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Maximilian

Pchan User
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  1. Sì, vero. Si faceva particolare riferimento ad un'espressione usata durante un'intervista in cui la costruzione sintattica della frase era -per così dire- peculiare. C'è stato un lungo ed approfondito discorso in cui tu hai spiegato le tue ragioni, io ho spiegato le mie e, come già detto, non è stato possibile trovare un punto d'incontro perché il tuo concetto di "italiano corretto" non è facilmente compatibile con il mio. Fin qui, si rimane nell'ambito della discussione accademica e, come già scritto, posso non condividere le tue scelte ma di sicuro non le considero sbagliate "per ignoranza". Posso considerarle sbagliate ideologicamente, magari. E lo faccio. Posso ritenere che l'italiano che tu usi non risponda alle fondamentali regole di "trasferimento informazione" che io considero basilari per definire una lingua "funzionale" e quindi "valida". Tu puoi non concordare e non ritenere fondate le mie motivazioni (lingua = comunicazione, non forma) e ok. Non ci si troverà mai su questo punto e uno se ne fa una ragione. O meglio: io me ne faccio una ragione. Apparentemente, tu meno. Chissà perché. Come sto -inutilmente- cercando di spiegarti, però, questo è (o meglio: era) solo il primo livello di problematicità. Perché a fronte di evidenti e continui e reiterati strafalcioni (difficilmente potrai convincermi che una persona che millanta la conoscenza della lingua al tuo livello sia incapace di gestire ad un livello "primordiale" la differenza tra "è" accentata-verbo ed "e" congiunzione, e questo giusto per fare l'esempio più immediatamente eclatante), ribadisco il sospetto legittimo -fino a prova contraria che, mi spiace, dovresti fornire tu, visto che gli errori (plurale) sono i tuoi- che la tua capacità di utilizzo degli strumenti di base della lingua italiana sia... come posso trovare un termine tecnico... Incriccata? Atrofizzata? Necrotizzata? A questo punto per dimostrare l'infondatezza del mio assioma, ovvero: [shito usa in fase di adattamento espressioni peculiari, desuete e poco attinenti all'uso comune della lingua italiana. Lui dice che lo fa -per cominciare- per rispettare la fedeltà del testo originale (e su questo non ho mezzi per discutere) e che, comunque, quelle espressioni sono valide anche per (il suo concetto de) l'italiano corrente. Tuttavia il suo uso dell'italiano corrente appare ANCHE lacunoso -e sono gentile- durante le conversazioni sui forum, ad un livello tale da far sospettare carenze più gravi di un semplice "errore di distrazione". Ergo: viene messa in dubbio la conoscenza e la capacità di utilizzo dei meccanismi sintattici e grammaticali della lingua italiana.] Come confutare questi dubbi? Be', a giudicare da quello che scrivi sui forum, c'è poco da fare: l'italiano non lo sai usare tanto bene quanto credi. Magari però nei copioni ci metti cura certosina e padroneggi la lingua molto meglio (il che già sarebbe alquanto grave, ma tralasciamo), quindi perché non vedere i copioni originali in modo da vedere se ci si trova altre perle tipo "un'uomo" o "è" invece di "e" o cose del genere? Giusto perché si è malpensanti e sono una Brutta Persona ©, eh? Però... Oh. Peccato. Cioé: comodo, certo. Ma un vero peccato.
  2. Uhm... citazione non colta? Bòn, non importa. Meglio, perché in questo caso, almeno, per me non c'è molto da ridere... La mia risposta a Fencer sul perché considero gravi e preoccupanti quelli che tu ti ostini a definire "innocenti slati" è del tutto sincera. Sono realmente convito del fatto che tu abbia un problema. Non riesco ancora a inquadrarne bene la natura e i rapporti di causa/effetto, ma resta il fatto che un problema c'è. Sai che si dice della scusa non richiesta, vero? Volentieri. Passa i tuoi copioni originali così gli faccio un po' di proof-reading.
  3. Bravo: ammettere di avere un problema è il primo passo verso la guarigione. Abbiamo tutti fiducia in te. Sì, ma non mi ricascare subito nell'errore: non è uno "slato". Trattasi di "strafalcione". Hai presente, quelli per cui ai (senza "h") bimbi delle elementari si sottolinea con la penna rossa? Ecco, quelli lì. Per intenderci: slato = Strafalcione = Vedi la differenza? (Ok... domanda retorica, lo ammetto). Fino ad ora, non mi hai dato motivo per non crederci. Fatti due conti... Ehm... non è questione di cosa creda io. Poi ognuno crede a quel che vuole, figurati. E' questione di fatti visibili. Io credo a quel che vedo, e quel che vedo è (qui ci vuole l'accento) quel che vedo. Poi che gli altri non te lo facciano notare per piaggeria, per compassione o per mancanza di tempo, non so che farci. Resta la parola scritta -e sbagliata-. Ti sei dimenticato di aggiungere: "Sei solo chiacchiere e distintivo. CHIACCHIERE E DISTINTIVO!" Faceva più personaggio.
  4. Adoro, quando mi dai ragione. Perché so quanto ti costa.
  5. @Fencer: no, non è un argomento tabù. Più che altro, potrebbe dare una sturata ad una sequela di post che levati. Oltretutto, una cosa già successa nel topic su Porco Rosso/Pon Poko che magari puoi andare a riscavarti per farti un'idea. Però hai ragione: merita una risposta onesta, quindi scusa per la superficialità. Di base, ci sono due livelli. Il primo, quello più elementare, è determinato da una differenza "ideologica" comprensibile: Shito è un purista della forma, io un comunicatore. Per lui la lingua è una forma cristallizzata, per me è uso ed evoluzione. Le due cose sono difficilmente conciliabili ma tant'è: si tratta di due posizioni "accademiche" su cui si fanno profonde elucubrazioni già in altre e più alte sedi. Puoi apprezzare l'una o l'altra, cercare un compromesso o, insomma, gestirtela un po' come vuoi. Non è un problema. Poi c'è un secondo livello, che per me è un po' più "grave". Ovvero: quella che prima era considerata una battuta ("gli adattamenti di Shito non sono in lingua italiana") è diventata un sospetto anche alquanto raccapricciante. In linea di massima se prima potevo avere l'idea che le varie "scelte di adattamento" fossero discutibili, ma comunque riconducibili ad uno stile -su cui puoi o non puoi anche essere concorde, vedi l'opinione di Naito, ma non è che sia una "questione di stato"- allo stato attuale tendo a ritenere che ci siano problemi con radici più profonde. Per intenderci: qui parliamo di uno che scrive "un'uomo" con l'apostrofo e usa la "è" come congiunzione. Ripetutamente. E per lui sono "slati da forum". Io una cosa del genere posso capirla da qualcuno che non maneggia la lingua italiana per mestiere, per esempio. Posso anche capire che tu scriva "quanmdo" invece di "quando" (e QUESTO è uno "slato"). Ma da uno che pontifica, dall'alto della sua professione, sull'aderenza ai dettami della lingua italiana... Ehm... Per me sono un sintomo, ecco. Insomma: la mia impressione è che quella che prima era o poteva essere -appunto- una scelta stilistica si sia progressivamente fossilizzata in vera incapacità di utilizzo e (pun intended) "adattamento" alla lingua italiana intesa come "sistema in evoluzione" fin dai suoi livelli più elementari. Non la sa più usare, insomma. Hai presente quei discorsi spaventosamente involuti di alcuni politici, pieni di roboanti termini e anacoluti e arzigogoli che poi, quando li vai ad analizzare bene, alla fine non significano praticamente nulla? Ecco: esagerando un po', direi che siamo su quella strada. Quale sia la ragione per cui questa combinazione di incapacità e oltranzismo è diventata la sua cifra stilistica non saprei dirlo. So che nel momento in cui parte del pubblico non riesce a "godere" dell'opera di un autore per colpa del tuo lavoro di adattamento, quando ti si fa notare in più di una circostanza che il tuo concetto di "uso della lingua italiana" avrebbe bisogno -come minimo- di una registratina, ecco... qualche dubbio che vada oltre il: "Sono tutti capre" dovresti anche fartelo. Ma in tutta sincerità credo sia più probabile far ammettere ad un alcolizzato di essere tale...
  6. Quello è solo uno degli elementi. Ce ne sono altri, ma...
  7. Maximilian

    Soul of Chogokin

    Uh, avevo capito io male la domanda, sorry.
  8. Maximilian

    Soul of Chogokin

    Ancora non si sa. Un'ipotesi è che abbia una doppia testa: una per la trasformazione in navicella e una "fissa" per il robot. Anche il Danguard ha una cosa del genere, per esempio.
  9. Maximilian

    L'angolo del robottame

    La fine. L'apocalisse. Siamo fottuti.
  10. Maximilian

    Kill la Kill

    Questa dello "specchietto per le allodole" me la dovete spiegare...
  11. Maximilian

    [Bandai] Metal Build

    Annunciato anche il Lancelot Albion. Bandai vuole che muoro.
  12. Maximilian

    [Bandai] Metal Build

    Chissà se sarà in scala...
  13. Maximilian

    Soul of Chogokin

    Il Laevatein lo prendo anche io. E farei lo stesso con la YF-30, se qualcuno la importasse in Italia...
  14. Maximilian

    TRAILERS E NEWS

    Idem. Io credo che lo vedrò. Vi faccio sapere.
  15. Maximilian

    Soul of Chogokin

    Meglio. Tra Arcadia e Trider io direi che per quest'anno sono più che a posto.
  16. Maximilian

    Soul of Chogokin

    E alè. En Plein.
  17. Ok, dopo aver visto il prmo del Trider SoC sì, rischiavo l'infarto ma va bene così. Per quanto mi riguarda possono metterci bene o male chi vogliono, BASTA CHE RISTABILISCANO LO SQUAD SISTEM PORCOZIO!
  18. Posto io, in degno omaggio all'oscena QUALITY (no, davvero: inguardabile) della puntanata testé visionata, che io aspetto i subbi non mi guardo gli spoiler, tzè. Dovessero rovinarmi qualche sorpresa o mi dovessi perdere qualche fondamentale passaggio della trama. E ora, festa! http://youtu.be/tvaKKWv1-tQ
  19. Maximilian

    REWIND <<

    Ah, ok. Intendevi dal punto di vista narrativo. Errore di interpretazione mio, sorry.
  20. Maximilian

    Soul of Chogokin

    A quanto pare sì (ma nella foto sembra più un coso plasticoso che altro). Modello vecchio dello Shuttle, comunque, ma sticacchi: basta che lo facciano uscire, così completo la Muteki Combination.
  21. Maximilian

    Soul of Chogokin

    Per ora gira questa
  22. Maximilian

    Soul of Chogokin

    Confermato il Trider G7. In esposizione a Lucca. Giubilo.
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