Shito Inviato ieri alle 08:14 Share Inviato ieri alle 08:14 (modificato) On 10/18/2026 at 3:23 PM, Shuji said: Voler sminuire, rabberciare o far finta che una cosa non esista, non è lo stesso di dare lo stesso valore a diverse verità concomitanti negandone di fatto senso se non l'esistenza Ok, allora sul serio. Riprendo seriamente dal tuo primo post sul merito: Quote Nell'attuale periodo storico di "post-verità*", che senso ha parlare di meta-narrazione? [...] La post-verità è una condizione culturale e comunicativa in cui i fatti oggettivi contano meno dell'emotività e delle convinzioni personali nel formare l'opinione pubblica. Corollario; tante verità, tutte in qualche modo plausibili, uguale = nessuna verità Quando ogni opinione o narrazione viene considerata valida e "plausibile", la verità oggettiva si dissolve. Non c'è più un terreno comune basato sui fatti, ma solo un rumore di fondo in cui chi urla più forte o emoziona di più stabilisce la propria versione della realtà. Di fatto, se tutto è vero, niente lo è più. Questo scrivesti. Dissento fortemente da quello che riporti (non so se siano opinioni anche tue, condivise). Ovvero, come taluni filosofi/psichiatri dicevano: "Non perché una realtà viene ignorata o negata essa cessa di essere reale". Si tratta di una cosa che mi sta molto a cuore ed è la ragione per cui ho sempre detestato la metanarrazione á la Oshii Mamoru o Kon Satoshi. In senso psichiatrico/freudiano classico, si tratta del "principio di realtà", ovvero l'onesto riconoscimento della realtà fattuale esterna al soggetto come reale, anche se spiacevole. Ad esso si contrappone il "principio di piacere", dalla cui dominanza derivano essenzialmente tutte le psicosi, innescate come meccanismi di difesa psichica. Chiaramente, le opinioni sono opinioni. Sono giudizi di valore. NON sono verità oggettive. Ho sempre trovato ridicolo il noto adagio "sulle opinioni non si discute", perché credo il contrario: le opinioni sono relative e quindi discutibili, al contrario i fatti sono indiscutibili, se ne può solo prendere atto oppure impazzire. Indi, o la realtà/verità è una/unica, oppure non esiste (grazie, Kant). "La post-verità è una condizione culturale e comunicativa in cui i fatti oggettivi contano meno dell'emotività e delle convinzioni personali nel formare l'opinione pubblica." Psicosi. Pazzia. "Corollario; tante verità, tutte in qualche modo plausibili, uguale = nessuna verità" No, questa p solo la confusione degli ambiti in cui la verità esiste e quelli in cui una verità non esiste. Che 使徒 significa "apostoli" è una realtà, un fatto linguistico, una verità. (ho usato l'indicativo) Che "Shito" sia un nickname ridicolo è un'opinione. (io concordo, ma ho usato il congiuntivo) Credo noi si viva oggi in un'epoca di confusione, idiozia e psicosi diffusa. Anche saperlo non aiuta, ma tant'è. Ah, Lum-chan è giustificata perché è una bambina-ccha! Ma anche le foglie verdi poi si infoltiscono (青葉繁れる, Inoue Hisashi X Uruseiyatsura X Evangelion). Modificato ieri alle 09:37 da Shito 1 1 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 13 ore fa Share Inviato 13 ore fa Non ci siamo proprio Il clima di post verità attuale è un fatto storico acquisito. Non un'opinione. E anche se non lo fosse, il dubbio sull'attuale valenza o percezione dell'intenzione allegorica resta. Non è esso stesso l'argomento da discutere. Sarebbe una discussione totalmente differente e sull'esistenza della post verità attuale c'è solo da chiedersi come siamo arrivati a questa situazione. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Anonimo (*lui*) Inviato 2 ore fa Share Inviato 2 ore fa (modificato) (seria campagna televisiva di utilità sociale mode: on) ( - vale a dire: commentatore sul Bokura no Kakumei di qualche anno fa - mode: on) I meme sono la risposta, carissimi: una metanarrazione - o meglio, insieme di metanarrazioni, o rizoma come dicevano i filosofi di un'epoca defunta - il cui contesto di riferimento si collassa e si riforma in continuazione ma che rimane riconoscibile; una narrazione allegorica che si può confondere con la realtà visto che entrambe sono tendenzialmente assurde, ma che dell'allegoria mantiene la presenza di precise figure retoriche su cui si può disquisire. (E mi pare che "allegoria" non sia un concetto ma una tipologia di discorso, quindi "disquisire" è la parola chiave!). E se la definizione di allegoria fosse più restrittiva di quanto pare intuitivamente, si tratta sicuramente della migliore commedia dell'arte (a cui il povero Goldoni ci ha disabituati a conferire valore). Preservare una qualsivoglia "intenzione" è uno sforzo improbo e talvolta detestabile, nella vita come nel meme, e così quest'ultimo facilmente collassa in pseudonarrazione o addirittura in realtà; ma la "memepoiesi" al momento rimane una forza inesauribile. Poi naturalmente, in quanto insieme di metanarrazioni, si evolve generazionalmente, e si vedrà il futuro. ( - vale a dire: commentatore sul Bokura no Kakumei di qualche anno fa - mode: off) Non diventate cretini terminali come il signor Anonimo(*lui*)! continuate a studiare invece di rielaborare soltanto i vostri preconcetti! (seria campagna televisiva di utilità sociale mode: off) --------- Se @Myōō rimane più giovane di me come sembrava qualche anno fa, gradirei la sua opinione per esteso (quando ne ha occasione, ovviamente) -------- (Cercherò di vedere "Digger" comunque, grazie dello stimolo) Modificato 2 ore fa da Anonimo (*lui*) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già un account? Accedi da qui.
Accedi Ora