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Un libro costituito da un insieme di articoli di n autori differenti non puo' che essere un minestrone cartaceo in cui determinati argomenti vengono buttati li' a caso senza i dovuti approfondimenti. Tuttavia, alcune cose trattate nel libro non le sapevo, e le approfondiro' attraverso nuove letture o su internet. Se devo essere sincero, l'ho preso perche' tra gli autori c'e' Jean Marie Boisseau, che reputo un figo. La copertina e' citazionistica, frivola e... si', fa cagare. XD
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Sempre questo, di cui ho detto qualcosa nel post #708. Secondo me le cose trattate nel libro ti sono gia' ben note. Se vuoi farti un'idea cmq appena ho tempo ti passo qualche foto del capitolo sul superflat. Adesso sono arrivato al capitolo in cui viene trattata la letteratura giapponese postmoderna: pertanto Yoshimoto Banana, Murakami Haruki, Takahashi Gen'ichirō... quest'ultimo tra l'altro e' quello che viene trattato meglio e in modo piu' approfondito, mediante l'analisi di un suo scritto.
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Infatti per adesso non apro alcun thread perche' mi piacerebbe partire dalla suddetta cosa banale per parlare di cose meno banali. XD La citazione viene da questo libro. https://monash.rl.talis.com/items/E778342E-E35E-6C50-AEA8-AF41011671DF.html Inoltre, un'altra lettura potenzialmente interessante e' questa, che parla dei non-luoghi e della loro non-storia (Yume Nikki, scelgo te! ). http://www.libreriauniversitaria.it/nonluoghi-introduzione-antropologia-surmodernita-auge/libro/9788889490662
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Ok, adesso ho trovato il tempo per postare la riflessione presente nel libro che ho detto prima. Inutile dire che mi ha colpito parecchio. Mi piacerebbe approfondirla. Per "verticalità" della modernità intendo la struttura finalistica che parte dal basso e "cerca di andare verso l'alto", la gerarchizzazione della società, il finalismo insito nel modo di percepire le cose. Per "orizzontalità" della postmodernità intendo l'appiattimento della suddetta concezione a favore degli archivi di dati, della decentralizzazione del potere, la mancanza di scopo ecc.
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Appena ti spiegherò il perché del titolo con annessa una citazione da un libro in cui viene citato Azuma, capirai tutto. XD
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Vero, però un thread intitolato "superflat: modernità verticale e postmodernità orizzontale" suonerebbe figo (almeno per me).
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Ok, grazie. L'ho trovato in e-book (avrei preferito la versione cartacea, ma ahimè è introvabile). Pardon per i nomi storpiati dei libri, ma non sapendo il giapponese devo rifarmi alla traduzione italiana ("Tokyo Soup" cmq suona strano, sembra un titolo abbastanza "dada". XD) BTW, il leggere roba inerente l'estetica superflat mi sta facendo venir voglia di aprire un thread apposito nell'altra sezione... appena inquadro bene cosa scrivere magari lo faccio.
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No. Me lo consiglieresti? A proposito, Tokyo decadence e Tokyo Soup come sono?
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"Otakuismo" italiano: dalla girella al "giappominkismo". Parliamone.
topic ha risposto a AkiraSakura in una AkiraSakura nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Bé, potrebbero coesistere nello stesso blocco, con Dragonball e compagnia che rivestono più importanza. Per dire, pure nel primo blocco non ci son solo Goldrake e cartoni sulla Rai e sulle reti locali, ma già anche i primi anni del Bim Bum Bam Fininvest con Valeri Manera e D'Avena (Pollon, Creamy, Kiss me Licia, ecc...). A questo punto direi che quello dei "figli di Eva" sia un sottoinsieme della girella 3.0 composto da gente piu' . XD -
Di Miyazawa ho letto soltanto il Ginga Tetsudou no Yoru (conosciuto indirettamente tramite Mawaru Penguindrum e GE999). Ho da poco finito il "Come Bambole" di Rumor (un libro sulla storia dello shoujo manga che non mi ha detto molto a livello di contenuti ed esposizione) e ora sto leggendo questo Mica male. Parte dal Wabi-sabi, dal Genji Monogatari e dal teatro giapponese, creando l'atmosfera giusta per parlare di quel tipo di romanzi alla Murakami in cui l'eroe "sfigato" incontra una donna/madre/ombra che lo riporta allo stato uterino (viva il Mukogawa). Ora sono arrivato al capitolo in cui si parla dell'architettura "superflat" tirata fuori da Murakami (non lo scrittore) nel suo Little Boy. Il limite del libro btw e' che ogni capitolo e' scritto da un autore diverso, pertanto c'e' una certa discontinuita' nell'esposizione. PS: ho in mente di scrivere nel mio blog un dossier in cui presentare un gran numero di letture su giapponesi, otaku, anime, manga, antropologia ecc., potrebbe servire a chi desidera informarsi.
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"Otakuismo" italiano: dalla girella al "giappominkismo". Parliamone.
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Me li segno. Thx. Direi 4, il girellismo figlio del goldrakkio imho e' diverso da quello Merdaset. In effetti a questo modo la generazione dell'Anime NIght sarebbe proprio la "girella 3.0" che dicevo prima. Questo e' un problema che impedisce di classificare il fandom in un modo legato alle opere e alla loro importanza (infatti ancora adesso molti credono che Eva sia venuto subito dopo i robotici anni '70 ignorando i robotici tominiani anni '80). -
"Otakuismo" italiano: dalla girella al "giappominkismo". Parliamone.
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C'è anche la cultura della provincia, grande produttrice di casi umani imho. Secondo me la decadenza urbana di certi quartieri spinge la gente a chiudersi in casa, btw. Questa fenomenologia l'ho osservata a Borgo San Paolo, Torino. All'inizio tutti felici e contenti, ma con il degrado nelle strade sono arrivati i pusher, la brutta gente, la violenza e molti giovani da una parte hanno seguito questa tendenza drogandosi e facendo i delinquenti a loro volta (tipo il signore di cui ho parlato prima, quello che viveva nel suo mondo), altri invece si sono chiusi in casa per evitare grane, studiando, suonando e/o "otakuizzandosi". Inoltre non sempre la famiglia è presente, molte volte è composta dalla nonna o da un solo genitore. -
"Otakuismo" italiano: dalla girella al "giappominkismo". Parliamone.
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Lol, paradossalmente un mio amico con un periodo hikki alle spalle (causa disoccupazione e depressione) aveva provato a giocare ad alcuni MMORPG, ma si comportava da hikki pure dentro il gioco... proprio come Satou di Welcome to NHK... Fortunatamente poi ne è uscito e ha trovato la combo lavoro + salute mentale. XD -
"Otakuismo" italiano: dalla girella al "giappominkismo". Parliamone.
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Aggiungerei anche O-Game, erano tutti infognati da far paura. -
"Otakuismo" italiano: dalla girella al "giappominkismo". Parliamone.
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Io appartengo alla generazione di italiani che è rimasta shockata da Eva durante l'adolescenza, quella figlia dell'MTV Anime Night (classificabile come "girella" 3.0?) Oltre a questo, a farmi appassionare veramente alla cultura nipponica sono stati i jrpg dell'epoca (la combo Eva + Xenogears all'età in cui li ho vissuti io è stata leggermente "devastante". XD) Ovviamente sono già un figlio di internet, arrivata MTV, subito dopo sono corso negli internet point di allora a cercare roba che assomigliasse ad Eva (ed ecco che mi faccio importare la ps yankee per giocare alle varie Xeno-things). Tuttavia imho esiste una generazione di persone che si è formata esclusivamente su internet, con il fansub, senza passare per la TV. In un'eventuale classificazione bisognerebbe tenerne conto. . Idem, a contribuire al mio status di "sfigato" c'erano anche altri fattori discriminanti più personali, pertanto fare il nerd non faceva molta differenza nel mio status di allora. Anzi, dava addirittura sollievo. XD Direi che il punto della questione "otaku" sia stato raggiunto: in Italia gli individui assimilabili a otaku giapponesi veri e propri sono pochissimi, pertanto non si possono inserire in una "tribù otaku", facendo della statistica. Ovviamente da qui in poi si può anche fare un discorso distinto sull'appassionato e sulle varie sfumature (o livelli) della sua "otakuità". Il livello massimo - e meno probabile - è quello che implica l'equivalenza tra otaku italiano e otaku giapponese. Ad esempio, nella mia adolescenza a farci da master a Vampire, un gioco di ruolo da tavolo, c'era un vero e proprio chuunibyou italiano: era convinto di avere dei poteri, di vivere in un mondo tutto suo, aveva un rapporto edipico col padre, consumava grandi quantità di anime e manga. Ovviamente il passo successivo è stato la tossicodipendenza, la forma di escapismo prediletta nel nostro paese, quella più radicata e utilizzata dai giovani. A martellarlo non c'era la società italiana (che se ne sbatteva di lui), ma la famiglia (che imho è il nucleo primario che forma la società). Magari l'otaku italiano (max level) nasce in seguito a determinate problematiche nel suo rapporto con la famiglia (?) oppure è un individuo che vuole sedarsi e che utilizza un'accomodante subcultura proveniente da un paese la cui società ha problematiche affini a quelle che sta vivendo per raggiungere il suo scopo (?). Per l'appassionato "sano" questo discorso obv non conta. -
"Otakuismo" italiano: dalla girella al "giappominkismo". Parliamone.
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(Il titolo che ho messo ovviamente e' leggermente provocatorio, se non lo si fosse capito). Avete tutti ragione in quello che dite, tuttavia ho osservato alcuni casi particolari in cui degli italiani si comportano in un modo a parer mio abbastanza vicino a quello dell'otaku. Ci sono hikkikomori che accumulano immagini lolicon in modo ossessivo-compulsivo; gente che spende stipendi interi in modellismo (non sempre vista bene dalla societa' italiana, non e' detto: la cosa e' molto ambigua e dipende di caso in caso); altre persone che rimangono "eterni adolescenti" che non crescono mai. Pero' sono fenomeni molto ristretti e per nulla paragonabili all'otakuzoku giapponese, ovvio. Secondo me la "postmodernita' " e' arrivata anche in Italia, forse in modo piu' grezzo di quello giapponese. Qui, essendo la gente piu' disinibita e la societa' piu' "tollerante" (ma non sempre, anche noi abbiamo le nostre discriminazioni e le nostre forti limitazioni), anzi di sedarsi con anime, manga, computer ecc. si diventa direttamente tossici, puttanieri ecc. Boh, non riesco ad inquadrare bene la cosa. Forse, essendo il fenomeno molto ristretto, non si puo' ancora fare della statistica. Io alle superiori NON potevo dire di essere appassionato di anime, manga, jrpg ecc. infatti Lucca per me sin da quei tempi e' stata un po' come Lourdes. Un ambiente frizzante, coinvolgente, splendido. Pero' imho e' una sorta di "mondo ideale" dell'appassionato non sempre concretizzabile nella societa' italiana piu' mainstream. Infatti molti (come quelli che inveiscono contro il servizio delle Iene) si lamentano che per l'opinione pubblica anime e manga= porno e cosi' via, tradendo una certa frustrazione in quanto "subcultura". -
Molti (di quelli che hanno voglia di informarsi) sono a conoscenza della fenomenologia dell'otakuzoku giapponese: le generazioni, l'animalizzazione, Anno, Miyazaki, Azuma ecc. Pero' come la mettiamo con quello italiano? Non se n'e' mai parlato in modo approfondito, magari effettuando una ricerca correlata alla postmodernita' in stile Generazione Otaku. Senz'altro il tutto nasce nell'era della girella: il primo otaku italiano e' il girellaro, colui che si crea una dimensione idealizzata della fanciullezza in cui rifugiarsi dallo squallore della realta'. Pero' come si e' evoluto il fenomeno, con che fasi? Cosa ha portato alla nascita del "giappominkia" odierno o dell'otaku italiano non-girellaro ma figlio di internet? Come puo' una societa' cosi' diversa da quella giapponese, quella dei calciatori e delle veline, aver creato una comunita' di otaku? (e di hikikomori, che stanno aumentando sempre piu' nel nostro paese, come testimoniato da alcuni recenti studi psicologici). Cos'e' esattamente la postmodernita' italiana? A voi la parola.
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Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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Grazie! -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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E' sparito lo sdoppiaggio infame? Mi piange il cuore (meno male che lo so a memoria, btw). Ci sono cmq le parodie di Gigguk sul tubo, tradotte addirittura dall'inglese all'italiano. Altri lavori seminali di perculamento. -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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... che se ne va in campagnia, con la bicicletta, per purificarsi dalla citta' e dal capitalismo ( ). E ritorniamo a Takahata... Evangelion Poroporo sara' il titolo dell'ultimo capitolo del Rebuild, il mistero e' risolto. Niente crossover tra Godzilla e Sei Jūshi Bismarck. -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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Ma il punto imho e': se riuscisse ad uscirne, dove andrebbe? Cosa sarebbe Shinji senza pilotare l'Eva? Ok, la via d'uscita c'e', almeno in teoria. Ma poi? E' tutto un loop, perche' a conti fatti non se ne esce. -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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Secondo me il Rebuild nasce proprio perche' e' la societa' otaku intorno ad Anno a richiederlo (basta pensare all'Evangelion smartphone e menate varie). Lui ormai non puo' piu' uscire dal suo egotismo e farsi fare l'applauso ipocrita da un mucchietto di tizi sorridenti, perche' sarebbe come negare il contesto che lo circonda. Quelli che ridono e battono le mani sotto il cielo azzurro invero vogliono chiudersi a loro volta nelle atmosfere avvolte dalla foschia scura, a piagnucolare su una sedia (se sono abbastanza sensibili, spesso questo non accade neanche, il che e' tragico). -
Ideon, il grande dio leggendario
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
Nella mia collezione un pezzo a cui sono molto affezionato sono i Roman Album di Ideon (ho pure la locandina di Be Envoked postata da Roger). Qualcuno di voi che sa il giapponese per caso li ha? Perché in uno dei due c'è un'intervista allo staff che non sono in grado di leggere a causa della mia ignoranza linguistica. Se sì, l'intervista dice cose interessanti? Thx.- 36 risposte
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Little Boy(s) and Fat Guy(s)
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Diciamo che la Rei di Anno e' sopratutto un archetipo, proprio come la donna angelica/simbolo del corto di Miyazaki. In fondo nel primo episodio di Eva Rei appare e poi scompare immediatamente agli occhi di Shinji, come se non avesse alcuna consistenza fisica. Poi si', Anno se n'e' dimenticato per strada durante la serie, ma penso che durante la realizzazione di Eva l'autore si sia lasciato guidare piu' dall'inconscio che dal conscio, riempiendo l'opera con tutti i simboli a lui cari. Il ruolo forte di Rei, btw, secondo me viene rappresentato nell'End of Eva per i motivi descritti nel post precedente. Detto questo, il tema della "ragazza che scompare" e' molto radicato nel subconscio collettivo dei giapponesi. Anno involontariamente per parlare a se' stesso (e a quelli come lui) usa un simbolo multilivello, che tra l'altro... ... coincide perfettamente con il suo subconscio personale. E' una cosa molto hippie, usare il simbolo femminile come via salvifica dal tormento indotto dalla fenomenologia del postmoderno. Pure la poetica di Miike si basa su questo fatto (si pensi a Visitor Q, la scena finale, oppure a Gozu). Anche Murakami descrive i first gen (ma non solo, ci metterei dentro pure la generazione 0) come degli hippie squisitamente giapponesi. Osaka 1970 era Woodstock. Si trova dentro di me. Diciamo che guardando da fuori gli oggetti che veicolano le mie passioni, oppure il loro contenuto astratto, come i ricordi, le formule, i pensieri, le immagini, dico tra me e me: queste cose "fisse" mi permettono di definirmi. E' un po' come quando Shinji si chiede che cosa sara' di lui quando non pilotera' piu' l'Eva. Io piloto l'Eva per essere me stesso, altrimenti non sarei nulla. Di certo non sono gli altri a definirmi, in quanto gli altri sono soggetti a variazioni - ci sono e allo stesso tempo non ci sono. Pertanto sto bene soltanto con le persone simili a me. Delle altre posso anche farne a meno. Ovviamente prendendo coscienza di questa cosa si e' un po' piu' maturi, un po' piu' disillusi. Una volta adoravo mitizzare la mia adolescenza: la MTV anime night, gli amori veri, le amicizie vere... ma ora come ora, mi rendo conto di aver "pompato" un po' troppo le cose soltanto per crearmi un luogo incontaminato pregno di uno strano romanticismo completamente stridente con i fatti concretamente avvenuti, pure allora, in cui di certo non era tutto rose e fiori, anzi. Penso che cmq non riuscirei mai a vivere senza "fuggire" un minimo nelle cose (non persone) che amo. E' stata una sorta di Apocalisse Adolescenziale non ancora conclusa - e che molto probabilmete non avra' mai fine. XD -
Il cinema di Takahata Isao
topic ha risposto a AkiraSakura in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Molto Taoista come descrizione. Ma in fondo, a prescindere da Tao e shinto, chi dice di si' alla vita dice di si' anche alla morte e all'annullamento.