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Ozuma by Leiji Matsumoto


Shuji

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Pare che si stia muovendo molto per le opere di Leiji Matsumoto, tra il live di Galaxy Express 999, il remake in film della Yamato (oltre alla riedizione della serie classica), il film in CG3D di Harlock, e ovviamente non ultima questa serie.

 

Dalle prime battute sembra una bella produzione; tra gli altri, 'capo' alla regia Ryosuke Takahashi, assistente al design Nobuteru Yuki, e il mecha design di Hideyuki Matsumoto.

 

Lo stile dell'animazione e' un po' vintage, fondali curati, personaggi che sono fatti spiccare bene in primo piano, ovviamente il 'look' degli stessi 'alla Matsumoto'.

 

Fin'ora la storia non e' niente di trascendentale, ma l'evidente buon livello della realizzazione e un discreto approccio alla vicenda, tra una fantabubbola e l'altra, lasciano comunque spazio alla curiosita'.

 

--

 

Di cosa tratta la serie direi che sia ancora 'in fieri', comunque in un setup anche fin troppo abusato, maggiori radiazioni solari hanno creato una serie di sconvolgimenti climatici e di natura riproduttiva, ragion per cui sono state messe in essere delle ovvie misure per garantire la sopravvivenza del genere umano.

 

P.s.

il 'possibile' personaggio 'alla harlock' non porta benda ma una maschera. :°_°:

Il medico avvinnazzato qua e' una para-gnocca. :°_°:

 

edit: trovata la opening.

 

http://www.youtube.com/watch?v=f1y-6tyZcn0&feature=related

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può essere che il fatto che la nave della capitana abbia le stesse capacità dei tremors degli ozuma sia un hint.

 

a circa metà episodio ho dovuto fermarmi e far sbollire la rabbia.

il primo episodio è graficamente così bello da essere quasi inguardabile. CG super giocattolosa, soldati moltiplicati sullo schermo grazie al copia e incolla, animazioni buttate lì, un character design che con lo stile di matsumoto non c'entra quasi nulla.

tutto questo ha un nome che spiega perchè la situazione è tale: GONZO.

non fosse per l'ombra di takahashi l'avrei già droppato.

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Purtroppo con i what if si combina poco, mi rendo conto che quando scende in campo il nome di Matsumoto le aspettative siano sempre altissime (forse troppo).

Questo episodio secondo me getta le basi per un ottimo anime, la CG pure a me ha convinto poco, per la qualità del disegno chissà che non si migliori in corso d'opera, Gonzo è sempre Gonzo ma non sarebbe il primo anime che vedo che parte quality (ma nemmeno troppo) e poi migliora... Piuttosto si sa quanti episodi saranno?

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  • 4 weeks later...

Dunque, arrivati a fine serie, qualche tipo di bilancio.

 

Credo che quello che piu' di tutto sia mancato a questa serie sia l'accezione piu' ampia di 'largo respiro' che si accomuna quasi sempre con le space opera; non e' tanto l'assenza 'dello spazio' sostituito in qualche modo 'dalla sabbia', come 'materia' attraverso la quale muoversi e spostarsi, e' la mancanza stessa del contesto effettivo che si fa sentire in modo assordante.

 

Veniamo infatti a sapere solo a parole dell'esistenza degli uomini auto-clonatisi e dei 'naturali', i primi per esigenza di sopravvivenza per via della progressiva sparizione del genere umano, ma resi nelle varie generazioni piu' deboli.

 

Volendo e' anche un po' una parodia 'raffinata' dell'esigenza, in epoca 'nobiliare', di cercare di non disperdere le ricchezze di una famiglia, 'accoppiandosi' con membri della stessa di vario livello parentale (specie tra cugini).

 

L'ago della bilancia e' una sorta di 'arca di noe' para-cibernetica contenente i vari genoma delle varie specie terrestri, con il compito di stabilire un nuovo equilibrio nel mondo, il tutto lasciato come decisione sul piu' o meno farlo ad una degli ultimi 'umani originali'.

 

Questa serie e' a conti fatti un po' particolare.

 

Riflettendoci degli spunti su cui anche poter riflettere, questa storia li puo' fornire, ma tutti i possibili sottotesti sono relegati ad uno spiegone finale in cui in conclusione c'e' una sorta di 'reset' ambientale: gli uomini non possono scegliere consapevolmente di essere in cima 'alla catena alimentare', questo e' all'incirca il messaggio dell'autore. Si puo' essere d'accordo come non esserlo.

 

Il problema pero' come detto e' l'assenza di sottolineature tematiche, relegate a momenti da 'actioner', caratterizzazioni abbozzate e spesso un po' ruffianamente 'lasciate' per vari aspetti a rassomiglianze con personaggi delle altre serie che sono tali nell'aspetto e nelle movenze.

 

La percezione esterna e' che in 6 puntate non ci sia stato altro che uno scontro tra due 'sommergibili', che al di fuori della 'sabbia' non vi sia stato effettivamente altro eccetto magari un castello da qualche parte.

 

Uno scontro tra due navi e' alla fine uno scontro tra due persone e due volonta', quelle dei capitani delle stesse.

 

Se vogliamo far passare il concetto che alla fine questo e' l'aspetto fondamentale della storia, i rapporti dei personaggi con la vicenda sono un po' sfilacciati:

 

la capitanA e il moccioso sono in cerca piu' o meno dell'uomo in comune; amante per una e fratello per l'altra.

Tale harlock tipo pero' da un lato originariamente (quand'era 'in se stesso') dice che vuole fare chissa' che trovando l'Ozuma, e piu' in la' si scopre che invece ha in qualche modo realizzato qualcosa per provare a distruggerlo, entrambi i due di qua sopra non riconoscono l'uomo se non per quella frazione di secondo in cui, distrutta la mascherina, il tipo cade da basso (non l'hanno lontanamente riconosciuto anche parlandoci per ore, pero' in quell'istante, che il regista puo' pure dilungare in eterno ma tale rimane, hanno capito chi fosse.

 

Dall'altro lato l'idea che una 'donna appartenente al passato' debba in qualche modo decidere cosa fare dell'ambiente di secoli dopo, e' molto particolare.

 

Tirando le somme, questa serie non mi ha 'convinto' granche', e' stato 'interessante' rivedere anche in questa ultima foggia gli oramai classici personaggi di Matsumoto, e dei possibili sottotesti che nascono tra un paradosso e l'altro, invece 'naufragano' in un mare di sabbia, che elimina qualunque orizzonte, e soprattutto 'ricopre' tutto il possibile background.

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purtroppo la storia è raccontata male, nel senso che la stragrande maggioranza degli elementi narrativi interessanti sono stati concentrati nell'ultimo episodio; per i restanti 5, oppure 4 se per gentilezza si vuole escludere il primo in quanto introduttivo introduttivo, c'era parecchio con cui annoiarsi.

rivelate quindi alla fine tutte le carte, l'opera a tratti mi ha fatto pensare ad una specie di moby dick "della salvezza" (per l'umanità); o forse è un frettoloso deus ex machina, talmente immediato da rubare ai personaggi lo spazio che gli serviva per raccontare l'evento dal proprio punto di vista.

a proposito dei personaggi... esteticamente sono simili a quelli di matsumoto; però per caratteri ne sono molto distanti, al limite dell'inespressività.

non capisco come, periodicamente, gonzo riesca a raccogliere personaggi importanti nel panorama dell'animazione giapponese e a farli lavorare per sè... con la reputazione che si è fatta (e ozma la conferma), come razzo ha fatto a coinvolgere un trio come matsumoto, takahashi e yuki? :pazzia:

bah fatta anche questa.

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