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Rakuen Tsuiho - Expelled from Paradise


Lando

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 la tizia era insopportabile.

 

è giusto che sia così, nel senso che è una cosa voluta. in seguito resta la vivacità (anche la "ricollocazione" nel corpo di una sedicenne è un espediente calcolato) però ci sono dei piccoli cambiamenti progressivi.

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Il problema in questo tipo di commenti del messere, e' che sono comunque espressioni di maggiore o minore gradimento personale; e che c'e' da di' a uno che dice 'non mi piace'?  :giggle:


 

 

Conclusione.

C'e' tanta roba in questo calderone, che ne varrebbe una lunga serie tv; gli equilibri complessivi portano il film a funzionare benissimo, il tutto con la notazione di Urobuccio che tende a far 'passare' il concetto che si sta guardando-prestando il proprio tempo per qualcosa di stupido.

 

è vero, una serie tv avrebbe permesso di sviluppare maggiormente alcuni passaggi/concetti. purtroppo i personaggi non escono da una certa sterotipizzazione ma nonostante tutto la loro caratterizzazione non è pesante; è più che altro il loro modo di porsi a renderli "i soliti" ma per fortuna sono ben integrati con una trama scorrevole ed i dialoghi li salvano (niente di strabiliante, s'intende).

per me tutto sommato è un film discreto con, se si parla di contenuti, un ventaglio di potenzialità non indifferente; però... avevo visto qualcosa di molto simile anni fa. in definitiva expelled from paradise è una versione moderna di quei gits ed appleseed di shirow (soprattutto il secondo), mixati, sui quali poggia non poche importanti basi concettuali. non ne è una copia carbone, ma le differenze sono veramente poche.

per fortuna il film va timidamente oltre queste due opere e il viaggio ha inizio. da qui sarebbe interessante fare sul serio: un secondo film nel quale gli "dei", in conseguenza di quanto accaduto, operano un cambiamento all'assetto politico/sociale nel quale vivono (anche se magari l'idea si è già vista nei vari psycho pass :lolla: ).

la CG sui personaggi, per la verità, non è ancora quella che vorrei e fintanto che non lo sarà continuerò a preferire disegni fatti in modo più tradizionale. sul resto non era per nulla male, forse i modelli sono leggermente "abbagliati" dagli effetti luminosi e dalla scelta dei colori chiari, in parte comunque giustificabili dagli ambienti in cui si svolge la storia e dalla loro provenienza.

 

belli i robottoni-palla, le scene in cui vengono impiegati e... uhm... dingo E' client eastwood.

 

 

Un altro dettaglio in questo tipo di resa delle animazioni e' che mi pare di intuire che stiano lasciando da parte progressivamente il modello tipo "tanta roba in treddi' che lancia raggi qua e la' nello spazio di cui non si capisce una mazza"; nello specifico grandi coreografie di combattimenti che in ogni caso la si guardi facevano capire bene la situazione in svolgimento.

 

Per la resa dello cell shading siamo davvero a un passo avanti notevole rispetto al passato (recente); un tipo di resa simile ma con maggiori riflessi sulle superici e qualche ombra volumetrica in piu' c'e' ad esempio nei vari giochi action-rpg

 

https://www.youtube.com/watch?v=hMVzeRxfb4I

(qua ovviamente si parla di cose animate in real time) 

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Sulla 3D a volte c'è un'opposizione a pelle. E' un fatto che il 3D verrà usato sempre di più negli anime, perciò ad un certo punto tanto vale incartarsela e metterla via.

 

Detto questo, i capelli di Angela non hanno reso bene in CG, sembravano inamidati.

 

E comunque ripeto che questo film ha una trama terribilmente prevedibile.

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Sulla 3D a volte c'è un'opposizione a pelle. E' un fatto che il 3D verrà usato sempre di più negli anime, perciò ad un certo punto tanto vale incartarsela e metterla via.

 

per me dipende da come si fanno le cose. non sono un esperto ma ci sono diversi modi di fare le cose in 3D e mi sembra che quel che manca in generale per fare un salto di qualità è integrare modelli tridimensionali in CG con ritocchi fatti "a mano". ciò che renderebbe più "anime" anche un lavoro come quello in oggetto di questo topic è una rifinitura dei dettagli sui corpi umani. se mi fai una tizia sulla quale devo tenere gli occhi incollati, devi darmi un motivo per il quale sia effettivamente apprezzabile perchè ad un certo punto non bastano più le inquadrature inguinali o le espressioni da corrucciata, imbarazzata, contrariata: diventano ripetitive; ma se in questa ripetitività posso almeno ammirare qualcosa la situazione cambia. all'atto pratico si parla di bellezza, ma non tanto quella estetica assoluta (certo ci sono dei canoni ai quali appoggiarsi, ma parlo di altro). alcuni esempi facili sono la costruzione dei particolari della testa nello specifico; gli occhi puoi abbellirli con delle ciglia (non in 3D o anche quelle sembrano inamidate) e quindi, tra l'altro, intensificare le espressioni. stesso discorso per le labbra, con contorno o voluminosità (pertanto vi sarebbe anche una scelta dei colori ad aiutare nello scopo) piuttosto che una linea. i capelli sono fondamentali... mettici pure tutti i gingilli che vuoi come fossero i rami di un albero di natale, ma soprattutto nei movimenti è più efficace un "pezzo" disegnato a mano (o se esistono dei modelli in CG che ne simulano i risultato, si incentivino quelli).

infatti spesso c'è una certa discordanza che fuoriesce dal tentativo di coniugare un prodotto in 3D realistico e quello in 3D, più idealizzato, che affonda le sue radici in quello che una volta veniva disegnato a mano. tant'è che sui robottoni e meccanismi vari non credo ci sia chissà cosa di cui lamentarsi...

è vero che in generale ci sono stati dei progressi, ma i problemi fondamentali sussistono ancora... la forza di gravità, questa sconosciuta. c'è ancora tanta strada da fare.

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Piccolo excursus su questa faccenda.

 

Senza andare troppo in la' nel tempo e con esempi facilmente riscontrabili, il produttore di Bravely Default, a domanda sul perche' della meccanica di gioco ancora una volta legata ai quattro elementi, fuoco, terra, etc, che va avanti nei videogames di stampo SEnix e non solo da prima del primo Final Fantasy, dice una cosa molto semplice: perche' era facilmente riconoscibile.

Cerchiamo un attimo quindi di sfatare un mito per una volta; non e' che tutta l'industria dell'intrattenimento e' fuori di testa e riesce a produrre solo storie SEMPLICI ove riesca e non si rivolga a nicchie particolari, non e' che ogni scrittore, sceneggiatore, autore sulla faccia della terra si diverta o sappia fare solo cose similari o che tutti gli altri INVECE possano fare di meglio.

 

E' l'esatto contrario, TUTTI quelli che pensano dopo aver letto o visto 'tot' storie di fare di meglio perche' loro si che sanno come fare e perche' QUELLE storie sono di natura 'semplice', non hanno la benche' minima idea di cosa stiano parlando.

Determinate istanze ed equilibri in una storia, e in modo speciale gli elementi cardine e fondanti, sono usati e saranno sempre usati da chi scrive le storie, per il semplice, semplicissimo motivo che nella stragrande maggior parte dei casi NON c'e' il TEMPO di introdurre nel giusto modo nuovi personaggi, nuove storie, nuove situazioni (SEMPRE, ribadisco, che non ci si rivolga ad un certo tipo di nicchia specifica che COMUNQUE HA GIA' le informazioni necessarie per decodificare tali nuove situazioni), QUINDI si usano archetipi, com'anche semplicemente figure ben ancorate con la realta' odierna, e questo NON influisce minimamente di per se' con il valore o meno di una vicenda o di una storia, perche' elementi gia' conosciuti, e quindi consentono di dedicarsi alla vicenda in modo maggiore.

 

Quindi, questo film sara' prevedibile per qualcuno, come sara' incomprensibile per un altro, quella e' unicamente frutto e logica applicata e derivata dal singolo e dai suoi gusti. Che sia ipso facto prevedibile, innanzitutto non sarebbe di per se' un male in alcun  modo, anche se lo fosse poi svolgerebbe il proprio 'compito' narrativo nel migliore dei modi possibili, dopodiche' non e' affatto vero che sia prevedibile.

PURTROPPO, non e' cosa da tutti mantenere l'adeguato distacco per formulare un giudizio critico che TRASCENDA il gusto personale e che su questo NON si basi.

Mica e' un male questo, anzi, ognuno ha le proprie cose da fare, le proprie prerogative, le proprie esperienze e quello, comunque usa e cerca di comunicare agli altri. Di piu', la moltiplicazione della presenza dei punti di vista su di un determinato argomento e' inoltre elemento molto importante nella socialita' e suo stesso fondamento d'essere.

 

Period.

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beh, il film voleva parlare di determinate tematiche come libertà, identità, coraggio e progresso tecnologico mettendo il tutto in relazione, anche con altri elementi "secondari" come le conseguenze di alcuni comportamenti sia sociali che individuali, e lanciando una piccola critica. questo si nota da quasi subito ed a metà film, qualora vi fosse l'interrogativo su cosa è giusto e cosa non lo è, si ha già la risposta (non fosse chiaro, attraverso il carattere dei personaggi, da che parte tirava il vento).

vi è anche un tentativo di depistaggio sull'identità dell'hacker visto che dingo ne sposa le tesi al punto da poter esser identificato come tale.

sostanzialmente è un po' come voler raccontare una nota favola a chi già la conosce, pertanto è sicuramente prevedibile sia nei contenuti che nella loro meccanica di sviluppo.

però non è esattamente il raccontare proprio quella favola quanto piuttosto reinterpretarla in un certo modo, quindi personalizzandola aggiungendovi elementi a piacere scelti dal proprio narratore.

da questo punto di vista il film funziona, ma capisco perchè contenutisticamente possa apparire banale. in fin dei conti il contesto sci-fi utilizzato, e ciò che esso implica, è un impianto piuttosto diffuso. classico. ops!

tuttavia personalmente non lo inquadrerei nella categoria "opera di un onesto mestierante"; ad esempio mi ha colpito molto come sia stata riassunta efficacemente la questione A.I. senza intestardirsi su fisime dialettiche e morali, sfuggendo all'incubo della ridondanza. un altro evento che mi ha sorpreso positivamente è che l'aspettativa dei nuovi adamo ed eva viene spazzata via, ed era giusto così, così come il fallimento della raccolta che per centinaia di anni era rimasto nel progetto del costruttore dell'arca. la trollatina con la musica era piacevole (ancora un po' e si presentava nekki basara a rivendicare i diritti di copyright).

imo resta uno di quei film ai quali si può dare una chance.

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Cerchiamo un attimo quindi di sfatare un mito per una volta; non e' che tutta l'industria dell'intrattenimento e' fuori di testa e riesce a produrre solo storie SEMPLICI ove riesca e non si rivolga a nicchie particolari, non e' che ogni scrittore, sceneggiatore, autore sulla faccia della terra si diverta o sappia fare solo cose similari o che tutti gli altri INVECE possano fare di meglio.

 

Io e te siamo come acqua e olio, non c'è comunicabilità reciproca.

 

Chiarisco meglio cosa intendo con prevedibilità.

 

Un sacco di storie si basano sul mantenimento dello status quo, cioè verso la fine tutto torna alla normalità. Se c'è un qualcosa che è vistosamente diverso dal modo in cui noi viviamo, verso la fine verrà ricondotto alla nostra normalità.

 

In questo senso, hai la protagonista che è un'orgogliosa appartente del mondo digitale. Vero la fine cosa succede? Ecco che diventa un'entusiasta sostenitrice della vita reale. I due hanno pure l'occasione di viaggiare tra le stelle, cosa che potrebbero realmente fare, ma va contro lo status quo e allora, sorpresa sorpresa, rimangono sulla terra. Con l'eccezione della scoperta che l'hacker era un AI il resto del film l'ho visto arrivare da un chilometro di distanza.

 

Non ne faccio una colpa a Urobuchi. E' un filmetto e si è scelto una trama semplice da gestire che a suo modo regge. Più ci pensi sopra però e ti coglie la spaventosa e involontaria reazionarietà di certi tipi di trama.

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