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[PS3/PS2/PSP] Super Robot Taisen Z Saga
topic ha risposto a Maximilian in una Maximilian nella sezione L'arena videoludica
Absolutely -
[PS3/PS2/PSP] Super Robot Taisen Z Saga
topic ha risposto a Maximilian in una Maximilian nella sezione L'arena videoludica
139 in melee potrebbe essere un record negativo, eh? -
House M.D.
topic ha risposto a Maximilian in una Maximilian nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Condivido. Unico problema, secondo me, la forzatura sulla "smart girl". Ok la scuola esclusiva per ragazzini dotati, ma quella mocciosa con l'occhio nero era più acuta di House, a momenti. Puntatona, comunque. E credo che quell'Allons-y mi resterà nel cuore... -
[PS3/PS2/PSP] Super Robot Taisen Z Saga
topic ha risposto a Maximilian in una Maximilian nella sezione L'arena videoludica
Secondo me l'unico modo che hanno per renderlo utilizzabile è dargli un livello di Leadership abnorme... -
Per me l'unica cosa che cambierebbe di molto le cose è cambiare modello e passare direttamente al prossimo. Anzi, a quello dopo ancora, mi sa...
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Appena visto. In questo momento la meraviglia e l'ammirazione travalicano la mia capacità di analisi. Appena mi sarò ripreso (cosa che può accadere domani, o più verosimilmente tra una decina d'anni), provo a postare qualche commento più approfondito. Per il momento mi limito ad un sacrosanto: PORCAZOZZA CHE FILMONE!!! :notworthy:
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[PS3/PS2/PSP] Super Robot Taisen Z Saga
topic ha risposto a Maximilian in una Maximilian nella sezione L'arena videoludica
Mi ripeto: spero proprio di no... -
[PS3/PS2/PSP] Super Robot Taisen Z Saga
topic ha risposto a Maximilian in una Maximilian nella sezione L'arena videoludica
Annunciato il primo (spero) degli Originals: Fonte: SRWG-W -
House M.D.
topic ha risposto a Maximilian in una Maximilian nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Dagli tempo, Shuji-sama -
Stagione Americana 2010/2011
topic ha risposto a Maximilian in una P Again nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Tristessa... -
A volte basta rinfrescarsi la memoria. C'era una frase che mi ronzava in mente da un po', in proposito, e finalmente mi sono ricordato. "Una storia semplice", di Sciascia. In particolare dal minuto 1:00 in poi. Grazie per la precisazione, Shuji, condivido. E aggiungo: la precisione grammaticale (che, ci tengo a ricordarlo, evidentemente comunque per Shito è roba che costa fatica) non è motivazione sufficiente a definire un lavoro corretto. Si può scrivere in modo grammaticalmente impeccabile, eppure incomprensibile/inefficace. Stesso discorso per la costruzione sintattica (e già qui il lavoro di Shito inizia a divergere dalle costruzioni italiane, per sua stessa ammissione, alla ricerca della struttura nipponica). La lingua è uso, è scambio, è un sistema vivo e in continua, costante mutazione. Funziona proprio perché è così. Irrigidirsi su un sistema di regole, come se la lingua fosse un procedimento matematico, porta come logica conseguenza all'incomunicabilità (torniamo a Wittgenstein, quindi). O che il processo comunicativo funziona per opera e virtù dello Spirito Santo. Lingua corrente => lingua corretta (l'adeguamento grammaticale, semantico e sintattico si applica a partire dal parlato, alla distanza). E' un concetto che a Shito potrà anche causare svenimenti alla Duse, ma non è che possa farci molto. L'efficacia della lingua è un valore che si misura per livelli, come una costruzione che procede per piani. Se anche uno solo dei livelli non è "stabile", il risultato non sarà mai "staticamente corretto". E, in questo caso, altro che "statico"... Altra cosa, giusto per chiudere il discorso. Mi sembra si sia (volontariamente?) nicchiato su un paio di spunti che sono stati buttati lì (da sirtao, per esempio, ma anche da pippov...) Un altro adattatore, come avrebbe reso il linguaggio di Takahata? Sia in termini generali che nel particolare del famoso dialogo televisivo. Perché, se lo scopo di Takahata era generare una reazione di sconcerto di fronte al linguaggio utilizzato, allora Shito ha fatto un buon lavoro. Ma se l'autore non aveva alcuna intenzione di "far parlare" i suoi personaggi in quel modo, e per lui doveva "semplicemente" essere un dialogo tra un presentatore televisivo ed un politico (quindi registro linguistico "complesso" ma non "astruso"... spero la differenza sia chiara), allora siamo alle solite: sovrastruttura cannarsiana, sovraccarico comunicativo che esula dalle intenzioni dell'autore, sfoggio di (presunta) competenza linguistica che sconfina nell'overdose, pura masturbazione mentale. Scorretto, appunto. Formalmente, e moralmente. Ah, e un'ultima cosa (qui l'apostrofo ci va, vero?): tutta la questione del "linguaggio giapponese televisivo degli anni '80" è una sonora scemenza. Anche nel caso (anche nel caso, sottolineo), si tratterebbe comunque dell'idea di Shito di un adattamento a quel tipo di linguaggio; quindi è sempre e comunque un tizio del 2010, con il suo bagaglio culturale eccetera, che tenta di imitare (con più o meno studio alle spalle è ininfluente) un sistema linguistico non (più) suo. Artificioso già all'origine, insomma. Né più né meno di Brancaleone, con la differenza che, almeno lì, l'effetto comico era voluto.
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Dell'anno scorso, credo. Comunque è una delusione: dialoghi spenti (che per un suo lavoro è un difetto imperdonabile), personaggi insopportabili e palesemente riciclati da altri suoi precedenti lavori, trama insulsa e sviluppo noiosissimo... Non sono neanche riuscito a finire di vederlo, ed è una cosa che non mi succede praticamente mai.
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Provato a vedere "Incontrerai uno straniero alto e scuro", di Woody. Probabilmente, per quanto mi riguarda il suo peggior film...
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Ah, ok. Ma guarda che trasporre completamente ed efficacemente un testo non è una "traduzione perfetta". Anche perché, più che parlare di "traduzione perfetta", ritengo più corretto parlare di "traduzione efficace", o magari "perfettibile". Sempre se ho ben inteso quello che intendi, spero... Edit: fermo restando che, ovviamente, io parlo di "traduzione" da vero profano (eccetto che per l'inglese, dove le mie competenze sono appena passabili). Il fulcro del mio discorso non era la "traduzione", né il senso filosofico dell'atto della traduzione, quanto piuttosto la resa della lingua italiana. "Adattamento" vero e proprio, quindi. Spero almeno su questo non ci siano fraintendimenti...
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No, Shuji, aspe'... Va bene il Dio Dell(niente apostrofo)Adattamento in Terra, ma merito a Peanuts che ha intavolato (almeno: ha provato ad intavolate) un bel confronto. Solo che, appunto, non capisco come sia passato il concetto di "traduzione perfetta" da quanto dicevo io... Magari, appunto, ho scelto un modo particolarmente infelice di esprimermi. Può capitare. A me, intendo, mica al Dio Dell(niente apostrofo)Adattamento in Terra.
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Scusami Peanuts... Mi diresti, di grazia, dov'è che avrei detto una cosa del genere? Perché o mi sono spiegato male io, o non tu hai letto con attenzione quanto scrivo.
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Stagione Americana 2010/2011
topic ha risposto a Maximilian in una P Again nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Reduce dalla visione del secondo di Outcasts, non posso che condividere lo sconforto. La serie è scritta bene, ok, ma è avvincente quanto una replica di Linea Verde. La stanno menando un po' troppo per le lunghe, direi. Appena possibile provo a guardarmi anche Bedlam. Dovrà pur passare, tutto 'sto tempo prima della nuova stagione del Doctor... :goccia: -
Doctor Who Series 5, 6, 7..
topic ha risposto a Maximilian in una Tetsuya nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Se non ricordo male, dovrebbe avere più o meno sui 900 anni "soggettivi". EDIT: che poi, sempre se quello ce mi ricordo è giusto, significherebbe una media di 81 anni ad incarnazione. Ci sta tutto. Comunque, sul "computo" effettivo degli anni di un Time/Dimensions Traveler, ci si potrebbe scrivere un saggio, mi sa. -
Oh, meno male Ero già entrato nell'ordine d'idee di dover inondare il topic con messaggi copincollati. :eek: Non con me, veo? No, davvero... Dopo una così cocente umiliazione... Dopo essere stato sopraffatto da (in rigoroso ordine): - la tua soverchiante padronanza delle basi della lingua; - la tua evidente capacità di comprensione ed elasticità mentale; - la tua sottile ironia, unita a quell'insostenibile leggerezza dell'essere che rende i tuoi post un piacere da leggere, oltre che un balsamo per l'animo; - la tua pazienza, la tua manifesta capacità di mantenere sempre e comunque il controllo, il tuo aplomb così innegabilmente british; - la tua squisita cortesia... (Mi fermo qui, altrimenti riempio la pagina) No, guarda: lascio volentieri l'onore e l'onere (entrambi con l'apostrofo) a chi è capace di volteggiare al tuo livello. Io ho le coronarie deboli. Non reggerei ad un altra (qui l'apostrofo ci andrebbe, forse, ma chi sono io per stabilire cosa è "italiano corretto" e cosa non lo è, quindi mi adeguo al tuo superior sapere*) delle tue "lezioni di stile". Come se avessi accettato, guarda... Mi accontento della gentile concessione testé fattami (è italiano, questo, vero?), con la quale ho il tuo beneplacito al basso sfottò. Ben gentile comunque, ho apprezzato. * cfr. Parola di Shito, post #448. Non siamo degni, non siamo degni.
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"Ok, mi hai convinto. Hai assolutamente, pienamente e completamente ragione tu. Non so come ho fatto a sbagliarmi in questo modo, ma grazie al tuo intervento ho visto la luce e mi pento e mi dolgo dei miei peccati. Mi spiace solo che continuerò, comunque, a sfortterti ad ogni pie' sospinto ma sai com -apostrofo- è... siamo solo umani. Noi."
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Non era il concetto che avevo in mente, ma è molto interessante. Esplicheresti? (Inciso: wow, complimenti. Sei sinceramente riuscito ad intrigarmi... lo dico senza alcun sarcasmo e con notevole ammirazione)
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Deve averlo scritto Shito. Riconosco lo stile. Parla di coda, e non c'è neanche un apostrofo.
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Oh, ma non è che posso fare sempre tutto io, in questa casa! Ma te lo sai a che ora mi sono alzato stamattina? Alle sette meno un quarto! (Cit.) -Si scherza, Peanuts. Guarda, non c'è nessuna fretta. Se ti va, riflettici un po' su. @Shito. Le alternative sono due. O riposto, in continuazione, lo stesso post insistendo così sempre sullo stesso punto più e più volte ripetuto (pratica che, direi che è ormai evidente, stimola in modo abnorme in te i centri nervosi del piacere. Io ho altri modi per sollazzarmi ma non mi son mai messo a giudicare le preferenze altrui). O ti accontenti di un: "Ok, mi hai convinto. Hai assolutamente, pienamente e completamente ragione tu. Non so come ho fatto a sbagliarmi in questo modo, ma grazie al tuo intervento ho visto la luce e mi pento e mi dolgo dei miei peccati. Mi spiace solo che continuerò, comunque, a sfortterti ad ogni pie' sospinto ma sai com -apostrofo- è... siamo solo umani. Noi." Come preferisci, davvero. A me non fa alcuna diferenza. Un'unica cosa: ricordami di non andare mai, ma proprio mai, nei ristoranti che frequenti tu.
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Toh, redivivo. Che è come dire che posso affermare, legittimamente, che la carbonara è scotta, sciapita, con ingredienti scaduti e condimenti bruciati. Ma NON immangiabile, perdiana. Chiarissimo. Ora, cercherò di essere il più elementare possibile. Non sono ancora sicuro al 100 % che questo sia il modo migliore per farsi capire da te, ma le brutte abitudini sono dure a morire. Volevi una risposta seria. Esigevi una risposta seria. Hai insistito, maniacalmente come tuo solito, per avere una risposta seria. Non solo con la consapevolezza che tale risposta non avrebbe alterato di un apostorofo il tuo autoconvincimento, ma addirittura rinfacciandomi il fatto di aver avvisato (e meno male che l'ho fatto) che per tutto il fine settimana non avrei avuto il tempo di scrivere una risposta articolata. Hai avuto la tua risposta seria. Tutto ciò che potrebbe, in un'utopia (qui l'apostrofo ci va), esserti utile per capire quanto da me detto (non "accettarlo", non sia mai. Quanto meno "capirlo"...) è stato scritto. Rileggitelo, se ti va. Altrimenti, sai a me che differenza fa? Ma davvero: quale accidenti di patologia egotica ti fa pensare che io abbia davvero voglia, tempo o interesse di star dietro alle tue profondissime e sgrammaticate elucubrazioni mentali? Quale parte non t'è chiara, del: "Non me ne frega un ciufolo di quanto tu affermi, né di quel che pensi su di me, o sui tuoi massimi sistemi linguistici e miserirrimi mezzi grammaticali. Grazie, a nome di tutti coloro che vorranno partecipare al banchetto, per avermi fornito, oltre ai già noti elementi di dubbio riguardo la qualità del tuo lavoro, anche mezzi e strumenti per poterti prendere per il culo da qui all'Armageddon, ma per il resto hai già abbastanza corda per impiccarti da solo..."? Hai la convinzione di essere infallibile, l'ottusità necessaria ad andare avanti nonostante le critiche, un codazzo di adoratori che, sono sicuro, non faranno altro che aumentare e rimpolpare così le vendite dei futuri DVD. Ma goditi il meritato successo, finché dura, no? Perché insisti tanto con un poveraccio che, dal basso della sua ignoranza, s'è permesso di dirti (prove alla mano, ma sicuramente tendenziose, indiziarie e partigiane) che non sai più usare l'italiano? Ma fregatene e campa tranquillo. ^_^ Sii superiore, cribbio. Coda e tutto. EDIT: Peanuts, scusa ma la tua osservazione m'era sfuggita. "Italiano corrente" vs. "Italiano corretto", eh? Secondo te, che differenza c'è tra un cristallo ed un fluido? E secondo te, dovendo fare una ardita metafora (che, come avrai notato, mi intrigano alquanto), la lingua cosa potrebbe mai essere? Un liquido, o un cristallo?
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Veramente, no. Guarda che se non hai capito la domanda non è mica una vergogna ammetterlo. ... No, aspetta... rielaboro. Guarda che se non hai capito la domanda non se ne stupisce nessuno. Ecco, così va meglio.