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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Alla fine l'hanno fatto vedere anche a me. Credo di avere colto più riferimenti di tutti, fino al singolo piccione, ma a parte il mood da lezione aggiuntive di Top wo Nerae, l'ho trovato non dico imbarazzante, ma proprio offensivo. SENZA L C U N DELICATEZZA
  2. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Non voglio fare il disfattista, davvero chiedo a chi segue questo mondo e mercato come io non faccio, ma l'animazione giapponese è ancora un medium usato per veicolare contenuti interessanti? Intendo: come Anno Hideaki ha argomentato in un luuungo dialogo/intervista con Hilawa Ryuusuke su un recente numero di Neppuu (il giornalino di Studio Ghibli), essenzialmente l'anime boom nacque con Uchuu Senkan Yamato, e non con Kidou Senshi Gundam, per una semplice ragione: fu il primo dei due a rivolgersi per primo a un nuovo pubblico non infantile con una narrativa animata che non era intrattenimento infantile, ma una space opera romantica e volendo revanscista, che cambiò completamente la "società giapponese" in merito ai terebi-manga e manga-eiga, facendo nascere quelli che si sarebbero detti gli anime. Di lì, il boom, che essendo appunto esplosivo porto a un'evoluzione rapida ed esplosiva. C'erano autori che non aspettavano altro che la possibilità di esprimersi con l'animazione. Poi arrivò quasi subito l'home-video, e anche questa innovazione cadde a fagiolo. In più, in Giappone si gonfiò presto l'economia bolla, con una diffusione consumistica impensabile. L'animazione giapponese trovò nuovi spazi e si fece subito scollacciata, pruriginosa, ma anche intellettuale, nonché patinata. Non che questo cancellasse quella propriamente per l'infanzia, ma il mercato si era allargato e variegato. Nei Novanta c'era voglia di provocazione e tinte forti. Alla metà dei Novanta si era a un momento di ritorno di un intellettualismo quasi esasperato, ma grande libertà creativa e personale era lasciata agli autori. Questo rese l'animazione giapponese interessante anche oltre l'onesta infanzia, secondo me. Ma cosa resta, oggi, di questo? Perché se parliamo di mero intrattenimento, davvero c'è dell'interesse? Chiedo.
  3. Shito

    Yamato Video - News

    Hosoda Mamoru è un hype bluff da sempre. :-)
  4. Di certo, è nel manga che Kaworu suona il piano. Credo la scena vanga da una bozza originale di sceneggiatura. Prima di ammazzare il gatto. Originariamente, l'apostolo era il gatto. Non moriva. No joke.
  5. Se si tratta di combattere per il domani, quel momento è adesso.
  6. No, no. Funziona così: dopo il diciamo 2000, GAiNAX, che ai tempi non era ancora così malmessa, incominciò a implorare Anno affinché permettesse di fare qualcos'altro a tema "Eva". Anno era molto contrario. Era ancora, in qualche modo, "giovane". Usava l'animazione per esprimersi e raccontarsi. Certo, una componente autoterapica c'era già, ma forse meno autocosciente. Eva nacque per "orgoglio", l'orgoglio di quella generazione di bambinoni che grazie a Yamato poterono dire, per la prima volta, che "guardavano cartoni animati anche se non erano più bambini". A tale proposito vi rimando al dialogo con Hikawa Ryuusuke recentemente pubblicato su Neppuu. Non è un caso che nella "celebre" intervista doppia col futuro autore di Aoi Honoo, ne 1993 Anno metteva al primo posto dei suoi anime preferiti Yamato, mentre Gundam era al secondo (al decimo, come sappiamo, la nostra Anne pel di carota). Dopo Eva anno fece i primi live-action in ossequio a Murakami Ryuu, fece KareKano forse in ossequio alla sua fidanzatina delle medie che lo "creò otaku", uso qui verbi cardinalizi, lei si chiamava Ritsuko. E lo sappiamo. Di lì indietro tutta ai tokusatsu dell'infanzia. Fino a quando, con GAiNAX in odore di esplosione, Anno lascia il sommergibile che si inabissa, e novello sposo fonda KHARA. Rebuild. Aveva ragione quando non voleva riprendere in mano Eva, come lo aveva consigliato uno dei suoi due dichiarati "maestri". Ma l'adultità impatta. La cosa più bella che abbia mai fatto, secondo me, è sempre l'ekonte dell'ultimo episodio di Abesho. Chissà s ci pensa ancora, chissà se quella caffetteria di Oosaka da cui la Regia Astronautica esiste ancora. Bukimi-Hakase e Nahaha sono ancora lì.
  7. Di mio non ho ancora accettato che per il primo film della Rebuild abbiano usato un ekonte televisivo sul grade schermo.
  8. Shito

    I film di Mamoru Hosoda

    https://x.com/jan_novantuno/status/2024785967853314504?s=20
  9. Shito

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Voglio essere il più banale dei banali: Il primo minuto basta e avanza. La sua genuinità nella parlata toscana: i raddoppiamenti coarticolatori (tipo "visto daffuori"), le terze persone impersonali (tipo "s'era aperto da tre o quattro giorni"), l'uso corretto del passato remoto come passato perfetto (tipo: "venne lì..."), il lemmario (tipo "il su' babbo gli garbavan' i film in costume..."). Tutto italiano, eh. L'italiano non solo conosce variazioni linguistiche diatopiche, ma venne canonizzato da Pietro Bembo su tre grandi letterati toscani, che prendevano le mosse dalla poesia sicula portata in su dal contabile di Federico II, se ben ricordo. Quindi l'italiano, quello vero, quello buono, è una lingua siculo-toscana. Così fu e così è. Michelangelo scriveva proprio, ancora nel 1500, "sono stato avvenezia", tutto legato, in scrittura mercantesca appunto legata (oggi diremmo: corsivo). Il mio compaesano Teodorico Pietrocola (Rossetti), primo traduttore in italiano di Alice's Adventures in Wonderland, con Dodgson ancora in vita, traduceva "silly" con "grullina". Ah, non è che in toscana si dica "sciocco" per insipido, tipo il pane sciocco – è il contrario. Perché la persone sciocche sono quelle senza sale in zucca, plot twist! Lo sciocco è un tizio davvero insipido, che grullo. Ah, e la mia traduzione italiana alle scuole medie di Tom Sawyer aveva "Noi si resta!" in una battuta di Huckleberry Finn. E la mia professorina di italiano, deliziosa e colta, spiegò a me e a tutti i miei compagni che quella costruzione era perfettamente corretta in italiano, un po' antiquata per noi (abruzzesi), ancora del tutto corrente nella parlata toscana. E i raddoppiamenti coarticolatori sono nel dizionario italiano standard, da "piuttosto" (più-tosto), a "dapprima" (da-prima), a me piace tanto anche "dappoi", ma poi davvero, accanto, apposta, vaffanculo. Deh. La purezza della passione di Federico si vede invece nel chiarore dei suoi occhi. Ci sono cose che non mentono. Federico, grazie della tua passione e del tuo italiano davvero buono. Potrei dire delle variazioni diafasiche, diatopiche, diastratiche, blah blah. Citerò invece, perché sto dicendo di te, Federico, dico citerò un anziano Gian Maria Volonté che fa Sciascia, in tutti i sensi: "Vede l'italiano... non l'ITALIANO. È il ragionare!" - ed è proprio vero. Una storia semplice. La mancanza di italiano la chiamerei oggi analfabetismo funzionale. A ciascuno il suo. Sono invecchiato anch'io. Ormai quando scrivo tre righe sono sempre troppo dense. Forse dovrei proprio smettere. Ciao, Federico. A parte che avrei ancora voluto parlare con te di Petri, ossia di alcuni suoi film, custodivo gelosamente il desiderio di provare la mia prima cinque-e-cinque anche con te. Sarà un rammarico che mi poterò dietro in silenzio. Mi sfogherò col mio amico pisano che vive in Giappone, ma a Pisa mi ha davvero iniziato alla cecìna. Ma quel mio amico, in verità, era nato a Livorno. Alle elementari dev'essere stata dura, per lui. Di certo tu potrai capirlo. :-)
  10. Shito

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Lo conoscevo di persona. Ci incontrammo a Etna Comics, quando Dario Moccia mi spiegò il termine (e l'etimologia) del termine livornese "arrandamà". Con Federico discutemo subito su Tarantino, che io non stimo (come cineasta), ma Tarantino ha origini fin troppo affini a quelle di Federico. Che lui lo amasse era giusto e naturale. Poi ci ritrovammo all'aeroporto e parlammo tanto. Di Elio Petri, soprattutto. Qui eravamo molto concordi. Ma avrei voluto ancora e ancora discutere di Elio Petri con lui! Federico era una persona deliziosa. Un vero livornese "di spessore", in tutti i sensi. E io sarò, come spesso si dice, un po' "petulante e signorino", ma spero mai così ottuso da non vedere che le persone sono diverse, e il loro valore è sempre dietro quella parvenza che in ognuno di noi dipende da tante cose. Con Federico mi piacque e mi sarebbe piaciuto sempre parlare, essendo lui persona sensibile, colta e intelligente. Dovrò trovare modo di fare un contenuto video dove "dialogo" con la sua retrospettiva su Petri. Per vivificare di nuovo il suo, di contributo.
  11. Shito

    I film dello Studio Ghibli

    Mi sono sempre chiesto se la celebre scena di Satsuki e Totoro sotto la pioggia alla fermatadel bus non venga da quel primo incontro tra Miyasan e Pakusan. Forse sì.
  12. Shito

    Gunslinger Girl

    Lui si chiama.
  13. Aspetto che ci dicano che a 1:30 c'è un forte messaggio antiabortista, dopo la continua apologia della famiglia nucleare. Sarebbe tutto vero.
  14. La cosa carina di quel film era il titolo. Era. "F di Fukkatsu" (fukkatsu = nuova vita) Non sono ancora riuscito a trovare un modo per adattare il gioco di parole. Per queste cose non sono ma stato bravo. Il campione era Cristian.
  15. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Nel disinteresse reale generale, i fornitori di "servizi" (significa: passatempi, schifanoia – se vi piacciono i palazzi storici ferraresi) divengono "aggregatori". Aggregatori di ciò che invero si percepisce come nulla mischiato col niente. Tutto scorre e nulla lascia segno alcuno. Del resto, il tempo passato per passarsi, passa e niente più.
  16. Shito

    Le Bizzarre Avventure di JoJo

    Il problema non sono le cazzatine. Il "problema" è che la gente ci ride davvero e davvero non capisce. Difatti "i fan" pensano che Fener sia meglio di Vader, che ciunopiotto sia una figata, che Silente sia meglio di Dumbledore. L'interesse per il vero delle cose è da sempre una cosa minoritaria. Nell'umanità, dico. La maggioranza vuole solo stronzate e specchi deformanti.
  17. Shito

    [ANNUNCI E SCELTE EDITORIALI]

    Sicuro? Credevo che picco dell'inedito fosse "una tiratura da far paura, 1/4 di milione di copie!" (sic.)
  18. Shito

    [ANNUNCI E SCELTE EDITORIALI]

    nel '95 conobbi Luigi Siniscalchi, persona inmeressante e validissimo artista, giuda ballerino!
  19. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    La meravigliosa polisemia del lemma inglese "crop"?
  20. Shito

    Mela Marcia!!

    Omake: origine della coreografia.
  21. Shito

    Mela Marcia!!

    E cinque anni dopo, dopodomani.
  22. Shito

    La malinconia di Haruhi Suzumiya

    Anche io mi ricordavo che veniva da un corto incluso in una novel, ma molto più avanzata. Ma mi confondevo con le foglie di bambù.
  23. Shito

    La malinconia di Haruhi Suzumiya

    L'Endless Eight fu geniale nell'uso del medium televisivo a attesa forzata nella messa in onda. Una cosa che sostanzializzava il contenuto narrativo nel consumo della narrazione. Mai fatto prima, ma più fatto dopo. Fu grandioso artisticamente nella creazione di otto storie identiche ma del tutto diverse nella loro rappresentazione registica, di mise en scene. Uno dei picchi più alti raggiunti dall'animazione giapponese essa tutta, in assoluto. OMAKE per Godai: avevi mai notato che: assomiglia un sacco, come mood, a: https://www.youtube.com/watch?v=MeWKvJSvZvE Ah, ma sono diversi come LA LUNA E LA LANA! Oppure, PERATOONS ante litterm. Assonanze.
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