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Giorni Vinti
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a silent bob in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
E che c'entra? Se voglio scrivermi un programmino che sul mio iphone tiene traccia e scarica i video porno che appaiono in vari siti (non so, youporn, xhamster e balle varie) perché non devo potere farlo? Il punto è: perché dovresti poterlo fare? In virtù di cosa dovresti essere libero di farlo? L'iPhone non l'hai fatto tu. L'ha comprato. E come ogni cosa, si intende da usarsi nel modo indicato da suo creatore. Che non sei tu. La tua logica mi pare puro egocentrismo. Non solo perché 'in teoria si potrebbe' fare qualcosa con un oggetto creato da altri, significa cge ne ne abbia il diritto. Ma proprio no! Perché non posso usare una macchina Nespresso per fare il tè? Se vuoi, puoi progettare erealizzare tu il telefono dei tuoi sogni. Se ce la fai, bravo. Ma non pensaree soprattutto pretendere che le visioni altrui *debbano* diventare il mezzo delle tue. Per dire che alla fine si parla sempre di macchine che devono offrire funzioni e perciò migliorabili. Difendere l'intenzione del creatore non mi sembra gran ché. I computer sono davvero come i preservativi. -
ma talvolta lo faccio per davvero: tipo mi capitano delle passeggiate a Roma con andata e ritorno da solo, di ritorno da tali passeggiate sono sempre molto soddisfatto ed esausto, e quindi decido di farmi un viaggio godurioso piuttosto che viaggioso. Indi evito di prendere l'autostrada, da aprile/maggio a settembre, specie con la cabrio, è davvero piacevole. C'è un bel paesaggio e il navigatore talvolta mi fa incuneare dentro alcuni paesi, molto meglio dell'autostrada anche se dura un pò di più.
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ma che bella banalità. sai, di solito la fonte viene citata proprio nell'articolo. tant'è che il problema non è la fonte, ma come è stata tradotta. ed in seguito riportata da altri. ma che bello il tizio col nome strano si dimostra coglione 2 volte pel divertimento del forum ihihih. credici ma sei davvero sicuro? leggi un po' che scriveva shito in apertura: tutti la commentano ma ovviamente nessuno la verifica, senza pensare che molto probabilmente si tratta di una traduzione di una traduzione di una traduzione, magari editata o tagliata. detto ciò e quindi cadute tutte le minchiate conseguenti che hai scritto, datti una calmata. non è l'invettiva di un tecnofobo contro ipad e soci, ma purtroppo è l'invettiva di un tecnofobo che dà degli alienati a troppi individui per i loro intrattenimenti e trastulli tecnologici. siamo al punto che si critica il progresso tecnologico utile, quello che facilita una qualchesia operazione (si parla di gesti su uno schermo). e magari qualcuno giustifica questa presa di posizione del regista otaku in questione... intendi dire che c'è disinformazione? (uh che bello, si potrebbe parlare di misinformation e disinformation) come osi criticare la libertà di stampa!!! censore!!! Roger è sempre più stupido, ora ho anche capito che è un coglione di destra che si crede intelligente, vabbé. Che Shito abbia parlato di traduzione non vuol dire niente, il falsamento principale come ho dimostrato nei precedenti post non sta nella traduzione ma nel titolaggio. Ho esempi simili di news italiane, con nessuna opera di traduzione. Vuoi capire o no? accendi il cervello prima di quotare Shito o no? Poi Shito dice che l'ultima frase viene tagliata su animeclick c'è una traduzione differente dalla sua ma identica nel contenuto: la similitudine con la masturbazione è solo nella gestualità, si fa cmq menzione di cellulari e sms.
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ma che bella banalità. sai, di solito la fonte viene citata proprio nell'articolo. tant'è che il problema non è la fonte, ma come è stata tradotta. ed in seguito riportata da altri. ma che bello il tizio col nome strano si dimostra coglione 2 volte pel divertimento del forum ihihih. MA CHE CAZZO STAI DICENDO CHE IL PROBLEMA è LA TRADUZIONE DELLA FONTE? Shito è coglione a frequentare sto forum dove manco lo capiscono. O forse è stato un pò sciocco anche lui a focalizzare l'attenzione su una giusta traduzione non solo per eccesso di zelo. Il problema non è nella traduzione [ è simile a quella di Shito anche quella su bancioclick per intenderci: http://www.animeclick.it/news/25596-hayao-miyazaki-ipad-e-iphone-sono-come-la-masturbazione ] ma nel titolo. ( = che è falsato, ma può trarre in inganno solo se non si clicca e controlla il testo per intero ) QUINDI QUELLO CHE TU DICI è UNA CAZZATA: il problema è nella non consultazione della fonte ( che è nell'articolo ma non nel titolo: il titolo (DEFORMATO) porta i click ) non nella traduzione di questa.Indi la gente che fraintende è gente che se ne frega non è gente ingannata dalla traduzione scorretta. Io ho libero come homepage e mi capitano quotidianamente sti titoli acchiappaclick, li fiuto da lontano. PER CONCLUDERE: il problema tra persone oneste non esiste perché chiunque ha letto l'articolo completo ha inteso il pensiero del miya ( la percettività empatica di Shito qui non serve, basta conoscere la propria lingua ).
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a parte che non ho letto un solo tuo post dagli intenti lodevoli, vabbè sarai na pippa. Cmq si mette tristezza anche quello, uno nella vita dovrebbe essere felice invece sta smacinato in quel modo tra impegni vari. Io le rare volte che prendo il pullman cerco sempre di divertirmi ( faccio il cazzone con i cazzoni e non sfuggo alle rare occasioni di buone conversazioni ) se devo avere gli occhi da pesce lesso me ne sto a casa. p.s. vabbé ma io quando mi sposto è sempre per na passeggiata mai impegni veri quindi discorso a parte. Se lo spostamento è obbligatorio mi pare sensatissimo il discorso di Gallo. Meglio un libro o musica che nulla.
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Si è molto triste non trovare compagni interessanti con cui chiacchierare ...
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a parte una piccola risata a Shito che con la scusa di inveire contro la comunicazione informativa difende la sua beneamata Apple Anch'io ho sensazioni simile a quelle del Miya le poche volte che vado in autobus e vedo gente che sente musica ( di lettori e videogiocatori ce ne son meno ). Mi dà un pò il senso di un volersi alienare molto deprecabile, e penso di capire la cosa perché in passato lo facevo anch'io ( ho capito tardi ) O anche gente che deve fare un viaggio in macchina e si prepare il cd fico da ascoltare, mette tristezza. Su i romanzi? Probabilmente il Miya non vede i suoi difetti, fatto sta che vedendo gente fissata dinanzi a uno schermo o ipnotizzata dalle cuffiette mi viene davvero da pensare cazzo questo sta alienato di brutto, su un libro un pò meno. Ma è una cosa di sensazioni. p.s. notata anche la grande idiozia dell'autore del post 7 199x r, che pensa subito a uno sterminio di massa degli stupidi umani ( salviamo lui e pochi eletti ). Senza darsi il pensiero che 1) gli umani che fraintendono quella notizia saranno per la maggiorparte otaku o nerd sfigati come lui ( altrimenti dell'opinione di un regista di cartoni su apple gliene frega una mazza ) 2) che cmq in buona parte non è che fraintendono perché sono stupidi fraintendono perché leggono e non gliene frega un cazzo di andare alle fonti. Non è manco pigrizia eh! notizia sbattuta in prima pagina, la leggo e passo oltre via. Anch'io non fosse stato per Shito che ha aperto il post me ne sarei fregato ampiamente ( vabbè intuendo la storpiatura senza andare alle fonti ... )
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per riposarmi un pò da L'esperienza Interiore, decido di dare un'altra passata a Miller con opus pistorum. Intanto, come mio costume, leggo un pò di roba per internet tanto per introduzione, leggò un pò anche su Giorni Tranquilli A Clichy. Riporto un commento beccato su ibs, che è il massimo dell'idiozia nel voler conciliare la stima acclamata per un autore con le proprie credenze contrarie al pensiero di questo: Giorni tanto tranquilli non sembrano propriamente esserlo quelli annotati in questa sorta di cahier de mémoires che ci descrivono le trasgressioni e gli eccessi dei due sciroccati amici, Carlo e Joey, scrittori eternamente affamati e in bolletta, a continua caccia d’ispirazione e di donne da abbordare qua e là agli angoli più pittoreschi della Parigi d’anteguerra. E’ noto a tutti che l’etichetta che Henry Miller si è meritatamente trovato appiccicata addosso è quella di pornografo, per l’argomento narrativo da lui prediletto che lo ha reso celebre, nel quale eccelle per l’ampiezza descrittiva, la dovizia dei particolari e la fervida inventiva. In questo romanzo minore, delle licenziose imprese raccontate ben poco è lasciato all’immaginazione del lettore, che si ritrova incerto se sentirsi ipocritamente scandalizzato o liberarsi in gran risate di divertimento. Malgrado ovvie perplessità, è riduttivo ritenere questo scrittore essenzialmente un pornografo, anche se qui, in un’esaltazione dissacratoria, sembrerebbe proprio intenzionato a raggiungere il culmine della saloperie, quasi nell’intento premeditato di riuscire a toccare il fondo del pozzo nero per riemergerne poi redento. In lui c’è molto da scoprire d’altro. Non lasciandosi fuorviare troppo dalle indecenti relazioni sulle sue spregiudicate avventure, espressamente inventate per autentica provocazione, si scopre dietro alla maschera il vero Henry Miller, intellettualmente impegnato, rispettoso dell’etica, colmo di generosità, galanteria e idealismo, che, debitamente ripulito, potrebbe paradossalmente essere considerato uno scrittore di formazione anche dai più intransigenti perbenisti. Belle anche le diatribe a commento di Opus Pistorum: dato che non è erotismo ( non c'è troppa complicatezza mentale ) dev'essere necessariamente pornografia ( = Rocco Siffredi ).
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Ni, ovvero in principio si ma poi la loro evoluzione è sessantottina, cioè avviene nello stesso contesto del '68 e diviene inevitabilmente tale ovvero diversa da tutte le precedenti. Per dire un mucchio di chiacchieroni, non macchiati del sangue di manco un centinaio di persone, sarebbero solo stati frustrati per i loro scarsi risultati. Qui invece esultano credendo di fare, non viene mai fatta un'azione decisiva perché il forte impatto mediatico dà l'impressione che anche quei passettini siano qualcosa. Quindi non è assolutamente sempre lo stesso, il contesto storico nel film si fa sentire molto. D'altronde una manifestazione artistica per portare avanti delle idee - a livello di masse - è anche essa di una certa origine. p.s. Non che intenda dire che Pom Poko sia esclusivamente una riflessione sui moti '68. A mio avviso è entrambe le cose, quelle sostenute da me e quelle sostenute da te. Perché non ho mai menzionato l'ambientalismo e il rimpianto pel vecchio Giappone? Beh mi sembrava ovvio in un cartone fatto dalla studio ghibli e in cui una montagna viene distrutta per costruire dei palazzi e a questa distruzione s'oppongono delle creature mezzo-mitologico, la cui componente magica si ritrova esplicitamente negli antichi testi.
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mmmh, mi stai convincendo. Non che non continui a vederci quelle cose ma potrebbe davvero essere tutta roba mia. mi sa che sto pagando lo scotto di ignoranza della cultura giapponese D: Ad avvallare la tua ipotesi anche il fatto che idee come quelle che io ho visto in Pom Poko di Takahata non sono comuni ad altri suoi film, oltre che in quelli dello Studio Ghibli. Al contrario le tue idee trovano riscontro, di mio posso portare solo un passato sinistrorso che però nelle altre opere dello studio rimane solo abbozzato ... Quello che dici tu invece è molto spesso ben presente. Rimangono tutte le cose dette prima però: Gonta che vuole fare terrorismo duro, è innegabili. Altri che preferisce delle manifestazioni pacifiche. Lunghe discussioni interne che si risolvono in un nulla di fatto. L'effetto delle loro azioni che è più mediatico/comunicativo che reale. Il senso di vittoria per traguardi insignificanti. L'odio per gli umani ma al tempo stesso la consapevolezza di esserne ormai dipendenti ( ma non sono tizi che si criticano seduti sul divano di casa, sono tizi che fanno ciò mentre organizzano manifestazioni e attentati) . Imho in quanto scritto non ho dato giusto rilievo alle tradizioni ( c'è anche il fatto che i 3 vecchi rimprovano ai tanuki di non farsi ripsettare come avviene da loro ), però prima di retrocedere del tutto vorrei qualche altra confutazione.
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:smarrimento: possibile? eppure vedevo il gruppo di Gonta come terroristi che scelgono la via dura, i tanuki delle manifestazioni come roba tipo rock stile facciamo un grande evento per testimoniare la nostra forza e poi il grande evento diviene una macchina per far soldi inglobata dal sistema, pur contro la voglia di realizzatori e partecipanti.
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una domanda: ma sta macchinetta che fa i caffe va lavata oppure non ce ne è bisogno?
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allora cinema militante inteso come autocritica non come arte per formatrice di rivoluzionari dicevo io, anche se la parola ha entrambi i sensi. Boh Shito, le ruspe che distruggono cantieri e cose varie con i buoni ( bambini, tizi random attaccati al villaggio o animali ) che s'oppongono è cosa vecchia. Il film diventa notevole se mette un qualcosa in più. Il qualcosa in più di Pom Poko è che il modo in cui viene intrapresa questa lotta è un'osservazione critica dei moti sessantottini nelle loro varianti. Ok, non c'è una sola cosa esplicita a dire ciò. Ma XD mi ci giocherei un dito della mano destra che l'interpretazione è giusta, o anche un qualcosa random. Tipo una macchinetta nespresso. Al posto tuo, se hai almeno un recapito di Takahata, porgerei la domanda direttamente a lui. p.s. non so, io il contenuto specifico di Dennou Coil non sono riuscito a enuclearlo. Se ti riferisci alla troppa "computerizzazione" nelle nuove generazioni beh niente a che fare con Pom Poko. Dico ad una delle prime riunioni sul decidere cosa fare i tanuki prima chiacchierano molto, poi si addormentano al momento di fare qualcosa di concreto per svegliarsi appena arriva da mangiare. Quando Gonta tenta di fare una presa di potere con la violenza tutto finisce in una chiacchierata generale tra amici. Alla fine i tizi che avevano fatto la manifestazione pacifica ( = concerti, Woodstock ) trovano da lavorare all'interno del sistema e sopravvivono in quel modo ( = rockettari ) mentre gli altri incapaci a fare trasformazioni dice che diverranno barboni e vivranno ai limiti della società. Gonta alla fine va a fare il terrorista ma conclude poco e niente a prezzo di grandi sacrifici ( e pel poco che ne so il Giappone insieme a Germania e Italia fu quello in cui la lotta armata divampò maggiormente ). Questa è critica PRECISA, altro che Dennou Coil. E si capsice subito non sto sovrainterpretando un cazzo. p.p.s. cmq Dennou Coil, al di là del messaggio facilmente equivocabile e molto vacuo, è un gran cartone perché ha personaggi di spessore e gran storia.
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La spiegazione allegorica talvolta si rende necessaria, altrimenti Pom Poko avrebbe davvero poco senso visto che d'esplicito dice poco. Sarebbe una fiaba ambientalista da due soldi, cartone animato della domenica per mediaset. Il contesto culturale in cui è nato e un minimo di cnoscenza del regista rendono la mia esegesi molto più che probabile. è quanto basta in mancanza di parole esplicite. Cmq visto che parli di influenze io NON ho mai detto che T. sia stato influenzato dal cinema militante - e neppure lo penso - ma che i suoi contenuti siano simili a quelli di tale cinema.
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http://www.youtube.com/watch?v=PH2M6iCSXhs Divertiti Dairon ( video random )! Da spiegarti mille cose non ho voglia - sinceramente è questione di voglia, tutte le volte che mi ci son messo hai potuto constatare che le mie opinioni reggevano - d'altronde educare è la passione di Shito, può darsi che in uno sprazzo di tempo libero ti risponda lui.
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Cioè, in pratica, mi stai chiedendo non un opera che tratti di politica in qualsivoglia senso, ma un'opera che a tuo giudizio sia metaforica di un dibattito politico N, senza esservi esplicitamente legata ed anzi potendo essere in sé un'opera fantastica senza alcun legame con la politica visibile. Beh... non posso far finta d'avere una telepatia analitica che gli esseri umani non hanno. esatto Pom Poko è proprio il capolavoro che dici sopra. E se tu non lo riesci a capire problema tuo, l'intelligenza è una discriminante non da poco eh! ( pure sono sicuro che Pom Poko lo capisci ) p.s. a Ferrarin risponderei: si può anche non volare eh, se lo stato o la nazione non piacciono.
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d'accordo sul non quotato. Ma non so bene che intendi tanto più che su libri del genere non ci vado da secoli, però io studiai sia il latino che l'inglese con le loro forme. Cioè non mi dissi mai costrutto inglese ma cercavo sempre di andare alle origini. Del tipo la perifrastica passiva mi fa venire in mente un aggettivo ( il gerundivo ) + dativo come complimento di termine. Bellum vincendum est mihi = la guerra è per me da vincere. Non so se è quello che intendevi tu, però.
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Sicuramente c'è rimpianto per il tempo che è stato e avversione per l'invasione del nuovo. Ma ci fu anche nel '68 europeo. Ora io non so davvero niente di quel periodo in Giappone però presumo che la nobiltà di spirito vecchio stile e gesti sacrificali come quello del kamikaze s'accordassero molto allo spirito anti-borghese del tempo. Quindi penso che si, rimpianto del vecchio che era maggiore spiritualità e nobiltà d'animo dinanzi alla miseria incalzante della modernità. Soprattutto per un paese di tradizione piene d'onore come il Giappone ci sta tutto.
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a mio parere i giapponesi della tradizione mi sembra del tutto sbagliato. Io vedrei piuttosto i tanuki come i giovani sessantottini infatuati dalle idee di sinistra ma sotto sotto attratti dal capitalismo e gli umani come i "borghesi". In Masculin Feminin di Godard c'è una frase che dice: figli di Marx e della Coca Cola, per bene identificare quella generazione ( poi su un cocaocolainomane come me resta impressa 2 volte ) D'accordo con la scena del ritorno in primavera e le riflessioni connesse. Penso che la grandezza di Pom Poko risieda proprio in parlare di cose aspre e razionali in modo umano e dolce ( chessò c'è una scena di valenza equivalente anche in La Cinese di Godard [ i ragazzi fanno la ginnastica mattutina alla Mao ma non tralasciano di darsi toccatine e occhiate varie ] ma non ha neppure la metà dell'impatto emotivo e di conseguenza significativo di Pom Poko, il tentativo di rendere le cose un pò più umane passa inosservato )
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no, il fulcro non era di parlare di cose realmente accadute. Era di parlare di cose realmente accadute in modo dialettico. Pom Poko mi ricorda molti film militanti anni '70, stile Dziga Vertov Group. Ma dico davvero eh! a parte i cartoni e tutto, ha un acutezza critica grandiosa, porta alla riflessioni su cose vere. Chessò uno dopo aver visto Gits non hai capito cmq un cazzo di niente. Perché Gits parle di cose alla fine vacue e difficilmente identificabili: società supermoderne e disumanizzate, etc. etc. Classiche cazzate da fantascienze. Pom poko ha un cipiglio militante davvero unico per un anime giapponese, e per dirla alla Shito la cosa pazza è che è anche un cartone destinato ai giovani alla fine. Dopo Pom Poko puoi capire la contraddizione di amare la vita e volere la morte dei borghesi, la tristezza dietro tutti i concerti rock ( una decadenza ininterrotta ), il significato di parole come bobo ( non proprio boheme, ma alla fine hanno i classici vizi da borghesi: dicono non ricordo a che punto di non essere pronto ad ammazzare tutti gli umani ( = borghesi e capitalisti ) perché assueffatti alle loro cose ), CAPISCI EGREGIAMENTE TUTTI GLI ANNI '70. Ma in modo critico, Takahata non dà un resoconto storico ma una SPIEGAZIONE SUA. Versailles No Bara ha, per l'aspetto politico, il cipiglio di un libro di storia, Pom Poko di un saggio critico di primo spessore.
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Rivisto Pom Poko, su tutto: - è l’unico cartone giapponese finora visto che parli di politica concreta qui e ora piuttosto che di questioni tanto universali quanto aeree, ce ne sono altri del genere? - ho letto un po’ di cose su internet e, oltre a notare come conseguenza di quanto segue che l’idiozia regna sovrana tra i fan ghibli ( imo più fan di fantasy e cazzi vari che di contenuto ), ho notato che tutti ne parlano come di favola ecologista, quasi nessuno come puntualissimo e acutissimo discorso metaforico su i vari movimenti ( dal rock americano, all’engage chiacchieroso alla francese fino alla lotta armata ) degli anni ‘70. Mi sono imbattuto nei siti sbagliati o continuo ( / avo ) a sopravvalutare la gente ?
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- Shito sa come mettere in imbarazzo le persone, umphf. - nah, sei pesante sul forum dal vivo dici cose con contenuto pur avendo molta leggerezza.
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Letto Giorni Tranquilli a Clichy di Miller, lo segnalo perché l'ho letto tutto in un fiato stanotte ( dall'1 ad ora=le 5, piccoli intervalli di barcamenamento tra vasca, pc e cucina ) ed era una cosa che non mi capitava da secoli. Davvero molto bello e pieno di vita, anche molto lontano per questo dai soliti libri erotici che leggo ( ma è giusto classificarlo in tal categoria ? ). Vidi anche, ma oltre 1 anno fa, l'adattamento di Chabrol, buono per le scene con la donna armata di rivoltella e con la giovincella, pessimo in quelle dei bordelli, del tutto manchevole della critica ai francesi ( o meglio le frasi di critica del libro ci sono ma non si sente il tono di Miller ). Una sorpresa davvero piacevolissima!
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Secondo me c'e' una scena emblematica del film. Quando Seita dopo esseri seduto composto come l'educazione richiede, si dice che dopotutto in quel frangente non serve mica e che puo' farne anche a meno. Mi sono sempre chiesto cosa ci avrebbe mai capito un italiano di questa scena. Non mi pare così' incomprensibile. Si "sa" che i giapponesi sono formali "sempre". Concordo con Dairon. p.s. di solito quando penso a sto film di Takahata mi viene in mente anche Rapsodia in Agosto, sarà che di cinema orientale conosco poco.
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AIUTO URGENTE!!!
topic ha risposto a silent bob in una silent bob nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Il mio papà una volta mi insegnò una cosa: "Esistono due tipi di uomini, quelli con le palle dure e quelli con le palle mosce. E da cosa si riconoscono? Semplice... Guarda quello che si bulla e parla, parla, parla, e guarda quello che se ne sta tranquillo e zitto. Ecco, occhio sempre a quello che sta zitto...". Al di là di me ti dirò che sta frase di solito sta in bocca ai tipi taciturni, vogliono sentirsi forti e quindi dicono questo. O è anche buona per far stare calmo il bambino senza che si metta a fare giochi stupidi per provare il proprio coraggio/forza agli amici.