quelle stanze il tempo si bloccava, e penso che ciò rappresentasse in modo esplicito e tuttavia inconsapevole l'asincronia maschile. Davvero ci ripensavo stasera, di come ci si vanti/asse di quelle sale, che appunto erano dello spirito e del tempo. Il culto dello spirito, poco sensuale e molto riflessivo, in un luogo staccato dal tempo. è incredibile come un nome stupido si accordi a meraviglia con le riflessioni di Shito e altri riguardo la psiche maschile.
  11. silent bob

    Che cosa state leggendo

    Opinione su Opus Pistorum: è un libro strano nel senso che se lo leggo col cazzo in tiro i personaggi assumono immediatamente spessore, le situazioni si fanno interessanti e mi pare di esser davanti a molto più che pornografia. A leggerlo col cervello e col cuore invece pare sciapo, un videoporno pure senza i corpi delle pornoattrici su cui sbavare un poco. Insomma molto peggio di Clichy, che era un romanzo vero e proprio. Questo libro è enigmatico davvero nel suo apparirmi diverso ( da lodevole a nullo ) a seconda che il pene pruda o no. In ogni caso spira in esso - e ciò lo si apprezza leggendolo con i giusti sentimenti - un gusto scherzoso e leggero per la vita, che irride la seriosità senza cadere nello scherno acido ma solo per godere più onestamente e positivamente dei piaceri della vita. Per dirla con Federico N. è un libro molto fedele alla terra, scritto da uno che alla terra fu sempre fedele, un individuo spensierato e gioioso: è puro estetismo dongiovannesco che mai dispera. Se ci si vuol divertire un pò, serve al lettore lo spirito giusto per l'occasione.
  12. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    Senti. Con questo intervento ormai mi fai tenerezza, quindi ti rispondo seriamente: ce l'hai davvero così piccolo? Devi per forza in ogni cristo di post ribadire il concetto che TU NE SAI e PIU' DI TUTTI ( )? Tra l'altro una persona del tuo "spessore", un vero uomo di cultura col nickname preso da Kevin Smith, mi pare curioso abbia sta specie di pastore Shito da seguire come una pecora. Sì, si possono avere dei modelli, ma tu forse esageri un po' anche nel citarlo così spesso. Non capisco poi la tua continua rabbia, il tuo continuo distinguere tra te e gli altri: posso capire che è la classica sindrome di chi era il bersaglio dei bulletti a scuola, ma adesso è tutto finito. Sul serio, qui nessuno vuole farti del male, puoi anche abbassare le difese, non avere paura di noi. PS: Riconoscere dignità autoriale a Wenders è Mmmh, lo sai che non hai tutti i torti. Il problema è pluschan. Tutto cominciò con bob che ogni tanto leggeva e, a parte i post di pochi, leggeva CAZZATE e quindi ogni tanto, spinto dalla noia, decideva di scrivere repliche alle cazzate. I tizi offesi nel vedere come pensassero stupidamente - e non sapendo rispondere degnamente - cominciarono ad attaccare Bob sul piano personale. Tipo in Arena Politica Bob fa discorsi di sinistra e quelli chi cazzo sei, comunista fallito, pipparolo etc. etc. Essendo nato tutto dalla volontà di perder tempo Bob pensò: ok, facciamo la sfida a chi ce l'ha più lungo ( e poi ci prendo gusto anche nella realtà a smerdare quelli convinti della propria forza ). Tuttavia con persone fuori da questa logica continuo a parlare normalmente. Ti faccio anche notare che, pure i tuoi interventi, invece di parlare della D'Amico o sulla discussione creata da me sul diritto di piangere gli appartenenti ad una cultura non propria ma di Gran Nome, sono mirati ad attaccarmi personalmente tentando di insinuare che sia stupido, represso, usi il forum come valvola di sfogo etc. etc. Io, agli insulti usati per mettere un pò di pepe nella discussione, accompagno sempre del contenuto. Tu l'unica volta che l'hai fatto ( insinui che non conosco fellini e te ne esci con affermazioni strane su libri e film ) hai detto cazzate. Kevin8 poi boh riporta miei affermazioni dette una volta per scherzo - seppur verissime - come se fossero chissaché. Evidentemente sarà abituato alla piattezza più completa. Tiè te ne aggiungo un'altra: quando devo pisciare cerco sempre di non dimenticare di andare in giardino cosi concimo qualche pianta.
  13. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    Non ti piace però lo citi tra le cose che conosci come un boy scout mette una medaglietta sulla fascia. Perché quest'ansia di sentirti colto? Come sopra. Fellini inizia ad essere Fellini DOPO La Dolce Vita. Prima era "solo" il risultato del lavoro di vari sceneggiatori con dei coglioni cubici. "CMQ"? Nel MIO pluschan? tentavi forse di fare ironia? Lurka un po' di più e impara a farla, questa è un'ottima palestra. Non banniamo solo perché si evince che questo forum sia una tua fondamentale valvola di sfogo, e ci dispiacerebbe saperti appeso a la BuruBuruBozu non è vero, ci fai solo divertire. PS: Non mi interessa in ogni caso fare un discorso trama-film con te. Quando, un giorno, dimostrerai di essere una persona interessante forse potremmo parlare con te e non di te. 1 - ho citato Wenders per citare un autore con la A maiuscola ancora attivo. è degno di visione, anche se non mi piace. 2 - bah, strano che CONFERMI ciò che ho detto io ( RILEGGI IL MIO POST ) ovvero che Fellini comincia a distinguersi dalla Dolce Vita in poi. I germi del suo cinema cmq sono già ne I Vitelloni. Dico perché hai detto che non capisco un cazzo se dici le stesse cose che dico io, SEI SICURO DI SAPER LEGGERE. p.s. sul discorso del boy-scout. Qui c'è tutta l'immensa differenza tra me e te. Quel che tu consideri medaglietta per me è normalità, ovvero un nome tra i tanti buttato lì ( roba da vedere, non eccelsa, giusto da vedere e che potrebbe piacere ). Di quel che per me è medaglietta sul forum nemmeno parlo, davvero non c'è nessuno qui che conosce le mie medagliette.
  14. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    :roll: Non che ci sia qualcosa di male, ma non hai capito un cazzo di Fellini. In ogni caso non hai capito un cazzo del cinema. Se cerchi la trama vatti a leggere un libro, il cinema è ARTE VISIVA. Con questo chiudo, avrei voluto bannarti già da tempo ma come mi fanno notare sei molto divertente. Finora ho fatto l'esame a un bel pò di utenti ( semplicemente perché Shito ripete che è un posto pieno di persone interessanti e da ascoltare ). Tra gli assidui, oltre al suddetto, ho trovato molto interessante Shuji. Tu che fai, provi ad argomentare cosi vedo se hai qualcosa da dire o torni tra le file degli idioti che accanto ad insulti e ironia non sanno mettere anche contenuto. Conosco Wenders e non mi piace per niente, per tua info. Conosco bene Fellini e mi piace molto poco, perché dici non c'ho capito un cazzo? un molto poco che ha dalla sua cmq la visione dell'intera filmografia e quindi una buona conoscenza. CMQ SEI UN COGLIONE. CHE SENSO HA LA FRASE " SE CERCHI LA TRAMA, LEGGI UN LIBRO". UN BUON LETTORE TI DIREBBE: SE CERCHI NUDA STORIA, LEGGI LA CRONACA. La gente come ti mi fa davvero incazzare, argomenta XD XD xd
  15. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    Il problema è che tu, da essere bidimensionale quale sei, presumi che tutti siano come te. L'idea che un'altra persona sia eclettica o che possa essere in grado di apprezzare cose molto diverse le une dalle altre non ti sfiora nemmeno. Etichette. Rassicuranti etichette che ti fanno sentire buono e bravo, ma che ti rendono schiavo di sbarre fatte da altri e scelte da te. Sei cerebralmente miope. Per questo sei in loop da quando sei intervenuto. Proprio non ci arrivi. Tu pensi ciò che altri hanno detto, mentre io sono me stesso. E la cosa triste è che non hai alcuno strumento per rendertene conto. a farsi peculare dal toma e dal ryoga dici? Hei! A loro piace. :biggrin: No, l'idea non mi convince. Dato che in alcuni film che vedo io c'è manifesto odio e disprezzo per quell'altra roba, inconciliabile dunque con l'apprezzamento di questa. Poi, visto che avete chiamato il lupo cattivo: su arena politica converso solo con Shuji che, si, merita anche se c'ho messo la pietra sopra. Ryoga è uno degli più stupidi nel suo essere incapace di scrivere cose sensate. Erik è meglio alla fine, mi ha risposto puntualmente e con interesse senza cadere in battute stupide o almeno non limitandosi solo a quelle ( la forma almeno è ok ) Kevin8 sarà stato terribilmente umiliato da me in chissà quale occasione, e certo che con lui non mi ero neppure accanito. E continuo a non accanirmi.
  16. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    Non discordo con quanto dice Shuji e lo ringrazio anche per avermi scelto una bella immagine di firma dovendomi mettere l'asino recidivo. Shuji ha stile Cmq, tornando seri: la cultura è di chi se la prende. Nel senso se io mi sfonno di Fellni, Visconti e De Sica etc. etc. questi saranno la mia cultura. Se Erik si sfonna di marvelate quelle saranno la sua cultura. Al di là dei giudizi di merito bassa o alta. Mi ha chiamato ora un'amica andata in vacanza, prima di partire le avevo dato di mia volontà un libro da leggere ( Lo Straniero di Camus ). Un'altra amica incontrata in seguito aveva insistito per farsi prestare anche lei qualche bel libro, dopo difficile scelta le presto Babilonia di Crevel ( ma lei era un tipo alla Erik ). Conclusione: parlando del più e del meno chiedo alla prima se la seconda apprezza il libro prestatole, lei mi dice che lo ha preso lei e lo sta leggendo lei. La cultura è di chi se ne appropria, si può fingere di amarla finché si vuole ma così ci si rende solo più ridicoli.
  17. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    Ancora una volta denoti profonda ignoranza e una chiusura mentale degna di un talebano: se la CGI fosse stata disponibile ai tempi di registi come Ejzenštejn, Fellini, Lean o Kubrick, ti assicuro ne avrebbero fatto uso massiccio. Non è che la CGI serva solo per le spade laser, eh? E' semplicemente un tool in più nella tavolozza di un pittore e ne libera l'immaginazione non più ristretta dalla concretezza fisica: offre la possibilità di creare fondali fotorealisticamente superiori al vecchio matte-painting, di poter moltiplicare le comparse nelle scene di massa, di spostare la luna a sinistra se l'inquadratura è sbilanciata, di corregere errori di continuity, di switchare dalla notte al giorno se la scena ne acquista in atmosfera e così via. Non leggo il Giornale, grazie; ma ho sempre apprezzato le recensioni anticonformiste di Bertarelli. E comunque se qualcuno è stato un grande regista, non significa che ogni suo film sia un capolavoro a prescindere: gli stessi Fellini e Antonioni hanno avuto un secondo tempo di carriera imbarazzante e metà dei loro film andrebbe gettati al cesso per quanto ridicoli e imbarazzanti (La voce della Luna non è certo La Dolce Vita e Al di là delle nuvole non può neanche lontanamente paragonarsi a L'eclisse). A volte basterebbe avere l'umiltà di accorgersi quando è il tempo di fermarsi e se per caso la vena creativa non si sia esaurita, prima di invalidare una carriera altrimenti brillante. 1) beh si, ma un conto è usare degli effetti speciali. Un conto è puntare sulla spettacolarità, dai Boyd c'è poco da dire. 2) La Voce della Luna è 1) migliore di tutti gli altri film su cui sono aperti topic nella prima pagina del forum 2) un gran capolavoro. Esprime spaesamento del vecchio Fellini dinanzi ai tempi moderni, volgari e caotici che lo lasciano confuso e un pò con il senso di una solitudine discomunicativa. Alla fine è lo stesso sentire della Dolce Vita. Davvero un bel film. XD. Ah, Fellini è uno degli autori che apprezzo di meno tuttavia dalla Dolce Vita in poi non c'è un suo film che non meriti di essere ricordato ( non mi piacciono molto le sue produzioni anni 50 invece ). Le etichette vanno bene. Il cinema americano è lammerda. Chi lo segue dei coglioni, lobotomizzati e sordi. Non per questo se mi imbatto in un capolavoro come La Rabbia Giovane - mi è capitato un paio di mesi fa - non riconosco l'eccezione che conferma la regola. p.s. aggiungo che per apprezzare l'arte buona è necessaria una certa sensibilità che la visione intensiva di opere scadenti invalida.
  18. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    neh Kevin8 ce l'ha con me anche se, a memoria, è uno degli utenti che ho bersagliato di meno. Bah. Stai dicendo un sacco di cazzate. Io ho 20 anni e sono tra i più giovani del forum. Conosco De Sica, come Fellini, come Visconti, come Wenders e Almodovar. Non conosco cert'altra roba. L'età non vale niente, io seguo solo quel che mi interessa e anche oggi ci sono produzioni di un certo livello. Il comune denominatore dei film citati è che sono d'autore, con un contenuto importante nella trama e non effettacci speciali. Poi dici che do la colpa a qualcuno: a maggio è uscito nei cinema l'ultimo film di Alain Resnais ( un regista che amo, e che forse potrebbe anche spendere un'occhiata a tuo favore in questa conversazione. UN plauso a chi coglie il riferimento ... ) e sul forum non è stata spesa una parola. Mi raccomando quando il tizio - a breve immagino - tirerà le cuoia e Shuji aprirà il topic tutti a piangere eh! Peccato che nelle vostre menti sia già morto. Inoltre sei una mezzasega che vuole impostare la cosa in termini generazionali: i film di Superman c'erano già negli anni '70 solo il pubblico di quelli non era quello dei film di Visconti. Basta, pane al pane e vino al vino. Tiè, ho anche trovato un articolo di uno che la pensa alla Boyd, forse anche come te: Elegante e barbosa commedia surreale dell'ottanseienne veneratissimo maestro Alain Resnais. Niente più di un amabile gioco sulla casualità del destino, raffinato sì, ma tirato in lungo oltre ogni sopportazione. A Parigi il maturo Georges (André Dussollier), sposato alla più giovane Suzanne, trova il portafoglio della dentista scippata Marguerite (Sabine Azéma). A lui, che ha consegnato il maltolto alla polizia, non basta il grazie, pretende di incontrarla. Lei tentenna. Che tiramolla infinito. Possibile che i registi, più o meno grandi, non vadano mai in pensione? Da Il Giornale, 30 aprile 2010
  19. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    mmh, ok l'esempio non è male, ed il discorso che sottende neppure del tutto errato. Ora però senti qui: ho visto mille volte Il Gattopardo pensando che fosse di Fellini, poi scopro che è di Visconti. Tranne che io non sappia niente di questi due ( cioè li abbia sentiti per la prima volta in tal contesto ) mi sentirei un enorme scemo perché nell'associare Il Gattopardo alla poetica di Fellini devo inevitabilmente averne stravolto il contenuto. Per comprendere qualcuno ci vuole un approfondito studio, altrimenti non lo si conosce ( e non si può rendere omaggio a chi non si conosce ). A parte questo, prendo il tuo esempio come mezzobuono e via. Io comunque insistevo sul fatto che tu piangi sulla morte di talenti del genere ( = di un certo tipo di cinema ) quando poi ne sei tra i primi artefici, la tua cultura infatti vuole la morte di quell'altra. Il tuo avatar è tra gli autori della morte del cinema d'autore, perché versi lacrime, Marvel Man?
  20. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    il grassettato l'ho quotato solo perché è un complimento per me. Il fatto è che 1) se tu conosci poco sia la tizia in questione che quel tipo di cultura che bisogno c'è di profondersi in rimpianti ? Un ammirazione che si fonda su poca conoscenza, e alla quale s'oppone ammirazione di cose del tutto opposte per forma e contenuto, non suona bene alle mie orecchie. Qualcuno la chiamerebbe ammirazione conformistica, ed è la peggiore cosa al mondo. è un atteggiamento nel quale, purtroppo, mi imbatto spesso con molto fastidio nella vita vera.
  21. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    E questo l'avresti dedotto da cosa? In base a quali pezze d'appoggio? Ti svelerò un segreto (e questo vale per tutte le sfere dello scibile artistico): il cinema è sempre stato commerciale sin dai tempi dei fratelli Lumière, tutta l'arte è business e non esiste cinema popolare o d'autore, arte alta o bassa (categorie finzionali buone per trinariciuti, maestrini dalla penna rossa), ma solo buon o cattivo cinema, indipendentemente dagli intenti, valori produttivi, generi, valenze simboliche sottotestuali o vaghi afflati poetici. Carl Barks vale quanto Alan Moore, Die Hard ha la stessa dignità di 2001 Odissea nello spazio, e Fernando di Leo non ha nulla da invidiare a Brian De Palma. Michelangelo mica dipingeva per chissà quale alto ideale e non avrebbe mai mosso un mignolo se il papa non sborsava quantità ingenti di denaro ergo cosa abbiamo imparato oggi? Arte=Business. Oh, cazzo! Se anche avesse visto il solo Gattopardo, la sua opinione avrebbe pari valenza e dignità di chiunque altro: non è mica necessario aver digerito l'opera omnia di un autore per poterne esprimerne un giudizio in merito. - sesto senso, ci scommetterei sopra cmq - sicuramente il cinema non è tutto commerciale allo stesso modo. Solo un ignorante potrebbe sostenere ciò. Che poi tu dici che discorsi del genere sono da trinariciuti o rossi: se vuoi ti cito una decina di registi aristocratici e disimpegnati e disprezzanti le sinsitre che pure inorridiscono davanti alla cultura popolare ( si vedano avatar e firma di Erik per averne un'idea ) - no, non tutte le opinioni hanno la stessa dignità. Al di là di casi rarissimi, una buona conoscenza dell'opera dell'autore è necessaria per dare valore alle proprie parole. ... Tornando un pò in topic io faccio davvero fatica a distinguere una tratta autoriale e comune tra le varie sceneggiature di sopra. La buttò lì: è il senso che il regista dà alla storia a costituire la sua essenza?
  22. silent bob

    Susu Checchi D'Amico - R.I.P.

    ma strana domanda da uno che, ci scommetterei, non ha visto neppure la metà dei film citati nell'articolo. Strana domanda da uno, che tra firme e avatar, è la vittoria della volgarità e della stupidità americana esportate nel mondo. La cosa più fastidiosa che vedo ai giorni nostri sono persone ignoranti e volgari, che fingono di apprezzare l'Arte per conformismo, ovvero accettazioni di valori senza critica. Son convinto che Erik qui sopra sia sicuro della "grandezza" di Visconti, neppure metà dei suoi ha visto però. Max aveva provato a censurarmi, ma io riposto. Se mi si deve censurare via col ban e vaffanculo!
  23. mmh io credo che sia la ricerca avida, ossessiva e feroce di uno status quo amplificata gradualmente dalla mancanza progressiva delle cose da te elencate ( vita sociale e professionale, donne, mancanza di denaro: o casomai hanno anche le tre elencate ma non in misura che li soddisfi ). Tutto ciò cmq non spiega il mistero, si deve aggiungere anche un carico di stupidità enorme, a mio parere. Se poi Shito, messa da parte la partigianeria per Apple, ci spiega brutalmente il fenomeno ( file kilometriche e gente che paga 20 euro per avanzare dal 600° al 400° posto ) fornisce una soluzione ad una cosa folle nel mare delle follie. Attenti però a non fare inficiare il proprio giudizio da invidie e risentimenti da sfigati eh. La cosa strana son le file kilometriche quando aspettando 10 giorni lo si potrebbe acquistare con calma, nient'altro. Alla fine il prezzo folle e cazzi vari - visto dall'ottica di una persona media quale siete voi - non è niente di cui ridire. Ti faccio un esempio con la frase quotata: dei puffi di alcuni che girano col suv. In essa ci sono: 1) apprezzamento del suv ( casomai anche solo perché di costo elevato ), altrimenti lo si snoberebbe completamente. 2) il bisogno di sminuire chi ne acquista uno, insinuando che sia pieno di debiti ( insomma quello col suv da dimostrazione di ricchezza e tu - morale degli schiavi - tenti in un movimento reattivo di negare quella ricchezza ). 3) un'alterazione del giudizio: anche se ci s'indebita per una macchina da 100mila euro in genere si è più ricchi di chi spende su macchine di media categoria anche senza indebitarsi di un centesimo.
  24. Neh Shuji se tu sei uno dei pochi che ha gingilli del genere non per vantarsene ma per sfruttarli buon per te. Per la maggiorparte della gente è come un diamante di cui far sfoggio, e più costa meglio è: si può fare meglio gli sbruffoni. Ma dai, oggi l'idiozia suprema e meschina. Mi spiego: tale logica è dispendiosa ( ricchezza = potere di perdita arrecante gloria da sfregio = apice sempre declinante il potlac [ = bruciare interi villaggi, come bruciare oggi una prima e unica casa ] fino agli odierni miseri dispendi borghesi = permane una sfida intrisa di astiose invidie, svaniscono nobiltà e generosità ) ma attualmente pare priva di nobiltà quindi una gara tra pezzenti, una gara che, se partecipasse, un signore vincerebbe solo solleticando il suo spirito. - fa perdere purtroppo anche il godimento della bellezza "oggettiva" delle cose: si comincia ad apprezzare il bene x non per le sue qualità ma perché molto costoso e status symbol ( :goccia: )
  25. Non difendo nulla, capo. Solo, ho il nichilismo per sapere che il livello di 'mio' di una cosa che ho comprato non equivale al livello di 'mio' di una cosa che ho fatto. Non possiamo determinare, o pretendere di determinare, ciò che *consumiamo*. Come per l'amore, no? Se pensi di cambiare, ovvero renderti in parte 'autore' di un'altra persona, quella sarà 'tua' a un livello di amore reale. Se pensi che amare sia solo 'consumare' una persona già 'bella e fatta' che ti piace, beh, allora dirai "non ho il diritto di cambiarti..." e quella sarà 'tua' solo nel senso di 'la persona con cui ti accompagni'... :) il sottolineato - collegato all'idea di amore - mi mancava, un'altra lezione davvero buona in cantina. Ringrazio. sulla questione Apple ho letto la tua rispota a Chibi sull'esempio dei rasoi gillette. Ora comprendo,
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