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Tutti i contenuti di AkiraSakura
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Proprio tutto OK! Che piova o ci sia il vento, va tutto bene! [KareKano]
topic ha risposto a AkiraSakura in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Il vostro entusiasmo mi ha convinto a prendere il manga. Dato che ci sono, per caso c'è qualche differenza di adattamento e traduzione tra la prima edizione e quella big love? -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Concordo con Ryoga, e poi definire il gekiga, che si rivolgeva agli adulti impegnati nelle contestazioni ed era scritto da gente proveniente direttamente dalle indigenze del dopo-bomba, come qualcosa di "storto" lo trovo abbastanza discutibile. Golgo 13 è tutto fuorché infantile. E' un fumetto per adulti scritto da un autore adulto, anche troppo, dato il suo vissuto. E non è di certo un caso a parte, ma un successo continuo che è arrivato sino ad oggi. Lo stesso Tezuka ci dice che aveva inserito delle tematiche impegnate nella sua Fenice perché all'epoca i manga iniziavano a girare in ambienti colti. E poi sì, il fumetto italiano non è un caso particolare e isolato, ha avuto grande influenza sulla cultura/società tutta. Quante volte Eco ha tessuto le lodi di Dylan Dog e Crepax? -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Quello che dici mi è ben noto dalle mie ricerche sull'Aum (otakuzoku di prima generazione cresciuto a pane e Yamato). Concordo, è la mia generazione preferita. In fondo anche quando facevano anime moe-harem (per la loro epoca) tipo Saber Marionette J tiravano fuori contenuti interessanti. Tra l'altro ho da poco letto il Notenki Momoirs e l'ho trovato molto divertente. Sopratutto la contesa tra Ideon-gauge e vagina sorta durante la lavorazione di Daicon III. :) Detto questo, personalmente, ormai la postmodernità la vedo dappertutto, non se ne esce più. Forse loro erano "cresciuti" in quanto era ancora agli albori, non ancora saturata come oggi. Però l'otaku sa sempre adattarsi a nuovi contesti. E gli autori otaku lucidi e non del tutto sedati oggigiorno di certo non mancano, sebbene siano una minoranza. Tra l'altro, penso che il "sedarsi" sia una cosa tipica della natura umana. Troppa coscienza/rettitudine/consapevolezza possono rendere un uomo un folle o un santo, a seconda delle circostanze. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
In una società otaku non esistono più dei punti di riferimento fissi in base ai quali decidere cosa sia atroce o cosa non lo sia. I luoghi sono diventati non-luoghi, le vite non-vite. Ci nutriamo di finzione, e in fondo anche le relazioni interpersonali ormai non sono più le stesse di tot anni fa. Il disegnino di una ragazzina anime è diventato molto più vero di molte persone, si pensi ad Her (bellissimo film che illustra benissimo ciò che voglio dire). Che target e che spessore narrativo diamo ad un videogioco come Yume Nikki? Anzi, ancora peggio: è corretto definirlo come un videogioco? L'ISIS è otaku, come lo era anche l'Aum a suo tempo, in fondo. Anche Donald Trump è otaku a modo suo, allo stesso modo di Renzi, novello bulletto-Gian Burrasca chiuso nel suo egotismo e nei suoi capricci. Yamato e Gundam ci fanno un baffo a tutto ciò. :) -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
@Shuji Ahahahahahah queste cose mi erano già note dal lurking, ma per una volta ho voluto provare l'ebbrezza di buttarmi nella mischia. XD In fondo l'importante è divertirsi (cit: mia nonna). -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ok, con qualche trollatina siamo arrivati al succo del discorso. Che è una considerazione abbastanza soggettiva, in fondo nulla toglie che un adulto possa essere appassionato di animazione e richiedere un adattamento animato di un'opera che gli interessa. Le barriere tra cinema con la C maiuscola e animazione sono già state abbattute da tempo. Fior fiore di studiosi scrivono libri su opere che non corrispodono al loro target di riferimento - per fare un esempio, lain, cartone animato, viene studiato a ing. del cinema per tecniche cinematografiche e contenuti filosofici/sociologici - e così via. Come dicevo, questo dibattito ormai è superato. Anche perché un anime offre più possibilità espressive di un film live action o un libro, basta soltanto pensare agli sperimentalismi di Yuasa. Chi come me apprezza il surrealismo con l'infantilissima animazione ci va a braccetto. Idem per i videogiochi, che si sono evoluti sia tecnicamente che contenutisticamente con il passare del tempo, ampliando il loro target di riferimento e le loro modalità espressive. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Pertanto l'adattamento animato di Ginga Tetsudou no Yoru fedele al romanzo non va bene mentre il libro va bene? -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ma anche no. Al massimo sto cercando di interpretare quello che vuoi comunicare con questo discorso su cosa sia "fake shit" o cosa non lo sia. Non mettiamola sul personale, please. Anche perché non ho di questi problemi. Quindi se leggo il Piccolo Principe da adulto e penso che esso mi fornisca una valida metafora sui rapporti umani del mio mondo e sul senso della mia vita lo deformo? A no, aspè, non è un cartone animato. XD -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ma allora in questo caso si ricasca sempre nel solito discorso secondo il quale ciò che comunemente viene ritenuto infantile non possa essere apprezzato anche da un adulto. E' tutto molto relativo, perché se ad esempio prendo la storia di Xenogears, roba di serie B, e la schiaffo in un libro (roba di serie A), allora Xenogears diventa di serie A perché ha una trama che non ha nulla da invidiare alla letteratura SF (?). Oppure anche la letteratura SF è di serie B perché è roba per nerd che sono individui inferiori perché X ha deciso così? In sostanza, da quello che scrivi il fatto intrinseco di essere un videogioco rende una determinata opera della roba di serie B. Come anche un cartone animato. Sembra il classico conflitto tra la vecchia avanguardia intellettuale universitaria arroccata nella sua torre e la nuova cultura popolare malvista dalle istituzioni... un dibattito abbastanza superato. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Però almeno in Xenogears ci sono Freud, Jung, Clarke, Gundam, Ideon e tutte quelle cose "gainaxare" che piacciono tanto a Shito.E fuse assieme in una trama titanica senza le inconsistenze di script di Eva, per giunta. E quindi secondo te è una cosa di serie B? -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ma bastava anche una qualunque avventura grafica dei tempi d'oro della Lucas Games da Maniac Masion a The Dig passando ovviamente per Monkey Island e Indy 4 (altro che il teschio di cristallo, Fate of Atlantis aveva una gran sceneggiatura) e parliamo degli stessi anni in cui qualcun altro smanettava col Neo Geo (spedendo una cifra spropositata credo, mi ricordo che c'era chi lo importava direttamente dal Giappone a cifre per l'epoca allucinanti roba solo per bambinetti ricchi e viziati... poi sono arrivati gli emulatori su PC ) Ué, io parlo dei miei totem novantini inviolabili perché essendo un po' otaku ho bisogno di tirarli fuori per autoaffermarmi. A quei tempi non c'ero ancora. XD -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a AkiraSakura in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
MI sa che Shito non ha mai giocato a robe come Xenogears e derivati. Cmq questa discussione è abbastanza divertente. XD -
Trois couleurs: Bleu, Blanc, Rouge
topic ha risposto a AkiraSakura in una Shito nella sezione Cinema
Il mio preferito è Film Rosso (gran bella attrice, un Trintignant in piena forma e una delicatezza inaudita nel rappresentare il rapporto tra i due). Tra l'altro il giudice che mette in dubbio la sua autorità mettendosi a nudo mi aveva ricordato "La Caduta" di Camus. Blu è molto, molto bello. Preferirlo al Rosso è una questione di gusti personali, ma oggettivamente i due film sono estremamente autorali e registicamente sopraffini. Il Bianco sembra più che altro un divertissment del regista e nulla più - a questo punto è meglio rispolverare il Decalogo o vedersi la Doppia Vita di Veronica. Detto questo, il tuo discorso successivo da quel che ho capito si tratta del classico dibattito "mainstream vs nicchia". Cosa è meglio dei due? Di certo Kieslowski - come anche Tarkovskij, Bergman, Antonioni e compagnia - non è un regista mainstream. Si rivolge più che altro a sé stesso, nonché a una nicchia che lo può comprendere. L'arte deve per forza essere roba per pochi? A ognuno la sua. Io sto nel mezzo. Il mainstream becero e fracassone tipico dell'attuale deriva del cinema a stelle e strisce senz'altro non mi attira, tuttavia il cinema americano ha fatto la storia e in passato ha messo in dubbio lo stesso sogno americano - Quarto Potere, Orson Wells - rivelandolo per quello che effettivamente è: un'illusione. Vero, però non puoi generalizzare su tutto il cinema statiunitense. Taxi Driver ad esempio parla proprio di questa postmodernità americana e del disagio che essa trasmette, e ha fatto scuola. Lì il nostro protagonista è un disadattato che porta una ragazza che rappresenta l'ideale della borghesia puritana yankee a vedere un film porno, tanto per dire. Che prova un vuoto interiore incolmabile che lo porta a tentare di ammazzare un politico a caso, oppure di andare da una prostituta minorenne, provare pena per lei e salvarla dal suo magnaccia soltanto per darsi uno scopo. E non penso che diverta, è abbastanza angosciante e descrive un degrado urbano che pare essere uscito da un'autobiografia di Miles Davis. Penso che il divertimento sia una cosa irrinunciabile per l'uomo. In fondo anche gli animali superiori da cui discende giocherellano tra loro schiamazzando. Per me nell'intrattenimento disimpegnato non c'è nulla di male, due risate con gli amici, una birra e finisce lì. Questo non toglie che un giorno possa decidere di vedermi lo Stalker di Tarkovskij e di farmi dei pipponi mentali assurdi sui suoi simbolismi. Ritornando al cinema americano, senz'altro di recente c'è stata una decadenza nella qualità oggettiva delle opere. Tuttavia per quanto concerne le serie televisive è avvenuto l'opposto. Proprio recentemente ho guardato la serie tv di Childhood's End e ne sono rimasto colpito molto positivamente: niente stupidità, niente sogno americano, niente puritanesimo, niente spettacolarità. Un adattamento rispettoso del libro aggiornato ai giorni nostri. E Breaking Bad? Anche quest'opera ci fa vedere una postmodernità decisamente andata a male, con tanto di drogati, professori di chimica che per dare un senso alla loro vita diventano narcotrafficanti ecc. E poi un film o una serie televisiva possono trattare temi impegnati anche divertendo lo spettatore. Oppure inizialmente possono divertirlo per poi fargli versare lacrime amare. Insomma: take it easy! -
Vero. Concordo con tutto il tuo post. Non reputo cmq un male avere delle aspettative nei confronti dell'umanità, almeno in età giovanile. Crescendo certamente si abbandonano un po' queste pretese... infatti dovrei rileggermi Moravia ora, e vedere se riesco ad aprezzarlo più di Céline e Camus, due miei miti giovanili nei primi anni universitari. Per quanto concerne l'evoluzione della coscienza umana, ci sarebbe troppo da dire. Forse l'essenza di ciò che pensavo da adolescente è stata scritta da Clarke nel suo Childhood's End: l'umanità è prevalentemente animale e può evolversi soltanto se guidata da degli esseri superiori benevoli e pazienti. Questa evoluzione tuttavia potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, in quanto priverebbe l'uomo del suo ego, trasformandolo in una sorta di coscienza collettiva. Però questo approccio è troppo fantascientifico e finalistico. Volendo essere razionali, la massima evoluzione della coscienza l'abbiamo già avuta in uomini come Lao Tze (il Taoismo per me è una delle forme più avanzate di pensiero religioso, e ciò prova che non necessariamente adesso siamo più spiritualmente evoluti del passato), il vero Cristo (quello uomo, non quello idealizzato e istituzionalizzato dalla Chiesa) e così via. E l'evoluzione non ha alcun fine, pertanto potremmo rimanere così fino alla fine dei nostri giorni o, ancora peggio, ritornare ad essere dei vermi striscianti, che soddisfano meccanicamente le loro pulsioni senza farsi troppe domande (la strada che stiamo percorrendo imho è questa). A parer mio lo sviluppo della coscienza nasce da un lavoro su sé stessi ed è raggiungibile soltanto da poche persone. Se aumentano i numeri, entrano in gioco le leggi della statistica, contando anche il fatto che alla natura non interessa molto la coscienza - almeno, gli interessa in minima parte in quanto ne ha permesso lo sviluppo con le sue leggi, ma un eccesso di coscienza su larga scala imho non sarebbe tollerato -, l'importante per lei è il perpetuarsi delle specie organiche sulla Terra.
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Il cinema di Takahata Isao
topic ha risposto a AkiraSakura in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Provo a riesumare questa discussione riportando due pagine del libro di Rumor su Takahata, che mi sembrano abbastanza pertinenti con quanto abbiamo scritto. Da notare che mi cita pure Greenfield e Murakami Ryu! :) -
Penso di aver capito cosa tu voglia dire, e mi sembra abbastanza coerente. Nondimeno, ad esempio, Céline nel suo libro racconta la vuotezza e la banalità sia delle classi indigenti che borghesi. Il vuoto e l'insensatezza - non solo del suo tempo, quello della guerra e del dopoguerra, ma dell'esistenza in generale - colpiscono ogni persona, sia essa intelligente o no. La persona più brillante - in questo caso l'autore del libro - osserva tutto questo dall'esterno prendendo in giro in modo amaro i suoi simili, benestanti o meno, ma comunque gretti e meschini - un po' come lui d'altronde, nessuno si salva -, andando incontro ad una sorta di disperazione lucida, indotta sopratutto da un idealismo tradito nei confronti dell'uomo e del suo rapporto con quello che lo circonda. Pertanto, in sostanza, anche se fai la fame non sei molto diverso da uno che non fa nulla tutto il giorno, che deve sedarsi perché in testa non ha niente. Il problema è che se hai qualcosa in testa, soffri ancora di più perché capisci che... sotto sotto non c'è niente da capire. E che alla natura/universo/società/stato/ecc. della tua intelligenza non interessa molto. XD La "vera sopravvivenza" imho comporta un grado di sedazione non molto diverso da quello di chi sta bene e ha tempo per annoiarsi. Entrambe le strade portano comunque al nulla. Ecco. Diciamo che l'esistenzialismo per me è una presa di coscienza della propria condizione. Se faccia o no danno non saprei, dipende dalla persona. Io personalmente dico: ok, è vero. Ma ci si può anche ridere sopra, in fondo non cambia nulla.
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Nuove polemiche su Sailor Moon.
topic ha risposto a AkiraSakura in una Cavaliere nero. nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Wow, non avevo mai visto una gastroscopia yuri così moe. Però ho sempre immaginato che esistesse da qualche parte - penguindrum l'ho citato perché è la prima cosa che mi è venuta in mente, siccome lo sto rivedendo. -
A me ha semplicemente confermato in modo più "drammatico" e "grottesco" quello che mi aveva già detto Greenfield. A livello di letteratura l'ho apprezzato sicché sono un patito di questi scritti esistenzialisti che ti sbattono le cose in faccia senza troppi complimenti - Céline per me è un grande. Dalle mie recenti letture emerge cmq la natura "instabile" della postmodernità giapponese, che senz'altro non ha potuto consolidarsi come quella yankee ma è rimasta in qualche modo legata alla tradizione, in quanto "imposta" dal "nemico" impossibile da sconfiggere. Tipo l'ambivalente e inarrivabile Desty Nova con la "mistica" e introversa Gunm, che la distrugge e poi la ricostruisce più forte con la sua scienza super-potente e incomprensibile. Però c'è anche da dire che nel romanzo di Murakami Ryu non c'è alcuna tradizione che si fonde con il postmoderno, l'unico incontro dei "figli dell'americanismo" con le istituzioni è quando la polizia entra in casa loro e li sbeffeggia siccome non hanno una famiglia, non hanno un futuro, non sono integrati nella società. Il loro è un "americanismo" sofferto, simulato, che gli ha svuotati. Il romanzo non propone neanche un incontro del vecchio col nuovo che gli infonda una certa dignità. Tutto finisce nel vuoto, in uno spleen molto più occidentale che giapponese a parer mio.
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Nuove polemiche su Sailor Moon.
topic ha risposto a AkiraSakura in una Cavaliere nero. nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Facciamogli vedere Penguindrum con il fratello che bacia in bocca la sorellina loli e vediamo cosa dicono. Cmq questo tipo di polemiche ormai sono anacronistiche. Forse nell'era della girella televisiva potevano ancora generare un po' di baccano, ma ormai sono soltanto dei cliché "giornalistici" fine a sé stessi basati sulla non-conoscenza di quello di cui si sta parlando - che tra l'altro non si incula quasi più nessuno. -
Ho finito Blu quasi infinitamente trasparente. Grazie mille per avermelo consigliato, mi e' piaciuto molto. :) Confermo le mie impressioni iniziali: e' una sorta di Trainspotting giapponese in cui si sente il vuoto interiore dei figli della grande bolla (cit.) Ho molto aprezzato come il finale si sia riallacciato al titolo del libro, assumendo una valenza simbolica molto potente. Anche gli scleri del protagonista sulla sofferenza sono molto potenti, Tsukamoto Shinya li aprezzerebbe senz'altro. XD Adesso ho iniziato questo... ... e' scritto molto meglio e con piu' perizia di "Come Bambole". L'autore stavolta si e' impegnato parecchio, inserendo retroscena e foto interessanti sul SOMMO Isao.
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Non ne esiste per caso una versione in inglese?
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Hihihihihi (ti ho un po' provocato per vedere la tua reazione). XD Mi linkeresti per favore la dichiarazione di Takahata? Mi interesserebbe leggerla.
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A dire il vero secondo me sostanzialmente non ha neanche molto senso citare Miyazaki e Takahata (almeno a livello concettuale), essendo loro due più affini allo shinto che al buddhismo (la religione di prediletta di Miyazawa). BTW, gli adattamenti animati delle opere di Miyazawa creati da Sugii Gisaburo sono veramente carini. Tipo il monolitico Ginga Tetsudou no Yoru, un film veramente giapponesissimo, lento e pesante come pochi.
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Ma anche Matsumoto. XD MI piace il titolo "Il mio Individualismo". Daro' un'occhiata al libro. :)
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Ho finito Culture del Giappone Contemporaneo. In definitiva e' una lettura carina, sebbene discontinua e poco organica. Non mancano alcuni spunti di riflessione interessanti, che purtroppo vengono soltanto accennati. Penso che la parte piu' interessante del libro sia quella in cui il cyber viene messo in relazione con il Wabi-sabi - il libro ha origine proprio da una serie di conferenze denominate Wabi-sabi Cyber, incentrate sul rapporto del postmodernismo giapponese con la tradizione -, con esempi celebri quali GE999, GITS e Alita. Per i neofiti e' un'ottima lettura imho. Adesso ho iniziato Blu quasi infinitamente trasparente, e devo ammettere che mi pare una sorta di Trainspotting alla giapponese (!). BTW, il contesto in cui e' ambientata l'opera e' lo stesso descritto da questo bellissimo libro... ... la cosa che per adesso mi ha colpito di piu' e' la "divinizzazione" degli americani. Sembrano quasi degli esseri superiori che vengono nominati ma non appaiono mai, che invadono tutto con la loro musica - tutti ascoltano sempre i Rolling Stones - e la loro frivolezza. Tipo il professore di The Sky Crawlers, quell'essere che non puo' essere sconfitto e di cui nessuno conosce il vero aspetto, di fronte al quale i "bambini" giapponesi si sentono impotenti e frustrati. Lo stile di scrittura mi piace molto. Semplice, realistico e diretto. Un pugno allo stomaco.