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Made in Japan - Il topic sulla musica Giapponese
topic ha risposto a AkiraSakura in una Godai nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Di Yamashita apprezzo molto la vena funk, la sua voce e i giri di basso dei pezzi. Interessante il dossier! E' stato scritto da una persona molto competente. :) For You. Mica male. Il mio pezzo preferito lì dentro è Futari, un bel brano lounge dal mood anni '80 intenso. Anche Down Town ha dei bei bassi. Rimanendo sempre in tema, di solito ascolto anche questa roba qui: http://vgmdb.net/album/59277 -
Made in Japan - Il topic sulla musica Giapponese
topic ha risposto a AkiraSakura in una Godai nella sezione La tesi dell'angelo crudele
L'opulenza da bubble economy fatta canzone. http://www.dailymotion.com/video/x2uz6lm Di solito la ascolto la mattina assieme a questa -
Ottimo, speriamo che sia all'altezza degli spin-off.
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Sto seguendo da un bel po' Index e affini. Ho conosciuto questo brand casualmente, soltanto perché mi paiceva la figure di Misaka Mikoto della Goodsmile e me la sono comprata senza manco sapere da dove arrivasse il personaggio. XD Dopodiché, mi sono informato e ho scoperto il mondo bidimensionale della suddetta bambinona-maschiaccio (che trovo abbastanza figa e badass). Cmq, i miei pareri personali sulle serie sono: Index: a parte la suora-loli insopportabile (che in teoria dovrebbe essere il main character femminile, sebbene compaia soltanto all'inizio e poi diventi una sorta di cameo), i personaggi femminili sono ok. La sceneggiatura invece risente molto di una sorta di "effetto colabrodo" molto probabilmente dovuto alla condensazione degli avvenimenti della novel (che non ho letto). A livello di fanservice ci sono tutte le cose che piacciono agli otaku attuali, le mazzate ecc. Carine l'idea scienza vs magia e l'ambientazione, ma decisamente mal sviluppato l'arco di Accelerator, che in teoria dovrebbe essere quello più drammatico e riflessivo. Railgun: questo mi è piaciuto di più. Come serie cazzeggio priva di pretese (e poi c'è il regista di Toradora! se non erro), tra i casi alla Patlabor in cui vengono coinvolte Misaka e co., le insidie dell'arrapatissima Kuroko a danno della sua Onee-sama e il più serioso arco finale un minimo mi sono divertito. Molto belle le sigle. Godibili i siparietti comici e i -numerosi - momenti dediti al fancazzismo più spinto. Railgun S: la sto vedendo ora e sembra essere la serie meglio riuscita del brand. Misaka viene approfondita psicologicamente, c'è una gestione degli eventi lineare e poco confusionaria, l'arco di Accelerator viene trasposto bene, con il dovuto pathos. La questione dell'esperimento per il passaggio al livello 6 del suddetto mi ha dato un minimo da riflettere: la scienza/tecnica mira esclusivamente al suo autopotenziamento oggettificando gli esseri umani (i 20000 cloni di Misaka da far uccidere al tizio). Mi è piaciuta molto la reazione della vera Misaka a tutto questo putiferio: dolore, rabbia, la sua essenza di bambinona macchiata da un avvenimento orribile. Quando lo finirò passerò a Index II, sperando di poter reggere la loli-suora. PS: fighissima Kaori Kanzaki! Pure badassery.
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I millenias sono il futuro del genere umano. (Ahi ahi ahi).
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Mars: un topic permanente
topic ha risposto a AkiraSakura in una AkiraSakura nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
Sì, concordo. In un Shinsekai Yori a caso ad esempio c'è tutto, ma proprio tutto ciò che hai fatto notare. Ancora più di Mars, che come dicevo è strettamente ancorato al contesto della Cold War (come anche VJ). -
Mars: un topic permanente
topic ha risposto a AkiraSakura in una AkiraSakura nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
Personalmente non ho problemi a considerare anche Babil II come un robotico, in quanto in esso il super robottone è presente. Ad esempio, Gasaraki per me è un robotico, sebbene il Gasaraki del titolo non sia un robot (infatti il - in questo caso real - robot della serie si chiama TA). Poi ovviamente ciò che decidono i giapponesi in merito alla classificazione delle loro opere è sacrosanto. Questo è ciò che durante la lettura mi ha colpito di più. Tutto ciò è comunque figlio del contesto della Cold War. Mi pare che Anno stesso in un'intervista su Eva abbia citato la Guerra Fredda. SPOILER A SEGUIRE La paura dell'atomo, la stasi, la fine della Storia (la Storia in qualche modo legittimava l'umanità agli occhi di Mars, ma, in un secondo momento, l'umanità in quel contesto - il freddo odio tra uomini, non più umani ma bestie impaurite - gli è sembrata insensata, e pertanto ha proceduto alla sua annichilazione). -
Mars: un topic permanente
topic ha risposto a AkiraSakura in una AkiraSakura nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
Ho aperto il thread in questa sezione proprio per non parlare del "solito trenino otaku" che ormai conoscono pure i muri. Nondimeno imho era doveroso citare gli SF otaku nella rielaborazione della discussione fatta nella shoutbox. -
Dato che sono un po' otaku e pertanto non mi piace molto l'impermanenza delle cose, in particolare della shoutbox, faccio un resoconto della discussione sul Mars di Yokoyama (fumetto che tra l'altro ho molto apprezzato) ivi avvenuta, in modo tale che chi desidera la puo' continuare anche in futuro. Ricapitolando: Shito vede delle affinita' del manga con l'opera di Anno (se non erro l'impotenza delle JSDF nei confronti del nemico - chissa' perche' nelle opere di finzione giapponesi dagli anni ottanta in poi le suddette faranno quasi sempre le sborone -, il disprezzo della storia umana a' la Gargoyle, il setting militare e le affinita' di un apostolo con uno degli "antagonisti" dell'opera. Io dico che e' un po' tutta la generazione di Anno ad essere stata influenzata da Yokoyama (ma anche Ishinomori). In fondo, all'epoca gli otaku erano SF otaku, e Mars dal canto suo e' ispirato ad un ben noto film di fantascienza, The Day the Earth Stood Still - qualcuno ha detto Imagawa? -di Robert Wise (1951). Trollando vengono tirati dentro anche Godzilla e Eva. Ma in fondo in trolling veritas, dacche' Godzilla e' una delle pietre miliari degli SF otaku (come lo e' anche Ultraman) e Eva e' la summa di tale corrente. Di mio avevo altresi' fatto presente di due analogie di Mars con Ideon (altra roba che c'entra con tutto questo contesto): il finale "punitivo" e apocalittico - che differisce completamente da quello del film del '51, siccome Yokoyama non e' yankee -, l'essere superiore che deve giudicare l'umanita'e il robottone bomba a orologeria. Shito tuttavia - che e' piu' fresco di lettura del sottoscritto - smentisce questa ipotesi facendo presente che il setting militare tominiano non c'entra nulla con quello del manga - che e' piu' affine ad Atom -, che il finale non e' poi cosi' simile (infatti e' secco e privo di misticismo) e che i robottone piu' che ssere una bomba ad orologeria e' una roba tipo il monolite di 2001 ASO del romanzo. PS: SF rulez
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Gia' visto e apprezzato. :) In effetti si', siamo proprio li'. Ma gia' nell'Avventura di Antonioni ci avevo visto tematiche affini al Moravia: la "disattenzione", la crisi, l'alienazione, l'ambiguita' del vero. Il finale de L'eclisse poi e' tutto dire.
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Lascio qui un breve commentario dei libri che ho letto quest'estate o giu' di li'. La Societa' Giapponese di Chie Nakane: molto interessante e ben scritto. Dovrebbero leggerlo tutti gli appassionati per avere bene a mente il modello sociale giapponese, che con quello americano c'entra ben poco, sopratutto dal punto di vista aziendale, in cui conta il legame emotivo col gruppo, l'eta' ecc. e il dipendente non viene considerato come un oggetto da scartare via una volta diventato vecchio. L'autrice descrive anche gli aspetti piu' negativi della societa' giapponese animata da una notevole onesta' intellettuale (tant'e' che e' ben cosciente che alcune sue considerazioni potrebbero infastidire un eventuale lettore giapponese). Il Crisantemo e la Spada di Ruth Benedict: confermo quanto detto da Shito in merito al libro. Una religione senza Dio. Satori e ateismo di Hoseki Shinichi Hisamatsu: dalle premesse mi aspettavo un libro sulla religione orientale nel contesto postmoderno e invece mi son ritrovato un classico testo sul buddhismo zen molto astratto e privo d'insegnamenti o osservazioni utili alla vita di tutti i giorni. Non sono cmq un particolare estimatore del buddhismo, pertanto il libro non mi ha entusiasmato piu' di tanto, neanche dal punto di vista teorico. L'Attenzione di Alberto Moravia: un quasi-capolavoro ben scritto e carico di riflessioni. Non si tratta di una critica della borghesia fine a se' stessa, ma di una fredda e lucida constatazione sulla condizione umana. La subordinazione della figura dell'intellettuale ai meccanismi dell'industrialismo e del produttivismo mi ha fatto ancor piu' orrore della volonta' del protagonista di infrangere il tabu' dell'incesto, peraltro con una ragazza costretta dalla madre a prostituirsi in tenera eta'. In questo libro c'e' gia' la descrizione di una patologia fondamentale della societa' attuale, ovvero l'irreale. Psicanalisi della societa' contemporanea di Erich Fromm: questo lo sto ancora leggendo e per adesso lo reputo un capolavoro. Cio' che dice Fromm e' abbastanza vicino al mio modo di concepire la psicanalisi. Mi sa che diventera' il mio psicologo preferito assieme a Jung. Il libro parte da uno studio sul senso d'inadeguatezza indotto dal modello americano, getta qualche sguardo sulla natura umana (senza pessimismi o esistenzialismi di sorta, in modo alquanto imparziale) criticando Freud e riprendendo alcuni particolari degli studi sul matriarcato di Bachofen - e Neumann, aggiungerei, anche se non viene citato - per poi affondare il coltello nelle piaghe di una societa' malata e nevrotica, con statistiche e dati alla mano. In futuro invece leggero' Modernita' Liquida di Zygmunt Bauman, L'Io Diviso di R. D. Laing, Come in uno specchio oscuramente di Eugenio Borgna e La morte volontaria in Giappone di Maurice Pinguet.
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Non si può rendere pucciosa una donna de ferro come la Tsukikage. Non si può. Eresia.
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Delle voci provenienti da gente a contatto con la cricca Yamato Video tempo fa (prima dell'annuncio di Astrogangia) mi dissero che la casa editrice girellica aveva in mente di fare Ideon. Fortunatamente così non è stato (e speriamo che mai lo sarà), perché o Ideon va in mano a Dynit (magari potrebbero pubblicizzarlo come "l'anime che ispirò Evangelion", " Tomino gne gne gne", "Gundam gna gna gna") oppure è meglio che tutto rimanga così com'è. E il pensiero di Ideon nelle mani di Yamato Video mi fa venire l'angoscia.
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All'inizio mi sembrava un more of the same di OPM, ma poi in seguito mi sono ricreduto. E' un lavoro più complesso ed ambizioso del precedente, e nonostante il senso di già visto che lo permea riesce ad assumere un'identità propria. Vedremo come si evolverà.
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In effetti ciò che dice fencer non fa una piega. Pazienza, vorrà dire che uno dei robotici fondamentali del genere in home video continuerò a sognarmelo la notte. La questione Baldios poi mi aveva fatto incazzare moltissimo, siccome in Giappone erano già usciti i blue ray. Ma pazienza, evidentemente era un anime troppo bello per essere trattato bene.
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Cmq se facessero dei BD decenti di GR li comprerei al volo... ma anche in questo caso mi sa che potrò continuare a sognare.
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Ma Giant Robo non dovevano ridoppiarlo e spedirlo con posta prioritaria nelle sale cinematografiche? Pfffffff che disagio.
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Dynit - Novità e discussioni
topic ha risposto a AkiraSakura in una Dk86 nella sezione Anime & Manga
Era una raccomandata e se la tirava pure! -
Dynit - Novità e discussioni
topic ha risposto a AkiraSakura in una Dk86 nella sezione Anime & Manga
L'episodio alla "Chi vuol essere milionario" poi era decisamente imbarazzante in un contesto così "pretenzioso" - come giustamente fai notare. Personalmente, mi è parsa una serie costruita a tavolino con troppa boria e troppe aspirazioni mal polarizzate. -
Dynit - Novità e discussioni
topic ha risposto a AkiraSakura in una Dk86 nella sezione Anime & Manga
Prendi un frullatore e buttaci dentro Amy Lee, qualche libro di Cartesio, Paranoid Android dei Radiohead, i mostroni che si picchiano, il Prescelto inetto à la Shinji Ikari ma più grandicello, una loli, I Robot, i Dome di Big-O, Blade Runner e il piatto è servito. Con tutto questo citazionismo (sicuramente avrò tralasciato qualcosa, ma ero ironico) le tematiche trattate sono molteplici, ma a parer mio - per ovvi motivi - vengono rese in modo troppo approssimativo. -
Quali sono le tecniche per disegnare Anime ?
topic ha risposto a AkiraSakura in una No Compromise nella sezione Anime & Manga
Spesso ho visto la stella a cinque punte presa dal taoismo utilizzata come arma d'attacco energetico. Imagawa ne va matto. -
Quali sono le tecniche per disegnare Anime ?
topic ha risposto a AkiraSakura in una No Compromise nella sezione Anime & Manga
Ma sono cose messe a casaccio perché fa figo! Mi viene in mente Aoi Honoo, in cui Anno e Okada parlano delle profezie di Nostradamus con gli occhi allucinati e le patatine in mano. Per loro i simboli esoterici sono simulacri svuotati dei loro significati originari. (Esistono comunque alcune eccezioni in cui gli autori si vanno veramente a studiare le cose). -
Quali sono le tecniche per disegnare Anime ?
topic ha risposto a AkiraSakura in una No Compromise nella sezione Anime & Manga
I giapponesi avevano importato la simbologia alchemica, magica ed esoterica occidentale già nei 70s, col boom dell'occulto avvenuto a quei tempi. Per loro era roba molto cool. XD Non mi ricordo in quale anime ho visto addirittura l'enneagramma di Gurdjieff! -
Japan: what went wrong?
topic ha risposto a AkiraSakura in una Roger nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Bel thread. Decisamente. Secondo me questo fatto dipende dal ricambio della generazione di autori. Ci potrei scommettere che quello di Angel Cop sia nato nel periodo che va dagli anni '50 agli anni '60. Mal che vada, anni settanta. La generazione di autori che parla di problemi veri nelle sue opere è quella che in qualche modo ha dei ricordi (in)diretti del dopoguerra e una concezione rivoluzionaria, da shinjinrui, nei confronti della sua società (tipo l'autore di Shinsekai Yori, il cui adattamento è uno degli ultimi anime veramente profondi e meritevoli imho). Le successive generazioni (già fin dalla seconda dell'otakuzoku, la prima la salvo) sono troppo immerse nella postmodernità per poterla rivoltare come un calzino alla Anno oppure osservarla da un punto di riferimento "esterno" (tipo Oshii, Tomino e Takahata).