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AkiraSakura

Pchan User
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Tutti i contenuti di AkiraSakura

  1. Mai letto "La Struttura delle Rivoluzioni Scientifiche" di Kuhn? No, devo ammettere. Kuhn ha introdotto il concetto di cambiamento di paradigma, giusto? (In realtà sono più a mio agio con la fisica sperimentale che con la filosofia della scienza. Dovrei chiedere consigli a una mia conoscenza, ma vabbè). Il punto che volevo fare però è che mentre per quanto la meccanica newtoniana non spieghi cose o non funzioni su certe scale, non per questo ha smesso di essere valida nelle scale in cui viene usata, no? Così come la meccanica quantistica, o l'elettrodinamica classica. Sì, ha introdotto il concetto che la scienza si "evolva" mediante radicali cambiamenti di paradigma. La meccanica Newtoniana, come tutte le teorie, è un'approssimazione della realtà partorita dalla mente umana (che di per sé è limitata). Teoricamente parlando, dalla meccanica quantistica è possibile - all'apposita scala di grandezza - riottenere la meccanica classica (così come si può ricavare la gravitazione newtoniana dalla Relatività Generale). Ma questo non vuol dire che le nuove teorie non contraddicano completamente nella forma e nei postulati fondamentali quelle più vecchie e limitate che contengono asintoticamente. Pertanto, per me Shito in merito alla filosofia della scienza ha detto il vero. Un eccessivo scientismo imho è antiscientifico. Lo stesso Faynman ci dice che la scienza deve fondarsi sul dubbio e non sulle certezze (teoriche s'intende, siccome è l'esperimento ad avere sempre l'ultima parola in una scienza sana). Le teorie esistono per essere falsificate, e non potranno mai essere totali, definitive e onnicomprensive (si pensi al fallimento della teoria delle stringhe).
  2. Mai letto "La Struttura delle Rivoluzioni Scientifiche" di Kuhn?
  3. AkiraSakura

    I nostri acquisti

    Io mi sono preso ieri questa bella signorina. Un po' cara... però ormai è introvabile.
  4. No, la vera BW la devi acquistare separatamente (e costa). http://www.ebay.it/itm/The-secret-of-blue-water-Nadia-Pendant-Rare-JAPAN-authentic-ORIGINAL-limited-/262305591578?hash=item3d12a1b11a:g:czgAAOSwo3pWdXV6
  5. Non sono molto d'accordo sulla generalizzazione. Se mi dici Baudelaire et similia ok, ma non sempre ci si guadagna dall'imbastire un discorso sui pro-contro di un determinato periodo storico e sulla debolezza/angoscia umana. E poi a livello inconscio si può alimentare l'Es anche con gli "ideali della piazza" o le certezze della religione, lì tutto fa brodo. Molto probabilmente il succo dei nostri discorsi è un divario generazionale otaku in cui tu consumi ancora grandi narrazioni - proprio come i first gen - e io invece sono immerso nel relativismo e nel non-finalismo (che tu in questo caso hai scambiato per decadentismo avendo in mente una - vaga, presumo - idea di modernità idealizzata). PS: Allora non sono stato l'unico a notare il tuo "alone di prete". :P
  6. Cmq la sostanza del mio - provocatorio - post era che dalla postmodernità non si può uscire. Anche atteggiarsi a "santoni" idealizzando il passato con un pc in mano e la camera piena di vg è postmoderno. Quanti santoni/pseudopreti ci sono su internet che fanno così? Tipo quello su youtube che faceva passare l'antico matriarcato come la cura ai mali della decadenza del nostro tempo (ovviamente idealizzandolo e non riconoscendone i lati negativi). Il tutto si riduce sempre ad un serpente che si morde la coda per non vedere il nulla. Servilismo intellettuale? Nah. Io non servo/difendo alcunchè, mica mi pagano. Dico soltanto che ogni cosa ha i suoi lati positivi e negativi. Anche questo passato che ci piace tanto mitizzare e piegare al nostro nacisismo (squisitamente postmoderno). Cmq, senza offesa, mi sembri molto vicino ad un prete cattolico nel tuo modo di essere. Mi sbaglio?
  7. Definiscimi però cosa intendi per "essere adulto", per "infelicità" e per "spirito". Lo so, il relativismo è una brutta bestia.
  8. Tutto il discorso sul divertimento come allontanamento dallo spirito francamente non m'interessa, lo trovo inutile. Penso che la vuotezza interiore di X viva indipendentemente dalla natura dell'intrattenimento di cui egli usufruisce: anche un Gandhi o un De Mello scherzavano e si divertivano, in quanto immancabilmente il prendersi troppo sul serio rende troppo pesanti e fissati sul proprio ego. Le persone più serie in fondo sono anche quelle che si danno più importanza, e dato che nessuno è veramente importante a questo mondo, è tutta energia sprecata per il mio modo di vedere le cose. Non penso che guardare un film intellettuale renda veramente intellettuali o che guardare una partita di pallone renda automaticamente italiani medi. Dipende da persona a persona, e, sopratutto, al peso che ognuno dà all'intrattenimento. Cosa farebbe un Newton ai giorni nostri? Avrebbe motivo di creare la meccanica e di metterci un Dio Grande Orologiaio sopra, in modo tale da legittimarla spiritualmente? Ovviamente no, perché oggigiorno le strutture verticali sono state de-legittimate e la stessa scienza, artefice di questa delegittimazione, è anche lei avvolta dal dubbio. Pertanto, non si possono applicare le misure del passato ai giorni nostri. Ogni cosa ha il suo contesto. La vuotezza interiore e l'infantilizzazione dell'essere sono il risultato della delegittimazione di cui sopra: le istituzioni verticali sono crollate e con esse le certezze, e pertanto la famiglia, lo Stato, lo Spirito, la Gerarchia ecc. Queste cose erano quelle che definivano l'essere adulti. Dato che tutto è relativo, si è adulti in base ad un determinato insieme di convenzioni. Il buon padre di famiglia ottocentesco, senza giocattoli e cazzate per la testa, che pensava soltanto a mettere al mondo i figli e ad andare a lavorare - e in chiesa la domenica -, animato dalle grandi narrazioni che consumava, ormai non esiste più. Il sistema che definiva il suo "essere adulto" ormai è crollato. Sia ben inteso, io penso che l'umanità sia sempre stata infantile (nel senso di "animale") e vuota, e che nel corso della Storia si sia nobilitata soltanto con l'arte e con la scienza, che a suo modo è una sorta di arte. Pertanto, il definire una "adultità" di riferimento dipende dallo stato di legittimazione delle grandi narrazioni. Non penso affatto che il passato sia migliore di adesso, anzi. Almeno ora, nella nostra masturbatoria società, abbiamo un minimo di libertà di emancipazione personale - che però è basata sul nulla, un nulla ormai palese e non più camuffato da idealismi e sistemi onnicomprensivi. L'uomo può reggere il peso del nulla? No. E' troppo debole. Può diventare superuomo e affrontare il tutto con un "nichilismo positivo" avendo sempre a mente la vacuità di tutte le sue azioni? No. Un uomo perfetto non esiste. Pertanto, a volte, l'intrattenimento come fuga potrebbe rivelarsi necessario, quasi una cosa viscerale. Oppure lo sport, la ragazza, gli amici. Che però, nel momento in cui non ci sono più, ti lasciano di nuovo faccia faccia col nulla. Meglio un pupazzo allora, no? L'altro giorno, vedendo la seconda serie di Gomorra, ho notato come il protagonista Ciro, dopo la morte di Y, si sia rifugiato nell'amore per la figlia, che addobbava e curava quasi come se si trattasse di una bambola. Un feticcio in tuo potere che ti fa stare bene. Anche la mafia si sta otakuizzando, forse (lol). E la cosa "pratica" che meglio rimanda al nulla è la morte. Infatti in Buone Notizie il protagonista è ossessionato dalla morte. La morte è quella che viene propinata in ogni dove dalle televisioni, quasi come se si trattasse di un film porno. La pornografia della morte. Gualtiero che ha paura che lo ammazzino e che di conseguenza gira sempre con una pistola. Di fronte al nulla si diventa impacciati e grotteschi (io adoro il grottesco), la maggiorparte delle volte senza accorgersene. Penso che tutto il film si basi su questa "pressione del nulla". Da non aprire. Da non aprire. Da non aprire. Se si apre, lo spettacolo è troppo orripilante per essere sopportato. Come dicevo, il nulla è un peso troppo grande per l'uomo. Nell'era delle grandi narrazioni lo si metteva sotto al tappeto, nell'era delle non-narrazioni, l'uomo mette sotto al tappeto la sua umanità per non affrontarlo. Mi viene in mente la scena finale dell'Eclisse di Antonioni. Siamo sempre lì.
  9. AkiraSakura

    Dragon's Heaven

    Allora ti stimo. Di solito il 95% della gente che incontro pensa di essere Perfetta e dipinge gli altri come problematici. :)
  10. AkiraSakura

    Dragon's Heaven

    @Shito: nah, i problemi li hanno sempre gli altri, ognuno crede di essere sempre il più figo di tutti. (Cmq stavo trollando, io adoro Anno, anche se ha fatto pornazzi e Rebuild vari :P)
  11. AkiraSakura

    Dragon's Heaven

    Vedo che ha raggiunto il suo scopo. Adoro il kitsch.
  12. AkiraSakura

    Dragon's Heaven

    (Intendevo "nessuno lo dice tra i fan del Sommo Hideaki Anno"). Hirano in effetti era già un fenomeno ai tempi di Macross, hai ragione. Diciamo che... C'è chi il pornazzo lo fa per noia. Chi se lo sceglie per professione. Hirano né l'uno né l'altro,. lui lo faceva per passione.
  13. AkiraSakura

    Dragon's Heaven

    C'è cmq da dire che questi OAV hanno permesso a determinati animatori con la A maiuscola di farsi le ossa. Nessuno lo dice, ma il prestigiosissimo Hideaki Anno aveva fatto l'animatore chiave in Cream Lemon, ovvero un pornazzo. Idem Hirano e co.
  14. AkiraSakura

    Dragon's Heaven

    ... e tutto si fa più interessante.
  15. AkiraSakura

    Dragon's Heaven

    Io lo conosco. E' il classico OAV per otaku ottantini, ovvero ragazzine (in questo caso anche nude) + robot. I suoi unici suoi meriti stanno nelle sperimentazioni grafiche e nella colorazione. Soltanto l'introduzione è animata con i modelloni, poi si passa all'animazione tradizionale.
  16. Oshii si è sempre interessato alle questioni politiche del Giappone del dopoguerra, pertanto l'osservazione di Garion ci sta. Infatti in The Sky Crawlers la guerra è "pornografica", non è possibile praticarla realmente (articolo 9), e il "maestro" di questo "gioco della guerra" è imbattibile (infatti rappresenta gli USA). Non condivido affatto il pensiero personale di Shito su Oshii, tuttavia una cosa che ha detto la trovo molto veritiera. Sostituendo "Expo" con "Olimpiadi del 64" quadra tutto. Mentre mi informavo per recensire "The Red Spectacles" (il primo capitolo della Kerberos Saga), ho trovato questa intervista. Sembra quasi di sentire Otomo. Il fallimento politico, la dolorosa rielaborazione del '68... un idealista tradito che analizza la postmodernità avendo ancora un metro di paragone esterno (alcuni dei suoi film sono sopratutto questo, più che dei self-fapping). Confermo anche che Oshii sia sfavorevole alla guerra, al militarismo e che "odi la polizia" (come dice nel libro di Brian Ruh). In merito a Garm Wars, penso che sia un mero more of the same del regista, un'opera apprezzabile e comprensibile soltanto dai suoi fan più appassionati.
  17. AkiraSakura

    Trollate Random

    Dat epicness
  18. AkiraSakura

    Interviste a Etna Comics 2016

    Ho visto entrambi i video e li ho trovati molto carini e interessanti. Nel primo mi ha fatto molto piacere la risposta della Igarashi su Tezuka. Me la aspettavo, però è stato bello sentirla. Casualmente, ho pure io un amico tastierista appassionato di Ghibli e Hisaishi. Entrambi concordiamo sul fatto che il musicista si sia evoluto parecchio nel corso del tempo (per me la sua OST migliore è quella del Dolls di Kitano, che è proprio "oltre", in ogni senso, sia musicale che emozionale). Ho trovato un po' fuorviante il paragone con Bach, non tanto per la grandezza inarravibile di questo gigante della musica, ma per la sostanziale differenza nell'approccio alla musica dei due musicisti. Bach poteva comporre anche senza strumento. Era più un matematico che un musicista. Hisaishi invece no, a parer mio. La sua genialità non consiste tanto nella conoscenza armonica, ma nella sensibilità estrema insita nella sua persona. E' un poeta innato che si è via via migliorato come musicista. Ovviamente ciò è sempre genio, ma un genio diverso da quello di Bach.
  19. Oooppsss pardon, se vuoi pialla pure via il post. Appena ho tempo faccio il riassunto.
  20. Penso che questa immagine da sola possa creare determinate suggestioni inerenti l'argomento che si sta discutendo. (L'esuberanza di dati diventa l'esuberanza di corpi...)
  21. Su questa cosa Michela Marzano ci ha scritto un bel libro, "La fine del desiderio". Cmq mi sembra che stiamo andando un po' OT, non penso sia questo il luogo ideale per parlare della sessualità nella postmodernità.
  22. Intendo la "simulacrizzazione" del corpo tipica della pornografia. Il decontestualizzarlo al fine di suscitare stimoli a breve termine nell'osservatore animalizzato. L'esuberanza di dati diventa l'esuberanza di corpi, di piccoli piaceri tristi. "Un'idea penosa: che la storia, a partire da un dato momento, non sia più stata reale. Senza accorgersene, l'umanità tutta intera avrebbe d'improvviso abbandonato la realtà; tutto ciò che accadde da quel momento in poi non sarebbe affatto reale; noi però non potremmo accorgercene" (Canetti).
  23. Penso che anche l'andare in discoteca o in Thailandia a trombarsi gente a caso senza alcun coinvolgimento emotivo sia masturbazione. Sessualità simulacro. Individualità senza unione. Piacere fine a sé stesso. Oggettificazione del corpo. Infatti quella frase quanto mai veritiera il protagonista di Trainspotting la dice dopo una situazione del genere. Dat postmodernism. :)
  24. Dianne aveva ragione: il mondo sta cambiando, la musica sta cambiando, le droghe stanno cambiando, perfino gli uomini e le donne stanno cambiando. Tra mille anni non ci saranno più maschi e femmine, solo segaioli. Per me va benissimo. [cit. Trainspotting]
  25. Hai colto benissimo il modo di essere. In fondo non ho mai avuto un'istruzione umanistica, sono uno scienziato duro e puro. :) Bingo. "L'otakuismo" dell'Aum sta tutto qui. E' radicato nell'expo di Osaka, nella sua potentissima carica ideologica. La Setta dell'Amico, 20th CB. Urasawa ce ne parla in modo quanto mai brillante. Ah, Prandoni parla dei membri dell'Aum come di della gente "da fumetto" (infatti erano finiti addirittura in delle Doujinshi). Da bambini bisognosi dei loro giocattoli, sono diventati a loro volta i giocattoli di altri bambini. Di nuovo, bingo. Questo e' un sentimento molto, ma molto affine alla psicologia otaku. La nostra Hotaru/Beth e' un po' come un verso dell'Amico Fragile de De Andre', in un certo senso - " se mi vuoi bene piangi...". E' un sentimento protettivo, malinconico, frutto di una persona - affettivamente - insicura, che fatica ad integrarsi in cio' che la circonda. Come Shinji Ikari. E' proprio quello di cui parla Okada, in rapporto alla societa' giapponese e all'emozionalita' esasperata (per noi occidentali) che la caratterizza. C'e' anche da dire che Hotaru per proteggere la sua individualita' indossa una divisa. Soltanto con la gonnella e la tiara puo' invocare l'apocalisse. Idem Chise, il cui corpo subisce una trasformazione in arma finale. In fondo, postmodernita' significa anche egotismo, individualismo apocalittico. Che ovviamente pero' viene afflitto dalla solitudine nel momento in cui chi lo vive non sente piu' di appartenere ad un determinato contesto/corpo fisico/luogo antropologico.
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