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Space Battleship Yamato 2199, 2202 e 2205
topic ha risposto a Roger in una Roger nella sezione Anime & Manga
autunno 2020 e fukui ancora nello staff. per me è una buona notizia, che si tratti di un film singolo o (ma non dovrebbe) il primo di una serie. a questo giro lo studio di produzione è un dipartimento di sunrise (la quale si è magnata xebec, che si era occupata delle nuove serie di yamato fino ad un certo punto; infatti il nuovo studio in realtà è xebec con un nuovo nome...). c'è anche questo: ghiaccio. freddo. pBolar? -
Senki Zesshou Symphogear (John Wayne Inside)
topic ha risposto a Roger in una aznable85 nella sezione Anime & Manga
ma non è che il vecchio in realtà è telecomandato a distanza da quell'antennone che si vede nella scena dopo la sigla di chiusura? ovvero il big boss non si è ancora palesato. in mezzo a tutta questa carneficina&sentimentoh ho temuto per il grande mago con la cravatta nel taschino. -
ah ecco, ti ringrazio. ho fatto un mischiotto di vecchie diciture dei fan, del primo adattameno usa e del secondo. oggi ho visto Garzey's wing(s?), che con dunbine condivide poche cose. dai commenti letti negli anni mi aspettavo un anime terribile e invece, pur non essendo perfetto (di questo ne ha colpa anche lo studio di animazione), non è così pessimo. peccato non sia stato completato. wings of rean lo vidi anni fa quando uscì e non mi piacque particolarmente. lo trovai troppo lento, dispersivo e la CG, che per quegli anni era tra le migliori, quasi insopportabile perchè non si integrava bene con il resto della scena. forse rivedendo la miniserie ne avrei un'opinione leggermente più positiva, ma preferirei leggere la novel.
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recuperato alita. gran bel film che meritava un riscontro di pubblico maggiore. rispetto all'adattamento di gits è proprio su un altro pianeta. mi sento di criticare solo gli effetti speciali, che spesso tendono a distaccare i protagonisti dalla scena, e l'aver calcato sulle espressioni facciali della protagonista rendendole innaturali. se davvero disney non ha intenzione di investirci sopra (del resto imo sarebbe comprensibile non essendo alita una sua proprietà) che la palla passi a qualche altro studio, anche fosse per un sequel animato.
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Esiste un mondo medioevale popolato da individui del tutto uguali agli umani, fate e fatine, unicorni ed altri animali fantastici, nel quale nascono le anime delle persone che abitano il pianeta terra, ma del quale ci siamo dimenticati. Questa terra misteriosa ed incredibile si chiama Byston Well, e questa premessa un po’ criptica basata su quanto raccontato da una Mi Ferario ha ragione di essere quando si parla della vicenda che riguarda l’Aura Battler Dunbine. Dunbine è una serie tv non molto conosciuta, ma non per questo di poco valore, di quel Tomino che ha creato il primo Gundam e arriva nel 1983 dopo le esperienze televisive dello stesso su Raideen, Zambot 3, Daitarn 3, Gundam 0079 per quel che riguarda gli anni ‘70, Ideon e Xabungle relativamente alla prima parte della decade successiva; dopo il turno di Dunbine, sempre negli anni ’80 Tomino si dedica a Heavy Metal L-Gaim, Z Gundam e Gundam ZZ. Eccezione fatta per Raideen, poiché all’epoca Tomino venne sostituito a metà lavoro e quindi non è dato sapersi come quella storia pervasa di occultismo si sarebbe sviluppata effettivamente sotto il suo controllo, in genere i racconti di questo autore sono una giostra sentimentale dove prevalgono grandi ambizioni, tristezze, incomprensioni, delusioni e rabbia, ma i rispettivi finali per quanto poco rassicuranti e caratterizzati da morti violente non nascondono una importante scintilla di speranza. Se in questo gruppo di opere Daitarn 3 e Xabungle sono quel tipo di outsider la cui vivacità dei personaggi e le gag entro certi limiti offuscano la narrazione dei problemi che affliggono una possibile società del futuro, con Dunbine si torna a dare maggiore peso alla gravità degli eventi raccontati ma in un contesto originale rispetto alle opere precedenti, non solo di Tomino, e cioè puntando a creare una commistione tra sci-fi, fantasy e spiritualità senza farsi mancare un pizzico di fantapolitica. All’ambientazione fantastica dai tratti occidentali fornita tramite Byston Well si aggiunge, senza contrastarlo, l’immaginario che deriva dalla visione di navi e corazzate volanti futuristiche, e soprattutto quello nuovo pertinente a mezzi da combattimento particolari denominati aura machine; tra questi vi sono gli aura battler come il Dunbine, un mecha sperimentale antropomorfo ma anche un po’ insettoide, in dotazione al protagonista Sho Zama. Né il Dunbine, né i suoi predecessori né tantomeno quelli che arriveranno in seguito ed appartenenti alla stessa categoria, siano essi unici o prodotti in serie, sono dei robottoni in senso classico: trattasi di strumenti bellici dalle dimensioni compatte ottenuti dalla modifica, in appositi laboratori, dei corpi deceduti degli animali di Byston Well per mezzo di… tecnologia terrestre. L’aura battler in pratica è un evang… cadavere dotato di innesti meccanici, armatura, armi ed una cabina di comando per il soldato (battler o sacro guerriero) che lo utilizza in battaglia; essi possono essere pilotati da qualunque individuo ma le performance migliori, prima dell’introduzione di un catalizzatore di aura, si ottengono quando a guidarli sono dei terrestri. Esiste anche un mondo superiore a Byston Well popolato da fate che rispondono al nome di Ferario, le quali ne supervisionano l’andamento; tali creature, che fanno capo alla somma Jacoba Aon, nascono dai fiori e sono classificabili in tre tipi in base alla loro crescita (le Mi, dotate di ali come farfalle, sono le più giovani e minuscole); inoltre quando raggiungono un certo livello sono in grado di gestire l’aura esistente nell’universo. Il primo passo verso il conflitto tra i regni esistenti su Byston Well ha inizio quando una di esse, Silky Mau, viene catturata da Drake Luft, un ambizioso monarca conquistatore che vuole portare sul pianeta dei terrestri in quanto la loro aura è uno strumento potente che può tornargli utile; Drake deve servirsi di Silky Mau per aprire l’aura road, un varco energetico necessario per collegare i due mondi ed attraverso il quale dapprima vengono fatti arrivare i terrestri Shott Weapon e Zet Light, entrambi responsabili di progettazione e creazione di ogni nuovo mezzo meccanico che sfrutta l’aura, poi quelli che saranno i vari piloti e tra questi c’è appunto Sho Zama. Sho è un ragazzo gentile i cui genitori sono benestanti; tuttavia in famiglia le cose non vanno molto bene: sia il padre che la madre sono quasi completamente assorbiti dal lavoro e se lui tende ad essere distaccato ma anche ragionevole secondo necessità, lei dimostra invece di essere una persona altamente sospettosa che travisa la realtà; un giorno Sho viene catapultato nel mondo di Byston Well ed in questo si ritrova arruolato nell’esercito di Drake assieme all’anche lui neo arrivato Todd Guinness; essendo il primo giapponese ed il secondo americano tra i due si instaura immediatamente della rivalità, la quale aumenta drasticamente quando Sho passa tra le fila della resistenza. Il fatto che le abilità di sacro guerriero di Sho crescano con il passare del tempo è un elemento cruciale per rapportarlo con i suoi diretti antagonisti, che sono molti ed in particolare terrestri ma quello principale presente dall’inizio fino all’ultimo episodio è Burn Bannings, un soldato di Byston Well che vede la propria carriera militare decadere irrimediabilmente a seguito di numerosi fallimenti dei quali responsabilizza Sho; Burn ad un certo punto della storia scompare per ritornare con l’identità di cavaliere (mascherato) nero, e pur non perdendo il suo codice d’onore resta un personaggio sfortunatamente triste le cui malvagità e risentimento prevalgono su ogni suo aspetto. Con il procedere della trama, un po’ stagnante nella prima parte essendo fortemente incentrata sull’amore impossibile tra il capo della resistenza Neil Given e Rimul, figlia di Drake, Tomino introduce numerosi personaggi positivi e negativi anche in questo racconto che si svolge a Byston Well, siano essi amici, nemici, parenti, re o regine, differenziandone i profili e mentre li combina a piacimento per farli scontrare o alleare li descrive con progressività allo spettatore fino a quando non decide di farli uscire di scena (spesso in modo secco e d’impatto, accompagnando i vari momenti da una musicalità caratteristica). Tra questi personaggi ce n’è uno in particolare che, per via della sua vitalità, potrebbe non sorprendere durante il susseguirsi degli episodi e che non a caso è costantemente presente: è Cham Huau, una Mi Ferario che si affeziona notevolmente a Sho e che nell’ultima puntata rivela il suo inaspettato ruolo chiave nella narrazione. In un’occasione l’autore reinserisce momentaneamente un paio di personaggi sul pianeta terra in modo da far risaltare il timore degli umani davanti a qualcosa per loro non comprensibile come Byston Well e gli aura battler, oltre che per mostrare gli ingenti danni che le nuove macchine causerebbero nella nostra realtà. Si tratta solo di un’anticipazione perché, una volta chiarito quali sono le due fazioni opposte, sorpassata circa la metà l’opera subisce un cambio di setting tanto semplice quanto opportuno per le ripercussioni e gli sviluppi che offre: la feroce battaglia in corso, per volontà di Jacoba Aon, non può più svolgersi su quel mondo rispettabile quale è Byston Well e dunque viene trasferita di netto (teletrasportata) sul pianeta terra, sulla cui superficie vengono sparpagliati i vari contendenti con le loro armate. Se la variazione di per sé prospetta uno scenario interessante, in realtà sottende ad una problematica che riguarda il gradimento dell’opera presso il pubblico; in quegli anni il genere fantasy con richiami all’occidente non era tipico delle produzioni animate giapponesi ed il successo del manga di Nausicaa della valle del vento, sul quale sicuramente a Tomino sarà caduto l’occhio, era un caso editoriale autonomo; pertanto quando a serie ben avviata fu evidente che Dunbine e di conseguenza il merchandising correlato (i modellini dei mecha, prodotti dalla sfigatissima Clover, erano inoltre difficili da stampare con una buona fedeltà ai disegni a causa delle loro linee arrotondate e dei vari particolari) non avevano conquistato il pubblico si rese necessario dare una svolta alla narrazione. Da questo momento in poi ha inizio una nuova guerra mondiale nella quale Drake, nonostante i dissidi interni dovuti ai suoi alleati, gli intrighi ed i vari tradimenti (perfino di sua moglie Leeza, una donna spregevole che ha altri scopi), è sempre avvantaggiato grazie alle innovazioni tecnologiche di Shott e le sue truppe, pure durante la fase di ricongiungimento con la nave ammiraglia, gli consentono di condizionare o dilaniare gli stati più importanti del globo. A complicare la risoluzione del conflitto ci si mettono quegli stati che per opportunismo o paura sostengono Drake, anche se risulteranno decisivi tutti quegli umani ribelli che in chiusura di serie si uniscono e si sacrificano per abbattere, con o senza utilizzare delle testate nucleari, Drake e le sue armate. Per giungere al finale di Dunbine, un anime nel quale, come avveniva in Xabungle, il mecha principale viene passato ad un altro pilota (in questo caso la stupenda Marvel Frozen) in favore di un mezzo da combattimento migliore (il Bilvine, un aura battler trasformabile che vagamente ricorda Raideen) affidato al protagonista, si deve passare per una narrazione dal tono sempre più serrato e svariate crude, seppure non tutte ai livelli di Ideon, perdite importanti in entrambi gli schieramenti. Il pianeta terra non può che venire flagellato dalla guerra totale e solo una parte di terrestri, oltre che una Ferario (quella che ha raccontato questa storia: l’anime è basato sulle sue parole), sono sopravvissuti. Gli altri? Le loro anime sono, volontariamente o meno, ritornate a Byston Well. Ma perché è avvenuto tutto ciò? Sostanzialmente il problema principale è l’avere introdotto nuove tecnologie belliche, prima sconosciute, in un sistema dove i conflitti sicuramente non mancavano ma erano comunque subordinati ad una specie di equilibrio; il peggio non sono però le armi di per sé, quanto che esse in mani malvagie sicuramente non portano a nulla di positivo ma possono corrompere anche l’animo dei più buoni spingendoli all’odio e dunque a compiere azioni solo apparentemente giuste. Un altro punto di discussione che conduce a conclusioni simili verte sull’aura, un’energia che tutti possiedono ma solo i terrestri manifestano facilmente, se intesa come un elemento dal quale trarre profitto. La serie si avvale di uno staff importante composto sia da soggetti con esperienza sia da individui che in quel periodo si stavano formando per divenire delle star negli anni successivi. Dunbine forse può non piacere a chi fatica a seguire le battute a ruota o quelle tranchant di Tomino, a chi predilige veloci successioni di eventi, una caratterizzazione dei personaggi più lineare e coesa nel tempo o anche solo per i disegni, ma si tratta di gusti; personalmente ritengo quest’opera un pezzo forte per il buon amalgama di tematiche e stili diversi, per i suoi molteplici personaggi (in particolare quelli femminili), per il coraggio nell’aver proposto dei mecha inusuali rispetto a quelli che in quegli anni andavano per la maggiore, per la cura nel dare fluidità alle animazioni e stabilità al character design, non ultima per i rari ricicli di animazione presenti. Dunbine è stato una novità nell’animazione giapponese e, essendo oggi possibile, merita di essere visto in alta definizione per apprezzarlo maggiormente. Sempre siano lodati Tomonori Kogawa qui alla sua terza prova consecutiva in un anime di Tomino, Kazutaka Miyatake, Yutaka Izubuki, Hiroyuki Kitazume e, perché no, Yasuhiro Imagawa (il quale anni dopo viene scelto da Tomino per occuparsi di G Gundam) visto che qui ci ha messo lo zampino un po’ ovunque dalla regia, agli storyboard, alla direzione dell’animazione e alla produzione. A qualche anno di distanza dalla trasmissione di Aura Battler Dunbine, alcuni dei suoi personaggi principali vengono ripresi per una miniserie ova sequel che si svolge sempre sul mondo di Byston Well ed a centinaia di anni dalla conclusione della serie tv. Questo nuovo capitolo, realizzato da uno staff molto diverso da quello impiegato precedentemente, presenta alcuni spunti interessanti: fa ulteriore luce sulla rinascita degli individui (tranne Shott Weapon, in quanto è il medesimo anche “fisicamente”), amplia le location ed il bestiario di Byston Well, ripristina la figura del Dunbine ma in vesti potenziate (il Sirbine) e da un destino insospettabile alla coppia Sho-Rimul. L’opera, pur essendo un seguito, è anche una specie di reimagining nel quale si vogliono condensare arbitrariamente alcuni elementi di Dunbine; il risultato è abbastanza altalenante e forse non necessario. in un mondo perfetto lilit huau è una mi ferario. il non dunbine videolodico che avremo giocato in 4...
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che fine ha fatto bem?!
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Senki Zesshou Symphogear (John Wayne Inside)
topic ha risposto a Roger in una aznable85 nella sezione Anime & Manga
l'automobile ninja merita uno spinoff. -
Space Battleship Yamato 2199, 2202 e 2205
topic ha risposto a Roger in una Roger nella sezione Anime & Manga
può essere, mentre su tutto il resto del cast è stato fatto un lavoro inverso a partire da dessler. per me ci sta perchè 1 questo senso di responsabilità, a tratti eccessivo, non è mai mancato nelle vecchie opere della yamato 2 però non è adeguato ai nostri tempi e pertanto quel sentimento è stato concentrato in una persona per non tradire lo spirito dell'opera originale. il dilemma di kodai è stato calcato ma vuoi mettere l'effetto che fa quando la soluzione al problema diventa quello, positivo, anche per questo dicevo che nonostante le somiglianze, diciamo estetiche, con l'opera evangelico-apostolica qui c'è tutto un altro tipo di sviluppo e conclusione. inoltre il problema di kodai è decisamente concreto e per come è proseguita la sceneggiatura è diventato cruciale per la guerra; soprattutto sì però è strano che sia stato inserito in quest'opera, che più che altro è figlia di nishizaki e delle sue idee. è una novità che non mi aspettavo. -
boh a me che non ho letto il manga sta piacendo; e sì quella morte è telefonatissima sin dal primo episodio ma amen. ottima la realizzazione tecnica e il doppiaggio giapponese spacca.
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tanto per... giorno in futuro ritorna? il problema del capitolo extra è che inserito così "pesa" e probabilmente in produzione ne erano consapevolissimi visto che gli ultimi due eps li hanno rilasciati insieme. è strano che il racconto che precede l'arrivo di giorno non sia stato opzionato come ova o special a sè stante. il finale dicevo che è strano proprio per via dell'effetto che ha sul "povero" diavolo... la narrazione gioca con lo spettatore finchè la situazione non diventa chiara e questo imo ci sta (del resto è di jojo che si parla, quindi nulla di cui sorprendersi); quello che rende il tutto anomalo è il ritmo perchè con gli ultimi 3 eps si fa un mischione un po' particolare: l'intro del 38 è già il capitolo extra e dopo la sigla si riprende dalla fine del 37 mostrandone gli esiti, ma c'è anche un'alternanza delle linee temporali e questo mi è sembrato una forzatura proprio perchè usato come modo per sfumare sulla chiusura della serie. non è un problema di creare confusione ma proprio di soddisfazione: l'effetto sarebbe stato diverso se lo scontro finale fosse stato spostato all'inizio dell'episodio 38. per il resto anche questa è una bella serie, al di sopra delle mie aspettative.
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bem sta cominciando a crearmi fastidi... ci sono troppi personaggi snob. non fosse per questo e il mistero dei mostri creati in laboratorio mantiene abbastanza lo spirito di fondo della vecchia serie.
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qui altre foto: https://game.watch.impress.co.jp/docs/news/1198655.html in pratica si tratta di due linee di prodotti: genesis climber mospeada e genesis breaker mospeada 2083. con la prima (climber) si intende a continuare la riproposizione di modelli relativi alla vecchia serie. la seconda (breaker) parrebbe essere un progetto ambizioso e di sicuro c'è la collaborazione dei due mecha designer (aramaki e kakinuma) della serie climber; nel 2020 se ne vedranno i primi frutti e non si esclude qualcosa di animato. tanto per: il 2083 di breaker è l'anno nel quale si svolge climber, quindi nelle intenzioni sarebbe un reboot.
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Space Battleship Yamato 2199, 2202 e 2205
topic ha risposto a Roger in una Roger nella sezione Anime & Manga
beh ora che anche l'ultimo episodio è stato trasmesso anche in italia ho capito cosa intendevi. non è propriamente un finale evangelico; però è anche impossibile non pensarlo visti i sentimenti che vengono descritti, oltre che le ripercussioni su grande scala delle azioni di UN umano. in ogni caso è davvero una chiusura molto particolare. personalmente mi è piaciuta tantissimo anche questa nuova serie. che forse non è esattamente un remake o un reboot perchè nell'ultimo episodio c'è una certa scena nella quale kodai vede tutte le possibilità (dei sentimenti); ma queste possibilità che gli vengono mostrate altro non sono che fotogrammi presi da tutti i precedenti anime della yamato: tra questi c'è anche la serie ova 2520. viene da pensare ad un modo gentile per dire che si tratta di storie alternative dove una non nega l'altra. a proposito di 2520; temo che l'idea che riguarda l'identità di yuki (e in parte di sabera) derivi da dove voleva andare a parare quel sequel, mentre quelle di una gatlantis monopolizzante e della clonazione del boss si ritrovano. non sarebbe nemmeno strano visto che 2199+2202 si sono rivelati un remix. adesso che kodai e yuki vogliono mettere su prole, elemento questo che ha fatto uscire kodai dal limbo, si è chiaramente arrivati a final yamato (o yamato capitolo finale); tra l'altro le scene dell'abbandono della nave con le navette e della stessa che ad un certo punto riaffiora sono molto simili alle rispettive del vecchio film (di citazioni ce ne sarebbero altre, viste qualche episodio prima, come quella di kodai con elmetto e dessler senza che si salutano nello spazio). non resta che far rapire yuki da una misteriosa razza aliena che si nascondeva tra gli umani da decenni e svelarne il segreto. probabilmente è anche lei una dea cosmica. -
che finale strano... il flashback non era necessario ma ok.
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Space Battleship Yamato 2199, 2202 e 2205
topic ha risposto a Roger in una Roger nella sezione Anime & Manga
in attesa dell'ultimo episodio di 2202, previsto per il 28 su vvvvid, ho visto la serie tv bolar wars ed il film del 1983 che avrebbe dovuto chiudere l'intera vicenda della yamato. c'è un elemento che accomuna queste due produzioni ed è la cattiva gestione della trama; se The Bolar Wars poteva essere riassunto in un film, evitando così le lungaggini che annacquano ben metà serie, il capitolo finale di yamato meritava una serie a sè stante o di essere raccontato in una trilogia di film. in pratica è andato tutto al contrario. la serie tv del 1980 è ambientata nella via lattea e vorrebbe fare riferimento alle atmosfere della guerra fredda; in questa serie la federazione di bolar rappresenterebbe la russia e galman gli usa. in sostanza questa cronaca delle guerre contro la federazione di bolar racconta le battaglie tra questa e l'impero di galman (ex gamilon), nelle quali la terra ed uno sparuto numero di pianeti sui quali gli umani sono emigrati vengono messi in mezzo per errore. infatti, a causa di un missile distruttore di pianeti lanciato contro il nostro sole da una nave di galman, l'equipaggio della yamato deve partire alla ricerca di un nuovo pianeta abitabile per la razza umana e trovarlo entro un anno. in realtà gli ordini di dessler prevedevano di lasciare in pace i terrestri, con i quali in passato si era alleato sia contro l'impero della cometa sia l'esercito meccanicizzato (eventi ricordati nell'nell'episodio 15, il quale è sia un recap che un ampliamento storia in corso). come dessler viene a conoscenza dell'errore compiuto dal suo generale si incazza abbestia e, dopo le doverose scuse, invia un suo scienziato su terra per aiutare gli umani a controllare la fusione del sole. i gamilonesi hanno una tecnologia superiore ma il piano fallisce; dunque dessler suggerisce a kodai di dirigersi verso il pianeta phantom in quanto, secondo vari rilevamenti, ha una composizione simile a quella terrestre e dunque sarebbe abitabile. phantom si rivela essere però un pianeta vivente che produce illusioni ai suoi visitatori per proteggersi: chiunque sbarchi su questo pianeta vede ciò che lo fa sentire a casa. Allo stesso tempo Phantom offre riparo alla principessa Ruda di Shalbart, lì deportata e posta in esilio dalla federazione di Bolar. Phantom viene distrutto dai Gamilonesi per ordine di Dessler perchè questi si è sentito ingannato (il pianeta doveva saperlo che non può giocare con l'orgoglio del biondo di ghiaccio); la Yamato riesce a prendere in carico la principessa Ruda, ma per questo viene tuttavia braccata sia da Galman che da Bolar: le due potenze hanno ragione di temere il pianeta Shalbart e dunque devono distruggerlo. Purtroppo il tempo scorre veloce ed ogni speranza di trovare un pianeta nel quale i terrestri possono emigrare svanisce, quindi la Yamato si dirige verso il pianeta pacifista Shalbart per riportarvi la sua principessa (che quando parla ha l'effetto eco-divino incorporato); purtroppo sia le navi di Galman che di Bolar hanno seguito la Yamato ed ha inizio una battaglia nella quale ad un certo punto le flotte di Galman si sacrificano per salvare la Yamato e respingere Bolar. Terminato lo scontro, i terrestri offrono servizio medico ai numerosi abitanti di Shalbart. Ruda decide quindi di regalare un viaggio turistico a Kodai e ad alcuni membri dell'equipaggio nella valle delle tombe reali. Qui si scopre, come sia dessler che l'impero di bolar sospettavano, che Shalbart nell'antichità era una potenza militare dai mezzi tecnologicamente molto avanzati rispetto a chiunque; Shalbart era in grado di dominare la via lattea con facilità ma un giorno il suo popolo decise di abbandonare ogni proposito bellico, anche a costo della propria estinzione, facendo prevalere intenti di pace. dopo aver donato a kodai il cannone hydrocosmogen, in grado di stabilizzare la fusione solare, ruda si unisce alla dea shalbart (la quale si chiama come il pianeta) e diviene la nuova regina divina protettrice di tutti; dunque la yamato salpa per dirigersi verso il sole. Nell'ultimo episodio l'esercito di bolar, guidato dalla fortezza meccanica volante imperiale comandata dal primo ministro, assalta la yamato quando è in procinto di sparare con il cannone hydrocosmogen al sole e le lancia un bomba blackhole. ancora una volta dessler interviene con la sua nave personale e l'esercito per abbattere la fortezza di bolar, la quale però lo investe con una raffica di bombe blackhole. grazie al sacrificio del novellino takeshi, che si getta nella bocca del cannone lancia bombe blackhole della fortezza di bolar dando a dessler l'opportunità di finire il nemico, e del novellino domon che va a ripare il cannone hydrocosmogen che era stato danneggiato durante la battaglia, la yamato può finalmente sparare il colpo arcobaleno che chieterà il sole. finisce qui, con un arrivederci su schermo al film conclusivo che segna il 10 anniversario della yamato, ma la lezione è: la guerra non è bella, ti toglie la gioventù e non ci guadagni nulla, e soprattutto la pace non si ottiene se tutti non la smettono di tirarsi le cannonate o i missili strani. due parole su alcuni personaggi. qui compare quel Wolf Frakken che nel remake è presente nella prima stagione del reboot. i due novellini (takeshi e domon) che compaiono dall'inizio della serie non sono determinanti o significativi finchè non si giunge all'ultimo episodio. kodai all'inizio si comporta come un ragazzino un po' impulsivo tanto che sembra inadatto al ruolo; ci vuole un po' perchè torni sui giusti binari. dessler spesso non sa cosa combinano i suoi sottoposti e, finchè non entra in azione personalmente mostrando tutto il suo carisma, tra una degustazione e l'altra di prelibate bevande sentenzia condanne; c'è una specie di corto circuito voluto dalla sceneggiatura per il quale lo si vuole fare apparire per quello che non è, ma in pratica si stabilisce che, per il bene di tutti, sta unificando il cosmo conquistandolo con la forza. raoh fatti da parte. dunque il film conclusivo, che ho visto per la prima volta. la premessa è di proporzioni smisurate e anche le minchiate che si porta dentro non scherzano in quanto a grandezza. l'idea di cosa è aquarius e del popolo che abitava la terra in tempi antichi sono interessanti; non gli perdono okita, shima, gli ufo, il diavolo (tanto peggio che questo avrebbe potuto essere un aggancio per il film animato del 2009, vista l'identità del villain), chi in genere muore inutilmente senza dimostrare cosa vale e quelle sequenze mute quasi infinite. anche qui, la yamato diventa un'arcadia (della giovinezza) sulla quale piangere ma il film stesso è una sorta di inno alla vita. sicuramente meglio di bolar wars, che un'anima non ce l'ha. -
pur essendo abbastanza sicuro che vedrò tutta la produzione, tra i film mi intrigano seriamente solo eterni e strange; delle serie tv loki e vanda vision. il resto meh almeno finchè non ci sarà qualcosa di più concreto.
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i personaggi sono messi un po' a caso sui fondali. nonstante le sensazioni contrastanti potrebbe essere interessante dove vogliono andare a parare con la faccenda del mostro alfa e dei mostri creati in laboratorio. soffro l'attesa per il quarto di vinland saga.
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Da Mazinger Z a Grendizer
topic ha risposto a Roger in una Roger nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
volendo, per chi sa tradurre, nel secondo volume di getter robot chronicle c'è una descrizione di 'sto coso: -
Senki Zesshou Symphogear (John Wayne Inside)
topic ha risposto a Roger in una aznable85 nella sezione Anime & Manga
visto cosa è successo nel secondo episodio durante il concerto sembrerebbe che i toni tornino ad essere simili a quelli della prima serie. il grande mago con la cravatta nel taschino non la sta prendendo bene. -
Da Mazinger Z a Grendizer
topic ha risposto a Roger in una Roger nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
che poi a colori.. non sono convinto fosse il prototipo del getter G... non c'è nemmeno nella getter bible aggiornata fino al al re: model. com'è che ogni tanto salta fuori? il neo cavaliere francese ha rivelato qualche novità che lo riguarda? -
Space Battleship Yamato 2199, 2202 e 2205
topic ha risposto a Roger in una Roger nella sezione Anime & Manga
disponibile l'episodio 23 di 2202. il 24 dal 15 luglio. -
forse non possono chiudere con HG. sì, però le immagini non mi sembra siano proprio quelle originali, anche se hanno dei richiami a qualcosa. cmq ingrandendo l'immagine è riportato anche robotech nella riga in basso a sinistra della scatola.
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per i primi 2-3 minuti parlano militarese semplice per dare inizio alla missione (posizionamenti, meteo, durata dell'azione, fasi, fregnacce varie); solo qualche termine specifico (tipo dsrv, cioè lo 08, e L field + anti L). quindi gli angeli (eva 44A custom per il volo) arrivano come previsto e la dolce camionista mari li intercetta con il suo eva putenziato. gli hacker (non capisco bene cosa intendono ma fanno riferimento ad un controllo -il tap tap sui loro terminali- tramite il linguaggio umano) si lamentano dei computer lenti e devono fare tutto entro pochi minuti affinchè l'operazione vada a buon fine. mari continua il bam bam bam finchè non arrivano altri eva modificati, da terra, interdetti per il trattato del vaticano (ehm): l'unità 4444C (il boss) armata di cannone positronico e un po' di 44B che servono ad alimentarlo per la bordata. è opera di fuyutsuki e i nostri eroi si chiedono se il vecchio li sta testando (loro, non 'ste brutture tennologiche). prepararsi all'impatto! le navi iniziano a spostarsi in assetto di difesa e assorbono il colpo, ma il 4444C è già pronto per il secondo. Santa Mari, grazie a un diversivo richiesto a misato, con la torre eiffel infilza il boss, il quale fa un botto e l'operazione di bonifica si conclude positivamente. i parigini in sala esultano alla vista della sede francese della nerv che si riattiva. mari chiude dicendo che ovunque si trovi, lo troverà (il signor piccolo cagnetto )
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tatsunoko ha rinnovato i diritti per macross a harmony gold, che prontamente ha presentato attraverso toynami un modellino vintage (però non presenta il marchio robotech). https://www.taghobby.com/archives/381573 quindi o si sono accordati tutti e macross arriverà via HG anche in occidente (pertanto kawamori può continuare delta ripescando i vecchi personaggi liberamente), oppure game over.
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boh? forse c'è di mezzo un time skip che verrà riassunto nei dialoghi. ormai è hokuto no eva.