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Roger

Pchan User
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Tutti i contenuti di Roger

  1. http://www.telefonino.net/Apple/Notizie/n29813/Il-nuovo-iPad-si-scalda-troppo-Apple-risponde.html ora è tutto chiaro
  2. Roger

    Amiga World

    ogni tanto quelli di amiga se ne escono con delle proposte un po' fuori di zucca, ma sempre al top dell'esperienza tecnologggica e infatti ogni volta riscuotono un grandissimo successo sistema operativo? nessuno? venduto a parte?!
  3. Roger

    Dynit - Novità e discussioni

    sarebbe sempre un costo. preferirei pagare un doppiaggio nuovo ma decente, anche se più costoso, piuttosto di uno squallido che mi farebbe sanguinare orecchie et orifizi tutti.
  4. in doppia edizione BD anche il film http://www.animenewsnetwork.com/news/2012-03-21/macross/do-you-remember-love-bd-to-bundle-game
  5. se ne è andato anche lui, regista di alcuni tra i più importanti anime giapponesi (bem, astro boy del 1980, macross, megazone 23, legend of the galactic heroes, yamato). un altro maestro abbandona questo mondo e l'animazione giapponese.
  6. Roger

    BERSERK in (meno)pausa...

    trailer del secondo film http://youtu.be/mGw_pxittJA
  7. Roger

    Mao Dante Vs Getter Robo G

    uscito il volumetto. preZented by go nagai & dynamic production
  8. Roger

    D/Visual:Cross the line

    sarebbe bello sapere cosa è stato tradotto ma non pubblicato.
  9. Roger

    D/Visual:Cross the line

    ...Praticamente mi stai subliminalmente dicendo di abbandonare ogni speranza per roba tipo Alla morte miei prodi,Sally la maga,Giant Robot e via di 'sto passo? Potrei restarci male. bè non saprei... magari non GP, o almeno questa è l'impressione che ho da come se ne sta parlando. però si tratta di due autori dei quali nessuno, a parte d/v, ha mai pubblicato nulla in tutti questi anni. con matsumoto e in parte ishinomori è andata diversamente, ma questi due sono più popolari rispetto a mizuki e yokoyama. ci vorrebbe un editore che vuole pubblicare le loro opere perchè gli piacciono... e in tal caso non la vedo bene. il vecchio che gufa per poi uscirsene con "ve l'avevo detto" è inascoltabile. mars e babil sono arrivati, così come kitaro. poi è successo qualcosa e solo negli ultimi tempi si è capito di cosa si trattava (tanto per ricordare che sakura mail e altri non è che siano stati soffiati dalla concorrenza, e qualcuno l'aveva fatto presente ma nessuno da retta bla bla bla ).
  10. Roger

    First Squad (Studio 4°C)

    darkside blues va tramandato di generazione in generazione affinchè tutti, nei secoli a venire, possano avere la possibilità di apprezzarne la beltà.
  11. Roger

    First Squad (Studio 4°C)

    aaah... quindi si trattava di una serata pedagogica. brafi next: dante's inferno - an animated epic, poi subito dopo i corti di halo. terza tappa: highlander di kawajiri, la director's cut, e i corti di batman!
  12. l'ipod, che non molti anni fa era obbligatorio averne almeno 5, se lo sono scordati? non serve più a un ghez?
  13. Roger

    First Squad (Studio 4°C)

    perchè avete voluto farvi del male?
  14. Roger

    Ozuma by Leiji Matsumoto

    si dice 6 eps.
  15. sì è vero, ma un conto sono quelle opere dalla storia dichiaratamente semplice o perfino banale che però ti diverti anche solo a guardarle (così al volo mi viene in mente birth), altro sono quelle come questo odin che invece si vorrebbe fossero prese sul serio. però, commercialmente parlando, se questo film si fosse chiamato yamato resurrection dubito avrebbe avuto la stessa sfortuna .
  16. Roger

    GOEN - Il capitolo della rinascita

    uhm... http://www.animeclick.it/news/31549-goen-conferenza-cartoomics-2012
  17. Roger

    Ozuma by Leiji Matsumoto

    è che non ti immagini come sarebbe stata se l'avesse disegnata nobuteru yuki. io invece sì, quindi non mi sento un po' troppo drastico si spera che nell'edizione home video vengano aggiustate certe mancanze, ma è un lavorone...
  18. Roger

    D/Visual:Cross the line

    è pacifico che un editore non si metta a vendere qualcosa che non ha mercato. però sarei curioso di vedere se king gainer non ha mercato anche quando butti fuori, insieme, i 5 volumi già pubblicati (che arrivano dal magazzino) più i restanti 2 inediti. un singolo volumetto ha una certa vendibilità, soggetta anche alla serializzazione dell'opera intera, mentre una serie completa fa un effetto diverso. se poi è breve, poichè composta da meno di 10 volumi... ma a parte queste considerazioni, che valgono quello che valgono. ce l'ha fatta d/v con d/fusion (e in parte altri distributori, con tutti gli scazzi che ne conseguivano) a tirare avanti per 7 anni, e non ce la fa GP? MAH! pensavo... GP non ha mai espresso l'interesse di pubblicare il solito manga di saint seiya?
  19. Roger

    D/Visual:Cross the line

    silent mobius è un signor manga, pochi cazzi. che alla gente non vada perchè è un manga vecchio, perchè piuttosto di un'opera di asamiya preferisce comprare 4536 volte dragon ball, le sue ristampe e i suoi cloni, perchè "si dice" che il prezzo sia alto, perchè l'edizione panini non vendeva, perchè mille altre inutili scuse, è un altro discorso. IMO sì e no. GP, un anno fa, avrebbe pubblicato* i restanti 3 volumi di silent mobius? o è meglio che sia passato tutto questo tempo, così ora GP ha meno robba iniziata da un altro editore alla quale pensare? *GP è solo il distributore! epperò...
  20. Roger

    D/Visual:Cross the line

    beh, ormai la robba d/v è praticamente un catalogo di arretrati, e gli arretrati molto difficilmente vendono quanto le novità. in più si tratta di serie che non escono da molto tempo; pertanto, in vista di un eventuale rilancio, non penso sia una mossa sbagliata quella di GP, cioè di mostrare continuamente le varie copertine nel suo catalogo... forse è l'unico modo per ricordare alla gente che c'è l'intenzione di continuare certe opere inconcluse e allo stesso tempo fare presente cosa è disponibile tra quelle terminate. senza nemmeno questa pubblicità sarebbero dolori. ecco, però il problema sono le intenzioni, non sempre espresse con chiarezza. non seguo slam dunk ma da qui a settembre di tempo ce n'è... nagai viene dopo slam dunk, quindi bò, se a un certo punto i due non vengono pubblicati contemporaneamente, per il maestro facciamo marzo/aprile 2013?...
  21. Roger

    Ozuma by Leiji Matsumoto

    può essere che il fatto che la nave della capitana abbia le stesse capacità dei tremors degli ozuma sia un hint. a circa metà episodio ho dovuto fermarmi e far sbollire la rabbia. il primo episodio è graficamente così bello da essere quasi inguardabile. CG super giocattolosa, soldati moltiplicati sullo schermo grazie al copia e incolla, animazioni buttate lì, un character design che con lo stile di matsumoto non c'entra quasi nulla. tutto questo ha un nome che spiega perchè la situazione è tale: GONZO. non fosse per l'ombra di takahashi l'avrei già droppato.
  22. Il mare… attraverso di esso l’uomo ha ricercato libertà e prosperità. 1500 ac: la regina d’Egitto Hatshepsut scopre l’Oceano Indiano 800 dc: i Vichinghi conquistano il Mare Artico 1492 dc: Colombo scopre l’America 1520 dc: Magellano circumnaviga Capo Horn e scopre l’Oceano Pacifico 1805: Lord Nelson sconfigge la flotta di Napoleone 1860: la Karnin Maru è la prima nave giapponese ad attraversare il Pacifico L’oceano è sempre stato al centro delle grandi imprese dell’umanità e le navi simboleggiano l’espansione delle frontiere! Anno 2099: la scienza ha permesso di creare nuove tipologie di navi in grado di attraversare lo spazio. Dopo questa necessaria premessa filosofeggiante e soprattutto filologica inizia il film che ha come protagonista la Starlight, una costosissima nave spaziale a vela la cui costruzione è durata ben 20 anni. La Starlight è il gioiello tecnologico dell’Ente Spaziale Internazionale ed è dotata di un dispositivo di controllo della gravità che le permette di raggiungere una velocità di crociera impareggiabile; la sua missione: oltrepassare Giove, l’attuale limite per i viaggi spaziali. Prima della sua partenza dal porto è però necessario assistere alla sequenza durante la quale l’equipaggio della Starlight sale a bordo. 4 minuti, animati piuttosto bene come lo è gran parte del film, per mostrare ‘sti tizi in divisa correre ai propri posti e urlare come scimmie in calore. Ad addolcire il tutto un accompagnamento musicale di stampo rock dalle sonorità molto simili a qualcosa che già girava a quell’epoca. Un videoclip musicale, il primo nel film, che non si può dimenticare facilmente. Non molto dopo il varo è già tempo di SOS: la nave Alfred sta cedendo sotto i colpi di un attacco misterioso e la Starlight si prepara a raggiungerla. Prima di fare ciò Akira, un cadetto che non è riuscito a passare il test d’ingresso per entrare a far parte dell’equipaggio della Starlight ma che desiderava ardentemente essere incluso nella spedizione, si impunta per salire a bordo del super veliero. Qualche manovra fintamente pericolosa con il ricognitore da caccia, davanti al ponte di comando, è sempre un’ottima carta di presentazione e infatti il comandante della Starlight decide di accoglierlo più che volentieri; nemmeno 5 minuti dopo essere salito sulla Starlight, il ragazzo raggiunge il ponte di comando e si mette a dare ordini a tutto l’equipaggio (che esegue senza porsi domande) e il comandante –tranquillo come niente fosse- gli lascia gestire le varie manovre per compiere il salto gravitazionale o quel che cazz’è basta che la nave fili a razzo. Il Tom Cruise di Top Gun gli fa una pippa ad Akira, è ovvio. Però nonostante tutto Akira non può essere riconosciuto come un membro ufficiale della Starlight. Mannaggia! E così Mamoru, sua vecchio amico/rivale nonché miglior cadetto del gruppo, per rincuorarlo lo avvicina e gli dice che la Starlight ha bisogno di lui, delle sue capacità, e che sarebbe orgoglioso di essere il suo copilota. A questo punto mi rendo conto che sono passati solo 33 minuti dei 139 previsti, ergo la strada è piuttosto in salita. Raggiunti i pressi di Giove, l’area dove la Alfred è stata abbattuta, qui i nostri recuperano una capsula contenente Sarah Cyanbaker, unica sopravvissuta al disastro causato da un asteroide armato e di fattura presumibilmente aliena. Alcuni membri della Starlight entrano nell’asteroide per ispezionarlo, tuttavia questo improvvisamente esplode (?) catapultando il veliero nei dintorni di Urano. Dopo il salto, Sarah ha delle sensazioni e decide di chiedere al capitano di recarsi su Oberon, una delle lune di Urano, perché lì c’è qualcosa di importante che la sta chiamando. Il capitano non è un tipo molto sveglio e infatti accetta; inviato Akira su Oberon, il non membro della Starlight vi trova i relitti di un ufo, dal quale successivamente preleva dei cristalli contenenti un diario di bordo. Sarah riesce a decifrarne solo una parte dei contenuti perché le sopraggiunge un mal di testa così forte che le impone di non continuare con la traduzione, pertanto non è chiaro cosa sia successo esattamente all’ufo però ogni indizio conduce al pianeta Odin. Ma siccome il capitano oltre a non essere un tipo molto sveglio è anche un po’ bastian contrario, decide di tornare sul pianeta Terra… la scelta provoca il disappunto generale dell’equipaggio che, pur di recarsi su Odin, opta per l’ammutinamento. Durante il tragitto Akira e Sarah trovano il tempo di scambiarsi delle confidenze sul proprio passato e su ciò che hanno intrapreso, però i due vengono improvvisamente interrotti dall’apparizione spaziale di un vecchio signore, tale Asgard, che pacatamente sfoggia la sua somma importanza tra i nove universi ed etichetta tutti gli esseri umani (alieni dal suo punto di vista) come malvagi sia nella mente che nel corpo; per concludere, con tanto di risatina, Asgard avvisa i terrestri della Starlight che stanno per morire e gli invia dei droni a bombardarli. La Starlight esce piuttosto malconcia da questa prima battaglia, ma non sconfitta, seppure con gravi perdite tra le file dell’equipaggio; cosa più importante: non aver eliminato la nave irrita Asgard e gli altri capoccia misteriosi (presumibilmente delle macchine, o almeno così si lascia intendere), che quindi decidono di partire con l’intera flotta di astronavi dalle dimensioni smisurate alla volta della Terra per sterminare l’umanità in quanto rappresenta un pericolo. Ma la Starlight ha modo di incrociare la loro rotta prima di giungere ad Odin e nonostante stia per fare una brutta fine per la seconda volta, grazie al solito Akira che per l’ennesima volta prende il controllo della situazione, riesce a sbarazzarsi della flotta nemica facendogli scoppiare davanti un enorme meteorite (in pratica la Starlight esplode l’unico colpo in canna a sua disposizione verso il meteorite, i cui frantumi colpiscono le navi nemiche annientandole). Solo la “nave madre” riesce a salvarsi, pertanto il solito Akira in compagnia di alcuni compagni vi entra con dei caccia al fine di abbatterne il cuore e quindi debellare la minaccia. Giunti a destinazione, si ripete il solito schema pochi umani vs esercito apparentemente implacabile; in questo caso uno sparuto numero di soldati (5 uomini e Sarah) deve fronteggiare una quantità spropositata di robot umanoidi supportati da un carro armato quadrupede che definire enorme è ingiusto essendo molto di più; d’altra parte, è sufficiente usare un bazooka a piena potenza contro il carro per proseguire con la missione. L’obiettivo è distruggere il cervellone elettronico centrale che governa tutto! Prima di svolgere il compitino, il gruppetto si rende conto che non stava combattendo contro comuni macchine antropomorfe, bensì dei cyborg nei cui corpi scorre del sangue e ciò rattrista parecchio Akira e compagni al seguito. Tanto peggio che da un soldato nemico in fin di vita si apprende la prima verità: in realtà quei cyborg sono alcuni degli abitanti originari di Odin che per sopravvivere al cataclisma provocato dall’avvicinarsi della stella Canopo al pianeta dovettero modificare il proprio corpo innestandovi parti meccaniche; al tempo, la regina di Odin decise di inviare alcune sue cellule altrove, così da poter essere ricreata, e il suo nome era Sarah (insomma Sarah è la rinata regina di Odin). Il secondo problema insorse dopo molti anni a distanza da ciò, poiché i superstiti di Odin iniziarono ad affidarsi completamente alle macchine fino ad attribuire ogni loro attività ad un computer centrale: Asgard. Tuttavia il cervellone elettronico in questione si sviluppò un po’ troppo e prese il comando di tutto, sottomettendo ogni individuo alla propria volontà di macchina. A questo punto Akira e combriccola, compresa Sarah che pare abbia recuperato parte della memoria, non ci vedono più e marciano contro Asgard per eliminarlo definitivamente e rivendicare la propria natura di esseri viventi dotati di intelletto, anima e sentimenti! Giunti al suo cospetto, Asgard gli rivela la restante parte della verità: il suo compito è eliminare ogni forma di vita biologica. Essendo Asgard un computer di Odin, sarà sicuramente dotato di un meccanismo di auto distruzione! Pensano i nostri… Comunque ciò non ha importanza… un paio dei nostri nonostante alcune difficoltà (raggi laser ovunque, il solito esercito infinito, una barriera di protezione, Asgard che eleva la temperatura del proprio corpo per bruciare i microbi) riescono a sparare nel cervellone una palla spinata che sviluppa un buco nero in 10 minuti, pertanto è necessario lasciare il posto in fretta. Infine, manly tears. Com’è il pianeta Odin, dopo un viaggio così lungo, non è dato saperlo. La cosa che più mi ha sorpreso di questo film del 1985 è la grande cura per i dettagli grafici, che si mantiene tale anche quando ci sono lunghe scene di azione con prospettiva variabile; solitamente in animazione più una scena è movimentata e maggiore è la semplificazione dei disegni. In questo film accade esattamente il contrario. E’ tuttavia un peccato che ogni virtuosismo, merito di artisti di grande livello, venga sprecato da una storia che è quello che è, cioè una brutta copia del concept della corazzata spaziale Yamato in combinazione con il tema dello sviluppo dei computer, che intorno a quegli anni aveva sollevato ovunque parecchi (inutili) dubbi e paure. Odin: Photon Sailer Starlight nasce proprio da un’idea di Yoshinobu Nishizaki, creatore di Yamato, e si vede fin troppo. L'impressione è che per fare questo film siano stati spesi capitali non indifferenti...
  23. che figata le pubblicità giapponesi dell'happy meal.
  24. Roger

    Ozuma by Leiji Matsumoto

    bè, è charlock!
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