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La risposta forse piu' scontata per la domanda precedente con l'immagine della chiave, e' "non lo so." Il fatto, che diventa problema, e' che non lo sanno neanche gli autori del film. TRON, da cosa nasce? Nasce in un periodo particolare di fioritura dei videogiochi, che erano molto differenti rispetto ad ora. L'idea sulla quale nasce e' quella di 'far vedere' com'e' dall'altra parte. In senso lato 'dare tridimensionalita' alla bidimensionalita' dei videogiochi. Questo in se' ha poi creato tutta un'estetica particolare, che ha fatto la fortuna di Tron, e per la quale poi se non e' diventato un Vero fenomeno di costume, lo e' stato sicuramente per i nerd di allora, i quali poi si sono 'traghettati' ai giorni nostri. Alla fine il discorso legato alla trama e alla vicenda, era che essendo alla fin fine cosi' labile la stessa era necessario in qualche modo 'decomprimere' la vicenda in vari modi. MA quello che era ed alla fine E' Tron, deriva da un concept bidimensionale che piu' bidimensionale non si puo', elevato alla tridimensionalita' nella rappresentazione cinematografica. Un concept che vede gia' nell'estetica stessa la propria ragion d'essere "draconiana" con la suddivisione tra rossi e blu/bianchi, tra buoni e cattivi. TRON LEGACY, allora, cos'e'? E' un film che pur salvaguardando strettamente l'estetica di Tron non la fa propria; si e' avverato il mio timore ad esempio che dove nel primo film le linee fluorescenti 'componevano' i personaggi e gli ambienti, qua sono decorazioni che riescono nel miracolo di rappresentare dei 'pattern' di tipo simbolico senza che ci sia dietro di essi un riferimento simbolico di qualche tipo, HINT; perche' in Tron tale riferimento NON ESISTE. E' un film dalla estrema magnificenza rappresentativa, di quel tipo di maestosita' che ai tempi ci si poteva aspettare lasciando volare la navicella di Blade Runner. Ma rielaborando in chiave complessa e variegata la bellezza rappresentata dalla semplicita' dell'estetica originaria, non se ne distacca nettamente, continuando cosi' a 'vivere nel passato'. E' un film che cerca una attualizzazione del tema originario, introducendo livelli di grigio, essenzialmente a livello interiore per l'allora protagonista. Cosa geniale direi considerando la provenienza 'eighties' del film originario, e il 'revival' di Quel modo di raccontare storie. E quindi? Quindi la risposta e' semplice; dove TRON era un'Icona, Tron Legacy e' un mero atto di arroganza produttiva. Un atto mirante a 'strabordare' a livello simbolico e rappresentativo dove non ci sono chiavi simboliche da aprire. E' un film come ce ne sono tanti in giro. Sentirete parlare del film con 'carino', 'mi e' piaciuto', 'l'ho trovato interessante'. Il 'problema' sta tutto qua. Perche' non parliamo di un filmetto carino. P.s. Il 3D usato nel film e' un PIANTO. P.s.2. Se avete visto il primo film, recuperate quello, o finirete per odiare entrambi. Peccato.
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Anticipo a piu' tardi, viene da se che la cosa e' molto melodrammatica.
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Visto. Domani riprendo il discorso a partire da un'immagine e da una domanda: Cosa vi aspettate di trovare, riaprendo una porta chiusa da piu' di 20 anni?
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Compressione/decompressione dei tempi; sequenze corte o lunghe, nell'ottica generale se e' decompresso o meno, l'originale era tanto decompresso nei tempi.
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Come hai fatto a riuscire a non vederlo in questi anni? Comunque il parere e' molto interessante anche per questo aspetto. Domanda; la storia ti ha dato l'impressione di una notevole decompressione?
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Countdown per vedere sto film, o oggi o domani dovrei riuscire a vederlo, sono curioso come una ->
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Ma alla fine scopano almeno? E' piu' complicato di cosi', molto piu' complicato. Ok, adesso ho risposto direi e quindi un saluto alla discussione
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Magari ora che pare che ne sia venuta fuori, dalla bancarotta... Infatti E la percezione tutta particolare di cui in genere vogliono caricare il film vincente, con una sorta di egida di 'socialmente impegnato' o che possa rappresentare qualcosa, come un periodo, oltre al film in se' stesso. Di piu', non lo so mica, proprio per l'eta' avanzata dei giurati se questa volta Aronofsky (vediamo se sta volta lo scrivo giusto) prendera' un riconoscimento simile.
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Doctor Who su Rai4!!
topic ha risposto a Shuji in una Tetsuya nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Ma non erano state doppiate la prima o anche la seconda della 4' stagione? (Ndo' andava, su Jimmy?) O forse erano solo annunciate -
Vero, l'ho citato anche perche' pur stando sui maroni anche a me, MA qua ha fatto un'ottima prova. Diro' che anche per il motivo di cui sopra, sto iniziando a capire perche' Arofnosky sia 'ricercato' anche per ruoli mi pare di comics-movie; ora dopo diversi film fatti e' possibile dirlo, e' palese che sa dirigere alla meraviglia gli attori, sa far vivere benissimo le caratterizzazioni dei personaggi. Quando uno non c'ha voglia di fa un ... So' proprio contento: you made my day! La mia bava alla bocca era dunque giustificata, del resto non sbaglio mai o quasi. E non aspetto Marzo. (Tanto da quando e' in corsa per gli oscar circola senza freni tu-sai-cosa per l'evaluation ) Ancora piu' che significati reconditi, direi che ci sono solo significati reconditi, in quanto in sta benedetta scena non si vede davvero nulla di nulla; solo che, complice il fatto che comunque il linguaggio e' molto 'immediato' e le situazioni in se' non sono esattamente da bambini e quindi ha preso una R, in italia si e' saputo che c'era un certo tipo di scena e si sono fatti molti piu' pipponi mentali di cio' che in realta' si vede. Secondo me, Arofnosky vince come regista e Social come film.
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(No spoiler) In una frase il coreografo Thomas Leroy (interpretato da Vincent Cassel) riferito alla propria visione della nuova messa in scena del "Black Swan", dice tutto cio' che c'e' da dire sul film: "Visceral and Real". Il discorso si potrebbe chiudere qui. Si, siamo dalle parti di Scarpette Rosse, ma quanto lo puo' essere una ballerina durante un volteggio. Il regista tagliando lo spazio intorno ai personaggi, adoperando stretti primi piani o primissimi piani fino al dettaglio, elide per via della vicinanza al rappresentato ogni sorta di patinatura associata alla rappresentazione artistica del ballo; tanto che il ballo in se' ha pochissima visuale d'insieme, pochi campi medi per mostrare gli ambienti, molte figure intere. Non mostrando al meglio "il risultato", la scenografia, l'ambiente, si fa in modo di non mostrare gli equilibri risultanti d'insieme, la figura della ballerina ne risulta menomata dall'essere invece rappresentata come una semplice, ed in quanto tale complessa, Persona. Persona come la Portman (con una prova strepitosa) che si dirige e si sposta da un punto all'altro con un punto di vista da sopra/dietro le spalle con la camera a mano, nervosa, inquieta, non ferma, come si trova infatti ad essere la protagonista nelle proprie convinzioni. (Cosa non isolata del resto, diverse volte quindi capita di 'vedere' un sottesto nella direzione delle riprese e del montaggio stesso.) Persona come tutte le altre, appunto 'viscerali', 'reali', nell'insieme mostranti quasi ogni sorta di passione, emozione, fino all'ovvia ossessione. Ma qua non e' l'arte a sublimare l'essere umano fino all'ossessione, ma l'ossessione a spezzare ogni equilibrio e a mostrare l'essenzialita' dell'essere umano nella propria semplicita', visceralita' e realta' piu' interiore, vera, ed in quanto tale, sopita, ma non morta. Anzi, Mortale. Siamo dalle parti di "scarpette rosse", si', ma a rappresentare cio' che scarpette rosse covava sotto la pelle. In realta' il tema di questo film potrebbe essere quasi qualsiasi cosa. Il ballo e la danza fa infatti parte di cio' che e' rimasto dall'eliminazione dell'ambiente, del contesto, di tutto cio' che rimane al di fuori di tutto cio' che e' 'visceral' e 'real'. Nella speranza che in italia non si parli piu' del film, di quella, veramente, mezza pagliacciata della scena 'saffica', io intanto lo dico. Da qua passa tutto cio' che dev'essere Cinema. Tutto il resto e' intrattenimento. Questo film e' un Fottuto Capolavoro.
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eh eh eh Mah, vediamo se riesco a vederlo "in originale" intanto
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In che senso recuperiamo? Da noi uscirà solo a marzo e io vojo morì perchè per quel film sto letteralmente perdendo il sonno, ne sono totalmente ossessionato! In senso metafisico (Negli usa e' gia' uscito )
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Sì, ne sono abbastanza sicuro. Il film è perfetto sotto diversi punti di vista, ma uno dei suoi maggiori punti di forza è proprio l'essere riuscito a catturare e replicare il senso di chiusura, disperazione, abbandono e progressivo soffocamento del protagonista. E non era affatto facile. Dirti altro significherebbe rovinarti la visione. Per conto mio, posso dirti che è un film denso, emozionante e non convenzionale. E', come diceva Shuji-sama, il Cinema in una delle sue massime espressioni. Ci sono film spettacolari, pirotecnici, pieni di magia eccetera. E poi c'è questo. E, almeno secondo me, questo film va visto. Anche se fa male. Soprattutto perché fa male. Quoto a mia volta :sisi: Black Swan & True Grit e per quest'anno abbiamo chiuso in bellezza. Recuperiamo il Cigno allora
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Doctor Who su Rai4!!
topic ha risposto a Shuji in una Tetsuya nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Beh, lo puoi gia' sapere, se non ricordo male era andato in onda doppiato su sky/fox almeno fino alla 4' stagione mi pare, delle puntate o degli stralci li puoi gia' trovare... -
Doctor Who Series 5, 6, 7..
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Spoiler sesta stagione come appare alla fine dello speciale natalizio -
Doctor Who Series 5, 6, 7..
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Visto, ovviamente non dico nulla per ora -
Doctor Who Series 5, 6, 7..
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Speciale Natalizio: Check. 'namo a vederlo. -
Te aristimo. Come sempre del resto. Quasi quasi proseguo con Black Swan...
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Continua il mio resoconto del ripescaggio personale di film 'particolari' cui voglio dare uno spazio particolare lontano da calca ed assilli quotidiani. Somewhere di Sofia Coppola Singolare che in effetti sia proprio la Coppola a farmi riflettere sul fatto che una storia di formazione non dev'essere per forza di cose interpretata da un bambino e poi a crescere. Gli adulti non smettono di crescere, si reputano come 'arrivati' ad un certo livello dal quale poi iniziare una sorta di 'declino', una volta ovviamente accettata la cosa o fatta socialmente accettare come tale. Nella realta' non si smette mai di 'crescere', di sperimentare nuove esperienze. Il protagonista di questo film si trova a vivere in un 'loop' della propria vita, e sara' la maggiore vicinanza della figlia a farlo uscire da tale circolo vizioso ed a dirigersi... "da qualche parte". Ho provato franco e schietto disgusto alla rappresentazione dell'italietta piccola e televisiva cosi' debitamente rappresentata da alcuni dei sui piu' "tipici" rappresentanti (frassica e la ventura) anche se la breve presenza di Michetti non mi e' molto chiara nel contesto. Non saprei valutare questo film con precisione. L'afflato minimalista della rappresentazione si scontra con l'introduzione di un evento dinamico quale quello della figlia che a sua volta cozza contro l'essenza antitrama dell'impianto complessivo. E' un film europeo con una spruzzata di paillette americane. Alla fine quindi il film in questione e' molto personale. E' un lancio di dadi sulla coscienza, sapendo bene che statisticamente i dadi comunque finiranno per colpirne qualcuna tra le molte e i vari tentativi. E' un film che da' tempo, luogo e modo di riflettere, di relazionare elementi e farli propri in varie combinazioni interpretative. ...Anche se forte resta il dubbio di un puro divertissement della Coppola. In ogni caso come si suol dire, questo e' il Cinema, bellezza. Il Cinema che regala e fa riscoprire emozioni, oltre a mostrare le cose sotto una prospettiva differente. E questo che lo si voglia o meno, che ci si lagni perche' non ci si rende conto di essere diventati aridi dentro e si invochi la presenza rassicurante di una 'trama' il piu' possibile lineare, che non ci si renda conto che la comunicazione e' fatta di piu' eventi concomitanti e non solo per dialoghi piu' o meno "ficcanti". Non sto indicando questo Somewhere come un capolavoro imprescindibile, ma io mi preoccuperei per chi dovesse provare 'noia' a vederlo, perche' in quel caso il film parlerebbe di lui. E "l'abisso guarderebbe in lui". Comprendo quindi il parere della critica nostrana e lo faccio mio.
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Elaboro un po' meglio. Il film parte bene, con la scena del quadro e dell'acqua, la quale poi avra' una propria circolarita'-para-artistica con la scena finale. Poi accade qualcosa di particolare. Una volta sulla nave ogni personaggio parte per la tangente; le interazioni personali sono ridotte pressoche' a frizzi e lazzi specialmente di natura autoreferenziale e a scenette di 'action' o 'cazzeggio'. Il 'sense of wonder' e' legato a del resto scene particolari e ben dirette, come quella all'interno della biblioteca, ma anche in questo caso i personaggi che portano a tale luogo sono poi liquidati come macchiette (cosa da sottolineare poi considerando che anche come rappresentazione visiva sono effettivamente macchiette, e come tali fin dalla prima 'apparizione' pur da invisibili era palese che fossero appunto macchiette). Poi io saro' un tradizionalista della 'storia', della 'vicenda', e appunto conoscendone da un po' gli elementi e' cosa che ben so, so (appunto) che chi lo nega e' solo ingenuo, e quindi so bene che le coincidenze ESISTONO ma A PATTO che non siano erte a sistema. MA che tutta la vicenda finisca per un colossale colpo di culo, incastonato in un altro colpo di culo ancora maggiore, almeno io non lo posso francamente accettare. Ergo, Eustace sara' pure identico al suo equivalente del libro che non ho letto, ma se l'intento era quello di presentare un ennesimo inserto di formazione in quella che gia' di per se' e' una saga di formazione, potevano mettere nel film un peluche di drago e la cosa sarebbe stata identica. I personaggi quindi hanno caratterizzazioni che sono quasi 'aderenze' con il film precedente che lentamente con il proseguire del film si 'scrostano' rilevando pallide intenzioni rappresentative. La storia è unicamente un insieme di situazioni incollate alla bene o meglio l'una all'altra. Visivamente e' uno spettacolo. L'impianto complessivamente e per un certo tipo di pubblico, regge bene. La regia riesce a rendere fruibili anche le scene d'azione piu' incasinate. Per quanto mi riguarda pero' e' proprio quell'impianto che complessivamente funziona per il pubblico che m'ha fatto venire il latte alle ginocchia, per i motivi sopra esposti, e pensare piu' volte al "Chissa' quanti bei film avrebbero potuto tirar fuori da tutti i soldi investiti in sta roba".
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Il lavoro rende liberi ?
topic ha risposto a Shuji in una silent bob nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Questo topic e' ad altissimo rischio chiusura, occhio a quello che vi viene detto. -
Puo' essere interessante integrare alcune di queste voci del sondaggio con il parere di Roger Erbert ( http://rogerebert.suntimes.com/ ) (se non sapete chi e', google e' vostro amico), che ha messo online la propria classifica di fine anno all'indirizzo: http://blogs.suntimes.com/ebert/2010/12/the_best_feature_films_of_2010.html In sintesi; 1. "The Social Network" 2. "The Kings Speech" 3. "Black Swan" 4. "I Am Love" 5. "Winter's Bone" 6. "Inception" 7. "The Secret in their Eyes" 8. "The American" 9. "Kids Are All Right" 10. "The Ghost Writer"
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Visto, c'e' una faccina che rappresenta perfettamente il mio giudizio: Ottimo film di natale E ribadisco DI NATALE, da vedere in compagnia per staccare un po'. Ma Come Film In Se' E' ATROCE. La nave e' veramente molto bella.
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Visto Buried alla fine. Puro, meraviglioso, Cinema.