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Hai visto bene.
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http://www.ign.com/videos/2013/06/27/escape-plan-trailer-1
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Attendere is the way.
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Pacific Rim - Si realizza il sogno di noi poveri robofan???!!!
topic ha risposto a Erik in una m0ntella_9 nella sezione Cinema
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Nell'intervista a cui faceva riferimento Shuji poco sopra, Goyer stesso ammetteva che allo stato attuale c'è probabilmente una dozzina di persone che conosce l'identità segreta di Superman, ma che hanno deciso di mantenere il segreto per riconoscenza. E ammetteva che per il prossimo capitolo questa storia dell'identità segreta drà qualche gatta da pelare e richiederà un po' di "creatività" per essere risolta (o più probabilmente dribblata).
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Kevin, ti consiglio Paranorman. Se ti piace la Sposa Cadavere dovresti apprezzarlo.
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Esatto. E spiegherebbe anche quella frase, che nel film suona un po' drastica: "Kripton ha avuto la sua occasione!". Che quando l'ho sentita sono rimasto tipo così -> ma che, se il giovane Landis ha ragione, acquista abbastanza senso.
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A me diverte molto, nella sua completa e totale follia.
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La storia all'areoporto con Destino e Cap? Bellissima.
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Interessante, come sempre, la posizione di Max Landis: http://www.comicbookmovie.com/fansites/notyetamovie/news/?a=82082 Non condivido al 100%, ma è interessante.
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Vero, ma: 1) quella run può fare danni enormi. 2) la coscienza di Parker è stata definitivamente cancellata qualche mese fa. E' ovvio che prima o poi si tornerà al Parker originale, ma il tutto mi fa proprio schifo e, tornando al discorso iniziale, non capisco in che modo questa bella idea rientri nello pseudomantra "l'Uomo Ragno deve essere specchio dei teenagers".
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Sarà interessante vedere cosa Goyer metterà sul tavolo quando si esibirà in quella che ha indicato come "story gymnastics".
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Condivido a pieno la tua osservazione su Lois Lane e sull'abile ribaltamento del classico status quo tra i due. Quando, poco sopra, dicevo che il film "sbroglia con abilità alcuni degli inghippi classici della vicenda dell'alieno che si credeva un uomo e voleva fingersi tale" mi riferivo proprio a questa cosa. E alla storia della S che non è una S.
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Updated: http://www.hitfix.com/motion-captured/we-take-a-closer-look-at-an-early-treatment-of-man-of-steel-to-see-what-might-have-been
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DC Universe Animated Original Movies + DC Showcase
topic ha risposto a Erik in una Roger nella sezione Libri&Fumetti
First Flight è ganzo, ma è troppo incentrato su Sinestro, secondo me. Emerald Knights l'ho trovato migliore. -
Che poi è assurdo, perché se ci fate caso la gente di Metropolis SPARISCE misteriosamente per tutto il terzo atto, salvo poi fare sporadicamente capolino. Nemmeno fossero scarafaggi. In Avengers (perdonatemi se lo ritiro fuori) il disastro di Manhattan è convincente anche perché la città è chiaramente popolata da gente nel panico totale. Metropolis, dopo le scene di panico iniziale (che durano un minuto o poco più), appare completamente vuota e silente. Tipo Berlino post bombardamento. E per la questione dell'attenzione ai "danni collaterali" di cui parlava anche Tetz, fa sorridere che Hulk si preoccupi che i mega-pesci-spaziali-della-morte non schiantino i palazzi, mentre Superman, nella stessa situazione, ci tira dentro Zod senza alcun ritegno.
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P.S. Se foste interessati al chilo e mezzo di easter eggs presenti nel film, date un occhio qui: http://screenrant.com/man-of-steel-movie-easter-eggs-trivia-comic-book-references/
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Verissimo. Però questo nello specifico è il personaggio che più di tutti incarna il divertente, divertito, frustrante caos della cosiddetta "vita normale". Peter Parker è un freelance (poi un insegnante di matematica), simpatico, un po' schivo, che ha le sue storie e la vecchia da mantenere. Una vita normalissima. Uguale a quella di tutti gli altri. E poi c'è l'Uomo Ragno, che vive una vita folle e completamente sopra le righe. Ma i due sono la stessa persona. Proprio perché i due sono la stessa persona, proprio con questo personaggio ogni cosa che normalmente porta equilibrio, in realtà porta solo altre dinamiche fuori di testa. E' chiaro che, come si è detto (e visto) più volte negli anni è più difficile scrivere una storia con dei paletti, piuttosto che una che non ne ha... ma allo stesso tempo sono i paletti che rendono interessante la vicenda. Come superare gli ostacoli senza far cadere la pizza è la parte divertente. Se non esistono ostacoli basta che nessuno ti dia uno spintone e quella pizza a casa la porterai sicuramente. Questo, chiaramente, si applica a qualunque personaggio che abbia la cosiddetta "identità segreta", ma trovo che Peter Parker sia il massimo esponente di questo tipo. P.S. Il matrimonio non è stato cancellato perché rendeva il personaggio troppo equilibrato o perché rendeva le storie troppo difficili da scrivere, ma perché Quesada (e chi per lui) era convinto che questo invecchiasse troppo Peter Parker, che invece deve sempre rimanere un teenager, nonostante il passare degli anni. Ora che il suo corpo è abitato da un vecchio scienziato pazzo panzone mi chiedo quanto sia effettivamente vicino ai teenagers.
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Dunque, andiamo con ordine. Io non sono un lettore DC Comics, conosco i personaggi abbastanza ma non approfonditamente, di certo non conosco ogni oscuro meandro delle loro storie ma, soprattutto con i più conosciuti, ho un'idea ben chiara di chi dovrebbe essere il personaggio rappresentato. Per questi motivi non sono in grado di riconoscere le singole storie a cui si è attinto per gli ultimi Batman, per esempio, ma sono in grado di indicare dove manca roba e perché alcune scelte di Nolan hanno cannato di brutto il personaggio di Bruce Wayne, soprattutto nell'ultimo capitolo. Questo, ovviamente, si applica anche per Superman. Questo film è molto ben confezionato, Snyder ha dimostrato di avere i numeri che ho sempre visto nascosti nei suoi film precedenti e di essere capace di girare sobriamente un film, anche nelle sequenze ad alto contenuto d'azione (e senza un singolo ralenti, stavolta!), con un ottimo gusto estetico. La storia ha un ampio respiro e non lascia nulla di sospeso e, anzi, sbroglia con abilità alcuni degli inghippi classici della vicenda dell'alieno che si credeva un uomo e voleva fingersi tale. Però non tutto è riuscito al massimo. Il prologo su Kripton è ottimo, giustamente poco chiaro nelle sue intenzioni fino a molto più avanti nel film. L'atmosfera crepuscolare e ostile che si respira su quel pianeta ben si adatta alle ultime ore di vita di un mondo sull'orlo della fine. Qui conosciamo tutti i comprimari alieni, tutti ottimamente interpretati. Anche Zod in CGI, che ogni tanto sembra un bel rendering di Mass Effect e che a tanti è sembrato solo un pazzo scriteriato, alla fine rivelerà con strazio il perché delle sue azioni e non potrà non suscitare un minimo di compassione (un minimo, eh). Poi il film comincia a perdere solidità. La storia di Clark è raccontata attraverso una serie di flashback "à la Tarantino", se mi permettete l'azzardo, che saltano dall'infanzia all'adolescenza, all'età in cui il giovane lascia Smallville alla ricerca di informazioni su se stesso, in ordine apparentemente casuale, non cronologico. In realtà dopo poco si capisce che ogni flashback vuole raccontare un frammento specifico di cosa significa essere un alieno in incognito che non sa cosa deve fare nella vita, ma molto viene perduto nell'adattamento italiano (ahimè) poco preciso, con conseguente senso di disorientamento iniziale. Cosa vuole dirmi il film con questa sequenza? All'inizio non è chiaro. Il resto va abbastanza secondo le aspettative. Conosciamo i comprimari terrestri, anche questi ottimamente interpretati, capiamo cosa cacchio faceva Clark in giro per il globo e come mai ad un certo punto Zod piomba a reclamarlo. Da lì mazzate a profusione fino alla fine del film. Parliamo di questo Clark Kent. E' interessante vedere come, nonostante sia tutta roba già vista in altre occasioni, il modo scelto per raccontare la sconvolgente presa di coscienza di sé del personaggio sia efficace e interessante. Cavill rende bene l'idea di un ragazzo tormentato, che cerca di non farsi notare, di non esagerare, di fare del bene, pur sentendosi continuamente fuori fuoco, fuori posto, estraneo. Forse troppo bene. Henry Cavill, signori, è gelido. Asettico. Quasi monocorde. E non aiuta il fatto che le sequenze ad alto impatto emotivo siano tagliate in modo da durare pochissimo. Come Superman è chiaro che siamo di fronte ad un eroe alle prime armi, potentissimo e determinato quanto sbadato e con nessun tipo di addestramento. Particolarmente imbarazzanti sono le scene di combattimento in cui Supes sbatte i nemici volontariamente contro palazzi interi, o fattorie, o automobili incurante di chi potrebbe essere a bordo. E veniamo all'azione. E' quasi sempre ben fatta, talvolta anche troppo concitata e confusionaria, ma comunque soddisfacente... per i primi dieci minuti. Poi diventa ripetitiva e noiosa. Ma c'è un motivo specifico: non c'è alcun senso di progressione nei combattimenti. Tutti vengono pestati fortissimo e poi si rialzano senza un graffio. Nessun costume/vestito/armatura si rompe o mostra segni di usura. Nessun volto porta i segni dei colpi, ma nemmeno lo sporco dei detriti e della terra su cui vengono più volte sbattuti. Sembra che lo scontro non porti a nulla. Mai. Per nessuno. E' distruzione fine a se stessa. E la vicenda perde significato. Infine la storia. E' una buona storia, con tanti spunti interessanti, spesso poco sfruttati (il dialogo col prete poteva essere da lacrime e invece no), ma che alla fine fa il suo lavoro, ma sollevando spesso dubbi sul perché di certe cose. Tipo il finale della storia di Zod (non spoilero nulla). Perché? Ora, è stato dichiarato dai filmmakers che è stata una scelta precisa, perché per dare un codice morale a un personaggio non si può partire che questo ha già tutto ben chiaro in mente... ma comunque resti lì a chiederti: ma non c'era un altro modo? Altri dieci modi? Forse è il suo bello, ma allo stesso tempo non riesco ad apprezzarlo. E infine c'è un fattore fondamentale che per me svaluta questo film: la quasi totale mancanza di humour. Niente. Due battute sceme al momento sbagliato e per il resto del tempo tutti seri, musoni, grevi, ingrugniti. E la fotografia, con colori seppia, sabbia, desaturati non aiuta per niente. Tanto che poi, quando Superman si mette il costumino colorato (che io mi posso anche spiegare, ma che nel film fa a cazzotti con tutto quanto visto anche su Kripton) appare veramente ridicolo. I supereroi in quanto tali DEVONO avere una componente di ironia, autoironia, o almeno la sana capacità di non prendersi troppo sul serio, perché alla fine del giorno saranno sempre, in fin dei conti, idioti palestrati che zompano in città vestiti in tutine colorate e/o zoomorfe. Se questa componente viene tolta completamente, se tutto viene virato sullo Sci-Fi, allora il costume in quanto tale non ha più motivo di essere e diventa ridicolo. A questo punto preferisco la scelta fatta su Thor: armature al posto dei costumi kirbiani. Che poi è quanto si è scelto di fare anche qui su Kripton, guarda caso. Comunque vi ripeto: il film è piacevole, forse un po' lungo ma pieno di cose interessanti e a tratti esaltante, colpisce il segno, ma non nel centro. Voto? 7+. Why so serious, Superman?
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Un intervento da vero nerdaccio, ma nondimeno estremamente sensato.
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Visto anche io. Ora sono mezzo morto, ma domani vi dico per bene cosa me n'è parso. Il film comunque mi è piaciuto, molto all'inizio, poi meno. Avengers resta per me il comicbook movie più riuscito, anche nelle sequenze d'azione, ma probabilmente è solo gusto personale. Comunque bene. Un'altra vita rispetto a Green Lantern e anche a Dark Knight Rises.
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Il matrimonio (sigh! rimpianto...) nei fumetti ci poteva stare per due motivi fondamentali: 1) era il sogno di ogni nerd, conquistare la ragazza da urlo solo per merito della propria personalità, senza contare soldi, posizione sociale e/o charme da damerino. 2) Peter Parker, dal periodo Romita Sr. in avanti, è sempre stato esteticamente bello. Non era impossibile, per un lettore, immaginarsi quei due come coppia fissa. Anzi, erano belli insieme. In questa interpretazione cinematografica (urenda), con un Peter Parker fintamente casual ed una Gwen Stacy estremamente appariscente, era impossibile credere che avrebbe potuto esserci un triangolo amoroso con una bruttazza qualunque.
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Te lo dico io cos'è successo: - Lo Studio: mmm... qui il prossimo step è metterci la rossa, come si chiama? Mary qualcosa. Chi si piglia? Dev'essere giovane, figa e che costi poco, mi raccomando. - Mark Webb: ce l'ho io! E' una giovane promessa dei serial teen-romance, costa poco e secondo me è figa! - Lo Studio: vai, se costa poco va bene. Tanto poi sono ragazzini. Li fai che si baciano e siamo a posto. Poi lo studio ha visto i dailies. - Lo Studio: WEBB!!! MA QUESTA E' UN CESSO! I nerd ci stanno spernacchiando! Dobbiamo arraparli e vendergli roba, non convincerli che sai fare il tuo mestiere! E' chiaro?? Taglia la bruttazza maledetta e la prossima volta la scegliamo noi! E ringrazia che stasera pulisci anche i cessi del terzo piano! Et voilà, il gioco è fatto.
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E come volevasi dimostrare, ecco già scritturata la nuova Mary Jane, Sarah Gadon: Ora siamo sicuri. Hanno proprio voluto defenestrare la bruttazza.