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MANGA&ANIME Sul Serio
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
In attesa dell'episodio sulle consegne espresse della strega, atteso per oggi, ecco la nuova siglia 2021, in full regalia e completa, per tutti i nostri funz. :-) -
Domanda candida e genuina: a voi come è parsa la direzione di EvaFlix2? Io non ne ho sentito nulla che un singolo spezzone, quindi nulla so e chiedo a voi. :-)
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L' angolo degli apostoli (split dalle Diviche)
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Qui le battute sono tutte di pre-produzione: sono scemo, vero, perché ogni volta che sento (1:10) la battuta diversa di "masaka, Longinus no yari?", mi commuovo sempre? Poi la parte di "masaka" Anno la tagliò. In effetti era molto retorica e "da anime", una cosa stereotipata. Ma la versione di pre-produzione sembra sia stat incisa senza neppure le rough, solo sul testo. Anche i "koroshiteyaru" sono molto diversi. Fatti così sarebbero fuori scena. Però, a parte Aria sulla 4 corda e Rei che diventa di "una una sfumaturaota più pallida di bianco" (per chi sa da dove viene quella canzone dei Procul Harum), davvero: Asuka è davvero tutta in "Makete ha nai ha yo! MAMA GA MITERU NO NI!" E Shinji che sente, non collega al volo, e dice "Mama...? Okaasan?". Perché "mama" in giapponese non è "mamma", ma il modo infantile davvero con i bambini piccoli chiamano la loro mamma. Per questo lo rendo "mammina", Questa cosa con Asuka era già accaduta nell'ep9, lei che torna insonnolita di notte da bagno, lui cerca di baciarla, e lei dice, come una bimba piccola "mammina" (sta rivivendo il suo trauma infantile nel sonno), cosa che risulta molto anticlimatica per l'adolescente Shinji che, immusonito, dirà a sé stesso come se parlasse a sei "Sei una bambina anche tu!". Quindi il tutto torna in Air, ed è intenso, perché lì per lì Shinji non connette, quando dice meccanicamente: Mama...? Okaasan?", perché se Asuka si è "risolta" con la madre al risceglio nel lago sotterraneo del GeoFron, tutto sommato Shinji non ha ancora preso del tutto coscienza che dentro l'UnitàPrima c'è SUA madre. Lo farà a breve. Io sono davvero contento ogni volta che queste scene di poter "sentire" istantaneamente, sensualmente, quello che ho qui spiegato. È come sentire una canzone in lingua e capirla mentre senti la musica, suppongo, mi viene sempre in mente Wuthering Heights di Kate Bush, però davvero non riesco a capire che uso fanno quelli della comunicazione emotiva nella narrazione giapponese che "eh ma mammina non si dice". Sarà sempre un mistero, per me. Forse è solo che non riesco a concepire che in una mente che non vuole capire, non c'è nulla da capire. Dev'essere senz'altro un mio limite. -
MANGA&ANIME Sul Serio
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Kiki arriva nel WE, fattanto un interludio di ieri che va in "premiere" quest'oggi: Il mio nome scritto senza maiuscole. Mi piace. -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
C'è differenza tra "paura" e "spavento", e non credo sia la stessa differenza tra "spaventato" e "impaurito". Ossia c'è differenza tra quelle due differenze. La semantica è fantastica. :-) Grazie per la lettura e scusa anche per l'involontaria "lezioncina". Non intendeva essere una cosa saputella, comunque. Sul tuo ultimo interrogativo, davvero la bellezza, ogni bellezza, da quella di un fiore a quella di una frase articolata, non è che un favore che lo spirito umano fa alla materia, cogliendone appunto la suddetta bellezza. O ognuno, ciascuno, coglie secondo le proprie possibilità. Senza alcun spirito snobistico o elitario, dacché la capacità di cogliere non è aprioristicamente preclusa, né a posteriori negata, resta sempre che a ciascuno il suo, senza che chi non sa/può/vuole cogliere voglia(debba – per propria egoistica rivendicazione – impedire che ci sia da cogliere per chi riesce/prova a cogliere. -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Allora, in linguistica si intende la "suffissazione a morfema zero" quando al tema radicale si aggiunge un morfema di suffissazione... nullo. Pensa al sostantivo "la delibera". Sarebbe ovviamente "deliberazione". O "la consulta", "la determina" (questa è un po' tecnico di linguaggio amministrativo), sono tutti "nomi sostantivi/aggettivi deverbali" costruiti a "morfema zero". Come anche il termine "manifesto/a" nel senso di "palese, manifesta(to)": "reo confesso o manifesto" (sarebbe "colpevole confessato o manifestato, aka "colto in flagranza di reato"). Nel caso che tu citi, innanzitutto vi è una notevole differenza semantica tra "spaventare e "spaurire". Oltre a ciò, l'uso del participio passato esteso ("spaventata") reca con sé un tono inevitabilmente passivante, che si stempera notevolmente con l'uso della costruzione a morfema zero. Per esempio "non pago" ha un tono molto diverso da "non appagato", o "mai doma" da "mai domata". Spesso, nell'uso della suffissazione a morfema zero, c'è un tono epico da discorso scolpito su una lapide, tipo, se hai presente "L'Italia invitta e mai doma", cose così. Era questo effetto che cercai con quella mia ardita soluzione. :-) -
Saint Seiya - Ma se Atena entra in scena
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
:-) Ovviamente il mio ero non un serio appunto, ma una giocosa burletta. -
Saint Seiya - Ma se Atena entra in scena
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Ehm... -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Mi rallegro sinceramente per il tuo uso corretto della parola "crasi". Ma sì, certo, hai ragione: in realtà la logica di conio italiano è italianistica. Voglio dire, se togliamo cose tipo "piante insettedule" e "misandria", appunto (che poi esisteva già, appunto) la suffissazione è normale cosa italianistica non meno dell'uso di accrescitivi, diminutivi, dispregiativi, vezzeggiativi, ecc. E non solo, ci sono anche logiche di agglutinazione etimologica "corrifuliggine" o "calcaterra" non seguino logiche di conio diverse da "corrimano" o "scacciamosche", no? Quanto all'uso della costuzione "a morfema zero", anche quello è cosa italianistica. "non pago di aver fatto questo scempio, vorresti aggiungerci anche la beffa?" - tipo. Nel caso dell'arringa al popolo di Kshana era proprio per enfatizzare il tono militarista da Reich di Tolmekia, vedasi anche "instaurare un giusto governo". Ma del resto, era quel Miyazaki, nel cui fraseggio ancora si sentivano le eredità dei suo anni nell'ANPO. Parlando di costruzioni a morfema zero, ancora non accetto - e credo mai l'accetterà - l'uso di "centrifuga" che si fa per "centrifugato" nei moderni usi salutisti delle verdure. In realtà, ancora, molte delle mie cose "strane" venivano dal linguaggio paragiuridico, come l'uso del "di lui, e "di lei". Esempio tipico da querela per diffamazione, che so: "l'atto è stato altamente lesivo del di lui onore e rispettabilità, indi la P.O. si costituisce altresì parte civile per tutto il danno da lucro cessante arrecato". Però ai tempi lo usai solo perché nei titoli degli ep25-26 di eva non volevo schiacciare sotto l'aggettivo "suo" il sesso genere esplicito in "kare [no baai]" e "kanojo [no baai]". Del resto il tono di quei testi scritti a video era molto affine a una sorta di rapporto psichiatrico esposto al tribunale (delle coscienze?). -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ah, sì, autoinganno. Non so se fosse un conio originale o finto originale, ma io ai tempi non l'avevo mai sentito. Credo che lo calcai un po' dal giapponese, un po' dall'inglese terzo incomodo. In ogni caso, c'è una sottile polisemia in "le sincrografie si DISSOCIANO", non trovi? :-D -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh, i dialoghi, ma anche un'intervista, non sono prosa scritta, ma "lingua parlata trascritta". Quindi "oh, raga, io Ponpoko lo adoro. Per me è il più grande dilm di Pakusan, quello!" Tipo. :-D L'effetto che ottieni scrivendo dei *dialoghi* in strngente SVO è quello di "persone che parlano come un libro stampato", in generale. Quanto ai miei conii, non ti piaceva "sincrografie"? E l'arditissimo aggettivo verbale (participiale passato) a "morfema zero" nell'arringa/proclama di Kshana ("vi prometto una vita non più spaventa dei miasmi del MarMarcio")? Sai, come "non pago di", lo stesso modello di "participio a morfema zero". E la dizione unita di "Prendimprestito" (nota specie di gnomi)? Lingua viva e pulsante, siori e siore! :-) Mi fa ridere che nel 1997 credevo che "misandria" fosse un conio originale, invece no, esisteva. Ma io non lo sapevo. O lo ri-coniai da zero. Con buona logica, il conio era già stato fatto. I conti tornano. Da piccolo mi divertivo anche con i portemanteau, che ora chiamano "parole macedonia" (?), tipo mostribile, o stuplendido, ma non li ho mai usati in nessun lavoro, ci mancherebbe. Le sciarade carrolliane, sono puro diletto, si capisce. Allo stesso modo, ancora mi diverto con enclitiche un po' inusuali, tipo dirco spesso "parmi che" per "mi pare che", o "parevami" per "mi pareva", o ancora faccio forme perifrastiche soprattutto passive, tipo "questa cosa è davvero esacranda!" (da esacrarsi), perché la connotazione del doversi mi pare più forte d quella del potersi (suffizazione in -bile). Del resto le mutande si DEVONO cambiare, e le serrande hanno da chiudersi. Ma anche questi sono vezzi personali, non professionali. -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Aspetta. Quando dislochi l'oggetto, lo ripeti sempre con il pronome. Si tratta di una dei due tipi di dislocazione più comune, banalissima nel linguaggio parlato. Serve per porre enfasi sul rema quando questo è l'oggetto. Spesso sono più le frasi dislocate che quelle standard. Vuoi un esempio? Io il cinema di Takahata Isao lo adoro. (SOoV) Perché il punto è "che cosa adori", non "cosa fai" - come nella versione SVO di "Io adoro il cinema di Takahata Isao". Nella forma italiana parlata si da sempre priorità al rema, perché il parlato è più immediato della prosa scritta, e il rema è quello che si vuole comunicare davvero. Per questo, le dislocazioni, che sono comunissime nella variazione diamesica parlata dell'italiano, avvicinano l'italiano un pochino a certe forme del giapponese, che è tutto così (tutto basato sulla logica tema-rema molto più che su quella soggetto-oggetto). A) chi può creare e utilizzare nuove parole/frasi? - tutti. B) chi può stabilire se "sono belle e funzionali? - nessuno per tutti, ciascuno per sé. C) le novità linguistiche possono venire solo da quelli che (perdonami l'improprietà) continuo a chiamare calchi? - no, anzi quella non è la fonte più pura e nobile, ma è una delle fonti più comuni e popolari :-) la lingua giapponese è tra le più dinamiche che io abbia mai osservato, quasi quanto la loro urbanistica. ;-) -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Assolutamente no, infatti avevo scritto "io direi". :-) Guarda che i verbi non si dislocano, salvo che non abbiano funzione nominale. Sono soggetto e oggetto che vengono dislocati. :-) Detto questo, se stai traducendo, non dovresti creare cesure a tuo comodo. Parliamo del pensiero di un'altra persona espresso da quella persona. Ah, ma per me quei due esempi non sono neppure esempi di "problemi". Sono esempi virtuosi su cui si può ragionare, e che ci mostrano come ogni lingua resti sé stessa anche qualora tradotta (bene). -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Osservazione sensata – direi che no, in quel caso non è necessario, anzi io direi sconsigliato, mettere quelle viergole da dislocazione, perché ottieni l'effetto di un finto complemento incidentale, cosa che non è. In questo caso direi che la semplice posizionalità è più che sufficiente - e infatti e il motivo per cui è la mia versione preferita. :-) -
Alla ricerca dell'Anime perduto
topic ha risposto a Shito in una maximilian8777 nella sezione Anime & Manga
GUNNM (la cosiddetta "Alita" o meglio "Aleedah") era Granata Press, gli altri non mi pare. Den'nouToshi808 fu mai pubblicato in Italia? -
Alla ricerca dell'Anime perduto
topic ha risposto a Shito in una maximilian8777 nella sezione Anime & Manga
Non è Il Vento dell'Amnesia, vero? -
Shinko Ghiribizzo e la magia millenaria (MaiMai Shinko to Sennen no Mahou - Mai Mai Miracle)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione Anime & Manga
Ah, il libro di Takagi Nobuko da cui è tratto il film si intitola, com'è noto, solo Shinko Ghiribizzo: Interessante lo slogan: "La versione giapponese di Akage no Anne che fa divertire grandi e piccini". -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Avevo voglia di un po' di riflessioni linguistiche. In questo periodo, come sempre e più di spesso (vado a momenti) sto leggendo svariate interviste in svariate lingue a riguardo della "storia" (diciamo) di manga&anime da parte di vari autori. Questa cosa è un po' ripresa un annetto fa con il primo "lockdown" virale, ma è qualcosa che ho sempre fatto nel corso degli anni del mio lavoro in questo ambiente. Contenutisticamente, per me è molto interessante notare come alcuni tra i (pochi) autori davvero significativi nel mondo degli anime, quando parlano di quel mondo spesso finiscano a parlare di Takahata e Miyazaki e delle loro opere, anche quando non richiesti o sollecitati a farlo. Capita a Tomino Yoshiyuki, Oshii Mamoru, Anno HIdeaki soprattutto. Dopo un po' si incomincia (io incomincio) a vedere davvero una "evoluzione del genere" nella creazione di uno stile nazionale, così per il manga e così per gli anime. La cosa più interessante è notare come l'animazione abbia intessuto rapporti sempre conflittuali con il manga, perché d'altronde il primo referente era quello dell'animazione cinematografica, dove "cinema" voleva dire "arte" e "manga" voleva dire "bambinata". Questa è anche una cosa molto generazionale, dico per gli autori giapponesi, mi pare.In un modo o nell'altro, l'impossibilità tecnico-economica di fare "full animation" ha significato, in Giappone, un fare animazione sempre più vicina alla staticità drammatica dei manga (dei gekiga), usando la limited animation come una sorta di kamishibai. Questo è interessante. D'altro canto, Takahata Isao dissentiva, e riconduceva l'animazione giapponese alla traduzione degli emaki, ma è pur vero che lui è stato un regista d'animazione davvero sui generis, ma davvero sui. La narrativa animata di Tomino Yoshiyuki è pressoché agli antipodi, e del resto anche l'interesse "di animatore" di Miyazaki Hayao è lontanissimo. In un modo o nell'altro, resta che per quanto il movimento possa rendersi realistico e fluido (e molle), si pensi alla tecnica del rotoscope, alla fine un disegno è un disegno, una pipa disegnata non è una pipa, e l'animazione per quanto voglia essere "realistica" è sempre una forma di rappresentazione simbolica della realtà. Takahata la chiamava uno "pseudo-surrealismo", e ancora fatico a trovarne una definizione migliore. Interessantemente, lo stesso Miyazaki Hayao, l'amante delle "belle animazioni", dà valore alla componente simbolica, puramente ri-creativa delle animazioni stesse, secondo una logica da "manga", più che disneyana, enfatizzando la capacità individuale degli animatori giapponesi di disegnare e animare movimenti credibili con la loro pura fantasia più che "ricalcarli" dalla realtà. Nella schietta ammissione del fatto che la tecnica di animazione su cel frustra, appiattisce e normalizza la qualità espressiva del disegno su carta, cosa che poi Takahata arriverà a provare e mostrare con i suoi due ultimi lungometraggi. In ogni caso, il punto è sempre come l'animazione giapponese, i "cartoni animati giapponesi" (manga eiga / terebi manga), poi "anime", siano una cosa stilisticamente, concettualmente e contenutisticamente nata in Giappone come propaggine reinterpretativa di qualcosa che giapponese non era. Davvero il Giappone mi sembra come una terra in cui qualsiasi cosa si pianti, non importa di che provenienza fosse la semenza, poi spunta, cresce e si sviluppa come giapponese. Si parla spesso del sincretismo della cultura giapponese, ma io vedo, nell'epoca contemporanea e postmoderna ancor più, una forte capacità di ibridizzazione di tutto ciò che il Giappone riceve e in parte trattiene dall'estero. Ancora, nel mio settore specifico questo è per me molto interessante. Una cosa che è però tutta giapponese nel "mondo" di manga, anime e di qualsiasi altro prodotto culturale giapponese è la lingua, il giapponese. Il che è sinceramente ovvio, ma le cose ovvie sono spesso quelle date maggiormente per scontate, e quindi non considerate. Il giapponese si esprime come si esprime il giapponese. In ogni lingua vi è una portata culturale profonda e diffusa. Non si tratta solo delle parole. Non si tratta solo dei concetti. Si tratta soprattutto del modo in cui i concetti vengono espressi, del modo in cui le persone creano e associano i concetti, del modo in cui li esprimono. Ovviamente, vale per tute le lingue. Soggiornando in Quebec, prendendo parte a lezioni universitarie dottorali, davvero era interessante sentire, ascoltare,e poi parlare della profonda differenza interlinguistica tra il modo espositivo francese e quello inglese, riconoscendo quando – pur parlando in una delle due lingue – i concetti erano palesemente stati mentalmente partoriti nell'altra. Questo è uno dei punti che mi interessa di più. Naturalmente la lingua con cui opero maggiormente è il giapponese tradotto in italiano. La corrente voglia di semplicismo linguistico, accademicamente spesso spacciata come un'inevitabile tendenza di cosiddetta "economia linguistica", tende a ridurre le lingue vive a un mero insieme di costrutti idiomatici canonizzati. Ovviamente così non è. La lingua viva è flessibile sino al conio di nuove parole, e persino nelle logiche di conio esistono modi e maniere più o meno praticati, canonizzati, efficaci. Personalmente, io credo fortemente nell'uso estensivo della propria lingua, di tutte le sue forme e possibilità, nella resa più precisa possibile di un'altra – quando si traduce. Molto spesso, mi pare che le persone che invocano un "ipercorrettismo" della lingua di arrivo di una traduzione, nel caso la nostra, in realtà non chiedano altro che un maggiore agio fruitivo dato da una banalizzazione dei costrutti e dei termini usati. Ho notato che spesso dietro a ricerche altisonanti si nascone una banalità di pensiero pressoché disarmante. Ma come sempre, a ognuno il suo. Alla fine è inevitabile che ognuno si esprima per quello che è, sempre. Quindi un giapponese si esprime come un giapponese, e questo dovrebbe secondo me essere sensibile anche quando quel che dice fosse tradotto in italiano. Si può fare, e il risultato sarà – quando ben fatto – in un italiano corretto ma forse un po' inusuale, perché sì: è giapponese tradotto in italiano, non è italiano pensato ab initio come tale. Mentre leggevo varia articoli, in questo periodo, mi sono capitati due esempi interessanti, di due traduttori diversi, che apprezzo entrami e che qui ripropongo: https://magazine.pluschan.com/memorie-di-animage-chars-counterattack-parte-quinta/ Anno: Ci sono molte persone che non l’hanno capito, Il contrattacco di Char. Che lo giudicano dopo averlo visto una volta sola. --- Questa è una traduzione operata dal "nostro" Garion. Da un punto di vista di analisi del periodo si tratta di una segmentazione che direi molto ardita, fatta (credo inconsciamente) per spiccare il complemento della proposizione secondaria relativa, ovvero il titolo dell'opera in questione (Il contrattacco di Char). Inoltre, l'esistenza della principale è solo per rendere il soggetto (molte persone - le quali) in forma di impersonale di esistenza/presenza, che è una cosa totalmente giapponese, a livello di modo di esprimersi. Non si tratta di "calchi linguistici" o altre corbellerie simili. Si tratta di mettere l'italiano al servizio della resa di un'altra lingua, in questo caso il giapponese. Di seguito, partendo da A, propongo altre quattro rese della stessa frase fatte per "sbindolare" progressivamente il "groviglio linguistico" che è la resa in italiano di un altra lingua, avvicinandomi sempre più nella progressione alla banalità espressiva della nostra. B (Ci sono molte persone che Il contrattacco di Char non l’hanno capito. Che lo giudicano dopo averlo visto una volta sola.) In questa versione, la segmentazione della dislocazione della secondaria relativa è stata rimossa, tornando a una mera dislocazione. La secondaria è "che non hanno capito Il contrattacco di Char". Dislocando l'oggetto a SX si ottiene quindi "che Il contrattacco di Char non l’hanno capito". La prima versione, quella di Garion, riportava a DX l'oggetto ma mantenendone la ripetizione pronominale ("lo") ottenendo l'ardita segmentazione "che non l’hanno capito, Il contrattacco di Char". C (Ci sono molte persone che non hanno capito Il contrattacco di Char. E che lo giudicano dopo averlo visto una volta sola.) In questa versione ho eliminato anche la dislocazione di cui dicevo, ripotando il contenuto della secondaria relativa al semplice ordine S-V-O, tanto spesso e tanto ignorantemente sbandierato dai miei detrattori. D (Il contrattacco di Char molte persone non l'hanno capito. E lo giudicano dopo averlo visto una volta sola.) In questo caso ho eliminato la principale impersonale e ho reso la frase una singola proposizione, ma con dislocazione a SX dell'oggetto. (O-S-o-V E (Molte persone non hanno capito Il contrattacco di Char. E lo giudicano dopo averlo visto una volta sola.) Questa è la versione più semplice in assoluto, senza secondaria e senza dislocazione dell'oggetto. (S-V-O) ---- Ora, la cosa interessante non è dire, ripetendo meccanicamente un libro di grammatica e sintassi, sia esso di scuola elementare o universitario, che "l'italiano è una lingua SVO!!11!!", ma capire quale contenuto stilistico apportano tutte queste differenti versioni di resa di una frase originale espressa in giapponese. Se si capisce il giapponese, ancora più interessante è capire quale di queste versioni sia la più vicina, e quindi corretta, all'originale. La correttezza di una traduzione è la sua precisione di fedeltà all’originale, null'altro. LA correttezza della lingua d'arrivo è dato acquisito e scontato, e difatt tutte quelle cinque versioni sono scritte in italiano corretto. Personalmente, la mia preferita è la B. Quella scelta dal traduttore (Garion), ovvero la A, mi pare buona, anche se un po' troppo ardita - per me - da cui la necessità della giusta virgola a marcare la segmentazione retro-dislocativa dell'oggetto che torna a destra dopo un pronome che lo ripete. Invece C, D ed E sono per me inaccettabili: tradiscono del tutto il tono dialogico, il peso di tema e rema che fa più di tutto il modo comunicativo giapponese. Chi mi segue? Ho qui un altro esempio ancora più "ardito", di altro traduttore, il mio carissimo Yupa: https://yupa1989.wordpress.com/2020/12/19/nausicaa-della-valle-del-vento-fumetto-intervista-a-miyazaki-hayao Miyazaki: Mentre disegno storie del genere, le idee che sorgono dentro di me o anche i frammenti indefiniti, non riesco a non pensare che per me significhino qualcosa. --- Qui abbiamo una segmentazione davvero davvero ardita. La principale è tutta in fondo ("non riesco a non pensare"), questa regge una secondaria oggettiva ("che X o anche Y significhino qualcosa"), i soggetti della secondaria sono stati dislocati prima della congiunzione che introduce la secondaria stessa ("che"), e in più ci si mette un'altra secondaria preposta, ovvero una temporale ("mentre disegno storie"), e poi un complemento di limitazione della secondaria oggettiva ("per me"). Wow. Di seguito una sola versione alternativa solo un po' riorganizzata, non starò a piegare la logica di tutti i movimenti morfosintattici. N (Mentre disegno storie del genere, non riesco a non pensare che le idee che sorgono dentro di me, o anche i frammenti indefiniti, per me significhino qualcosa.) Personalmente la preferisco, perché la trovo meno "ardita" ma non manchevole di nulla rispetto a quella proposta da Yupa, che in ogni caso non ho alcun problema a leggere e capire. -
Shinko Ghiribizzo e la magia millenaria (MaiMai Shinko to Sennen no Mahou - Mai Mai Miracle)
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Sempre dal vostro affezionato studio GAMILAX (logo pending), un'ulteriore fonte che abbiamo consultato mentre rediciamo i sottotitoli: https://eichi44.hatenablog.com/entry/20161127/p1 Questa fonte c'è servita a sciogliere un dubbio su un personaggio del radiodrama interno di "Hakuba Tengu", una (probabile) invenzione per il film di Shinko, probabilmente ispirato a un omonimo manga cinquantino oppure al famoso personaggio "Kurama Tengu". Ah, per i fan di Gekko Kamen, sigla! https://emumo.xiami.com/song/1770104332 -
No, no, non si tratterà di una "nuova tiratura" nel senso di "nuova ristampa". È solo che trattandosi di un'autoproduzione a piccoli volumi le copie vengono stampante quasi "on demand". :-) LoL, avevo slatato l'indirizzo, sono proprio io: neogeobible@gmail.com
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L' angolo degli apostoli (split dalle Diviche)
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Non potevo evitare di ri-necrobumpare questo thread, voglio dire: il topic. Ma il contenuto del post, sempre magiche sincronie, mi era tornato di nuovo sulle labbra ieri mentre parlavo al telefono con un amico, giovane, intelligente e sensibile. Ottima combinazione. BTW, Nausicaä sì, è chiamata "shito", apostolo. -
Shinko Ghiribizzo e la magia millenaria (MaiMai Shinko to Sennen no Mahou - Mai Mai Miracle)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione Anime & Manga
Poi ho scavato da solo e ho scoperto che il topic in questione era persino mio, lol: Il mio commento (editato per piccole correzioni di refusi, yay!): -
Shinko Ghiribizzo e la magia millenaria (MaiMai Shinko to Sennen no Mahou - Mai Mai Miracle)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione Anime & Manga
Mmm, memento dai sub di un diario di una certa Anna. Non dai Capelli Rossi. Però Kojiro del Verde. -
Dragon Ball - Super (new series) and all
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Cmq Oob, perché è il contrario di (Bibbidi Bobbidi) Boo. -
Personalmente non so se sia più imbarazzante lei o lui. :-(