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AFUI strikes back!


Joker

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Ma un oggetto fallato è un oggetto che impedisce la fruizione della funzione che svolge, non ha senso parlare di difetti del testo o fisici.

Ad esempio tempo fa per Crisis on Infinite Earths la Planeta ristampò l'edizione da 50 euro per difetti nel testo e li sostituì tutti gratuitamente (fumetterie e utenti) definendolo semplicemente come tiratura completamente fallata.

Questo è lo stesso caso, direi, c'è una scansione cannata.

Questa gente mi pare s'incazzi perchè qualcuno ha osato decidere che loro devono assolvere la loro funzione di tramite tra editore e cliente senza consultarli, non ha molto senso come cosa.

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Ma un oggetto fallato è un oggetto che impedisce la fruizione della funzione che svolge, non ha senso parlare di difetti del testo o fisici.

Ad esempio tempo fa per Crisis on Infinite Earths la Planeta ristampò l'edizione da 50 euro per difetti nel testo e li sostituì tutti gratuitamente (fumetterie e utenti) definendolo semplicemente come tiratura completamente fallata.

Questo è lo stesso caso, direi, c'è una scansione cannata.

Questa gente mi pare s'incazzi perchè qualcuno ha osato decidere che loro devono assolvere la loro funzione di tramite tra editore e cliente senza consultarli, non ha molto senso come cosa.

 

Beh.... tecnicamente correzioni postume su testi in nuove edizioni di libri, errata varie allegate magari con fogli sempre a testi, se ne sono viste e se ne vedono da anni, e rappresentano cosa diversa dal prodotto 'non conforme' o che ha vizi di difformita'. Se si dovessero fare richiami di tirature di riviste o di libri per refusi, non se ne uscirebbe piu'.

 

Secondo me e' un po' il concetto di vizio legato ad un errata di un testo in un ambito poi ampio come quello di un volume, che sarebbe da esplorare; trovo difficile affermare che a parte determinati passi, degli errori sul testo inficino la comprensione di tutto il prodotto e di tutto il testo precedente e successivo.

 

Ovviamente sempre parlando in ambito piu' legalese che altro :discobongo:

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Beh.... tecnicamente correzioni postume su testi in nuove edizioni di libri, errata varie allegate magari con fogli sempre a testi, se ne sono viste e se ne vedono da anni, e rappresentano cosa diversa dal prodotto 'non conforme' o che ha vizi di difformita'. Se si dovessero fare richiami di tirature di riviste o di libri per refusi, non se ne uscirebbe piu'.

 

Secondo me e' un po' il concetto di vizio legato ad un errata di un testo in un ambito poi ampio come quello di un volume, che sarebbe da esplorare; trovo difficile affermare che a parte determinati passi, degli errori sul testo inficino la comprensione di tutto il prodotto e di tutto il testo precedente e successivo.

 

Ovviamente sempre parlando in ambito piu' legalese che altro :discobongo:

 

Però quelle di cui parli sono nuove edizioni successive, non la stessa edizione sostituita. Che io sappia poi (magari so male, per carità)nel codice del consumo per prodotto non conforme si intende quello che non è idoneo all'uso abituale di un bene dello stesso tipo o specie, non importa quale sia questo difetto di non conformità, se testuale o fisico. Tant'è vero che sono coperti sia i difetti di produzione che quelli generici di non conformità.

Semplicemente, credo che spesso la gente non conoscendo la procedura non la utilizzi, e non so quanto sia ampia la giurisprudenza in merito, ma teoricamente dal 2005 questa procedura è attivabile, e anche per difetti del genere.

E a rispondere non è la casa editrice, bensì il fumettaro che vende al cliente. La casa editrice al massimo risponde al fumettaro stesso, che se però rifiuta il servizio di sostituzione, in teoria si ritrova a dover gestire il cliente da solo.

Poi s'intende, dubito che uno faccia casino per un manga, ma giuridicamente rischiano di dover essere obbligati a sostituire (pena denuncia all'autorità competente) alla faccia dei proclami.

Modificato da Fencer
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Lassa perde n'attimo le denunce, le procedure conciliative presso la C.C.I.A. etc.

 

Quello che mi lascia un po' perplesso e' la definizione di prodotto fallato sulla base di refuso di testo, comunque di entita' non significativa per la fruizione dell'opera.

 

Nei casi citati l'editore ha ritenuto opportuno fare ristampe, ma non ne e' obbligato: alla fine l'obbligo deriva dal patto con il lettore che comunque in base a refusi puo' anche non prendere altri prodotti dell'editore, o continuare a seguire la pubblicazione.

 

Ma dubito assai fortemente si possa arrivare a chiamare in causa un editore, intendo in senso 'legale', per dei refusi sul testo.

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Beh, essendo normativa recente e poco utilizzata, non so quanto la giurisprudenza l'abbia trattata. Bisognerebbe vedere letteralmente come è definito il vizio di non conformità.

Ad esempio, se il termine utilizzato è "idoneo", sarebbe necessario capire se si intende l'assolutamente idoneo tipico del diritto penale (nella disciplina del tentativo) oppure no, se si intende un generico idoneo alla fruizione normale per quella categoria di prodotti.

Nel caso del libro, un refuso singolo già potrebbe essere sostenibile, anche se magari nessuno logicamente lo farebbe (anche perchè molti libri recenti fantasy ad esempio sono scritti già coi refusi grazie agli autori che non hanno proprio piena conoscenza dell'italiano, oppure perchè se su un libro come Dune trovi un refuso su tutte le pagine non ti metti molto il problema), nel caso però di un manga, una scansione scazzata non è roba da poco, anzi, specie considerando che nel medium(a?) in oggetto, il visivo alcune volte prevale sul testuale, e comunque sono due dimensioni contemporaneamente presenti. Non so se sia più o meno grave di un refuso, sinceramente, a me lo sembra, tutto lì.

Il fulcro del discorso comunque è che ad oggi, è un difetto non solo riconosciuto dal cliente, ma anche dalla casa editrice, che ha ritenuto opportuno tutelare il cliente (o meglio, se stessa) sostituendo il prodotto. Ora, questo prodotto è stato venduto tramite fumetteria, che in teoria è quella che risponde al cliente essendo il venditore diretto.

Questo tizio mi dice che giuridicamente non ha nessun obbligo di sostituirlo. Non è vero, o almeno, potrebbe non esserlo (come detto, forse equivoco), in quanto se il cliente pagante va lì e gli dice di sostituirgli un prodotto ufficialmente ritenuto difettato (e quindi non conforme), tu secondo codice glielo devi sostituire (a quel punto sì che sei passibile di provvedimento), volente o nolente. Specie se la casa editrice ti mette a disposizione le copie corrette, per riprendere il tuo esempio, è come se una libreria si rifiutasse di sostituire un libro che la casa editrice ha annunciato dover essere sostituito.

Sicuramente è difficile che anche qui qualcuno si metta a far macello, ci si limita a cambiar fumetteria come dice Chibi, ma che non abbia obbligo giuridico di sostituire il fumetto in base alla sua fallace definizione di fallato, beh, non è che sia scontata come cosa.

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Beh, nel caso specifico e' sacrosanto che il prodotto sia fallato visto che tale l'ha dichiarato appunto l'editore :fash1:

 

 

Pero', e c'e' un pero' grosso quanto una casa.

Parliamo di sostituzioni particolari, di un tipo che puo' esistere solo in questo strano mercato.

 

Quando ad una societa' capita di riconoscere un prodotto come fallato, la *prima* cosa che fa e' richiamare il prodotto in questione. Poi c'e' la sostituzione, che agisce specialmente e ovviamente per i prodotti gia' venduti.

Il sostituire soltanto su richiesta, e' un discorso un po' particolare.

 

Poi, vabbe', alla fine e' gia' tanto se qualcuno ogni tanto f' di queste correzioni, quindi ben vengano.

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Beh, nel caso specifico e' sacrosanto che il prodotto sia fallato visto che tale l'ha dichiarato appunto l'editore :fash1:

 

 

Pero', e c'e' un pero' grosso quanto una casa.

Parliamo di sostituzioni particolari, di un tipo che puo' esistere solo in questo strano mercato.

 

Quando ad una societa' capita di riconoscere un prodotto come fallato, la *prima* cosa che fa e' richiamare il prodotto in questione. Poi c'e' la sostituzione, che agisce specialmente e ovviamente per i prodotti gia' venduti.

Il sostituire soltanto su richiesta, e' un discorso un po' particolare.

 

Poi, vabbe', alla fine e' gia' tanto se qualcuno ogni tanto f' di queste correzioni, quindi ben vengano.

 

Assolutamente. Va detto però che io non conosco bene come sia la questione distribuzione. Mi spiego meglio, una volta dato il prodotto al distributore in oggetto (che magari non è nemmeno il tuo, ma ti ci appoggi soltanto), la casa editrice può effettivamente recuperare le copie vendute?

E' però da dire che dubito che GP con la pila che si trova in tasca abbia problemi a far pressione perchè la roba venga ritirata dal mercato, s'intende, ma in generale è un caso particolare quello dell'editoria, credo che il codice del consumo sia nato per la generica signora a cui non funziona il frullatore nuovo e se lo vuole far sostituire.

Però mi piacerebbe che certi esemplari (e intendo il tizio in questione), la piantassero di millantare che giuridicamente non hanno l'obbligo di sostituire il prodotto se non ne ha la sicurezza, in quanto al cliente di turno il venditore (lui in questo caso) deve obbligatoriamente sostituire il prodotto, poi cosa facciano lui e la casa editrice al cliente non cala per niente, sono affari loro e basta. E tutto per quello che, sarò sincero, mi pare un bambino che sbatte i piedini per terra perchè si son dimenticati di consultarlo. C'è almeno un motivo sensato per questo comunicato? Magari non sa che farsene delle copie sostituite e non vuole mandarle al macero? Paga lui la spedizione? Qualcosa insomma? Perchè ad esempio non è stato fatto questo casino per la storia di One Piece quando sostituirono quel numero non mi ricordo quale? Lì si erano messi d'accordo? Però all'inizio la sostituzione non doveva avvenire via fumetteria.

Insomma, boh. Meno male che ho comprato il volume.

 

@Joker: ho trovato la definizione di bene conforme via guglata, articolo 129 comma 2:

 

2. Si presume che i beni di consumo siano conformi al contratto se, ove

pertinenti, coesistono le seguenti circostanze:

a) sono idonei all'uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo;

b) sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le

qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come

campione o modello;

c) presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso

tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto

della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle

caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal venditore, dal

produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità

o sull'etichettatura;

d) sono altresì idonei all'uso particolare voluto dal consumatore e che sia

stato da questi portato a conoscenza del venditore al momento della

conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti

concludenti.

3. Non vi è difetto di conformità se, al momento della conclusione del

contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto non poteva ignorarlo con

l'ordinaria diligenza o se il difetto di conformità deriva da istruzioni o materiali

forniti dal consumatore.

 

La Panini è salvata dal comma 3, ovvero le scimmie, che non utilizzando l'ordinaria diligenza, scientificamente chiamata apriorismo, si cattano tutto sperando che la situazione migliore. O se lo fanno piacere, il che è ancora più aberrante ed è trattato dall'ultimo punto del comma 4:

 

4. Il venditore non è vincolato dalle dichiarazioni pubbliche di cui al comma 2,

lettera c), quando, in via anche alternativa, dimostra che:

a) non era a conoscenza della dichiarazione e non poteva conoscerla con

l'ordinaria diligenza;

b) la dichiarazione è stata adeguatamente corretta entro il momento della

conclusione del contratto in modo da essere conoscibile al consumatore;

c) la decisione di acquistare il bene di consumo non è stata influenzata dalla

dichiarazione.

 

E anche dal primo direi, visto che Panini non sa cosa vende quindi non poteva sapere che il prodotto non era conforme. Mica è colpa sua.

 

EDIT: Ah, piccola aggiunta per chi avesse intenzione di quotarmi fuori contesto.

Il codice del consumo parla di ciò che un consumatore NORMALE può RAGIONEVOLMENTE aspettarsi da un prodotto. Consumatore normale, quindi non affetto da attacchi depressivo-megalomani a intermittenza per via di Sindrome di Peter Pan non appagata. Ergo, non copre chi voleva spendere 150 per sentire due sigle dell'infanzia beata, quindi inutile perdere tempo a denunciare questo o quello.

Grazie per l'attenzione, alla prossima.

Modificato da Fencer
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Io penso che l'Afui intendesse semplicemente che sono tenuti a sostituire i volumi difettosi nel senso di 'difformi dal prodotto finale'. Quel manga è stato stampato così ed è così ovunque, quindi il prodotto finale è quello.

 

Che poi sia semplicemente mancanza di voglia penso sia appurato, cosa ti costerà mai spedire qualche volume?

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Io penso che l'Afui intendesse semplicemente che sono tenuti a sostituire i volumi difettosi nel senso di 'difformi dal prodotto finale'. Quel manga è stato stampato così ed è così ovunque, quindi il prodotto finale è quello.

 

Ma... è un prodotto fallato, quello finale. Non è che perchè è quello finale, automaticamente non può essere fallato.

Non... trovo il senso di un simile pensiero.

E' qualcosa di Moebiusizzante.

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Io penso che l'Afui intendesse semplicemente che sono tenuti a sostituire i volumi difettosi nel senso di 'difformi dal prodotto finale'. Quel manga è stato stampato così ed è così ovunque, quindi il prodotto finale è quello.

 

Peccato però che sia lo stesso editore a dire che quei volumi sono fallati e la AFUI non può manco dire "sono tutti così" perché era vero solo PRIMA che GP producesse un'altra tiratura corretta DELLA STESSA EDIZIONE, non è una nuova versione successiva è esattamente la stessa solo con la pagina corretta, quindi a questo punto i fumettari TE LO DEVONO CAMBIARE e pochi cazzi, se poi questo comporta per loro dei problemi si mettano pure a litigare LORO con GP ma non facciano in modo che ci vadano di mezzo i clienti, sistema fantastico poi per perderne...

Modificato da Alex Halman
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Questi lamentano due cose, il fatto di non essere stati consultati prima dell'emissione del comunicato e qua va beh :lolla:

E che non vogliono cacciare soldi per mandare indietro i volumi sostituiti ma la spesa non sarebbe onere dell'editore che ha stampato il prodotto fallato?

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Io penso che l'Afui intendesse semplicemente che sono tenuti a sostituire i volumi difettosi nel senso di 'difformi dal prodotto finale'. Quel manga è stato stampato così ed è così ovunque, quindi il prodotto finale è quello.

 

Ma... è un prodotto fallato, quello finale. Non è che perchè è quello finale, automaticamente non può essere fallato.

Non... trovo il senso di un simile pensiero.

E' qualcosa di Moebiusizzante.

 

Qua serve l'emoticon dedicato :sisi:

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Quando ci fu il caso Uan Pis, il proprietario della fumetteria dove vado (una delle più grandi di Roma) mi disse che sentendo che la Star voleva sostituire i volumi spedendo porta a porta aveva trovato assurda la cosa e che fin dall'inizio avrebbero dovuto coinvolgere le fumetterie. In pratica lui, che avrebbe veramente dovuto sostituire 1 PIS a pacchi, era fin dall'inizio disponibile, anzi trovava la cosa naturale, a farsi spedire le copie nuove per sostituire i numeri farlocchi.

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(Che poi stavo per scrivere che non avrebbero speso un piffero per rispedire, visto che quando avrebbero fatto i pacchi da rimandare all'editore con i richiami da giacenza... poi mi e' tornato in mente che le fumetterie in pratica ricevono e basta visto che non hanno diritto di resa; in che modo le fanno avere all'editore, le possono mettere in mezzo ad altre spedizioni, fa' il ritiro direttamente il corriere quando porta la nuova merce... come funge far avere le copie difettate all'editore, oppure le fumetterie le mandano direttamente al macero? In se la cosa ha un senso, visto che gli editori sanno bene quali e quante copie sono state date e quindi ne possono al massimo ben dare tot per punto vendita).

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Scusate, ho sentito di un comunicato Pan distribuzione dove viene trattata la questione Springald, e pare ci sia scritto che il materiale inviato alle fumetterie è scontato del 100%, qualcuno ne sa qualcosa in più?

Al solito, comunque, certi "luoghi" ci stanno marciando su questa storia ("Afui, le fumetterie italiane rifiutano di sostituire Springald", prima pare addirittura fosse "Le fumetterie italiane rifiutano di sostituire Springald", quello attuale sembra sia il titolo di "compromesso"), indi se possibile qualcuno sa se ci sono informazioni affidabili?

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Loro l'albo lo pagano anticipato, almeno è così che :nm ma poi gli sarà rimborsato completamente, in pratica il distributore gli fa smezzare le spese di spedizione ma a parte impacchettare il tutto la cosa che gli da fastidio è che il limite per indicare il numero di copie da ristampare è il 10 Dicembre e loro non sanno quante chiedere, perché non tutti quelli che li hanno acquistato hanno già fatto richiesta, evidentemente ordinare un numero di copie pari almeno a quelle vendute per loro è troppo difficile.

p.s. La cosa più lollante è che loro avrebbero voluto un tavolo di concertazione con l'editore(dicono loro), col distributore(penso io), e le altre fumetterie d'Italia, chi le rappresentava? :pfff:

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Tutte chiacchiere senza centrare il punto. Le fumetterie non hanno ALCUNA relazione commerciale con l'editore, il loro interlocutore non è, non può e non potrà mai essere l'editore, bensì il distributore.

Loro non devono chiedere all'editore di sedersi a un tavolo, devono chiederlo al distributore. Sarà il distributore a parlare con l'editore. Anche i comunicati sulla sostituzione ecc. spettano al distributore. L'editore in conferenza ha parlato col pubblico di quello che vuol fare lui e può giustamente dire quel che vuole senza mandare comunicati alle fumetterie (perché non è suo compito).

Cercare di cambiare una situazione allarmando l'editore in modo che questo poi spinga il distributore a fare diversamente, è una strategia quantomeno non logica. Si può fare, si fa, ma si sta perdendo la cognizione di causa ed effetto.

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